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DOTA 2 Auto Chess: genesi di un nuovo fenomeno videoludico

DOTA 2 Auto Chess è la “next big thing” per l'industria dell'intrattenimento digitale. Genesi e futuro del nuovo fenomeno videoludico.

speciale DOTA 2 Auto Chess: genesi di un nuovo fenomeno videoludico
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  • Pc
  • "Più veloce di un proiettile. Più potente di una locomotiva. In grado di rompere Internet in poche ore!"
    "Guardate! È DOTA!".
    "È Scacchi!".
    "No, è Auto Chess!"


    Già ma cos'è "DOTA Auto Chess"? Un nome, in verità, poco attraente per questo nuovo fenomeno che viene (strano, di questi tempi) dalla sempre più vicina...Cina.
    Qualche settimana fa, il team di sviluppo Drodo Studios ha diffuso una mod chiamata, appunto, Dota Auto Chess per la modalità Arcade di DOTA 2. In realtà, come vedremo tra breve, la custom map ha gran poco a che vedere sia con il MOBA proprietario di Valve (tranne per ciò che concerne eroi e abilità) sia con il gioco degli scacchi. Un ibrido strano, insomma, che ha comunque conquistato il pubblico di mezzo mondo in meno di un mese. Come è stato possibile? Partiamo dall'inizio.

    Inception: la mod nella mod

    Conoscete la genesi del MOBA targato Valve, vero? DOTA, o Defense of the Ancients nasce da una "costola" dello strategico Blizzard, un certo Warcraft III. Utilizzando l'editor di mappe del titolo, alcuni ragazzi crearono un particolare scenario che fece sin da subito presa sui giocatori divenendo in pochissimo tempo la mappa più giocata in assoluto.

    Il resto è storia. Quel gruppo di ragazzi geniali prese vie diverse: alcuni confluirono in Riot Games e contribuirono alla nascita di League of Legends. Altri andarono in Valve, dove furono coinvolti nel progetto che poi portò alla nascita di DOTA 2. League of Legends e DOTA 2: due nomi scolpiti nella storia videoludica che hanno, di fatto, creato il genere MOBA portandolo al successo globale che ora conta milioni di giocatori e appassionati in ogni angolo del mondo.

    Qualche tempo fa, Valve ha distribuito un importante aggiornamento per DOTA 2, introducendo la sua modalità Arcade che ha permesso ai giocatori di creare mappe personalizzate. Di conseguenza, coloro che desideravano giocare a qualcosa di diverso rispetto alla solita mappa di DOTA 2 avevano elementi nuovi da provare.
    Auto Chess quindi, come anticipavamo in apertura, non è altro che una mod sbucata dalla modalità Arcade e in pochi giorni ha battuto ogni singolo record in termini di utenti attivi. Attualmente conta oltre 1.8 milioni di sottoscrittori, di cui circa 1 milione ha dato a questa modalità una valutazione di 5 stelle.

    La domanda, peraltro già posta in apertura, sorge spontanea. Cos'è, esattamente, DOTA Auto Chess? In parole povere, si tratta di una modalità PvP a otto giocatori in cui questi ultimi piazzano su una "scacchiera" con visuale isometrica i propri campioni, come se fosse - appunto - una partita di scacchi. Proprio come il gioco da cui deriva, anche Auto Chess mescola in un modo decisamente unico gli ingredienti canonici di un MOBA, come la componente economica, l'aumento di livello degli eroi e l'acquisto di oggetti.
    La sua improvvisa (ed estrema) popolarità, però, è dovuta in gran parte all'aggiunta di elementi più complessi, come nuovi bonus di classe per gli eroi, centinaia di sinergie inedite, l'importanza del posizionamento e della cura dei "pezzi", nonché una componente economica della propria strategia.

    Auto Chess è quindi una commistione di diversi generi: si passa dallo strategico puro al MOBA, sino a una declinazione del concetto di "gestionale". Una miscela esplosiva che ha attirato soprattutto i giocatori con un lungo background nei card game. Perché Auto Chess va forte? I motivi sono molteplici. Anzitutto, le meccaniche di gioco "funzionano": è impegnativo e la componente strategica risulta preponderante, grazie a centinaia di potenziali combinazioni, nonostante la stessa disponibilità e il movimento delle pedine vengano influenzate in buona parte dalla casualità.

    Il titolo però, allo stesso tempo, è decisamente accessibile e sa ricompensare a dovere il giocatore che accetta di cimentarsi nella sfida. Inoltre, ha attecchito su un bacino d'utenza sconfinato e attualmente in piena espansione: il mercato cinese, ovvero il trascinatore di buona parte dell'industria moderna. Insomma, al giorno d'oggi, se qualcosa funziona all'interno dei confini della Repubblica Popolare, state pur certi che il prodotto sarà un successo in tutto il resto del globo. In questo caso, addirittura, la presa sui giocatori è stata talmente forte che le barriere linguistiche non hanno impedito ad Auto Chess di invadere in pochi giorni anche i territori occidentali.

    Quanto a lungo potrà durare?

    Come tutti i fenomeni esplosi all'improvviso, la sua sopravvivenza dipenderà molto da quanto la community si dimostrerà appassionata e attenta, nonché da quanto i responsabili dello sviluppo riusciranno a mantenere il titolo aggiornato. Tale impegno, ovviamente, dovrà necessariamente passare attraverso il rilascio di contenuti e modalità inedite a cadenza regolare. Inoltre, al di là del gigantesco successo iniziale e del supporto costante, altri elementi potrebbero portare il titolo ad assestarsi sino a diventare una realtà consolidata e dal lungo futuro.

    Prima di tutto, dovrà rompere il cordone ombelicale che, giocoforza, lo lega alle sue origini. In buona sostanza, dovrà acquisire quel grado di "indipendenza" che porterà i giocatori a non associarlo necessariamente a DOTA. Un client esterno "stand alone", ad esempio, potrebbe aiutare. Tutto dipenderà, però, dalla volontà di Valve di lasciarlo andare per la sua strada.
    Secondariamente, se Auto Chess riuscirà (come ormai sembra sia estremamente probabile) ad avere la sua controparte mobile, potrebbe colonizzare un altro mercato sconfinato e raggiungere una quantità incalcolabile di potenziali utenti. In molti, peraltro, si sono già mobilitati sui social per richiedere una versione tascabile. Vedremo se un colosso come Tencent (giusto per citare un nome a caso) raccoglierà la sfida e riuscirà ad accontentare i giocatori.

    Infine, il gaming competitivo e lo stream potrebbero portare Auto Chess alla definitiva consacrazione mondiale. Anzitutto, per ciò che concerne lo stream, il titolo è schizzato in brevissimo tempo in testa alle preferenze degli spettatori. La proverbiale marcia in più può, infine, provenire dall'eSport, nonostante chi si è occupato dello sviluppo abbia dichiarato di non averlo nemmeno considerato un percorso possibile.

    Certo, anche Epic (pur con ben altre possibilità) lo diceva, all'inizio. Ad ogni modo, come già avvenuto in molte altre occasioni la componente competitiva troverà sicuramente una via per emergere, magari partendo dal basso: accade sempre, quando la scena è animata da una community appassionata. Già a pochi giorni dalla release sono stati organizzati i primi tornei. Twitch Rivals, ad esempio, ha messo in palio 12.500 Dollari in uno Showdown per 32 selezionatissimi giocatori invitati. Pensate: il vincitore del bracket europeo è stato un giocatore professionista di Hearthstone: Chris "Feno" Tsakopoulos. E siamo solamente all'inizio.

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