DAYSGONE

Days Gone: un viaggio fotografico nell'Oregon

Days Gone è uno dei giochi più apprezzati dell'anno: è arrivato il momento di andare alla scoperta delle bellezze dell'Oregon.

speciale Days Gone: un viaggio fotografico nell'Oregon
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  • PS4
  • PS4 Pro
  • Poco più di un anno fa, ci eravamo congedati da uno strano personaggio chiamato Alex, le cui vicende, a cadenza irregolare, vengono narrate sulle pagine di Everyeye. Facciamo un rapidissimo ripasso. Le sue avventure sono caratterizzate da alcuni comuni denominatori: si svolgono (almeno per ora) nelle terre occidentali degli Stati Uniti, si muovono avanti e indietro nel tempo senza alcuna logica apparente, e sono perennemente legate al mondo videoludico. Il nostro scopo è dunque quello di raccontarvi il medium attraverso gli occhi di questo personaggio di fantasia, lungo un percorso costellato di scatti che immortalano alcuni dei paesaggi più suggestivi del mondo digitale: dopo avervi mostrato uno speciale viaggio fotografico a tema Red Dead Redemption 2 è giunto il momento di partire per una nuova cavalcata sulle strade dell'Oregon. Lo stesso che fa da sfondo all'epopea post apocalittica di Days Gone.

    Dal cavallo alla moto

    Una volta lasciata la banda di Dutch Van Der Linde, Alex abbandona il suo cavallo per salire in groppa a una moto ruggente, un mezzo che rappresenta uno dei capisaldi della cultura dei biker. Ora il nostro viaggiatore si trova da qualche parte nei territori di quello che un volta era il selvaggio west e, anni dopo il tramonto della Frontiera, è pronto ad avviarsi verso nord fino allo stato dell'Oregon.

    Orange State Route 138

    Come era logico aspettarsi, l'elemento preponderante in questo momento è la strada, o meglio "the road", come la chiamano qui. Nelle terre occidentali del Nord-America la natura non è mai stata completamente domata, per fortuna. Nessuno è mai riuscito a sottometterla completamente al progresso, come successo altrove: la strada diventa quindi la cornice d'asfalto di un tripudio di verde magnificenza.

    Nonostante siano passati tanti decenni dall'epopea della gang di Dutch, il nostro protagonista non può fare a meno di notare che il profilo dei paesaggi è ancora molto simile a quello del Vecchio West. Intorno a lui non c'è traccia di anima viva, di civiltà, di presenza umana.

    Tutto sembra cristallizzato in un tempo immobile: un'atmosfera che trasmette ad Alex un forte senso di desolazione e solitudine. L'unico indizio di civiltà è un treno in rovina, un serpente d'acciaio adagiato nell'abbraccio di un infinito orizzonte boscoso.

    Treno merci nell'Umpqua National Forest

    Un incontro provvidenziale

    Ecco che improvvisamente Alex nota davanti a sé alcune macchine. Abbandonate. Vuote. Distrutte. Un corpo giace accasciato sul guard rail, morto chissà da quanto e ormai putrescente. Alex si avvicina guardingo e nota che il malcapitato è stato divorato vivo. E mentre l'atmosfera si fa sempre più terrificante, il nostro viaggiatore sente il rombo di un'altra moto, un suono tanto familiare quanto spaventoso. Il destriero di metallo porta in groppaa un altro biker, un uomo dallo sguardo cupo che scende dalla sella e gli si avvicina.

    Dice di chiamarsi Deacon St. John e prima ancora che Alex possa rispondere, gli intima di non ironizzare sul suo cognome "religioso" e di chiamarlo semplicemente Deek. È sicuramente un uomo del posto: l'accento è inconfondibile. Sul suo kutte sono cucite molte patch, grazie alle quali Alex intuisce di aver a che fare con un ex membro dei Mongrel MC, dai quali in seguito ha preferito separarsi, assumendo lo status di "nomad".

    Grazie al tatuaggio sulla mano destra, Alex capisce che si tratta di un ex militare, che ha servito nella 10th Mountain Division. Meglio quindi non farlo arrabbiare, del resto l'uomo è pesantemente armato. Non sembra avere tuttavia cattive intenzioni, pare anzi uno di quegli individui che incute timore con un solo sguardo, ma che in realtà nasconde un cuore d'oro.

