Dracula: il vampiro di Stoker nei videogiochi

Per celebrare il successo della serie BBC, ci siamo lanciati in una lunga ricerca per scoprire tutti i videogiochi dedicati a Dracula.

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Esistono personaggi che trascendono i limiti della fantasia diventando mito, folklore e leggenda. Tra questi titani della narrazione transmediale, Dracula è di certo uno dei più iconici, e la recente produzione targata BBC One, a cura degli stessi autori di Sherlock, non è stata da meno: esattamente come il detective di Baker Street interpretato da Benedict Cumberbatch, il vampiro a cui presta le fattezze Claes Bang domina la scena grazie al suo carisma, a metà tra il mostruoso e l'umano. Per celebrare la nuova serie del catalogo Netflix (oltre a recuperare la nostra recensione di Dracula), quest'oggi vogliamo tornare indietro nel tempo, per scoprire tutti i videogiochi che omaggiano la creatura immortale nata dalla penna di Bram Stoker nel lontano 1897. È bene precisare, quindi, che non parleremo di vampiri in senso generale, ma esclusivamente del signore delle tenebre ormai conosciuto dal mondo intero.

The Count e i due Dracula

Sin dagli albori dell'industria sono comparse sul mercato opere ispirate al parto creativo di Stoker, e già nel 1979 vengono sviluppate le prime avventure testuali per Apple II, Commodore 64 e ZX Spectrum. La prima in assoluto è The Count, un'avventura testuale fortemente limitata dagli hardware dell'epoca, in cui era possibile utilizzare solo un ristretto numero di verbi e comandi che non superassero le due parole. In Dracula dell'86, esattamente come nel romanzo, al giocatore spetta vestire i panni di Jonathan Harker, avvocato inglese che si reca nella remota Transilvania per fornire al Conte Dracula supporto legale in una banale transazione di proprietà. Purtroppo, l'uomo scoprirà ben presto la vera natura del suo cliente: quella di un essere immortale che si ciba di sangue umano per sopravvivere nelle epoche.

In mezzo alle avventure testuali trova spazio anche Dracula per Intellivision: si tratta del primo gioco che permette di controllare l'oscuro signore della Transilvania durante le sue cacce notturne. Dato il periodo, il contesto narrativo delineato da Stoker viene meno, e il titolo assume più i connotati di un arcade in cui cibarsi di anime innocenti, trasformare le vittime in zombi e sopravvivere alla polizia fino al giungere dell'alba. Per vedere una saga affascinante incentrata sul principe delle tenebre, però, basta attendere poco tempo.

La nascita della leggenda: Castlevania

Mentre il vampiro più celebre del mondo era ancora confinato in un mondo di parole su PC, sempre nel 1986 il mercato console accoglieva l'esordio di un titolo giapponese che avrebbe fatto la storia. Il Castlevania di Konami, insieme a Metroid, ha poggiato le basi per la nascita del genere metroidvania, ancora oggi portato avanti da opere di grande spessore artistico, come Hollow Knight e Ori and the Blind Forest.

L'epopea infinita della famiglia Belmont, chiamata a esorcizzare il male reincarnato nell'oscuro signore, ha segnato intere generazioni di giocatori. Basti pensare al capolavoro Symphony of the Night, oppure allo sperimentale Lords of Shadow del 2010, che vedeva nel ruolo di supervisore Hideo Kojima. Con l'allontanamento di Konami dal settore del gaming, oggi Castlevania sembra rinchiuso in una bara da cui pare non esserci via di fuga, ma come ci insegna Bram Stoker, le creature della notte hanno molti assi nella loro manica.

Un conte alla moda: Drac's Night Out

Restando sempre nella softeca del Nintendo Entertainment System, è doveroso citare un esperimento che non è mai approdato fisicamente nei negozi. Drac's Night Out era un'avventura a 8 bit che permetteva di comandare il principe delle tenebre in persona, per sfruttare tutti i suoi poteri sovrannaturali: ad esempio, la capacità di ipnotizzare i nemici per cibarsi del loro sangue e, una volta raccolte abbastanza energie, trasformarsi in pipistrelli o volpi per sfuggire alla folla armata di torce e forconi.

L'obiettivo era quello di abbandonare il castello della Transilvania per trovare la bella Mina e renderla definitivamente la sposa di Dracula, e per un contratto di sponsorizzazione piuttosto particolare, quest'ultimo indossava un paio di scarpe Reebook all'ultima moda. Nonostante il product placement piuttosto brutale, il titolo risultava interessante, ed è un peccato che non abbia mai visto la luce.

Bram Stoker diventa virtuale: Dracula The Undead

Il conte immortale approda anche sul fallimentare Atari Lynx nel 1991 con Dracula The Undead, un'avventura grafica punta e clicca, narrata da una versione digitale dello stesso Bram Stoker, con protagonista Jonathan Harker.

Il giovane deve fuggire dal maniero del vampiro, ma solo investigando nei meandri della fortezza potrà raccogliere indizi sufficienti a rendere polvere l'essere malvagio. Mancare troppi dettagli, infatti, porta a un finale in cui l'uomo riesce a salvarsi, ma il conte, rappresentato con le fattezze di Bela Lugosi, è ancora una minaccia per il mondo.

La rinascita di Coppola: Bram Stoker's Dracula

Il 1992 è l'anno di pubblicazione della trasposizione filmica del romanzo di Francis Ford Coppola, con Gary Oldman nei panni del principe Vlad e un cast di talenti come Keanu Reeves, Winona Ryder ed Anthony Hopkins. Nonostante la libera interpretazione del materiale originale, la pellicola è un successo, e non passa molto tempo perché un suo tie-in venga realizzato per ogni console del periodo.

