DOOM Eternal: le armi più iconiche della serie sparatutto id Software

In attesa di DOOM Eternal, ripercorriamo la storia della serie attraverso le migliori amiche del DoomGuy: le armi più iconiche della saga.

Le armi più iconiche di DOOM
Speciale: Multi
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  • Pc
  • PS4
  • Xbox One
  • Switch
  • Xbox One X
  • PS4 Pro
  • Mancano ormai poche settimane all'inizio del primo, vero "periodo caldo" del 2020 videoludico, che nei prossimi tre mesi consegnerà al pubblico titoli del calibro di Ori and the Will of the Wisps, Final Fantasy 7 Remake e The Last of Us Parte 2. Fra le produzioni più attese di marzo c'è anche Doom: Eternal, sequel che segna il ritorno di quel concentrato di muscoli e ostilità che, solo due anni fa, si era riaffacciato sul mercato per riportare agli antichi fasti il buon nome di una delle saghe più importanti nella storia degli fps. Per segnare un nuovo passo sul percorso che, di qui al 20 marzo, ci condurrà oltre le porte dell'inferno per accogliere la seconda venuta del Doom Slayer, abbiamo deciso di comporre una lista delle armi più iconiche della saga: un campionario di strumenti mortali che presto torneremo a impugnare per abbondarci a un'orgia di dissezioni balistiche e violenza poligonale.
    Un elenco chiaramente vietato ai minori.

    BFG9000

    Sì, aprire questo elenco tirando subito in ballo il BFG9000 è un po' come iniziare un romanzo giallo saltando i preamboli investigativi per passare, spinti da una curiosità malata, al momento in cui viene finalmente confermata la colpevolezza del maggiordomo. Solo che in questo caso l'arma del delitto è, secondo la definizione di John Romero, "un cannone al plasma sotto steroidi" capace di trasformare i demoni dell'inferno in un uragano di frattaglie e sangue.

    Il primo prototipo di questa colossale bocca da fuoco, denominato BFG 2704, era in grado di scatenare una tempesta di proiettili al plasma rossi e verdi, che rimbalzavano su ogni superficie riempendo lo schermo dei colori del Natale, assieme a una mole variabile di cadaveri dilaniati.

    Un concept che, dopo qualche test insoddisfacente, venne scartato dagli sviluppatori del primo Doom in favore del "Big Fucking Gun" che oggi tutti conosciamo e amiamo con feroce trasporto. Una vera icona della distruzione di massa, che nel corso degli anni si è guadagnata una quantità sorprendente di citazioni in videogiochi di ogni genere, da Ratchet & Clank: Up Your Arsenal (dove c'era un livello chiamato "The Nefarious BFG") a EverQuest (una missione consegnava ai giocatori il "Breezeboot's Frigid Gnasher Modello 9000"). A 27 anni dalla sua prima apparizione, il BFG9000 è dunque diventato uno dei simboli della superviolenza "made in id Software", e non vediamo l'ora di tornare a impugnarlo in Doom Eternal.

    Super Shotgun

    Una volta John Carmack disse: "Doom vuol dire due cose: demoni e doppiette". Una definizione che riassume con straordinaria efficacia l'anima brutale della saga, la stessa che alimenta l'incontenibile furia del suo possente protagonista. Sebbene la doppietta, o "Super Shotgun", non faccia parte della rosa degli strumenti di morte presenti nel primo Doom, il suo esordio nel sequel l'ha subito canonizzata come una delle armi simbolo della serie, e per ottime ragioni.

    In ogni sua incarnazione, l'SSG si è sempre dimostrato un dispensatore di agonia straordinariamente affidabile, con una potenza a corto raggio di gran lunga superiore rispetto al suo cuginetto a canna singola. Oltre ad essere un vero e proprio cimelio rispetto alle armi ipermoderne in dotazione al Doomguy, la doppietta è anche l'unica arma che viene fisicamente ricaricata in tutti i capitoli della serie, generalmente pochi istanti prima di proiettare un paio d'etti di giustizia incandescente tra le viscere di un demone.

    Rimasto sostanzialmente immune allo scorrere del tempo negli ultimi tre decenni, il Super Shotgun riceverà un corposo upgrade in Doom Eternal, nel quale sarà dotato di una lama che, dopo essere stata sparata nella carne di un nemico, permetterà di saettare verso di lui per chiudere lo scontro con una benedizione al piombo.

    Rocket Launcher

    Per quanto lanciare verso un gruppo di abomini un proiettile esplosivo a propulsione autonoma sia di per sé - e a buon titolo - un'attività maledettamente piacevole e di grande utilità sociale, c'è anche un altro motivo per cui sentiamo la necessità di inserire il lanciarazzi in questa lista. Dotando l'arma di uno splash damage con tanto di rinculo, nel 1993 gli sviluppatori di id Software furono infatti i primi a gettare le basi per una meccanica che, negli anni successivi, avrebbe poi colonizzato buona parte delle produzioni di genere.

