KAKAROT

Dragon Ball Z Kakarot: tutti i riferimenti alla prima storica serie di DB

Pur ispirandosi alla ben più celebre serie Z, l'opera di CyberConnect2 offre personaggi, luoghi e riferimenti alla prima storica serie con Goku bambino.

speciale Dragon Ball Z Kakarot: tutti i riferimenti alla prima storica serie di DB
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Disponibile per
  • Pc
  • PS4
  • Xbox One
  • Xbox One X
  • PS4 Pro
  • "Quante avventure fantastiche, tra mille azioni acrobatiche, quanti avversari da battere".

    Chiunque, anche il fan più irriducibile di Dragon Ball Z, ricorda con affetto la prima serie anime tratta dal manga di Akira Toriyama. A quanto pare, anche CyberConnect2. Dragon Ball Z Kakarot permette ai fan di rivivere l'intera saga tratta dalla parentesi di vita adulta di Son Goku, ma tra le numerose quest secondarie e i personaggi che popolano il mondo del gioco Bandai Namco sono presenti volti, citazioni e strizzate d'occhio alle primissime battaglie del nostro saiyan preferito. In questo speciale vogliamo quindi riassumere tutti i rimandi al primo Dragon Ball presenti nell'action RPG giunto sui nostri scaffali lo scorso 17 gennaio: imbracciate il vostro bastone Nyoi e salite con noi sulla Nuvola d'Oro... ammesso che il vostro cuore sia sufficientemente puro!

    Guerrieri, androidi ed eserciti

    Vista la natura free roaming del prodotto, anzitutto, dobbiamo ammettere che i personaggi, i luoghi e gli easter egg legati alla prima serie di Dragon Ball erano elementi piuttosto auspicabili nell'assetto ludico e narrativo di Kakarot: temi come il viaggio, l'avventura e l'esplorazione, dopotutto, sono le colonne portanti dell'infanzia di Son Goku, e il fatto che CyberConnect2 abbia arricchito il mondo di gioco con riferimenti esterni a DBZ ne è la riprova.

    I primi volti noti compaiono già nelle primissime ore di Kakarot: tra le montagne e le colline che Goku e Piccolo percorrono per precipitarsi in soccorso di Gohan, rapito dal crudele Radish, sono presenti villaggi e piccoli insediamenti che a molti ricorderanno le prime tappe solcate da Son-kun, Bulma, Oolong e gli altri. Le quest secondarie ci dimostrano sin da subito l'amore che il team di sviluppo nutre per tutto l'universo creato dal sensei Toriyama: più volte, nel corso di tutta la campagna, fanno capolino ad esempio Nam e Ottone. Entrambi, a loro modo, hanno svolto un ruolo importante nella formazione del piccolo eroe: Nam, ad esempio, è uno dei guerrieri buoni più impegnativi che Goku abbia mai dovuto affrontare. Il suo esordio avvenne durante il 21° Torneo Tenkaichi, quando il protagonista dovette combatterlo in semifinale.

    Inizialmente cupo, schivo e silenzioso, il lottatore di origini indiane si dimostrò un uomo di buon cuore, iscrittosi alla competizione per aggiudicarsi l'ambito premio in denaro concesso al vincitore, così da poter acquistare cibo e materie prime con cui sfamare il suo poverissimo villaggio. Seppur a fatica, Goku riuscì a batterlo e Nam, riconosciuto il valore del suo avversario, si preparò a tornare a casa a mani vuote.

    Furono poi la generosità e i consigli di Muten a rincuorare il guerriero, che trovò ugualmente le risorse utili a garantire la sopravvivenza al suo popolo. Ottone è invece uno dei primi Androidi creati dall'esercito del Red Ribbon: Kakarot fa la sua conoscenza durante la battaglia contro il generale White alla Muscle Tower e, inizialmente, Numero 8 viene incaricato di ucciderlo.

    La sua natura pacifica ha però il sopravvento e il cyborg diventa sin da subito un alleato di Goku, arrivando a proteggerlo e persino a vendicarlo quando il bambino sembra sia stato colpito mortalmente da White. I fan di Dragon Ball rivedranno Ottone anche in un breve cameo negli episodi finali di DBZ, visto che l'androide compare tra gli umani che donano la propria energia al protagonista per generare la Sfera Genkidama che annienterà Kid Bu.

    Tornando al Red Ribbon, invece, nelle varie mappe di gioco sono presenti alcuni insediamenti che hanno le sembianze della Muscle Tower: queste torri sono distruttibili a suon di colpi di Ki e, se abbattute, rilasciano diverse risorse utili alle componenti ruolistiche del gioco, oltre a richiamare alcuni particolari avversari minori.

    Questi nemici sono un altro riferimento alla prima serie di Dragon Ball: si tratta dei robot killer basati sul modello di uno dei primi cyborg che fronteggiò Son Goku. L'eroe ne affrontò uno in un covo abbandonato dei pirati, quando partì per la seconda volta alla ricerca delle Sfere del Drago insieme a Bulma e Crilin: un viaggio che lo portò a scontrarsi ancora con il Red Ribbon, culminato nel duello contro l'affascinante e diabolico Generale Blue.

