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Death Stranding: Mama e Bambini Ponte, novità sul gameplay dalla Gamescom

Durante la cerimonia di apertura della Gamescom, Hideo Kojima ha mostrato una sequenza di gameplay di Death Stranding per PS4: ecco cosa abbiamo scoperto.

Death Stranding Gamescom 2019
Anteprima: PlayStation 4
Articolo a cura di
Disponibile per
  • PS4
  • PS4 Pro
  • Hideo Kojima, ormai si sa, è un concentrato di genio e sregolatezza. Alle volte però il confine tra i due estremi è davvero molto labile, ed il rischio di compiere un passo di troppo verso l'abisso della stravaganza risulta piuttosto elevato. L'annuncio di Death Stranding è sempre stato accompagnato da cinematiche tanto criptiche quanto affascinanti, nonché da brevissimi stralci di gameplay che hanno acuito dismisura le aspettative su questa nuova ed ambiziosissima avventura. Come ampiamente anticipato, agli esordi della GamesCom sul palco di Geoff Keighley, Kojima-San ha fatto una nuova apparizione, portando con sé ovviamente un altro frammento del suo mosaico videoludico.

    Il game director continua il suo percorso di approfondimento dei personaggi che puntellano il cast di Death Stranding: dopo averci presentato più nel dettaglio le bizzarre caratteristiche di Heartman, interpretato da Nicholas Winding Refn, è ora il turno di Mama e di Deadman, con i volti rispettivamente di Margaret Qualley e Guillermo Del Toro. Al termine di questo inedito focus narrativo, che ribadisce a chiare lettere il geniale ermetismo della produzione, sono stati poi mostrati altri sei minuti di gameplay di Death Stranding, in cui la sregolatezza e l'autoreferenzialità hanno finito invece per prendere il sopravvento.

    La madre

    C'è della palpabile tristezza in ogni personaggio di Death Stranding: ciascuno sembra annegare in un mare di dolore, avvolto da un sentimento di perdita o da una condizione di trappola esistenziale. Mama, in tal senso, è una figura che in poche battute ha espresso tanta angoscia ed altrettanta dolcezza. L'avevamo già incontrata nel precedente trailer dell'opera, intenta ad interagire con una materia intangibile, con la stessa delicatezza con cui si accudisce un bambino.

    Il video a lei dedicato ha confermato le nostre supposizioni: Mama abbraccia, coccola e stringe a sé proprio sua figlia, nata nell'altro mondo, priva in apparenza di corpo fisico ed ancora connessa indissolubilmente al ventre della madre tramite un etereo cordone ombelicale. Come ciò sia stato possibile, non ci è dato saperlo: è assai presumibile che la causa primaria di una simile anomalia sia da ricercarsi nel fenomeno noto come Death Stranding, ma quel che più ci interessa - allo stato attuale - è che il legame tra la donna e la sua bambina è talmente potente da non permettere a Mama di spostarsi in un altro luogo. Questo ci dà modo di intuire come i due piani dell'esistenza in Death Stranding siano in qualche maniera sovrapposti, e che la posizione geografica e la presenza fisica dei personaggi siano un elemento che - a livello ludico - dovrà essere tenuto in seria considerazione durante l'avanzamento.

    Basta poco per empatizzare con Mama: dai suoi occhi traspare tutto l'amore che nutre nei riguardi della figlia, un affetto che si esterna nel sacrificio di restare sempre all'interno di uno specifico spazio pur di non separarsi dalla piccola.

    "Lei non è come le altre Creature Arenate" - dice la ragazza ad uno spaventato Sam, già pronto a non emettere il benché minimo respiro quando ne percepisce la presenza grazie al Bridge Baby. La figlia di Mama, inoltre, lascia alcune impronte sul corpo della donna, esattamente come fanno sia gli altri suoi simili, sia il bambino che scompare tra le braccia di Sam nel trailer d'esordio di Death Stranding. Un simile dettaglio - unito alle parole di Mama, che definisce la piccola bimba incorporea come una "creatura arenata" - ci lascia ipotizzare che queste entità non siano unicamente dei mostri dal sapore lovecraftiano, bensì altre forme di esseri umani. Data la loro natura, forse non bisogna trattarli come orride bestie: ecco perché Mama ha realizzato appositamente per la sua pargoletta un sonaglio da culla, su cui pendono, non certo a caso, tutte rappresentazioni stilizzate di creature marine, tra polipi e balene. Il mare - ossia il luogo da cui nasce la vita - torna insomma a ribadire il suo ruolo centrale nella lore di Death Stranding.

    Il morto ed il bambino ponte

    Il secondo trailer dedicato al personaggio di Guillermo Del Toro è un'appendice perfetta del video focalizzato intorno alla vicenda personale di Mama. Questo perché Deadman ci spiega più nel dettaglio l'essenza di un Bridge Baby, dandoci l'opportunità di collegare qualche tassello ulteriore del background narrativo.

    Anzitutto, abbiamo la conferma che non esiste un solo bambino ponte: trattati alla stregua di semplici strumenti, questi pargoli incapsulati permettono di entrare in collegamento con quello che viene definito "il mondo dei morti", tramite il quale Sam è in grado di interfacciarsi proprio grazie al Baby che tiene con sé. Questi bambini, benché i misteri che li circondano siano ancora innumerevoli, non hanno una durata infinita: sembra infatti che il loro ciclo di sopravvivenza sia di appena un anno, un lasso di tempo dopo il quale non ci è dato sapere cosa accade al loro corpo o alla loro essenza. Quel che è certo dalle spiegazioni di Deadman è che il Bridge Baby (BB) sia stato strappato dall'utero materno e che per questo avverte una sensazione di continua mancanza nei riguardi della sua cosiddetta Still Mother: si definisce tale una donna che ha perduto il proprio bambino quando il feto ha raggiunto le 20 o le 28 settimane di sviluppo.

