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Death Stranding: alla scoperta del cast del gioco di Hideo Kojima

In questa epoca di transmedialità Hideo Kojima abbatte l'ennesima barriera tra cinema e videogiochi con un cast stellare per Death Stranding.

speciale Death Stranding: alla scoperta del cast del gioco di Hideo Kojima
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  • Pc
  • PS4
  • PS4 Pro
  • Nella transmedialità contemporanea dove tutto è interconnesso, Hideo Kojima abbatte l'ennesima barriera tra cinema e videogiochi. Il suo Death Stranding è stato capace di polarizzare l'attenzione sia degli esperti del settore che del grande pubblico grazie a una campagna marketing gigantesca, fatta di grandi annunci e sottili allusioni. Tutti sono stati insomma catturati dal titolo realizzato sotto l'egida di Sony, partendo dal giocatore della domenica fino allo studioso di cultura visuale contemporanea. Il motivo di questo interesse collettivo risiede nel fatto che Kojima ha scelto di avvicinare ulteriormente il mondo cinematografico e quello videoludico, grazie all'utilizzo di volti celebri dello star system hollywoodiano e televisivo, le cui fattezze sono state ricreate a meraviglia in virtù della potenza del motion capture e del Decima Engine. Prima di scoprire il nostro giudizio definitivo su Death Stranding, ripercorriamo insieme chi sono i grandi nomi che incontreremo una volta accesa la console, capaci di comporre un cast davvero da capogiro.

    Sam - Norman Reedus

    Iniziamo con il protagonista, il primo a essere stato rivelato: Norman Reedus, la star indiscussa di The Walking Dead, in grado di restare nel cuore dei fan stagione dopo stagione, nonostante sia privo di una controparte cartacea nel capolavoro a fumetti di Robert Kirkman. Il personaggio di Daryl Dixon è rimasto piuttosto "connesso" alla figura di Reedus, a tal punto da entrare quasi in simbiosi con l'attore, che ha recitato anche in altre opere cinematografiche, come Blade II o American Gangster di Ridley Scott, pur senza mai spiccare particolarmente.

    Con Reedus all'apice della popolarità in The Walking Dead, la mossa di marketing di Kojima si è rivelata perfetta: il rapporto lavorativo tra i due, già cominciato nel mai dimenticato Silent Hills, è proseguito all'interno di Death Stranding, suscitando nei fan - rimasti delusi dalla cancellazione del suddetto gioco horror per mano di Konami - un'ondata di ammirazione e curiosità. Senza contare poi che Norman è stato uno dei maggiori promotori del progetto, sempre pronto a ribadire il suo coinvolgimento in Death Stranding: Kojima, del resto, ha modellato Sam Porter Bridges mantenendo un'assoluta e maniacale fedeltà al suo modello di riferimento.

    Cliff - Mads Mikkelsen

    E qua si comincia ad alzare l'asticella. Scegliere Mads Mikkelsen è stato infatti un tocco di genio. L'attore danese è un concentrato tagliente di bravura, capace di atterrire con lo sguardo e di caratterizzare con mille sfaccettature anche un personaggio muto tramite la sola mimica facciale (basti pensare al suo One-Eye in Valhalla Rising).

    Mikkelsen è interprete di ruoli principalmente "cattivi" - il suo Le Chiffre è tutt'oggi uno dei migliori Bond Villain di sempre - ma è anche in grado di sfociare nel grottesco con totale disinvoltura, come ad esempio nel film Le mele di Adamo, dove si cala nei panni di un personaggio piacevolmente sopra le righe. Come non citare poi la sua performance di Hannibal Lecter nella serie televisiva della NBC. Death Stranding possiede pertanto tra le sue fila un attore di razza, il cui ruolo non è ancora ben chiaro nell'ordito narrativo intessuto da Kojima: quel che è certo è che Mikkelsen si porta in spalla sia l'esperienza del cinema indipendente e da festival, sia di produzioni più mainstream. Un volto, in sostanza, ricchissimo di sfumature.

    Fragile - Léa Seydoux

    Il personaggio di Léa Seydoux giocherà un ruolo importante in Death Stranding, così come l'attrice sta facendo nel cinema d'essai. Vincitrice della Palma d'oro a Cannes per La vita di Adele, la Seydoux, come Mikkelsen, saltella abilmente tra opere da festival e film più pop, passando da Kechiche a La bella e la bestia, da Woody Allen ai Bond Movie, da Yorgos Lanthimos, Xavier Dolan e Wes Anderson a Mission: Impossible.

    Attrice poliedrica dal carisma unico, accompagna bellezza e bravura con naturale grazia, sapendo scegliere alla perfezione ruoli, film e registi con cui collaborare. Léa gioca spesso con questo mix di presunta fragilità e diafana bellezza, e sarà interessante vedere come si è approcciata al processo di motion capture dopo una carriera che, seppur non lunghissima, le ha già permesso di lavorare con alcuni dei migliori autori in circolazione.

    Mama - Margaret Qualley

    Balzata sotto la luce dei riflettori mondiali con C'era una volta a Hollywood, Margaret Qualley sta rapidamente scalando ogni vetta di apprezzamento possibile. Classe 1994, sguardo magnetico e occhi in cui annegare, la Qualley aveva già dimostrato la sua bravura in quel gioiello seriale di The Leftovers per la HBO. Pur non essendone la protagonista, la figlia di Andie MacDowell si era infatti ritagliata un posto di primo piano nella serie, nella quale ci ha permesso di notare tutto il talento che sobbolliva sotto la superficie.