    L'eredità del Red Ribbon

    Il Generale Blue, peraltro, non compare in Dragon Ball Z Kakarot, e non è un caso. Tutti gli ufficiali del Red Ribbon furono infatti sconfitti da Goku o, in alcuni casi, uccisi da altri personaggi che hanno incrociato la strada con il piccolo saiyan. Blue, ad esempio, fu brutalmente assassinato da Taobaibai, un abile e micidiale killer assoldato dal leader del Red Ribbon per recuperare le Sfere mancanti ed eliminare Goku.

    Taobaibai si recò nella Terra Sacra, il luogo che ospita la Torre di Karin e il Santuario di Dio, ed eliminò il povero Bora, il guardiano pellerossa. Furioso, Son-kun scalò l'obelisco e incontrò Karin, che lo addestrò per farlo diventare più forte: tre giorni dopo, ai piedi della Torre, il protagonista riuscì a sconfiggere Taobaibai, dando inizio all'ultimo atto della sua guerra contro il malvagio esercito. Questo arco narrativo lo portò a conoscere l'indovina Baba, che si rivelò essere niente meno che la sorella di Muten: l'anziana medium fa la sua comparsa, di tanto in tanto, nel videogioco Bandai, sia come NPC sia come committente per alcune missioni.

    Sia la Terra Sacra sia Bora e suo figlio Upa sono presenti, peraltro, in Dragon Ball Z Kakarot, anche perché i due pellerossa compaiono nel finale di DBZ insieme ad Ottone per donare la propria energia alla Genkidama risolutiva per salvare l'universo. E anche Taobaibai, insieme a suo fratello, sono tra gli NPC disseminati nel mondo creato da CyberConnect2: durante il 23° Torneo Tenkaichi, infatti, il killer tornò sotto forma di cyborg, deciso a distruggere Goku e tutti gli allievi della Scuola della Tartaruga, compresi Tenshinhan e Jiaozi.

    Questi ultimi, d'altronde, erano studenti di suo fratello, l'Eremita della Gru della Scuola della Gru, da sempre acerrimi rivali di Muten e del simbolo della Tartaruga. Taipai venne poi sconfitto da Tien nei quarti di finale della competizione e di lui - così come del fratello - si persero le tracce... almeno fino alla Saga di Cell.

    Durante i 9 giorni in attesa del Cell Game, infatti, Taobaibai e l'Eremita della Gru comparvero in un episodio filler in cui incontrarono Goku e Gohan, ma non riconobbero inizialmente il loro vecchio nemico a causa dei capelli biondi del Super Saiyan. I due villain sono quindi presenti nel corso della campagna di Kakarot: è possibile incontrarli più volte in svariate location tra le aree occidentali e orientali della mappa, e ci saranno persino alcune quest secondarie in cui i giocatori potranno dialogare con i due lottatori.

    Altra colonna portante della prima serie furono Pilaf e i suoi due scagnozzi, Mai e Shu. Quelli che di fatto furono i primi grandi antagonisti di Son Goku popolano le mappe di Dragon Ball Z Kakarot e, in una specifica quest, tenteranno addirittura di sopraffare Goku con dei nuovi robot assassini.

    Pilaf rimane un grande pilastro dell'universo di Toriyama: non è un caso che i tre villain abbiano avuto un ruolo in Dragon Ball Super, in cui sono tornati bambini a causa di un desiderio espresso in maniera ambigua di fronte a Shenron. Mai, in particolare, come sappiamo, diventerà centrale nelle vicende narrate nell'arco narrativo di Black Goku: la sua versione adulta, nel futuro distopico di Trunks, è sentimentalmente coinvolta proprio con il figlio di Vegeta.

    What a mess Slump & Arale!

    Ma tutto inizia e finisce con il già citato Generale Blue, perché c'è un ultimo e prezioso elemento che cita le avventure narrate nella prima serie di Dragon Ball: la piccola ed esuberante Arale! I fan di Akira Toriyama conoscono bene il personaggio: è la protagonista di Dr. Slump, il manga shonen umoristico che l'autore di DB pubblicò tra il 1980 e il 1984.

    La robottina comparve anche durante il viaggio di Son Goku e il deus ex machina di questo epocale incontro fu proprio Blue: durante un inseguimento tra i due, infatti, il protagonista si ritrovò al Villaggio Pinguino e incontrò tutti i personaggi appartenenti al manga Dr. Slump. Arale ebbe persino un ruolo centrale nella sconfitta di Blue, visto che la sua forza spropositata annientò il militare lasciando stupefatto persino Kakarot.

    Un personaggio che gli autori della serie animata non hanno mai dimenticato: Arale fa il suo ritorno persino in Dragon Ball Super, con un episodio filler dalle tinte comiche in cui la simpatica robottina fa la conoscenza di Vegeta. E se persino il principe dei saiyan, così austero e serioso, ha dovuto piegarsi all'irresistibile verve peperina della protagonista del primo manga di Akira Toriyama, potevano mai esimersi i ragazzi di CyberConnect2? Arale compare a sua volta in una quest secondaria, attivabile nell'ultima parte della campagna di Dragon Ball Z Kakarot e, anche in quel caso, il suo carattere esplosivo è pronto a far tremare persino i Super Saiyan.

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