    La Still Mother del BB di Sam si trova a Capital Knot City: questa distanza dovrebbe essere la causa principale del livello di stress di cui soffre il pargolo e che va assolutamente tenuta sotto controllo. Per fare in modo che il Baby si calmi è necessario inserirlo saltuariamente all'interno di una capsula che simula l'utero della madre, così da ricaricare le sue funzioni. Ma questo non basta: occorrerà infatti anche aggiornare la sincronia tra il POD e la Still Mother tramite la connessione al network chirale, mettendo in comunicazione le città americane da est ad ovest, probabilmente creando una mappatura che dia la facoltà ai due mondi di entrare in simbiosi.

    Si tratterebbe quindi proprio della missione che Sam è chiamato ad adempiere. A quanto pare, in sostanza, il BB potrebbe essere un corrispettivo speculare delle Creature Arenate, e pertanto anche della figlia di Mama: il parto non riuscito di una Still Mother che - in virtù della sua natura - ha un forte legame col mondo dei morti, seppur dotato di un corpo fisico che funge da involucro.

    Come ribadisce Deadman, i Bridge Baby sono solamente strumenti, caratterizzati persino da una data di scadenza, ai quali non bisogna affatto legarsi emotivamente. Sam non sembra però per nulla intenzionato a seguire questo monito, dal momento che in più occasioni abbiamo avvertito una sorta di affezione che unisce il protagonista a quello che lui chiama "il suo bambino". Anche il legame tra i due sarà dunque uno dei pilastri del gameplay di Death Stranding, sia a livello emotivo che strettamente ludico.

    Connettere il mondo

    Cosa accade al BB quando termina il ciclo? E nel caso ciò accadesse, Sam sarà costretto a rinvenire per il mondo di gioco altri Bambini Ponte? È lecito immaginare che la storia di Death Stranding si svolga nell'arco di un arco di tempo ben preciso, da vivere in compagnia di un unico Bridge Baby con cui instaurare un rapporto "speciale". Nella clip di gameplay mostrata sul palco dello show, d'altronde, Sam - accasciato a terra in uno stato di evidente stanchezza - sussurra al suo "strumento" di resistere ancora un po', magari in attesa di raggiungere un altro utero artificiale in cui "ricaricare le pile".

    Prendersi cura del piccolo, dunque, potrebbe rivelarsi un'attività che nell'economia ludica di Death Stranding ha un valore da non sottovalutare affatto: basti pensare che, dopo una caduta da una rupe, i danni subiti influenzeranno il grado di stress del BB il quale - prima di giungere in un nuovo utero - dovrà essere placato attraverso alcune coccole, come il dondolio da simulare con i sensori di movimento del Dualshock 4.

    A parte questo scampolo di azioni inedite, però, il gameplay dell'opera di Kojima avrebbe meritato una dimostrazione decisamente più sostanziosa e solida. In pochi minuti, il maestro giapponese ha dato libero sfogo alla sua bizzarria, mostrando una delle possibili azioni in-game, attivabile tramite un menù a ruota, nel quale selezionare l'opzione per urinare e marcare il territorio, nonché segnalare la nostra presenza ed il nostro passaggio ad altri giocatori, facendo crescere un fungo nel punto in cui abbiamo liberato la nostra vescica. Sappiamo che il multiplayer di Death Stranding sarà uno dei fattori rivoluzionari del prodotto, ma ora come ora la sola feature multigiocatore che Kojima ha svelato consiste nella facoltà di urinare sullo stesso fungo di un altro utente: così facendo finiremo per incrementarne le dimensioni in base al numero di corrieri che decideranno di compiere lo stesso gesto.

    Goliardica ed inusuale, simile caratteristica ci ha lasciati un po' perplessi: pur essendo abituati alle "pazzie" del maestro, e pur attendendo con tanta curiosità un nuovo video di gameplay più esteso previsto per il Tokyo Game Show, siamo convinti che su un teatro come quello della GamesCom 2019, Death Stranding avrebbe dovuto mostrare la sua anima ludica in ben altra maniera e con un pizzico di concretezza in più.

    Il resto della presentazione si è limitato a ribadire come una delle missioni di Sam consista nella consegna di pacchi: in questo determinato frangente, il protagonista ha raggiunto un NPC con le sembianze nientemeno che di Geoff Keighley, il cui ologramma si trova in una piccola base che forse - nella dimensione online - incarnerà un rifugio personalizzabile dai giocatori. Qui Sam ha trasferito un carico, liberandosi inoltre dal peso che portava addosso, identificato da un apposito valore numerico, segno di come nel gioco completo potrebbero esserci dei limiti nel trasporto di merci a seconda della pesantezza.

    Poco chiara su come funzionino i meccanismi dell'interattività, questa porzione di gameplay è servita prevalentemente mostrare la mappa del network chirale da interconnettere e soprattutto per dar sfoggio di un ulteriore cameo "celebre" nella galleria di volti di Kojima. A tutto ciò si affianca una buona dose di follia che fatichiamo ad inquadrare a dovere in una cornice come quella della Gamescom, dove i riflettori avrebbero dovuto essere puntati, a nostro parere, sulle peculiarità distintive della struttura ludica, e non sulla stravaganza del game director nipponico.

    In ogni caso l'uscita si fa sempre più vicina: mentre vengono centellinate le risposte, si moltiplicano chiaramente anche le domande e le curiosità, con le quali Kojima continua a tenerci legati a sé, pur con qualche eccesso di bizzarria, come se noi fossimo delle Creature Arenate connesse a lui tramite un indistruttibile cordone ombelicale.

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