Dragon Ball Project Z: la grande avventura di Goku nel nuovo Action RPG

Il primo trailer ufficiale di Project Z ci dà qualche indizio utile ad immaginare come potrebbe essere il nuovo gioco dedicato al capolavoro di Toriyama.

Dragon Ball Project Z: Le Novità sull'Action RPG di DB
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  • Era nell'aria da un po' di tempo ed infine il trailer d'annuncio ufficiale del famigerato Project Z è finalmente giunto a infervorare il pubblico di tutto il globo: ancora privo di un titolo definitivo, il nuovo tie-in del capolavoro di Toriyama prende le distanze dalle precedenti trasposizioni videoludiche, abbandonando la formula del picchiaduro per concentrarsi su quella degli action-gdr: un'avventura a tutto tondo, insomma, che ci accompagnerà lungo le peripezie di Son Goku, alla costante ricerca di sempre maggior potenza.
    Il primo video di presentazione, sfortunatamente, ci ha soltanto introdotto il progetto, mostrandosi più che altro come una dichiarazione di intenti, senza lasciar trapelare troppe informazioni per quanto concerne il gameplay. Ciononostante, nei circa due minuti di immagini che si sono susseguiti non sono mancati intriganti spunti di analisi, nonché una notizia decisamente succulenta, capace di tranquillizzarci circa la presumibile qualità della produzione: Project Z è infatti sviluppato da Bandai-Namco in collaborazione con CyberConnect 2, lo stesso team che ha dato i natali all'ottima saga di Naruto Ultimate Ninja Storm. Dal fighting game al gioco di ruolo il balzo non è di certo tra i più semplici, eppure noi stiamo iniziando a percepire un Ki che potrebbe nascondere in sé un enorme potenziale.

    Il segreto del suo nome

    Il trailer inizia con una rapida carrellata che ci informa di come, negli ultimi tre anni, il brand di Dragon Ball sia tornato fortemente alla ribalta in formato digitale: da una parte un picchiaduro (Xenoverse 2) interamente votato al fanservice, senza alcuna velleità competitiva o tecnicismi di sorta, dall'altra un titolo (FighterZ) indirizzato agli hardcore gamer della scena eSport, dotato però di un occhio di riguardo per tutti gli appassionati, ricchissimo com'è di citazioni e riferimenti tratti dall'opera del maestro Toriyama.

    Il merito di questo ritorno sulla cresta dell'onda è da imputare principalmente all'avvento della serie Super, che ha generato una nuova carica di hype verso le avventure di Goku & Compagni: sebbene la fiamma dell'interesse nei confronti di Dragon Ball non si sia mai assopita nei trent'anni che ci separano dal suo esordio, resta comunque innegabile che la nascita dei Super Saiyan God ha giocato un ruolo di grande importanza nel riportare la saga ancora una volta sotto la luce più splendente dei riflettori, sia televisivi che videoludici.

    Project Z è chiaramente figlio di questo ritrovato successo, ma - al pari di quanto fatto da FighterZ - sembra riallacciarsi non alla nuova serie, bensì all'intramontabile Dragon Ball Z, che inizia con l'arrivo sulla terra di Radish e con la scoperta delle origini aliene di Son-Kun.
    Parliamo certamente del momento più celebre di tutto il franchise, l'istante che ha cambiato per sempre la storia dell'animazione giapponese ed ha condizionato con forza l'immaginario collettivo negli anni a venire. L'assunto di partenza è ovviamente raccontato in ogni tie-in dedicato a Dragon Ball, e non sembrerebbe più avere nulla da dire: perché dunque ripartire dal primo arco narrativo di Z, invece di concentrarsi sul più "fresco" Super? La risposta, probabilmente, risiede negli intenti ludici alla base della produzione, e nella natura del genere di riferimento. Essendo un action-rpg, che si focalizza soprattutto sul gusto dell'avventura e sulla costante evoluzione di Son Goku, gli albori di Z sono di certo i più indicati per tracciare un percorso di crescita del protagonista.

