Destiny 2 Lore: le origini dei Nove e dell'Emissaria

Continua il nostro viaggio nella Lore di Destiny 2 andando alla scoperta delle origini dei Nove e dell'Emissaria.

speciale Destiny 2 Lore: le origini dei Nove e dell'Emissaria
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  • Xbox One X
  • PS4 Pro
  • I Nove hanno rappresentato per lungo tempo uno dei più grandi misteri dell'intera lore di Destiny. Di loro sentimmo parlare già agli albori del primo capitolo grazie alla figura di Xûr, l'enigmatico agente dei Nove, pronto a venderci armi e armature esotiche in cambio delle altrettanto enigmatiche strane monete. Poi, con l'arrivo di Destiny 2, venne il turno delle Prove dei Nove, organizzate dall'austera e intrigante Emissaria, che non chiarirono più di tanto il quadro. Ora, grazie ai nuovi contenuti aggiunti con Azzardo Cosmico, ossia il secondo contenuto del Pass Annuale, abbiamo finalmente appreso la verità circa la natura di queste sfuggenti entità.

    Le origini e la storia dei Nove

    Le origini dei Nove si perdono nelle sabbie del tempo. Essi nacquero milioni di anni fa quando un flusso di materia oscura, che vagava attraverso la nostra galassia, entrò nel Sistema Solare subendo l'attrazione gravitazionale del Sole e dei vari pianeti (Mercurio, Venere, Terra etc).
    Questo evento originò un fenomeno che permise alla materia oscura, in un modo non meglio specificato, di assumere una propria coscienza. Nacquero così i Nove. La loro intera esistenza risultò strettamente connessa agli astri e alla vita che cresce su di essi, ragion per cui i Nove tendono ad agire in difesa degli esseri viventi del Sistema Solare.

    Quando il Viaggiatore giunse nel Sistema Solare, portando con sé la Luce, attirò l'attenzione dei Nove che decisero di studiarlo. Essi però furono costretti ad avvalersi dei servigi di alcuni intermediari, come Xûr e poi l'Emissaria, per bypassare il loro più grande limite: non avere una corporeità fisica. I Nove, infatti, pur essendo onnipresenti nel Sistema Solare, non hanno corpi nel senso stretto del termine, sono quindi entità di puro pensiero e pura coscienza.

    Questo limite, per alcuni dei Nove, divenne sempre più pesante, tanto che uno di loro, convinto che la Luce potesse essere la soluzione alla questione corporeità, arrivò a ideare un piano estremamente pericoloso: consentire a Dominus Ghaul di attaccare la Torre sperando di poter poi carpire da lui il segreto del controllo della Luce. Per fare ciò, l'enigmatico Nove disattivò la rete dei satelliti della Terra, impedendo alla Torre di apprendere in anticipo l'arrivo della Legione Rossa e permettendo così a Ghaul di intrappolare il Viaggiatore. Il piano in realtà si ritorse contro gli stessi Nove quando Ghaul schierò l'Onnipotente, un'imponente macchina capace di distruggere l'intero Sistema Solare e con esso, quindi, anche le entità protettrici dei vari pianeti. Per questo motivo, gli altri membri dei Nove punirono severamente l'autore del piano secondo modalità a noi ignote.

    I Nove tuttavia non si arresero e cercarono un altro modo per crearsi un corpo fisico. Questa volta decisero di provare a manipolare la materia creando delle nuove molecole.

    Questi esperimenti si sono svolti nell'area nota come Cocito, un'antica stazione di ricerca umana occupata da portali dall'Alveare che vennero poi abbandonati a seguito della morte di Crota. A tal proposito citiamo il rapporto ricevuto dalla strega prassica Aunor:

    "I primi visitatori emersi dal terzo portale erano semplici atomi di idrogeno. [...] Allo scoccare dell'ottantesima ora, il nostro primo visitatore macroscopico: un proiettile di pece nera e densa. Alle 82:34:15, il portale ha emesso pece contenente monomeri e polimeri di complessità sempre maggiore. Quindi i visitatori cominciarono ad assumere forma geometrica, una serie di cubi e esagoni. [...] Alle 524:03:11 è comparso un organismo vivente. La morte è stata immediata. [...] Alle 690:92:45 il portale ha emesso un organismo tubolare. Per novanta secondi l'organismo si è mosso nella camera del portale contraendosi ed espandendosi, poi è spirato."
    Trionfi, Leggende, Informazioni rubate, Cocito.

