Destiny 2: i dubbi del presente e le speranze del futuro

L'Annual Pass de I Rinnegati sta giungendo al termine, culmine di una stagione non troppo esaltante, che lascia preoccupazione per il futuro...

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  • Destiny 2 non se la sta passando troppo bene, di recente. Se l'arrivo ormai imminente del nuovo Raid e della Stagione della Ricchezza ha in qualche maniera riacceso l'interesse di una parte del pubblico, è innegabile che lo sparatutto a mondo condiviso di Bungie abbia ormai allontanato una larga parte della fanbase, per via di scelte non proprio felici.
    La stagione del Ramingo è stata poco convincente, la formula dell'annual pass non ha certo fatto faville, e una comunicazione evasiva ha lasciato trapelare poco o niente del prossimo e del lontano futuro.

    Qualcuno potrebbe obiettare che situazioni analoghe si sono già verificate in passato: Destiny è un franchise che ci ha sempre abituato ad alti e bassi, e del resto nei Game as a Service è quasi fisiologico che ci siano momenti di stasi e attesa. Resta vero però che, solitamente, queste fasi sono sempre riempite da notizie e speculazioni sul futuro, da una sorta di fermento per quello che verrà, mentre stavolta Bungie si è chiusa in un silenzio preoccupante, così che la community si sia sentita abbandonata e anche un po' stizzita. C'è modo di recuperare?

    Lo stato dei Guardiani

    La Stagione del Ramingo sta volgendo al termine, ed è quindi opportuno tirare le somme. Il contenuto centrale dell'annual pass, che ha seguito l'altalenante Stagione delle Forge, ha creato fin dal principio delle enormi perplessità, sia per quel che riguarda l'efficacia dei contenuti che per come sono stati presentati.

    La season si basa su Azzardo Eccelso, una rivisitazione della modalità ibrida che aveva accompagnato l'uscita di Forsaken: questa variazione, per quanto potenzialmente interessante, non è riuscita a rivitalizzare un game mode che, guardando ai dati, è passato di moda in men che non si dica.
    C'è anche da dire che la Variante Eccelsa, più che come un contenuto vero e proprio, è stata trattata come una sorta di "esperimento": un sistema per testare un nuovo "ciclo di farming", che rimbalzasse i giocatori fra Azzardo Eccelso e Verdetto. Strutturalmente parlando l'esperimento può dirsi riuscito: il "circolo" ideato da Bungie è quantomeno efficace e funzionale, ma d'altra parte la prospettiva di avere armature con perk pensati per una delle modalità meno amate di tutto il pacchetto ha sgretolato la determinazione dei giocatori.
    Al contrario dell'Armeria Nera, che era riuscita (non senza qualche difficoltà) a diluire i suoi contenuti nel tempo, in questa Stagione l'unica attività che si è evoluta di settimana in settimana è stato il Verdetto. Una prova sicuramente impegnativa e intensa, che tuttavia ha giocato tutte le sue carte in appena tre settimane.

    Un plauso va fatto invece alla gestione della lore (qui il nostro ultimo approfondimento sulla lore di Destiny 2): non solo il Verdetto stesso ha aggiunto elementi interessanti alla mitologia di Destiny (facendo nascere molti interrogativi che ancora non hanno una risposta), ma in questa stagione si sono scoperte molte informazioni sui Nove e sul loro rapporto con il Ramingo. Per quanto gli appassionati dell'ambientazione ideata da Bungie possano dirsi soddisfatti, resta vero che queste rivelazioni si ottengono grazie agli incarichi di Xur, che hanno una difficoltà vicina allo zero.

    A tutto questo va associato lo stato in cui versa anche una fetta importante della community di Destiny 2, quella appassionata di PvP, che è da diverso tempo che si sente abbandonata e soprattutto messa in disparte a discapito di un PvE che resta comunque tiepido e non certo bollente.
    Il PvP di Destiny è stato sempre abbastanza travagliato, ma il suo momento d'oro delle prove di Osiride durante il primo Destiny non è mai più tornato. All'epoca, durante il weekend, la directory di Twitch di Destiny si riempiva senza fatica, perché le Prove dei Nove erano piacevoli da guardare oltre che da giocare.

