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Disney e 21st Century Fox: perché l'acquisizione è così importante per l'eSport?

L'accordo raggiunto tra il colosso di Topolino e la FOX sta facendo discutere tutto il mondo e anche il movimento esport non è estraneo alla vicenda.

speciale Disney e 21st Century Fox: perché l'acquisizione è così importante per l'eSport?
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Giovanni Calgaro Giovanni Calgaro è avvocato per sbaglio, ma tuttologo per passione, cresciuto a pane e videogiochi sin dalla più tenera età. Allevato da un commodore 64 non ha mai smesso di stupirsi per l'immensità della forma d'arte videoludica, tanto da sentire molto presto il bisogno di sfruttare l'amore per la scrittura per raccontare, far conoscere ai più e condividere questa meravigliosa passione. Potete sempre trovarlo su Facebook e Twitter, sempre che non sia in qualche aula di tribunale.

L'acquisizione di 21st Century Fox da parte del colossoWalt Disney Company è sulla bocca di tutti da qualche giorno. Il mercato ha iniziato ad agitarsi sin dai primi rumor che davano l'acquisto ormai imminente dopo svariati tira e molla, nonché le strategiche smentite, come prassi comanda. L'operazione fantascientifica (dai vaghi contorni monopolistici), ha visto smuovere l'esorbitante cifra di 52,4 miliardi di dollari è ormai cosa fatta. 21st Century Fox, entrerà ufficialmente nella grande famiglia Disney. Una famiglia molto allargata. Tutto il mondo, ora, si interroga sulla reale portata di questa mossa da parte della multinazionale di Topolino e soci. Sotto il profilo del puro entertainment, anzitutto. Ricordiamo che Disney possiede - tra gli altri - Marvel (acquisita per la "misera" somma di tre miliardi di dollari pochi anni fa), Lucas Film, Pixar, Endemol Shine (casa di produzione che esporta format televisivi in tutto il mondo). La Fox, però, detiene i diritti di una lunga sfilza di proprietà intellettuali di enorme successo (I Simpson, Alien, X-Files, Il pianeta delle Scimmie, gli X Men, i diritti del primo Guerre Stellari, Avatar) che potrebbero essere oggetto di reboot, remake e nuove, incredibili (e infinite) saghe. Anche l'industria videoludica, come era prevedibile, è in fermento.

L'esport cosa c'entra?

I fan già si sono gettati in eclettiche speculazioni che vedono i Simpson entrare di diritto in Kingdom Hearts. Disney aveva persino dimostrato interessamento a Cuphead, tanto per aggiungere la notizia al mucchio. Note di colore a parte, il colosso americano pare esser sempre più affamato e potrebbe davvero iniziare a giocare la proverbiale parte del leone anche nel framework videoludico, settore che come ben sappiamo da qualche anno è caratterizzato da un costante segno positivo sotto il profilo del giro d'affari. Dunque, come potrebbe l'impero fondato da Walt Disney evitare di addentrarsi in un terreno così "fertile"? Ovviamente, dimostrando grande scaltrezza e lungimiranza, la multinazionale si sta già muovendo per entrare nel mercato. Lo sta facendo, però, senza grandi proclami e pubblicità. Di solito, in effetti, da non addetti ai lavori siamo abituati a leggere le notizie di mercato solo quando queste assumono contorni clamorosi: ad esempio quando un grande gruppo lancia scalate ostili per acquisire il controllo di maggioranza di un'azienda (come accaduto qualche tempo fa col caso Vivendi/Ubisoft), quando una società si quota in Borsa, oppure quando avviene una grande acquisizione/fusione/smembramento. Probabilmente Disney non avrà (almeno, non ancora) il controllo su grandi developer, ma le vie del Mercato sono infinite e il colosso statunitense le sta percorrendo tutte muovendosi in modo intelligente. E l'esport, in tutto questo, c'entra più di quanto pensiate.