    Deek racconta quindi a uno spaesato Alex di come, solo un paio d'anni prima, una pandemia globale abbia decimato la popolazione mondiale infettando gli esseri umani e trasformandoli in creature cannibali senza alcun raziocinio, chiamate Furiosi, che si muovono in enormi orde e non lasciano scampo a chiunque se li trovi davanti. Ora si spiega tutto: Alex è fortunato a non essere stato ancora attaccato.

    Deek rivela anche che gli umani sopravvissuti sono stati costretti ad abbandonare le città e a nascondersi nelle foreste, andando a formare delle comunità relativamente sicure, dove tutti lavorano a uno scopo comune, ovvero sopravvivere. Questi gruppi di superstiti sono sempre alla ricerca di nuova forza lavoro per rinfoltire le proprie fila in cambio di protezione, perciò Deek invita il nostro Alex a seguirlo e ad unirsi al suo gruppo stanziato a Lost Lake, un bel po' a nord.

    Improvvisamente, un ruggito interrompe la conversazione tra i due: i Furiosi non sono gli unici da cui stare ben lontano. Queste terre brulicano anche di animali selvaggi, feroci e nient'affatto amichevoli. Un orso si avvicina minaccioso, affamato, letale. Alex e Deek fanno appena in tempo a montare in sella alle loro motociclette e ad allontanarsi mettendosi in salvo, almeno per ora.

    Bikers on the run

    Per arrivare a Lost Lake però c'è molta strada da fare e la conformazione del territorio rende il viaggio tutt'altro che semplice. Meglio mettersi in marcia subito e cercare di giungere a destinazione prima che faccia buio: Deek spiega infatti che durante la notte i Furiosi si organizzano in enormi orde per andare a caccia. Un incontro da evitare ad ogni costo.

    I due guidano fianco a fianco, sembra che in qualche modo abbiano già sviluppato un legame, e cominciano a fidarsi l'uno dell'altro: in un mondo come questo, la fiducia reciproca è merce decisamente rara, ma necessaria se si viaggia in compagnia. La situazione è relativamente tranquilla, e Alex si lascia per qualche secondo distrarre dalla maestosità dei paesaggi che sfrecciano oltre i confini della strada. Guidare tra le maglie di questa malinconica ma affascinante desolazione gli provoca un cinico piacere, mentre lo sguardo indugia sulle sinuose curve delle montagne circostanti.

    Un viaggio pericoloso

    In questo pericoloso mondo, ogni minima risorsa va saggiamente centellinata e sfruttata a dovere. Le moto hanno carburante sufficiente per arrivare a Lost Lake, ma Deek e Alex si imbattono in una piccola pompa di benzina ai margini di una strada secondaria, dove decidono di fare rifornimento anche per dare un'occhiata agli scaffali del negozietto lì accanto.

    Rowena

    Il luogo è abbandonato da tempo, come tutto il resto d'altronde, ma sembra libero da Furiosi e quindi adatto a una fermata veloce. La zona, immersa tra le foreste, è un territorio inesplorato anche per Deek, che non si era mai spinto così lontano dal suo rifugio ed è stato costretto a farlo per incontrare un certo O'Brian. Un evento che lo ha molto turbato, visto che questo O'Brian sembra aver sviluppato abilità da Furioso pur mantenendo la capacità di ragionare, e ha rivelato a Deek delle notizie decisamente preoccupanti. Ma di questo parleranno meglio una volta arrivati a destinazione: non c'è tempo per le chiacchiere. Non ora.

    L'imbrunire si sta avvicinando e i due devono ancora superare Crater Lake, un enorme lago quasi perfettamente circolare e interamente contenuto nella caldera di quello che milioni di anni fa era un vulcano. Il tempo si sta guastando: da queste parti è soggetto a cambi davvero repentini. Una pesante nebbia sale dal Crater Lake, fino ad abbracciarne la circonferenza.

    Al suo interno, Alex scorge una piccola isola fortificata, con palizzate di legno tutto intorno: decisamente un ottimo luogo dove proteggersi dai pericoli del nuovo mondo, la cui forma ricorda vagamente un cappello da mago. Sarà per questo che si chiama Wizard Island.