Tutte le versioni di Bram Stoker's Dracula si presentano come action a scorrimento dove Harker deve eliminare il vampiro, ma a seconda delle versioni sono state utilizzate tecniche differenti. In generale, però, tutti i titoli vantano immagini o perfino spezzoni del film di Coppola. La qualità di queste produzioni è scadente, e fa pensare a operazioni commerciali per sfruttare la notorietà del lungometraggio.

Con una fama del tutto rinnovata, sono in molti a volersi accaparrare il carisma della creatura di Stoker, e nello stesso anno vengono pubblicati altri due titoli: il primo è Dracula Unleashed, progetto realizzato con la tecnica del full-motion video, la medesima utilizzata per il cult Night Trap. Nonostante oggi appaia come un gioco arretrato, al tempo riuscì a strappare recensioni abbastanza positive, complice l'utilizzo di un cast totalmente rinnovato e di scene inedite realizzate per l'avventura.

Meno originale è invece Master of Darkness, commercializzato per Game Gear e Sega Master System. Il gioco riprendeva pedissequamente il gameplay reso celebre da Castlevania, mettendo però sul piatto una narrativa meno ispirata, in cui lo psicologo Ferdinand Social, indagando sugli omicidi di Jack lo Squartatore, arrivava alla corte del vampiro immortale.

Le due anime del vampiro: la fine degli anni '90

Nonostante i vari esperimenti action, Dracula sembra essere legato principalmente al genere delle avventure grafiche, e la fine degli anni ‘90 celebra questa unione in diversi modi: per esempio, dalla Spagna giunge un punta e clicca incentrato su una versione cartoon del Conte, con tanto di storpiatura del nome in Dràscula; nel giro di due anni, poi, vede la luce un altro gioco simile, intitolato Hollywood Monsters. Questa volta il plot, nonostante la venatura comica, risulta più interessante, ed è incentrato su un universo alternativo in cui tutte le mostruosità dei film esistono realmente e hanno una carriera come star del cinema.

Per rivedere un titolo che renda il giusto omaggio all'opera di Stoker, bisognerà attendere il 1999, anno di pubblicazione di Dracula: Resurrection. La produzione francese viaggia ancora sui binari dell'avventura a enigmi, questa volta presentata in una veste grafica 3D dai forti toni dark, ma a interessarci è un altro aspetto, ossia quello narrativo. Per la prima volta, non ci troviamo di fronte a un'interpretazione più o meno fedele del romanzo datato 1897, ma a un suo sequel diretto.

L'avventura, infatti, parte proprio dal finale del racconto originale, in cui Jonathan Harker e Quincey Morris attaccano i servi umani del Vampiro a pochi minuti dall'alba, mentre trasportano la cassa in cui sta riposando il conte. L'attacco va a buon fine, ma il videogioco immagina la risurrezione del vampiro a sette anni di distanza dalla sua disfatta, affamato di vendetta e ancora intenzionato a far di Mina la sua sposa.
Ne nacque una serie composta da cinque episodi e portata avanti fino al 2014, la più longeva dopo Castlevania, ma con un lungo periodo di buio tra il 2000 e il 2008.

Dalla parte del cacciatore: Van Helsing

Sul fronte degli altri generi videoludici sembra mancare completamente la giusta scintilla. Ne è un esempio emblematico Van Helsing, tie-in della pellicola con la star Hugh Jackman nei panni del cacciatore di mostri. Il film è un grande mash-up con le più celebri creature folkloristiche e, come prevedibile, non manca di generare una sua trasposizione videoludica, sviluppata sulla falsariga di giochi come Devil May Cry.

Ovviamente, per la sua importanza Dracula riveste un ruolo di prim'ordine, quello del villain finale, ma se il lungometraggio ottiene degli incassi dignitosi al botteghino, il videogame risulta appena sufficiente.

L'inizio dell'oblio: Dracula Twins

Il sanguinario conte di Bram Stoker rischia l'oblio videoludico e culturale. I vampiri, nel nuovo millennio, sembrano non suscitare più alcun terrore, e Dracula ne è la versione più sofisticata e aristocratica. Persino Castlevania inizia a soffrire di una certa stanchezza e sembra incapace di evolversi ulteriormente, mentre altri studi minori, inconsapevolmente, piantano ulteriori chiodi nella bara del vampiro.

Un esempio in tal senso è Dracula Twins, platform in tre dimensioni realizzato dal team svedese Legendo Entertainment, una produzione così scadente da passare totalmente inosservata all'attenzione della stampa specializzata e dei giocatori.

L'ultimo battito d'ali del pipistrello: Dracula Origin

Nel 2008, mentre la serie Dracula ritornava con un terzo capitolo che gettava la saga nell'oblio, un altro publisher francese si univa alla mischia delle avventure grafiche. Si tratta di Focus Home Interactive, oggi produttrice di titoli come A Plague Tale Innocence e (guardacaso) Vampyr.

Origin, sviluppato dal team Ucraino di Frogwares, specializzato in puzzle game con protagonista Sherlock Holmes, reinterpretava il soggetto di Stoker per dare più risalto al professore Van Helsing. L'uomo, contattato da Jonathan Harker, si metterà alla ricerca di una cura per salvare Mina dal morso del vampiro immortale. Tra un plot narrativo fedele all'atmosfera originale ed enigmi piuttosto ardui ma di buona fattura, Dracula: Origin rappresenta ad oggi uno degli ultimi titoli di rilievo dedicati al conte immortale.

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