Le vie del Mercato sono infinite

Esatto, avete letto bene. E vi spieghiamo anche per quale motivo l'acquisizione di 21st Century Fox può giocare un ruolo decisivo per il movimento esport a livello globale. La Disney, proprio quest'anno, ha messo a segno alcuni investimenti lungimiranti che le possono garantire una posizione da assoluta predominanza nel futuro del mondo competitivo.
Iniziamo, però, dal principio. Prima dell'acquisizione di 21st Century Fox, l'acquisto più interessante messo a segno dalla multinazionale di Topolino è stato quello di BAMTech, una società specializzata in produzioni multimediali e piattaforme streaming on demand, sussidiaria della Major League Baseball (in pratica, si trattava di un consorzio di proprietà delle franchigie della MLB). Disney, che possedeva già una quota di minoranza della società dal 2016, lo scorso agosto ha aumentato la propria partecipazione del 75% (costo dell'operazione: 1,5 miliardi di dollari) acquisendo, di fatto, il controllo di BAMTech e annunciando che tutti i suoi prodotti verranno tolti dal servizio Netflix per finire in una piattaforma streaming proprietaria BAMTech-Disney. Cos'ha di tanto speciale la società newyorkese per la nostra disamina? Beh, una partnership (siglata fino all'anno 2023) da 300 milioni di dollari con Riot Games, ovvero uno delle più importanti scommesse commerciali di un media sulla trasmissione di eventi videoludici competitivi. Non possiamo dimenticare, per di più, che la BAMTech detiene anche i diritti di trasmissione di ESPN Network.

Inoltre, nel luglio di quest'anno la Walt Disney Company ha annunciato il programma "Disney Accelerator". Un po' come accade per altre realtà, anche la multinazionale statunitense ha avviato il proprio "incubatore d'impresa" con cui foraggiare aziende in via di sviluppo o fortemente innovative. Le startup selezionate ricevono investimenti da parte di Disney, oltre a coaching da dirigenti e professionisti del colosso, accesso a uno spazio di co-working nel campus creativo della Disney a Los Angeles e l'opportunità di concludere affari con la Disney stessa. Di questi tempi è grasso che cola. Se non altro, tutte le undici società scelte per il Disney Accelerator Program mantengono i diritti di proprietà intellettuale su qualsiasi opera sviluppata all'interno del Programma. Due realtà molto importanti per l'esport, quest'anno, ne beneficiano: aXiomatic, ovvero un gruppo che ha acquistato una quota di maggioranza in Team Liquid nel 2016 ed Epic Games, sviluppatore che tra Fortnite, Gears of War e Unreal Tournament non ha certo bisogno di presentazioni.

La trasmissione degli eventi in TV

Parlando, invece, in termini puramente mediatici, Disney ha iniziato ad attrarre il pubblico di giovanissimi con un palinsesto tutto nuovo, nei canali Disney XD, D | XP, trasmettendo partite di Super Smash Bros. e Street Fighter V. Il colosso statunitense è riuscito, inoltre, ad ampliare la programmazione stringendo con una forte partnership con ESL, il quale ha creato due contenuti per i canali Disney: ESL Brawlers ed ESL Speedrunners, due trasmissioni dedicate ai tornei di Street Fighter, Vainglory e Super Smash Bros..

Poi, come già ricordato in precedenza, c'è l'immenso network ESPN. Disney detiene già l'80% della rete televisiva sportiva statunitense, la quale ha lanciato il proprio piano dedicato all'esport nel 2016. Per l'occasione, ESPN ha assunto un editor dedicato e due reporter direttamente dalla comunità esport per coprire i titoli (come League of Legends, DOTA 2, CS:GO, Overwatch), seguire i team, i giocatori professionisti e le ultime notizie provenienti dall'intero settore. E, ora, ESPN Esport si pone, negli States, come una delle più importanti realtà editoriali specializzate .

Come se non bastasse, a partire dal 2018 Disney ospiterà anche alcune competizioni presso l'ESPN Wide World Sports Complex, un'immensa struttura di proprietà situata nel Walt Disney World Resort a Orlando, in Florida. Ancora nulla è trapelato ma, data l'ambizione della multinazionale, non stentiamo a credere che si tratterà di eventi di caratura internazionale.
Activision-Blizzard ha già fatto intendere che Orlando diverrà una tappa imprescindibile per la Overwatch League del futuro e, con Call of Duty, il publisher punta a fare lo stesso creando un campionato in franchising con squadre la cui sede sarà in diverse città, tra le quali spicca proprio la capitale della contea di Orange. L'istituzione di una sede di questo tipo nella East Coast potrebbe alleggerire la pressione da Los Angeles, ultimamente centro - forse sin troppo - del mondo esport, e consentire ai tifosi di assistere a eventi live senza per forza prendere voli continentali. ESL e Riot Games, ad esempio, hanno entrambi stabilito le loro filiali a Burbank, mentre la Esports Arena si trova nella vicina Orange County. Vedremo se, grazie a Disney, Orlando diverrà la seconda capitale del gaming competitivo in America.