    Deek spiega ad Alex che l'isola è in realtà il risultato di un'eruzione vulcanica, i cui detriti hanno appunto formato questo cono che fuoriesce dall'acqua del lago. Man mano che la conversazione procede, Deek sembra essere pervaso da brutti ricordi: in effetti, qualche tempo prima dell'incontro con Alex, Wizard Island è stata il teatro di una ferocissima battaglia tra il suo gruppo e altri sopravvissuti che apparentemente vivevano sotto un regime militare. Sì, perché i Furiosi e gli animali non sono gli unici pericoli in agguato in questo angolo d'America. Sembra che la natura umana sia talmente corrotta che anche in un mondo post apocalittico trovano spazio lotte fratricide e sanguinose guerre civili. Alex apprende dell'esistenza di un gruppo di fanatici religiosi chiamati Ripugnanti, che venerano i Furiosi e ne abbracciano lo "stile di vita".

    Wizard Island, Crater Lake

    Superato Crater Lake, la foresta prende di nuovo il sopravvento. Purtroppo la strada per Lost Lake si interrompe bruscamente: è distrutta. Alex e Deek si vedono dunque costretti a imboccare un sentiero tra gli alberi, ben consci dei rischi.

    Per raggiungerlo, devono però spingere le loro moto sul bordo di uno strano dirupo, che sembra voler dividere la foresta circostante su due livelli. In questo luogo la natura tratteggia un affresco suggestivo, fatto di coni bicromatici che trafiggono il terreno e si ergono imponenti.

    Pinnacles Overlook

    Occhieggiando l'orizzonte dalla cima di questo dirupo, Alex intuisce quanto immensa sia la foresta dell'Oregon: una distesa verde che si estende a perdita d'occhio. L'incanto viene spezzato da una necessità che non ammette alcun indugio: bisogna ritornare sulla strada non appena possibile, per evitare di perdersi durante la notte.

    È un vero peccato che la situazione non consenta un'esplorazione più accurata, vista l'avvolgente meraviglia dello scenario.

    Qualche minuto dopo i due riescono finalmente a ritrovare la strada, con Lost Lake che ormai dista solo poche miglia. Una prospettiva confortante, rovinata dal suono di un'altra moto in avvicinamento. Deek imbraccia il fucile, pronto a difendersi, ma per fortuna la sorte ha condotto da loro due volti amici. Deek presenta ad Alex i nuovi arrivati: si tratta di Sarah, una bellissima ragazza che sembra avere occhi solo per Deek, e un altro individuo dall'aspetto losco, completamente rasato e con vari tatuaggi sul cuoio capelluto.

    Sembra un ex biker anche lui, ma al posto del braccio ha una specie di lama, senza dubbio il lascito di un gran brutto incontro. È molto legato a Deek: i due sono evidentemente buoni amici e condividono un lungo passato insieme. L'uomo dice di chiamarsi Boozer. Il gruppo rientra finalmente nell'accampamento di Lost Lake, che ospita una comunità ben addestrata ma anche pacifica e disposta ad accettare di buon grado il nuovo arrivato.

    C'è perfino un cucciolo di cane che accoglie festoso il ritorno di Boozer, lasciando intuire che forse anche lui nasconde un animo decisamente più nobile di quanto il suo aspetto non sembri suggerire. La giornata volge ormai al termine, e ad Alex viene assegnata una piccola stanza all'interno di quello che un tempo doveva sicuramente essere una baita accogliente.

    L'indomani l'aspetta il primo briefing con Deek e compagni: del resto la permanenza nella comunità impone di darsi subito da fare per contribuire al bene comune. Alex viene a sapere che la moneta di scambio in questo nuovo mondo è rappresentata dalle orecchie dei Furiosi, e ne serviranno parecchie per acquistare dell'equipaggiamento decente. Il nostro beniamino dovrà quindi rimboccarsi le maniche e prendere parte a numerose spedizioni per guadagnarsi la fiducia del gruppo. La sua iniziazione consisterà nell'aiutare Deek ad eliminare un'orda che pare aggirarsi non lontano dall'accampamento di Lost Lake. Un proposito che, dopo un viaggio lungo e irto di pericoli, richiama a gran voce un sonno corroborante.

    Via Lattea, Oregon del Sud

    Prima di abbandonarsi ai sogni, Alex non può però fare a meno di concedersi qualche istante di fronte alla struggente meraviglia di un cielo stellato che, senza tracce di inquinamento a spezzare l'incanto della notte, si fa testimone silenzioso del definitivo collasso della società. Peccato solo per la voce proveniente da una radio in lontananza: questo Mark Copeland di Radio Free Oregon non sembra proprio voler smettere di parlare...

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