    Appare evidente come i Nove stiano addirittura cercando di creare la vita con l'obiettivo di incarnarsi in degli involucri fisici realizzati appositamente per contenere la loro coscienza. L'esasperata ricerca di un corpo finalmente tangibile mette in risalto tutta la fragilità di queste entità così antiche e insondabili.

    Le alleanze dei Nove

    Nel corso della loro millenaria esistenza, i Nove strinsero varie alleanze con le diverse creature che abitarono il Sistema Solare. In primis, i Nove ebbero un rapporto speciale con gli Insonni e con Mara Sov, da loro denominata "l'Astuta". I Nove sembrano sempre monitorare con attenzione le mosse di Mara, la quale tuttavia ha ribadito più volte di non fidarsi di loro. Nel corso di una delle visite alla Corte della Regina, Mara ha avvisato i nostri guardiani del fatto che i Nove siano entità dedite all'inganno e a continui complotti, mettendoci quindi in guardia circa l'onestà dei loro intenti.

    A prova di questo fatto, oltre al già citato sabotaggio ai danni della Torre, possiamo citare la liberazione di Skolas, il Kell dei Lupi, che scatenò caos e distruzione sull'Atollo, sulla Terra e su Venere. Skolas, infatti, venne liberato da Xûr sotto diretto comando dei Nove dopo che Mara aveva donato il Kell proprio ai Nove.

    Oltre agli Insonni, i Nove, in un passato remoto, entrarono in amicizia con gli Ahamkara, sperando di poter ottenere la tanto agognata corporeità tramite un loro desiderio. In realtà, questo escamotage non ebbe successo ma il rapporto tra i Nove e i draghi mutaforma rimase molto stretto tanto che, quando Oryx riuscì a corrompere l'ultimo degli Ahakmara ossia Riven, i Nove ne furono profondamente spaventanti, finendo in uno stato di profondo allarme.

    Di recente, i Nove hanno stretto un'alleanza con il Ramingo con l'obiettivo di scongiurare una nuova e imminente apocalisse che starebbe per investire l'intero Sistema Solare. Che si tratti dell'arrivo delle navi a piramide? Impossibile saperlo con certezza.

    Per suggellare l'alleanza i Nove hanno donato al Ramingo la "sfera" che vediamo attaccata alla sua nave. Questo oggetto sferico contiene anche l'accesso a uno dei mondi dei Nove, luoghi misteriosi che si trovano nello Spazio Ignoto. È sempre grazie alla conoscenze di queste entità che il Ramingo è attualmente in grado di creare Corrotti su misura, fatti di una materia diversa rispetto a quella dei Corrotti originali plasmati da Oryx. Noi guardiani affrontiamo questi nuovi corrotti nel corso di ogni partita di Azzardo Eccelso. L'alleanza con il Ramingo è resa possibile anche dallo stretto rapporto che lo lega all'Emissaria.

    Umana, insonne, guardiana, emissaria

    La storia dell'Emissaria è una storia di morte e rinascita. Nata con il nome di Nasya Sarwar, la futura Emissaria faceva parte dell'equipaggio della nave umana Yang Liwei, in cui si distinse per la sua abilità comunicative. Nasya divenne un'insonne a seguito dello scontro tra Luce e Oscurità che investì l'intera nave. Dopo la trasformazione Nasya, che assunse il nome di Nasan Ar, visse nell'universo parallelo noto come Distributario insieme agli altri Insonni (si tratta, per chi non ne fosse a conoscenza, di un universo parallelo "in miniatura", generato dalla singolarità spaziale che ha inghiottito la nave Exodus Green).

    Qui divenne una fedele seguace di Mara Sov e amica della prima Ira della Regina Sjur Eido. Quando Mara decise di abbandonare il Distributario per ritornare nel Sistema Solare, Nasan la seguì senza esitazione. Successe tuttavia che un gruppo di Insonni, scontenti della leadership di Mara, abbandonò il suo consesso per stabilirsi sul pianeta Terra, antica culla dell'umanità. Nasan rimase colpita da questa defezione tanto da decidere di andare essa stessa sulla Terra per convincere gli altri Insonni della bontà di Mara.

    Nasan si recò quindi sul nostro pianeta ma non riuscì mai ad incontrare gli altri Insonni. Dopo due settimane dal suo arrivo, Nasan venne uccisa nel sonno da un gruppo di Rinati (così venivano chiamati i primi Guardiani) allarmati dal suo aspetto misterioso e alieno.
    Qualche giorno dopo uno spettro rianimò Nasan che divenne così la guardiana nota come Orin. Orin, dopo aver assistito agli orrori perpetuati dai Signori della Guerra -Rinati che usavano la Luce in maniera spietata e criminale- scelse di unirsi alla Guardia Pellegrina, il primo ordine di Titani nella storia dei Guardiani. Orin si dimostrò un'abile spezzasole nonché una valorosa guerriera.