Disney contro tutti

L'acquisizione di 21st Century Fox da parte della Disney è stata vista come una prova di forza del titano contro i nuovi giganti rampanti come Netflix, Amazon e Google. L'azienda, come abbiamo detto poc'anzi, sta portando avanti una politica ben chiara: erodere la quota del mercato "streaming"detenuta dai concorrenti. Il piano sembra essere quello di provarci con due inedite piattaforme dedicate alla trasmissione on demand: ESPN Plus (la denominazione è stata rivelata in concomitanza con l'acquisizione della Fox) e una piattaforma - ancora senza un nome - la cui programmazione sarà interamente focalizzata sull'offerta di film e TV a marchio Disney. L'assunzione del controllo di BAMTech ha rappresentato ovviamente un tassello fondamentale di questa complessa strategia espansionistica. Una volta concluso l'accordo, Disney acquisirà circa ventidue nuove reti sportive regionali (le quali detengono i diritti per la trasmissione di eventi di ben quarantaquattro squadre sportive statunitensi e che attingono da un bacino d'utenza di oltre 61 milioni di abbonati). Con tutta probabilità, questi canali verranno fatti rientrare nell'offerta del servizio ESPN Plus.

Come potete immaginare, l'obbiettivo è quello di far diventare la nuova piattaforma di streaming sportivo il punto di riferimento (l'unico?) per tutti i fan e per tutti gli stakeholder. Disney, insomma, punta a essere l'interlocutore più forte di tutto il panorama sportivo e, anche, e-sportivo. Abbiamo più volte ricordato degli enormi investimenti che le maggiori franchigie statunitensi stanno sostenendo per dominare anche sul fronte esport. Disney ne ha compreso i bisogni e, con tutta probabilità, potrebbe offrire un accordo estremamente vantaggioso per tutti. Da un lato, la multinazionale acquisirebbe le esclusive di trasmissione di tutti gli eventi sportivi (tradizionali e non) mentre, dall'altro, le franchigie potrebbero razionalizzare gli investimenti, risparmiando tempo valutando un'offerta onnicomprensiva.

Hulu...hoop!

Fagocitando la Fox, Disney aumenterà anche la propria quota di partecipazione (dal 30 al 60 %) in Hulu. Quest'ultima, se ricordate, è stata la prima piattaforma di streaming a entrare di prepotenza nel mondo esport, proponendo addirittura quattro programmi (tutti format inediti firmati da ESL) esclusivamente dedicati all'industria degli esport e alla cultura competitiva. In un mondo in cui lo sport è ancora legato all'ecosistema della pay-TV, l'esport è cresciuto esponenzialmente grazie alla programmazione diretta al consumatore. Il problema di Hulu è solo uno: ovvero che si "sovrapporrà" alle due piattaforme proprietarie di Disney. Bob Iger, CEO della multinazionale, ha rassicurato tutti dicendo che non c'è alcun motivo per il quale Hulu non possa coesistere con le due piattaforme, o addirittura, essere venduto assieme a loro come pacchetto unico. Speriamo siano parole sincere, perché in caso contrario il destino di Hulu è già segnato.

A differenza dei concorrenti, Hulu offre canali TV in diretta su contenuti on-demand - alcuni dei suoi servizi di back-end sono persino supportati da BAMTech - Hulu Live potrebbe generare oltre 600 milioni di dollari di entrate annuali per abbonamento e spese pubblicitarie. Disney, in questo momento, può permettersi di guardare tutti dall'alto in basso e, dalla sua posizione dominante, decidere se la sua programmazione futura potrebbe essere più adatta per Hulu oppure per ESPN Plus. Tutto questo, pensate, senza considerare nell'equazione Sky (per il 40% di proprietà di 21st Century Fox), su cui Disney sta già pensando di gettarsi a capofitto, leggi sul monopolio permettendo. Questa, ovviamente, è un'altra storia. Speriamo di non doverla raccontare per spaventare i bambini.