    In questo secondo capitolo di Destiny il tutto è stato sostituito dalla sola playlist competitiva, che sulla lunga distanza si è rivelata soltanto un "grind" continuo per raggiungere la vetta della classifica, così da prendere una o due ricompense uniche che in molti casi hanno addirittura rischiato di rovinare l'esperienza di molti. Proprio l'arte del bilanciamento sembra in qualche modo sfuggire ai ragazzi di Seattle: pensiamo ad esempio a cosa è successo durante l'evento primaverile della Rievocazione, quando sono comparsi dei tonici che permettevano di recuperare, in pochissimo tempo, granate e abilità di classe, rendendo il crogiolo un vero inferno.
    E proprio restando in tema di Rievocazione, anche l'evento in sé è stato un flop, proponendo un'attività che era di fatto il "reskin" (visto che non bastava quello delle armi) della Foresta Infestata vista durante la Festa delle Anime Perdute. Similitudini a parte, l'attività si basa su un concetto vecchio, e risulta poco stimolante, con un senso di sfida sostanzialmente impercettibile.

    Il futuro dell'universo di Bungie

    La situazione finora descritta, insomma, rappresenta un quadro completo di tutti i motivi per cui l'annual pass de I Rinnegati può dirsi, ad oggi, un capitombolo quasi integrale. È vero che a livello economico siamo di fronte ad un prezzo contenuto rispetto alla media, ma se la qualità dev'essere questa, il rischio di pregiudicare l'ottimo lavoro fatto con Forsaken è alto.

    L'Armeria Nera aveva avuto diversi problemi, ma era riuscita a dare alla progressione un'impronta interessante, con eventi a tempo, il Laboratorio di Niobe e persino delle esotiche interessanti; con quest'ultima Stagione il passo indietro è stato evidente fin da subito, quando è stata presentata la roadmap principale.
    Il problema principale, come anticipavamo, è che Bungie non aiuta a sciogliere i dubbi che il Ramingo ha portato con sé.

    La casa di Seattle ha sempre centellinato le informazioni sui contenuti in arrivo, ma vista la situazione piuttosto problematica sarebbe interessante che il team si esponesse in maniera più decisa, soprattutto per calmare la community, preoccupata anche dal recente allontanamento di molte figure-chiave dello sviluppo. Un esodo che Bungie si è ben guardata da commentare. La prerogativa di Bungie è quella di riuscire sempre a risollevarsi da situazioni apparentemente senza via di scampo: è successo con il Re dei Corrotti, è accaduto con Forsaken, e ora deve avvenire di nuovo, e sarebbe bene che i semi di questa rinascita fossero piantati già durante la Stagione della Ricchezza. Il prossimo DLC sarà quello conclusivo dell'annual pass, e dovrebbe essere incentrato su Calus, per fare da apripista al prossimo, grande contenuto di settembre.

    A tal proposito, sebbene sia ancora presto per entrare nel dettaglio dei piani futuri, possiamo iniziare ad ipotizzare qualcosa. Sappiamo che Bungie ha preso le distanze da Activision, e che quindi è in grado di gestire i tempi e i contenuti in maniera autonoma.
    Questo potrebbe essere un punto a favore del team, che senza la pressione di un publisher esigente come Activision potrebbe avere più spazio di manovra anche a livello creativo; d'altra parte Bungie perde una potenza comunicativa non indifferente, e oltre a preoccuparsi di creare i contenuti, dovrà trovare un modo per organizzare tutta la parte di marketing, onde evitare che aggiornamenti e nuove uscite possano passare in sordina.

    Fra le tante ipotesi più o meno accreditate sul prossimo futuro, ce n'è una che sostiene che non vedremo una grande espansione a settembre, ma un Season Pass 2.0: una mossa che potrebbe davvero spiazzare la community, rimasta scottata da questo esperimento. Aspettiamo e vediamo: quest'estate Bungie farà luce sui contenuti di settembre, e dovrà farlo in maniera molto convincente, se non vorrà perdere ancora più terreno nel periodo in cui arriverà un altro potenziale concorrente targato Gearbox (piuttosto agguerrito, come emerge dalla nostra anteprima di Borderlands 3).

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