    "Orin prova grande affetto per i suoi capi e per i suoi amici. Ama la sua piccola comunità di accampati... ma non ha mai desiderato di diventare un soldato."
    Trionfi, Leggende, Crepuscolo e Alba, Ecdisi: Martello di guerra.

    Dopo essersi recati nell'Ultima Città, Orin finalmente riuscì a incontrare gli Insonni che si erano stabiliti sulla Terra e con essi trovò anche l'amore. La guardiana infatti si innamorò di Namqi Sen, un pilota insonne, con cui condivideva la passione per l'esplorazione e le grandi avventure. Orin convinse Namqi ad avventurarsi oltre l'Avamposto Vestiano, alias l'Atollo, violando apertamente le leggi degli Insonni.

    I due finirono in manette al cospetto di Mara, che rivelò a Orin il suo passato, dimenticato al momento della resurrezione operata dallo Spettro. Nonostante il suo antico legame con Mara, Orin venne condannata a cinque anni di servitù totale alla corona.

    A un certo punto però, Orin venne convocata con massima urgenza da Mara che le chiese di indagare sulla morte di Sjur Eido, confidando nelle sue doti di guardiana per stanare i colpevoli. Orin seguì le tracce dei presunti assassini di Sjur, che avevano lasciato una strana moneta sul suo corpo, fino a una caverna sublunare nell'area dei satelliti di Giove. Qui Orin incontrò Xûr che chiese perdono; la titanide in tutta risposta scagliò un martello di Sol contro Xûr che rimase gravemente ferito alla schiena (ecco perché ha una postura piuttosto curva). L'agente dei Nove, prima di fuggire, lasciò al suolo un piccolo barattolo d'argento che Orin bucò con il suo coltello. Dal contenitore uscì della polvere che provocò delle strane visioni alla guardiana.

    "Orin cominciò ad avvertire allucinazioni. Strane figure immateriali le parlavano in linguaggi irriconoscibili."
    Trionfi, Leggende, Crepuscolo e Alba, Ecdisi: Sinestesia.

    Poco tempo dopo, Namqi morì a causa dell'attacco dei misteriosi Aphelion (creature letali di cui sappiamo pochissimo); ciò gettò Orin nella più totale disperazione. Un amico di Orin tentò in tutti modi di non farla precipitare nel baratro della depressione, questo amico altri non era che il Ramingo.

    La guardiana, tuttavia, continuava il suo martirio interiore: era tormentata dalle visioni che, dopo l'incontro con Xûr, non l'avevano mai abbandonata, e sentiva come un richiamo. Decise di recarsi ai margini del Sistema Solare per trovare risposte e per capire chi la convocasse in un'area così remota.

    Giunta oltre i confini dell'eliopausa (il confine massimo che la luce del Sole raggiunge nel nostro sistema), Orin incontrò i Nove che la sottoposero al cosiddetto "giudizio", trasformandola in quella che Mara Sov chiama "un guscio vuoto". Orin perse lo spettro e con esso la Luce, ricevendo in cambio nuovi poteri. Era nata l'Emissaria dei Nove.

    "Un giorno partì in cerca dei Nove, le Tecnidi la chiamano Orin la Perduta. [...] Andò oltre l'eliopausa. Un viaggio lungo. Una morte improvvisa. Un'immigrata, una traduttrice, un'emissaria, un martello di giudizio. Si aspettano di rivendicare la sua volontà, ma lei la tiene un po' più stretta. I suoi doni possono porre
    fine alle guerre.
    "
    Trionfi, Leggende, Crepuscolo e Alba, Ecdisi: Bilancia.

    In realtà, grazie alle visite al mondo dei Nove abbiamo potuto scoprire come parte della coscienza e dei ricordi di Orin non siano svaniti del tutto, soprattutto per quanto concerne il suo passato da guardiana. Spesso i Nove si affidano alla capacità di giudizio dell'Emissarria, in particolare per quanto riguarda questioni "umane" come i sentimenti, dimostrando come le antiche entità geomorfiche non siano in grado di comprendere concetti per noi basilari come l'amore o l'odio.

    I Nove celano ancora grandi segreti, ma quasi sicuramente avremo modo di interagire ancora con loro nel futuro della saga di Destiny. Forse un giorno riusciranno ad avere la tanto agognata forma fisica e potremo incontrarli faccia a faccia, oppure rimarranno per sempre entità eteree e sfuggenti.

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