Dragon Quest 12, spin-off e remake: tutte le novità annunciate

Square Enix festeggia i 35 anni di Dragon Quest con una ricca sequenza di annunci, tra cui il primo teaser trailer del dodicesimo capitolo della saga.

Dragon Quest 12, spin-off e remake: tutte le novità annunciate
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  • Il longevo franchise di Dragon Quest sta vivendo un periodo di incredibile popolarità. Cavalcando l'onda lunga del successo ottenuto a livello globale dall'undicesimo episodio, che dopo l'esordio iniziale nel 2017 su PC, PlayStation 4 e Nintendo 3DS ha fatto capolino su tutte le piattaforme attualmente in commercio (a proposito, qui trovate la nostra recensione di Dragon Quest XI S per Xbox), negli ultimi anni Square Enix ha difatti decuplicato l'impegno profuso nell'espansione del brand, confezionando una decina di spin-off per console e dispositivi mobile. In occasione del 35° anniversario della saga, il publisher nipponico ha tenuto uno speciale evento in streaming per annunciare numerosi prodotti legati alla serie, tra i quali spiccano naturalmente il tanto bramato Dragon Quest XII e la versione offline del decimo episodio, che purtroppo non è mai approdato in Occidente.

    Tenendo presente che la maggior parte dei suddetti titoli verrà pubblicata in contemporanea mondiale, vi proponiamo di seguito una ricca panoramica sulle svariate novità presentateci dal sommo Yuji Horii, leggendario creatore dell'epopea ruolistica.

    Infinity Strash - Dragon Quest: The Adventure of Dai

    Mentre il rifacimento dell'anime di Dragon Quest: Dai - La Grande Avventura ha appena iniziato a esplorare gli archi narrativi non trasposti dall'originale serie televisiva trasmessa nel 1991 (per tutti i dettagli sul nuovo anime vi suggeriamo di consultare la nostra anteprima del remake di Dragon Quest: Dai - La Grande Avventura), l'action RPG per console annunciato esattamente un anno fa è del tutto scomparso dai nostri radar.

    Durante l'evento celebrativo, tuttavia, il producer Ryutaro Ichimura è intervenuto brevemente per rassicurare i fan preoccupati dal lungo silenzio, asserendo inoltre che il team di sviluppo starebbe lavorando duramente per "dar vita a un'esperienza di alta qualità". Come saprà chiunque abbia letto la nostra anteprima di Infinity Strash - Dragon Quest: The Adventure of Dai, sin dal principio il prodotto ci ha fatto provare sensazioni contrastanti: se da una parte vi è l'assoluta convinzione che il titolo possa rivelarsi un action RPG con tutti i crismi, prendendo magari in prestito qualche meccanica dai due episodi di Dragon Quest Heroes, dall'altra il suo datato comparto tecnico ha sollevato non poche perplessità circa l'investimento di Square Enix e le finalità del prodotto. Rispetto agli screenshot diffusi all'annuncio del titolo, che appunto denunciavano modelli poligonali eccessivamente spigolosi e paesaggi scialbi, le nuove immagini pubblicate dal publisher confermano in parte le promesse del producer.

    Sebbene appaia ancora datato e paragonabile ai titoli nipponici usciti all'inizio della scorsa generazione, il colpo d'occhio di Infinity Strash - Dragon Quest: The Adventure of Dai ha subito dei piccoli miglioramenti: mentre le texture risultano complessivamente meno scialbe, anche grazie alla presenza di un sistema di illuminazione più efficace e in grado di restituirci dei colori accesi in linea con quelli vantati dall'anime, i modelli poligonali risultano più definiti, presentano un maggior livello di dettagli e finalmente sono caratterizzati da chiaroscuri convincenti.

    Tenendo poi presente che il gioco non solo non dispone di una finestra di lancio, ma ancora non conosciamo nemmeno le piattaforme che andranno a ospitarlo, non è da escludere che a tempo debito la resa finale di Infinity Strash - Dragon Quest: The Adventure of Dai possa avvicinarsi il più possibile alla versione S di Dragon Quest XI: Echi di un'Era Perduta (qui trovate la nostra recensione di Dragon Quest XI S per Nintendo Switch). Del resto, qualora Square Enix dovesse realmente decidere di adattare la storia dell'anime nella sua interezza, che con tutta probabilità si concluderà tra un anno o poco più, la data di uscita dell'action RPG potrebbe essere ancora molto lontana, offrendo al publisher il tempo necessario per sottoporlo a un efficace restyle complessivo. La speranza, al momento, è di poterlo osservare in azione quanto prima, magari in occasione del prossimo Tokyo Game Show o dell'imminente E3 2021.