    Unica mattatrice di uno spot piacevolmente delirante per la Kenzo, diretto da quel folle genio di Spike Jonze, la Qualley ha poi deciso di non sfigurare neanche a fianco di Russell Crowe, Ryan Gosling e Kim Basinger in quel gioiellino di comicità sopra le righe di The Nice Guys. Vederla in versione digitalizzata sarà dunque una prova ulteriore per una carriera in ascesa, sperando che la sua bravura venga esaltata a dovere da Kojima.

    Amelie e Bridget - Lindsay Wagner

    Lindsay Wagner è la donna bionica. Cosa volete di più? Regina indiscussa dell'omonima serie degli Anni ‘70 (per la quale ha anche vinto un Emmy), la Wagner si sdoppierà in Death Stranding, interpretando il ruolo di Amelie - vecchia fiamma di Sam - e di Bridget, la presidentessa delle United Cities of America.

    Apparsa in un numero infinito di serie tv, Lindsay ha conquistato così tanto il pubblico per il suo ruolo in L'uomo da sei milioni di dollari da spingere alla creazione di uno spin-off dedicato interamente a lei (La donna bionica, per l'appunto). In Death Stranding, come già accennato, ha subito un processo di ringiovanimento ed invecchiamento digitale: un pionieristico punto di incontro tra una star d'altri tempi e le nuove tecnologie, che speriamo possa dare ottimi frutti all'interno dell'ambiziosa opera di Kojima.

    Deadman - Guillermo del Toro

    Una personalità come quella di Guillermo del Toro non dovrebbe aver bisogno di presentazioni. Regista fuori dagli schemi a cui i mostri "hanno salvato la vita", in grado di mescolare fiaba e realtà con mano sapiente e cruda allo stesso tempo, autore di capolavori come Il labirinto del fauno e amante di qualsivoglia elemento nerd. Padre dell'Hellboy di Ron Perlman, premio Oscar per La forma dell'acqua, nonché un visionario in grado di dar vita, con lucida chiarezza, alle proprie fantasie nelle pellicole che dirige.

    Del Toro doveva occuparsi della regia di Silent Hills, ma dopo il fallimento del progetto, lo ritroviamo nuovamente fianco a fianco di Kojima, anche se solo in qualità di attore. Prolifico come non mai (sul suo Twitter si può trovare una lunghissima lista di progetti pronti e finiti che non hanno trovato uno sbocco al cinema), del Toro in Death Stranding ha però prestato solo le proprie sembianze per il modello tridimensionale, mentre la voce del personaggio di Deadman sarà quella dell'attore e doppiatore Jesse Corti.

    Heartman - Nicolas Winding Refn

    Se con Drive ha consacrato Ryan Gosling ed è riuscito ad attrarre su di sé le attenzioni del mondo, non bisogna dimenticare che Nicholas Winding Reftn arriva da una serie di piccole, grandi perle cinematografiche dinanzi alle quali è arduo rimanere indifferenti, come i vari Pusher, il già citato Valhalla Rising e Bronson, in cui possiamo ammirare una delle migliori interpretazioni della carriera di Tom Hardy.

    Autore cinico e sanguigno, Refn mescola eleganza e violenza, misurando a dovere i movimenti di macchina, le parole e le azioni in un concentrato di stile unico e riconoscibile. Come per il Deadman di del Toro, il regista danese ha funto da base di partenza per la digitalizzazione del personaggio di Heartman, il quale sarà doppiato dall'attore Darren Jacobs.

    Die-Hardman - Tommie Earl Jenkins

    Tommie Earl Jenkins è un professionista che lavora principalmente con la voce, e forse non è un caso se in Death Stranding - almeno in base ai trailer diffusi - lo vedremo sempre con indosso una maschera.

    Lettore di audiolibri (quello di Dodici anni schiavo, per fare un esempio), nonché attore teatrale che ha anche recitato in qualche piccolo ruolo tra cinema e televisione, Tommie Jenkins punterà soprattutto sulle proprie abilità di doppiatore: basterà la sua sola voce a dare carisma a Die-Hardman, la cui maschera è già diventata iconica tra la fanbase?

    Higgs - Troy Baker

    Veterano assoluto del mondo videoludico, Troy Baker ha doppiato un numero sterminato di personaggi di videogame, da Revolver Ocelot di The Phantom Pain a Joel di The Last of Us, passando per Samuel Drake di Uncharted 4, e Booker DeWitt di Bioshock Infinite.

    Baker ha già ampiamente dimostrato di trovarsi a proprio agio con il motion capture: Kojima lo ha scelto per la sua straordinaria capacità di calarsi a meraviglia in ogni personaggio che interpreta, e per il suo notevole curriculum, in cui spiccano ruoli dal grande spessore psicologico. Tutta questa sua esperienza potrà trovare piena espressione nel villain chiamato Higgs, che dai trailer risulta un antagonista pronto a destabilizzare tutto il mondo di Death Stranding.

    Per tutti gli altri articoli dedicati all'opera di Kojima, vi invitiamo a consultare la nostra pagina evento di Death Stranding.

    Death Stranding Hideo Kojima sembra aver fatto le cose in grande: il suo nuovo prodotto propone un cast di assoluto spessore, che annulla le distanze tra cinema e videogame per ibridare questi due media in un'unica opera dalle smodate ambizioni, ludiche e narrative. Per scoprire quanto la visione dell’autore giapponese riuscirà a concretizzarsi, dovremo attendere la nostra recensione, che arriverà il primo novembre sulle pagine di Everyeye.it.

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