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Dragon Ball Z Kakarot: perché è il gioco di cui abbiamo bisogno

CyberConnect2 unirà i combattimenti di Dragon Ball a un adventure tradizionale: ecco perché potrebbe essere il gioco perfetto per i fan.

Dragon Ball Z Kakarot: il gioco di cui abbiamo bisogno
Speciale: Multi
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  • Pc
  • PS4
  • Xbox One
  • Xbox One X
  • PS4 Pro
  • L'attesa per Dragon Ball Z: Kakarot è quasi finita, ma l'emozione continua a crescere. L'attuale generazione videoludica ha rappresentato una vera e propria svolta per il franchise di Akira Toriyama: a livello creativo, infatti, i tie-in ispirati alle gesta di Son Goku e soci ci hanno regalato avventure memorabili nel segno della varietà. Dalla svolta ruolistica di Xenoverse al ritorno alle origini con un picchiaduro "vecchia scuola" come FighterZ, sembra che Bandai Namco sia pronta a sorprenderci ancora una volta con la creatura di CyberConnect2.

    Parliamo infatti di un action RPG con una forte sfumatura di adventure, che ci permetterà di rivivere l'intera epopea di Dragon Ball Z esplorando liberamente gli scenari più iconici nati dalle matite del sensei Toriyama. Senza mai dimenticare i fasti del passato (entrambi i giochi citati poc'anzi sono ancora in aggiornamento: in FighterZ è arrivato Broly di Dragon Ball Super mentre Xenoverse 2 ha accolto Ub e Androide 21) è però tempo di guardare anche al futuro e Kakarot, in tal senso, per molti potrebbe rappresentare il gioco di Dragon Ball di cui avevamo bisogno. Cerchiamo insieme di capire perché.

    La nostalgia: un'aura potentissima

    Una delle prime ragioni è principalmente "di cuore": l'opera trasporrà tutte le saghe di Dragon Ball Z, l'adattamento anime che nel lontano 1989 portava sul piccolo schermo la vita adulta di Son Goku. DBZ è universalmente riconosciuto come il prodotto più amato dai fan della saga e, di conseguenza, è anche il titolo che ha permesso al brand di Toriyama di affermarsi in tutto il mondo. Questo perché Dragon Ball Z ha plasmato il genere battle shonen per come lo conosciamo, fissando una serie di standard estetici e narrativi che tuttora caratterizzano la produzione editoriale mainstream del fumetto giapponese per ragazzi. Le vicende narrate nelle saghe dei saiyan, di Freezer, degli Androidi e di Cell e infine in quella di Majin Bu si sono già ripresentate al pubblico in Xenoverse, facendo però leva sulla tattica narrativa del "what if" temporale per svecchiare una storia che ormai conoscono anche i sassi; allo stesso modo, con FighterZ, la community ha potuto vivere una trama completamente originale e ambientata dopo le avventure di DB Super, ma comunque rispettosa dei personaggi e degli stilemi narrativi di Z.

    Erano anni, però, che un videogioco non ci permetteva di ripercorrere lo strepitoso racconto di formazione di Son Goku e dei Guerrieri Z, un viaggio di portata antologica che promette di regalarci decine di ore in compagnia dei nostri saiyan, terrestri e namecciani preferiti. Un effetto nostalgia che si propaga a macchia d'olio tra i fan di Dragon Ball, anche e soprattutto per merito della virtuosa campagna promozionale di Bandai Namco.

    Toccando con prepotenza i cuori di tutti i giocatori, il publisher ha finora saputo pubblicizzare il prodotto con un marketing d'alta scuola: oltre alle classiche anticipazioni, Bandai ha lentamente riacceso nei fan la passione per l'opera classica di TOEI Animation e Toriyama-sensei. Lo dimostrano sia la calorosa accoglienza riserva a un emozionate trailer live-action di Kakarot - che, in esclusiva su Everyeye.it, trovate anche con sottotitoli in italiano - sia la diffusione di una opening cinematica con la sigla di Dragon Ball Z.

    Oltre Dragon Ball Z

    Rimanendo in tema di narrativa, sappiamo anche che il team di sviluppo non si limiterà a riportare i principali avvenimenti della storia di Dragon Ball. Attraverso un discreto numero di incarichi secondari, infatti, i protagonisti avranno modo di imbattersi in personaggi e vicende parallele che esploreranno numerosi retroscena del franchise o, in alcuni casi, narreranno addirittura delle avventure inedite mai lette nel manga o viste nell'anime.

    È il caso di un comprimario in particolare: parliamo di Bonyu, un membro femminile "segreto" della squadra Ginew che abbandonò la formazione dei sicari più forti di Freezer prima che il gruppo andasse incontro alla sconfitta sul pianeta Namecc. Ma non solo: tra le montagne e i villaggi in cui Kakaroth ha vissuto da bambino le sue "avventure fantastiche" a bordo della nuvola Kinto sarà possibile incontrare diversi volti noti che in Dragon Ball Z ottennero soltanto un breve cameo. Tra questi possiamo citare Ottone (Androide 8), il primo cyborg del Red Ribbon con cui Goku entrò in contatto ben prima dei Numeri 19, 20, 17, 18 e 16: il Gigante Buono posto a guardia della Muscle Tower, in seguito agli eventi che videro il nostro eroe contro il malvagio Generale White, rimase a vivere nel piccolo villaggio innevato precedentemente preso di mira dall'esercito del RR, e compare nuovamente solo alla fine di Dragon Ball Z, quando tutti gli abitanti della Terra vengono convinti da Mr. Satan a donare la propria energia al protagonista per eliminare Kid Bu. Tra i principali attori delle side quest c'è anche Nam, il guerriero pacifico di origini indiane che partecipò al 21° Torneo Tenkaichi per vincere un premio in denaro che gli avrebbe permesso di supportare il suo umile e povero villaggio.

