Devolver Digital e Devolverland Expo: quando la fiera diventa videogioco

Devolver Digital ha concluso il suo evento in streaming con un annuncio unico nel suo genere, quello di Devolverland Expo.

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  • Le "conferenze" di Devolver Digital sono gli unici appuntamenti in cui i videogiochi passano in secondo piano. La costruzione di un "Devolver Cinematic Universe" popolato da strambi personaggi è infatti uno dei motivi principali per cui il publisher statunitense ha inanellato una serie di appuntamenti comunicativi di successo: passando attraverso situazioni paradossali e colpi di scena, le avventure di Nina Struthers hanno costruito un immaginario accattivante e inconsueto, su cui si può fantasticare e fare ipotesi sul futuro, proprio come nelle puntate di una serie televisiva. Ma l'abilità che Devolver ha di comunicare non si ferma qua: viene sfruttato anche un linguaggio che è capace di colpire e di far breccia nella nicchia di consumatori a cui il publisher si rivolge, ribaltando quelle che sono percepite come consuetudini comunicative, e prendendo in giro i toni più istituzionali. E questa sua forma di comunicazione si è trasformata persino in un videogioco. Ma andiamo con ordine.

    Una conferenza/parodia

    Gli appuntamenti annuali di Devolver Digital sembrano delle parodie di una "normale" conferenza: per certi versi lo sono, ma non fino in fondo. Lo sono perché è chiaro il parallelismo tra i consueti eventi organizzati dai più grandi publisher dell'industria, oppure le conferenze digitali come il Nintendo Direct.

    Le grafiche, lo stile, le formule retoriche sono quelle, portate all'estremo per effetto comico, delle presentazioni che ci aspettiamo in concomitanza di un Electronic Entertainment Expo o di una Gamescom. E Devolver è stata brava a cogliere le falle comunicative e l'inadeguatezza di una forma più istituzionale, tanto da costruirci sopra uno show che potremmo definire una conferenza de-istituzionalizzata, nella quale i toni più formali e asettici sono stati sostituiti con l'eccesso, la follia e la spettacolarità ridanciana.

    Gli appuntamenti di Devolver non sono, però, una critica ai modi di fare comunicazione nel mondo dei videogiochi: lo sono, in realtà, solo nell'apparenza. Il publisher statunitense sfrutta infatti il suo modo di fare sopra le righe non tanto per innescare pensieri critici su questa o quella pratica di mercato, ma per raggiungere il medesimo obiettivo di tutte le altre aziende: è questo il cuore dell'efficace strategia di Devolver Digital.

    Ma non va neppure dimenticato che Devolver è editore di titoli enormemente apprezzati e di grandissima varietà, da avventure più riflessive a giochi fondati sulla sfida e sul perfezionamento. È, come si suol dire, un publisher con le spalle larghe, affermatosi ormai da tempo e verso il quale molti nutrono affezione. È inoltre un'azienda relativamente piccola, senza strati di burocrazia che la separano dagli utenti e per questo molto più incline a parlare il loro linguaggio e attenta a non commettere banali errori comunicativi: conosce bene la sua nicchia, sa come prenderla e come suscitare il suo interesse.

    Sa anche che uno stile comunicativo più genuino non è sinonimo di inadeguatezza o inesperienza, al contrario: è una strategia efficace per essere ascoltati, per parlare di sé, creare legami e rapporti di fiducia. Ecco, la chiave è la fiducia. Dalla fidelizzazione al Cinematic Universe, che è stato in grado di coinvolgere il pubblico anche nella sua semplicità, fino all'idea che Devolver sia un publisher sempre attento alle esigenze del cliente. È grazie alla fiducia che si possono far digerire delle pratiche di mercato non troppo gradite alla community e di cui Devolver Digital, inevitabilmente, fa uso.

    Devolverland Expo

    Devolver è poi maestra nel sorprendere e nel far parlare di sé, tanto che la sua ultima conferenza è stata dominata dall'annuncio di Devolverland Expo, un "marketing simulator", come viene definito su Steam, che trasporta i giocatori in un convention center a tema Devolver Digital. L'obiettivo degli utenti è quello di guardare i trailer di vari prodotti posizionati in stand a tema, l'unica limitazione è che vanno raggiunti superando delle pattuglie di temibili robot guardiani facendo uso esclusivamente di una spara t-shirt.

    Il gioco è molto breve (si porta a termine in un'oretta), semplice e grezzo, nonostante sia comunque stato sviluppato da Flying Wild Hog (Shadow Warrior) con Unreal Engine 4. Devolverland prova, in ogni caso, ad arricchire la sua componente portante da marketing simulator con qualche trovata ludica simpatica, per quanto poco incisiva. Ogni tanto è infatti richiesto di superare qualche semplice enigma, che sia colpire un bottone dalla distanza per aprire una porta bloccata, hackerare una serratura elettronica oppure inserire un codice di sblocco spiattellato su un messaggio in bella vista.

    L'avventura porta gli utenti a scoprire stand che richiamano lo stile dei giochi della lineup Devolver Digital (Weird West si trova in uno stand western con tanto di rotolacampi che si muovono in giro, Fall Guys è popolato da omini che perdono l'equilibrio con estrema facilità) e al suo termine si trova persino un boss finale che va affrontato con un guanto sperimentale.

    Il vero valore di Devolverland, però, lo si percepisce solamente se visto come parte di un'intelligente strategia comunicativa, una strategia che sfrutta nuove strade per raggiungere le persone e che si affida ai più potenti mezzi digitali per la condivisione. Comunicato in altra maniera da una differente azienda, il marketing simulator di Devolver sarebbe stato visto solamente come un pacchiano e risibile tentativo di autopromozione. Il publisher americano l'ha invece trasformato nella sorpresa dell'evento, nell'esperienza da provare e da condividere (magari su Twitch o sui social) perché fresca, nuova e interessante. Ed ecco che idee che a molti apparirebbero balzane o fuori luogo divengono non solo accettabili, ma persino apprezzate ed efficaci: dopotutto in molti hanno sbirciato Steam con curiosità, in più di duemila hanno scritto una recensione, e circa il 90% degli utenti ha dimostrato di apprezzare il gioco. Su Everyeye.it lo abbiamo trasmesso in streaming su Twitch e ora ne stiamo parlando in questo articolo, mentre voi ne state leggendo. Devolver ha insomma messo a segno un altro successo comunicativo ed è riuscita, una volta in più, a renderci estremamente curiosi di scoprire cosa vorrà fare in futuro.

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