    Dragon Quest Keshi Keshi

    Mettendo da parte Infinity Strash - Dragon Quest: The Adventure of Dai, la cui esistenza era già nota da tempo, il primo annuncio della giornata riguarda Dragon Quest Keshi Keshi, un puzzle game per dispositivi iOS e Android che nel 2021 esordirà in Giappone e successivamente anche in Occidente.

    Per ora Square Enix non ha voluto mostrare alcuna clip di gameplay, ma in compenso il trailer di annuncio ci ha permesso di dare una prima occhiata ai modelli poligonali del nuovo spin-off. Caratterizzati da un delizioso stile super deformed, questi appaiono piuttosto minimalisti e qualitativamente paragonabili ai "Campioni" di World of Final Fantasy. D'altronde, così come le creature del succitato spin-off andavano evocate mediate l'utilizzo di apposite medaglie (rileggete la nostra recensione di World of Final Fantasy per tutti i dettagli sul prodotto), in Keshi Keshi i protagonisti dei precedenti episodi di Dragon Quest e i più popolari mostri della saga verranno apparentemente invocati mettendo assieme due o più monetine molto simili a gomme da cancellare e raffiguranti le loro icone. Osservando attentamente il trailer, poi, abbiamo notato la presenza dei tipici distributori di gashapon, ossia quelle macchinette che dopo aver inserito una o più monete permettono di girare una manovella e far cadere una capsula contenente una sorpresa. Nel filmato compare soltanto un distributore a tema Dragon Quest VIII, ma è plausibile che nel gioco finale siano presenti delle macchinette con sorprese tratte da ogni capitolo principale della saga.

    In attesa di conferme o smentite da parte di Square Enix, questo singolare dettaglio ci spinge a sospettare che Dragon Quest Keshi Keshi possa essere un titolo free-to-play con elementi gacha e microtransazioni (a tal proposito non possiamo non sottolineare la curiosa assonanza, forse involontaria, tra Keshi Keshi e Cash Cash), un modello che il publisher ha già adottato con Dragon Quest Tact e Dragon Quest of the Stars. Rimandando qualsiasi giudizio preliminare al momento in cui potremo effettivamente osservarne il gameplay e trarre le nostre conclusioni, le tinte colorate del prodotto e l'aspetto infantile dei personaggi potrebbero suggerire un target di giovanissimi.

    Dragon Quest X Offline

    Distribuito inizialmente su Nintendo Wii nel 2012 e in seguito su Wii U, PC, Android, Nintendo 3DS, Switch e PlayStation 4, in Giappone Dragon Quest X Online è stato un grandissimo successo, divenendo il 10° gioco più venduto nel suo anno di esordio. Mentre in patria il titolo è quotidianamente fruito da circa 300.000 giocatori, spingendo Square Enix a metterne in cantiere la sesta espansione, il prodotto non è mai arrivato sui mercati occidentali, costringendo milioni di fan ad osservarlo da lontano.

    Se le probabilità di assistere un giorno alla localizzazione di DQX si direbbero ormai pari a zero, il nuovo titolo annunciato dalla Casa dei Chocobo e degli Slime potrebbe quantomeno permetterci di assaporarne il ricco canovaccio narrativo. In occasione del recente live stream, Square Enix ha infatti annunciato l'arrivo di Dragon Quest X Offline, una nuova versione del gioco che non richiederà una connessione a internet per immergersi nell'affascinante mondo di Astoltia.

    Come spiegato dal producer Takumi Shiraishi, quest'edizione standalone di Dragon Quest X sarà un tantino diversa dall'originale, in quanto lo sviluppatore ha deciso di adottare uno stile molto lontano da quello della controparte online. Avvicinandosi maggiormente a titoli come Dragon Quest IX per Nintendo DS (qui trovate la nostra recensione di Dragon Quest IX: Le sentinelle del cielo), DQX Offline presenterà infatti una grafica nostalgica in pixel art e dal sapore retrò, tant'è che i modelli poligonali dei protagonisti verranno riproposti in chiave super deformed.