    Al di là del valore iconico della prima parte, è indubbio che il cammino di maturazione dell'eroe conosce sviluppi decisamente più significativi nel momento stesso in cui scopre di essere un saiyan: in tal modo, un gioco di ruolo che - come si evince dal trailer - intende far leva sullo spirito "avventuroso", e sulla voglia del nostro scimmione preferito di migliorare se stesso, trova materiale perfetto proprio nelle fasi iniziali della seconda serie di Dragon Ball. Occorrerà comunque comprendere in che modo il team abbia deciso di rielaborare l'immaginario dell'opera originale: ha scelto di seguire pedissequamente gli eventi, oppure di proporre qualche deviazione di stampo "ruolistico" che ci indurrà a variare in parte il susseguirsi degli avvenimenti tramite scelte morali?

    Stando a quanto visto nel trailer, l'impressione è che la fedeltà narrativa sia uno degli elementi cardine della produzione: eccezion fatta per uno scontro che vede Son-Kun contro Piccolo nel mezzo della foresta, che in Z non avviene, il resto delle immagini mostra alcune clip che ripercorrono l'allenamento di Goku dal Re Kaioh del Nord, l'apprendimento della Genkidama, la sconfitta di Nappa, le lacrime di Vegeta per mano di Freezer, l'immancabile morte di Crilin ed il conseguente risveglio del Super Saiyan.

    Che Project Z si sorregga soltanto sulla saga dell'Imperatore del Male ed approdi fino a Namek? Difficile da credere: è molto più probabile che la storia prosegua ben oltre, e che nel video d'esordio Bandai-Namco abbia voluto semplicemente dare un assaggio delle intenzioni alla base del progetto: quello di narrare il cammino evolutivo del protagonista, ossia "la storia di Goku, colui che chiamano Kakaroth". Simile specificazione, sotto certi punti di vista, lascerebbe supporre che il perno centrale dell'esperienza (ludica e narrativa) ruoti perlopiù intorno al protagonista, e che quindi ci sarà concesso di controllare soltanto il saiyan come guerriero principale.

    Al di là delle cutscene realizzate con il motore di gioco, gli unici stralci di gameplay effettivo sono quelli in cui si vede Son-Kun attraversare alcune ambientazioni topiche del franchise, come la Kame House del maestro Muten e la sede della Capsule Corp. dove abita Bulma. Così facendo, lo studio ci fornisce qualche indizio sulla natura del mondo che visiteremo, il quale dovrebbe offrire un open world in cui muoversi liberamente: esemplificativa, a tal proposito, l'immagine finale che chiude il trailer, nella quale si vede un panorama cittadino osservato in lontananza dal nostro eroe. Siccome è data per certa la presenza di luoghi quali il pianeta di Re Kaioh e Namek, vien da chiedersi in che modo sarà gestito lo spostamento in zone "extraterrestri". Il teletrasporto, nelle fasi iniziali, non è da considerare: Son-Kun lo apprende infatti solo al termine della saga di Freezer, e quindi nelle prime sequenze dell'avventura è lecito ipotizzare un metodo di viaggio più tradizionale. Se sulla Terra basterà muoversi volando, o a bordo della nuvola Kinto, per giungere su Namek magari sarà possibile viaggiare a bordo della navicella ricostruita dal padre di Bulma, mentre per arrivare dal Re Kaioh dovremo forse percorrere la via del Serpente, reinventata - perché no? - a modello di un mini gioco. In sostanza, galoppando con la fantasia, nelle primissime battute di Project Z la progressione potrebbe essere più lineare e guidata, per poi aprirsi a dismisura dopo la sconfitta di Freezer e l'ottenimento del teletrasporto sul pianeta Yardrat. C'è un aspetto da valutare: la capacità di compiere viaggi interplanetari in un istante - all'interno dell'anime e del manga - può avvenire solo se Goku percepisce un Ki familiare nel luogo in cui vuole recarsi.