    Parliamo ovviamente del "rocket jumping", ovvero dell'atto di aumentare l'estensione di un salto utilizzando la spinta generata dall'esplosione di un razzo. Per quanto il Doomguy non fosse in grado di saltare, infatti, le detonazioni dei missili potevano essere sfruttate per spostarsi in linea orizzontale verso aree apparentemente irraggiungibili. Un concept ludico successivamente ripreso e rielaborato dai primi due titoli ad offrire un modello di "rocket jumping" propriamente detto, ovvero Marathon di Bungie e Rise of the Triad di 3D Realms, entrambi usciti nel corso del 1994. Meriti che fanno del Rocket Launcher di Doom un nodo importante per la storia del medium, oltre che un prezioso compagno di massacri sui campi di battaglia dell'inferno.

    Chainsaw

    Presente in tutti i capitoli della serie dal 1993 ad oggi, la motosega è indubbiamente uno dei simboli della passione del Doomguy per gli smembramenti indiscriminati. Curiosamente, il primo modello dell'arma è stato prodotto scannerizzando una McCulloch Eager Beaver che Tom Hall, uno dei fondatori di id Software, aveva chiesto in prestito alla fidanzata, presumibilmente ignara del fatto che la sua motosega sarebbe diventata il vessillo della violenza digitale per intere generazioni di videogiocatori.

    Per quanto il design dell'arma sia cambiato a più riprese nel corso degli anni, questa riman
    e tuttora una delle dotazioni più iconiche della saga: una fama conquistata con una quantità incalcolabile di selvagge mutilazioni, che in Doom Eternal promette di raggiungere apici inediti. La chainsaw del protagonista ha infatti un ruolo assolutamente essenziale nelle routine ludiche del nuovo titolo, dato che permette al Doom Slayer di rimpinguare le sue riserve di munizioni ad ogni smembramento, in linea con l'inedita svolta "puzzle" data al combat system. Una revisione che, stando alle premesse, ci offrirà la scusa perfetta per assecondare i nostri più bassi istinti e inondare i livelli del gioco con un'inarrestabile marea scarlatta.

    Fists

    Largamente considerate come "l'ultima spiaggia" nel marasma demoniaco dell'originale Doom, le manacce del Marine non rappresentano di certo lo strumento letale più efficace tra quelli presenti nel suo armamentario, ma meritano comunque una menzione d'onore per almeno un paio di motivi. Il primo è legato a doppio filo al power-up "Berserk", che aumenta di dieci volte il danno inflitto con i pugni e trasforma il Doomguy in un picchiatore eccezionalmente mortifero, dando il via a fiere del cazzotto tanto frenetiche quanto appaganti.

    Il secondo affonda invece le radici nel corso più moderno della saga, teatro di una meccanica in puro stile Doom: le uccisioni epiche. Sia in nel reboot che nel suo seguito, infatti, lo Slayer è in grado di sfruttare le sue manone corazzate per fare scempio dei nemici feriti, vittime di esecuzioni che tornano a confermare il peculiare estro sanguinario del nostro beniamino. Esattamente come la motosega, poi, le uccisioni epiche hanno in Doom Eternal un ruolo ancor più importante, visto che premiano il protagonista con una cascata di bonus alla salute. Come se avessimo bisogno di ulteriori motivi per fare a pezzi un demone.

    BONUS: The Dark Claw, l'arma dimenticata

    Nella Bibbia di Doom, il documento prodotto dal team originale di id Software con tutti i concept alla base del gioco, questo particolare strumento viene descritto come "Un'arma che emana una nube oscura di spiriti tormentati. Silenziosa ma letale. Il Dark Claw si nutre di anime umane. Uccidere esseri umani posseduti o schiavi dei demoni garantisce all'arma il suo nutrimento".

    Una prefazione incredibilmente promettente per un pezzo d'equipaggiamento che, purtroppo per noi, non ha mai visto la luce nei titoli della serie. Sebbene gli sviluppatori non abbiano mai fornito chiare indicazioni sui motivi di questa assenza, è probabile che le caratteristiche del Dark Claw rendessero l'arma troppo complessa per gli standard tecnici e ludici del primo Doom.

    Il suo parente più prossimo è "l'Artefatto" presente in DOOM 3 Resurrection of Evil, una sorta di cuore corrotto che, dopo aver assorbito le anime dei soldati caduti, era in grado garantire al protagonista diversi potenziamenti super-umani. Diventata iconica "in absentia" per molti degli appassionati della lore di Doom, l'arma potrebbe perfino fare un'apparizione a sorpresa nel nuovo capitolo della serie, magari con connotati ancora più sinistri e funesti.

    Come da tradizione, chiudiamo questo pezzo con la domanda di rito: qual'è la vostra arma preferita di Doom, quella che non lascereste mai a casa qualora vi trovaste a dover respingere le legioni demoniache? Fatecelo sapere nei commenti.

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