Death Stranding: pensieri in libertà sul nuovo gioco di Hideo Kojima

Riflessioni sconnesse e speculazioni fantasiose sull'ultimo trailer di Death Stranding, la nuova opera del papà di Metal Gear Solid.

speciale Death Stranding: pensieri in libertà sul nuovo gioco di Hideo Kojima
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  • PS4
  • PS4 Pro
  • In questa parte dell'articolo, per convenzione e forma creativa universalmente riconosciuta, dovrebbe esserci un'introduzione attraente, capace di catalizzare l'attenzione del lettore, di invogliarlo a proseguire lungo le righe con curiosità. Sapete che c'è? C'è che al momento non ho la materia grigia per svilupparla, perché tutti i miei neuroni sono impegnati a decifrare i messaggi di quel trip fatto a trailer di Death Stranding che Kojima-san ci ha mostrato all'E3. Sì, ancora quel video. Ma questa volta osservato con la benedizione del nostro signore e dio del sapere Piero Angela. Perciò bando alle ciance e diamo uno sguardo al tutto con un'ottica naturalistica, che qui c'è da venirne a capo, in un modo o nell'altro.
    *Aria sulla Quarta Corda playing softly in the distance*

    Perché quel tardigrado è così grosso?

    I Tardigradi sono un phylum di invertebrati protostomi celomati la cui capacità di sopravvivere in condizioni estreme è particolarmente sviluppata. In età adulta raggiungono una dimensione tra gli 0,1 e l'1,5 mm. Wikipedia docet. Nell'ultimo trailer di Kojima, righello alla mano, se prendiamo per buona la fedeltà di ricostruzione dell'avvenente Léa Seydoux, il tardigrado, in rapporto alla donna alta 1,68 metri è lungo 6-7 centimetri. Come ha fatto quella creatura a raggiungere una simile grandezza?

    Per capirlo è utile prima di tutto guardare l'ambiente in cui è inserito. Se accettiamo che Hideo Kojima stia concependo il suo gioco influenzato dal principio antropico, dobbiamo presumere che si stia basando in qualche modo sulle osservazioni scientifiche note, nella loro forma canonica e non. Tra queste è possibile quindi che l'evoluzione sia contemplata. Si potrebbe quindi pensare che la pressione evolutiva abbia allentato la presa sulla bestiola, che in mancanza di concorrenti si è imposta nell'ecosistema. E questo ci porta alla successiva osservazione.

    Respiro letale

    Nel mondo di Death Stranding non sembra esserci vita, salvo rare eccezioni. Mettiamo da parte per un attimo il protagonista Sam e gli umani al seguito, che tra poteri imprevisti e tecnologia stanno in qualche modo sopravvivendo all'ambiente ostile. Nell'ultimo trailer si è data enfasi alla meccanica di trattenere il fiato, già presentata nel precedente filmato. Le creature che braccano il Nostro individuano i malcapitati ascoltando il respiro.

    Curiosamente, tra le poche forme di vita superstiti, nessuna presenta una respirazione che emette rumori percettibili. Le piante respirano attraverso foglie, steli e radici, le libellule (una delle specie più antiche di insetto peraltro) attraverso il loro corpo, idem per i tardigradi. Gli uccelli invece presentano un sistema di ventilazione polmonare tale che è come se fossero sospesi in una perenne inspirazione: la loro respirazione è fluida, e lo scambio gassoso è continuo al punto tale da non essere percepibile il classico movimento respiratorio a due tempi. Inoltre le forme di vita mostrate sono anche superstiti noti delle grandi estinzioni di massa.

    Chiralità, fattore estinzione, teoria del caos e... anti-tempo.

    Lacrime. Allergia Chirale. Quindi hai un/dei Dooms anche tu, come me. Quale è il tuo livello?
    Ho il fattore d'estinzione, ma penso tu mi batta.

    L'universo di Death Stranding sembra sorreggersi su una dimensione ridotta al collasso per relazioni causa/effetto ancora ignote. Due realtà, una negativo dell'altra, alle quali forse si aggiunge un terzo limbo che fa da cuscinetto. Sam, in questo contesto, pare essere un unicum e una costante. Da qui forse il concetto di chiralità menzionato, che in senso generale è la proprietà di avere un'immagine speculare NON sovrapponibile a sé. Sam è il fattore caotico dell'equazione, è il battito di ala di farfalla a Pechino che genera un uragano in Florida.

    Il suo fattore d'estinzione ne è probabile concretizzazione: una costante condivisa, in bilico tra le due dimensioni che cercano un equilibrio, che appena si sposta un po' troppo verso uno dei contrappesi, genera automaticamente un vuoto sull'altro. Una mancanza però amplificata su scala universale da creare non vuoti, ma crateri. Voidout. Nel mentre la pioggia continua a cadere, e ciò che tocca cresce e decade in pochi istanti. Come se l'acqua arrivasse da un cielo diverso diverso da quello della terra che bagna. Come se all'antimateria si affiancasse l'antitempo in un manifestarsi caotico di fenomeni.

    Uomo vs ignoto, adattamento e superuomo

    La componente aliena in Death Stranding è quasi palese: creature dalle anatomie inedite alla biosfera terrestre (vedere il trailer TGA 2017) invadono la nostra dimensione e interagiscono con homo sapiens, l'unico che grazie alle sue capacità adattive è in grado di sopravvivere in questo ambiente ostile. Ne è un esempio l'ombrello vibrante della elusiva Léa: se rallentate il suono delle sue vibrazioni a una frequenza tale da poter esser colta, sentirete il codice morse dell'SOS, rimodulato in maniera tale da risultare il più silenzioso possibile.

    Ma è utile al nostro discorso anche l'atto di ingerire i grossi tardigradi, chiamati in DS Cryptobioti non a caso: la cryptobiosi nella realtà è la capacità dei tardigradi di sospendere le loro funzioni metaboliche in risposta a un ambiente ostile (assenza di ossigeno, gelo...) in attesa di condizioni migliori e in Death Stranding vengono assunti per contrastare gli effetti del Timefall. Adattamenti contro un nemico soverchiante che schiaccia l'esistenza inesorabile. Ma questo nemico cosa è? Chi è? E se non fosse alieno in senso spaziale ma lo fosse in senso temporale? Se quei mostri, che in un modo o nell'altro riportano tratti simili agli uomini (mi riferisco all'organo prensile mano, condiviso sia dagli umani che dai mostri di DS), si rivelassero una forma di deriva evolutiva umana? Se fossero superumani, adattati all'inferno di petrolio e morte creato dal loro stesso operato? Un paradosso temporale che mastica se stesso fino all'attimo prima della fine.

    Once, there was an explosion, a bang which gave rise to life as we know it. And then, came the next explosion. An explosion that will be our last.

    Ho bisogno di dormire.

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