    Insomma, in Kakarot i giocatori troveranno personaggi e ambientazioni che contraddistinguono sia il passato che il presente di Dragon Ball, in una summa contenutistica che sembra andare oltre il fanservice per farsi racconto corale e onnicomprensivo della mitologia di Toryiama.

    Per questo, il citazionismo di Kakarot potrebbe superare quello di opere come Xenoverse, FighterZ e anche il piccolo Fusions: la presenza di un'enciclopedia Z, dei collezionabili e degli eroi della prima serie, insomma, concorrono a rendere l'opera di CyberConnect2 potenzialmente il più grande omaggio videoludico al re dei Battle Shonen. E chissà che, successivamente al lancio del gioco, il team di sviluppo non decida di trasporre anche il Multiverso con le vicende del più recente Dragon Ball Super. D'altronde, il Season Pass del gioco prevede l'aggiunta di due quest extra e persino di un nuovo arco narrativo.

    Esplorare, combattere, trasformarsi

    Al di là del fanservice, poi, c'è da considerare anche il bagaglio tecnico di una software house dal palmares incoraggiante. Come abbiamo già raccontato nel nostro approfondimento sulla storia di CyberConnect2, la casa nipponica ha ampiamente dimostrato di saperci fare con i tie-in dedicati agli anime, specialmente nell'ultimo decennio.

    Il team ha trasposto egregiamente la saga di Naruto con le serie Ultimate Ninja e Ultimate Ninja Storm, ha poi tentato (con alti e bassi) di adattare opere complesse come Le bizzarre avventure di Jojo e dato prova di una grande sensibilità artistica con lavori del calibro di Asura's Wrath. CyberConnect2, insomma, ha contribuito efficacemente a diffondere il mondo degli anime e dei manga nell'industria videoludica, alternando dell'ottimo fanservice con idee ludiche interessanti.

    L'intera saga di Z, a tal proposito, darà agli sviluppatori una serie di elementi fondamentali per confezionare un'esperienza ruolistica densa, longeva e stratificata. Il percorso di auto-perfezionamento di Goku, la redenzione di Vegeta, la crescita di Gohan, i viaggi temporali di Trunks, la scoperta della propria umanità per Piccolo: sono aspetti fondanti della trama di Dragon Ball e della psicologia dei suoi personaggi. Pilastri che, trasposti in meccaniche di gioco, contribuiranno a plasmare un gameplay in costante evoluzione, votato all'apprendimento di tecniche sempre più devastanti e delle varie trasformazioni saiyan.

    Un concetto che più di tutti incarna a dovere l'idea della progressione ludica: affrontare nemici sempre più forti e, di pari passo, avanzare attraverso gli stadi del Kaioken e dei Super Saiyan. Questo cammino scandirà le fasi principali dell'avventura ed è un senso di crescita ovviamente ben diverso rispetto ad un picchiaduro, in cui presumibilmente ciascun guerriero ha a disposizione un certo numero di asset e abilità predefinite da sfruttare a proprio vantaggio durante le lotte.

    Senza contare che vivremo le peripezie degli eroi proprio vestendo i loro panni: tra gli avatar giocabili figurano infatti Gohan (sia ragazzo che adolescente), Piccolo e Vegeta, dando così forma a una storia corale che - per quanto abbia Goku come comun denominatore - narrerà l'epopea di Z dagli occhi di tutti i suoi protagonisti. Ed è anche per questo che Kakarot, pur nel suo essere fedele in maniera rigorosa alla trama originale, porta con sé - paradossalmente - una ventata di aria fresca nell'universo videoludico di Dragon Ball, ritornando alle origini narrative ed evolvendo l'intelaiatura di gioco in favore di un approccio più libero e avventuroso.

    Le abilità in divenire di Goku e dei suoi compagni di viaggio saranno veicolate da un'esperienza interamente story driven, in cui avanzamento narrativo e ruolistico andrà di pari passo in un gameplay che si farà sempre più variegato e spettacolare, tra combattimenti casuali contro nemici minori e imponenti boss fight, incorniciati da una colonna sonora originale intramontabile.

    Dragon Ball Z Kakarot Da una parte i combattimenti spettacolari ed esagerati che da sempre caratterizzano Dragon Ball. Dall'altra un'avventura dall'ampio respiro, scandita da una progressione profonda e da un forte senso di esplorazione. Nel mezzo, uno spiccato fanservice che, al pari di un orecchino Potara, darà vita alla Fusion perfetta. Ormai manca poco e la prova del prodotto finale potrà dirci se abbiamo ragione nel considerare il nuovo parto di CyberConnect2 come il gioco di cui gli appassionati di Dragon Ball hanno bisogno. Nel frattempo, le premesse parlano chiaro: Dragon Ball Z Kakarot sembra il perfetto compendio tra la ruolistica di Xenoverse e le battaglie pirotecniche dei picchiaduro della serie. Se tutto si dimostrerà all'altezza delle premesse, non potevamo chiedere desiderio migliore al Drago Shenron.

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