    Sfortunatamente non sappiamo ancora quale porzione di storia verrà riarrangiata, ma è plausibile che il team di Shiraishi si concentri sulla sola campagna del gioco base, mettendo almeno per il momento da parte i contenuti delle sue varie espansioni (che in caso di successo potrebbero ispirare dei DLC a pagamento). In attesa di chiarimenti, il trailer di annuncio di Dragon Quest X Offline ha confermato che il gioco, al pari dell'omonimo MMORPG cui è ispirato, consentirà al giocatore di creare un avatar personalizzabile e di sceglierne la razza fra le otto disponibili: umano, ogre, wetling, elfo, nano, poppet, dragone e demone. Una decisione che dovrebbe impattare almeno in parte sul racconto, modificandone ad esempio l'incipit iniziale.

    Ad aver destato la nostra curiosità è comunque l'assenza della benché minima clip di gameplay nel trailer di Dragon Quest X Offline, un dettaglio che subito ci ha spinti a sospettare la sostituzione dell'originale gameplay in salsa action con un combat system a turni. Annunciato per piattaforme non meglio specificate, Dragon Quest X Offline esordirà in Giappone nel corso del 2022, e sebbene Square Enix non ne abbia ancora confermato la localizzazione per i mercati nostrani, è alquanto improbabile che il colosso nipponico si lasci sfuggire un'occasione tanto ghiotta per dare finalmente in pasto ai fan occidentali il tanto bramato DQX. Ne seguiremo lo sviluppo con acceso interesse, augurandoci che l'annuncio per l'Europa e le Americhe non tardi ad arrivare.

    Dragon Quest Treasures

    I fan più attenti se ne ricorderanno di certo, ma nel novembre 2018 la Casa dei Chocobo e degli Slime annunciò un Dragon Quest Monsters avente per protagonisti Erik e sua sorella Mia, ossia due personaggi chiave di Dragon Quest XI: Echi di un'Era Perduta. Non è chiaro cosa sia accaduto durante lo sviluppo, ma in questi anni di totale silenzio il prodotto ha subito un rebranding, volto magari a prendere le distanze dal filone Monsters. Come appreso nel recente live stream, il prequel di DQXI non è stato affatto cancellato, ma adesso si intitola Dragon Quest Treasures. Un nome a nostro avviso legato all'attività preferita dei due fratelli, che sin dalla tenera età sono stati costretti a rubare pur di sopravvivere. Il producer Taichi Inuzuka non ha voluto fornire molti dettagli sull'impianto narrativo, ma conoscendo a menadito la trama di DQXI e il destino beffardo riservato ai suddetti, possiamo dare per scontato che il titolo racconterà la difficile infanzia di Erik e Mia, nonché le cacce al tesoro intraprese dai due ragazzini.

    Non a caso, il primo trailer del gioco di ruolo non mostra nessuna fase di combattimento (e al momento non sappiamo quindi se il combat system sarà a turni o votato all'azione frenetica), ma pone l'accento sul ritrovamento di forzieri nascosti nei luoghi più remoti della mappa. È dunque lecito supporre che il titolo sarà maggiormente improntato sull'esplorazione e sulla continua ricerca delle casse del tesoro.

    Passando al piano artistico, Dragon Quest Treasures pare avere una marcia in più rispetto a Dragon Quest X Offline, difatti gli ambienti in cel-shading, al netto di qualche texture in bassa definizione, ci sono parsi un tantino più curati e particolareggiati. Stesso discorso vale per i modelli poligonali, che nonostante lo stile SD non si discostano molto da quelli presenti in Dragon Quest XI S. Purtroppo anche Dragon Quest Treasures non dispone ancora di una finestra di lancio, né si conoscono le piattaforme sulle quali girerà, ma il publisher ha rivelato di star pianificando un'uscita in contemporanea mondiale.

    Dragon Quest III HD-2D Remake

    Di tutti gli annunci avvenuti durante la diretta tenuta per festeggiare il 35° anniversario del franchise, il più inaspettato è stato probabilmente il remake in HD-2D di Dragon Quest III affidato a Team Asano (Bravely Default) e AMATA K.K. (Last Labyrinth). Anche in questo caso non si conoscono le piattaforme che ospiteranno il prodotto, ma il producer Masaaki Hayasaki (Octopath Traveler) ha confermato che il rifacimento sarà pubblicato simultaneamente in tutto il globo su home console. Come dichiarato da Hayasaki, lo stile HD-2D utilizzato dal connubio combina pixel art ed effetti tridimensionali per creare un'atmosfera incantevole e nostalgica.