    Una simile limitazione potrebbe tradursi in game con un'abilità utile prevalentemente per tornare in aree già sbloccate, una sorta di "fast travel" che minimizza l'impatto del backtraking. Allo stato attuale, in ogni caso, sono tantissimi i misteri che circondano il progetto, partendo dal comparto narrativo fino ad arrivare a quello puramente ludico. Diamo per sicura ormai l'impossibilità di partire con un personaggio creato da zero, ma resta da capire se avremo modo di giocare anche nei panni di altri eroi Z durante l'esperienza, oppure se tutto verrà vissuto soltanto dalla prospettiva di Kakaroth.

    L'incognita più grande rimane quella legata al combat system: trattandosi di un action rpg, possiamo già escludere a priori un combattimento a turni, per abbracciare una formula simile a quella che ha caratterizzato la quadrilogia di Naruto.

    I CyberConnect2, d'altronde, hanno dimostrato più volte di saper bilanciare una certa profondità di meccaniche con una grande immediatezza, ideale per ricreare la spettacolarità delle battaglie di Dragon Ball senza però lesinare in quel guizzo di stratificazione che deve appartenere necessariamente ad un gioco di ruolo. Mentre aspettiamo di conoscere i dettagli del sistema di progressione (fondamentale per il genere di appartenenza), ci piace immaginare la capacità di alternare il controllo di alcuni lottatori nelle sequenze che prevedono scontri di gruppo come contro Radish (in cui impersonare a fasi alterne Goku o Piccolo) e nelle scazzottate su Namek (dove ci sarebbe davvero l'imbarazzo della scelta). E se la narrazione dovesse spingersi fino a Cell o Bu, allora il cast per creare un party di guerrieri diventerebbe vastissimo. Per ora le nostre sono solo speculazioni generate dalle aspettative e dalla curiosità, senza troppe informazioni a sostegno o smentita delle teorie. Le limitate certezze che abbiamo riguardano invece la resa tecnica, realizzata con un cel shading (modellato attraverso l'Unreal Engine 4) efficace ma francamente, almeno dalle primissime immagini, non così rifinito da lasciarci a bocca aperta. Durante il breve confronto tra Goku e Piccolo è possibile notare la presenza di danni al vestiario ed al corpo dei lottatori coinvolti, un fattore che suggerisce l'aggiunta di effetti visibili in tempo reale e sullo scenario circostante.

    Pochissimi dubbi, infine, per quanto riguarda la spettacolarizzazione delle cutscene, la quale potrebbe trasferirsi anche ai combattimenti in tempo reale: sotto questo aspetto, i CyberConnect 2 ci hanno sempre abituato alla grande, e le clip mostrate nel trailer, con in sottofondo l'intramontabile Cha-la Head Cha-la, non fanno altro che aumentare la nostra eccitazione. La stessa che pervade Goku quando deve affrontare un nuovo avversario.

    Dragon Ball Z Kakarot Tra le tante incertezze che avvolgono Project Z, in arrivo entro fine anno su console e PC, c’è perlomeno una sicurezza: l’opera si trova infatti nelle sapienti mani di sviluppatori esperti come i CyberConnect 2. L’idea di costruire un action-rpg ambientato nel mondo di Dragon Ball è proprio ciò di cui il brand ha bisogno per scrollarsi di dosso la struttura tipica dei picchiaduro, espandendo le basi ludiche già intraviste in Xenoverse. Riprendere l’immaginario della serie Z è un ritorno alle origini che mancava da un po’ di tempo, riletto all’interno di un genere come quello ruolistico che potrebbe dare un nuovo guizzo alla ben nota epopea di Son Goku. In attesa di nuove informazioni, e del titolo ufficiale, noi continuiamo ad allenarci su Dragon Ball FighterZ, sempre intenzionati a superare i nostri limiti di videogiocatori.

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