    A primo acchito la transizione dal normale 2D al "2D tridimensionale" di Octopath Traveler e Project Triangle Strategy (a proposito, qui trovate la nostra anteprima su Project Triangle Strategy) si direbbe la soluzione ideale per restaurare e riproporre un grande classico sulle cui spalle pesano oltre trent'anni. Caratterizzati da una cifra stilistica invidiabile, i paesaggi e le città di Dragon Quest III HD-2D Remake sono stati ricostruiti con una cura maniacale che si traduce con un livello di dettaglio sorprendente, anche grazie al piacevole sistema di illuminazione che massimizza la resa della vegetazione e dei corsi d'acqua.

    Stando a quanto comunicato, la speranza del team sarebbe quella di ingolosire tanto le nuove generazioni di giocatori quanto i fan della prima ora, che nel lontano 1988 si lasciarono appunto stregare dalle peripezie vissute dal prode guerriero Roto. Noto in Occidente come Erdrick e antenato dei personaggi principali di Dragon Quest I e II, il leggendario eroe è stato protagonista di un'epopea lunga e sofferta, volta all'eliminazione del temibile Arcidemone Baramos. A giudicare dal trailer, il remake di Dragon Quest III erediterà tutte le caratteristiche vincenti dell'originale, come ad esempio l'osannato e articolato sistema di combattimento a turni, il ciclo giorno/notte (che ricordiamo venne introdotto per la prima volta proprio nel terzo episodio del brand) e l'immancabile mappa del mondo tanto apprezzata dai fan di JRPG old-school.

    Dragon Quest XII: The Flames of Fate

    Se col rifacimento di DQIII si è scelto di preservare tutti gli elementi dell'originale, inclusa la deliziosa veste grafica bidimensionale, lo stesso non si può dire per il neo annunciato dodicesimo episodio della saga, di cui purtroppo abbiamo potuto ammirare soltanto un breve teaser incentrato sul logo ufficiale. Yuji Horii in persona ha infatti dichiarato che Dragon Quest XII: The Flames of Fate presenterà una storia più oscura e matura delle precedenti. Una dichiarazione di intenti potente e interessante, specie se consideriamo la già tragica e catastrofica deriva imboccata dal secondo atto dell'undicesimo episodio. Un dettaglio che trova riscontro anche nel logo stesso del prodotto, appunto eroso dalle fiamme e per la prima volta contraddistinto da un font diverso dal solito. Se DQXI rappresentava in tutto e per tutto il culmine della serie, con DQXII il team di sviluppo ha deciso di sottoporsi a nuove sfide e di sperimentare vie mai battute prima. Il titolo dovrebbe ad esempio "costringere i giocatori a compiere svariate scelte che ne decideranno lo stile di vita", implicando che il nuovo Dragon Quest potrebbe realmente includere bivi narrativi e decisioni in grado di influenzare il corso degli eventi, nonché condurre a finali differenti. Sebbene la storia sia già stata completata, Square Enix non ha voluto fornirci alcun dettaglio sui suoi protagonisti o sull'ambientazione, posticipando qualsiasi informazione ai futuri appuntamenti mediatici.

    Quel che è certo è che Dragon Quest XII: The Flames of Fate non presenterà il tradizionale sistema di combattimento a turni, ma al momento non ci è dato sapere come e quanto cambierà. A tal proposito Yuri Horii si è limitato a specificare che questo sarà totalmente rinnovato, ciononostante i fan storici del longevo brand nipponico "dovrebbero comunque goderne senza provare un senso di disagio". Un'affermazione che potrebbe in realtà implicare la realizzazione di un sistema di combattimento ibrido fra turni e azione, sulla scia di quanto fatto lo scorso anno col fenomenale Final Fantasy VII Remake (per tutti i dettagli rileggete il nostro speciale sul combat system di Final Fantasy VII Remake).

    Se la scelta di rimaneggiare il sistema di combattimento ci preoccupa non poco, in quanto potrebbe snaturarlo e privare il prodotto di uno degli elementi più riusciti e caratteristici dell'intera saga, Yuji Horii ha comunque rassicurato i fan circa il coinvolgimento nel progetto di Akira Toriyama (Dragon Ball) e Koichi Sugiyama, che ancora una volta ricopriranno i ruoli di character designer e compositore. Come prevedibile Square Enix non si è lasciata sfuggire informazioni circa la finestra di lancio del nuovo RPG, ma in compenso la compagnia ha confermato che Dragon Quest XII: The Flames of Fate sarà realizzato con l'ausilio dell'Unreal Engine 5. Una notizia che da una parte implica la volontà di lanciare l'ultima fatica di Horii su PC e console di nuova generazione, ma che dall'altra potrebbe dirla lunga sul lasso di tempo che dovremo attendere prima di poterne saggiare con mano le novità.

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