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Dragon Ball Z Kakarot: le scene di intermezzo, tra gioco e anime

Analizziamo le sequenze più iconiche di Dragon Ball Z Kakarot, confrontandole con le immagini originali dell'anime del 1989.

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  • CyberConnect 2 ha rielaborato lo speciale mito di Dragon Ball Z nel suo apprezzato action RPG: abbiamo già avuto modo di analizzare nel dettaglio come il team di sviluppo ha riscritto il design e alcuni spunti di trama relativi all'epopea originale di Akira Toriyama, ma in questa sede vogliamo passare ulteriormente sotto la lente d'ingrandimento le migliori cutscene della campagna principale di Dragon Ball Z Kakarot. Metteremo a paragone le sequenze più spettacolari con i frame dell'anime creato nel 1989, così da apprezzare ulteriormente il lavoro grafico svolto dalla software house in forza a Bandai Namco. Scaldate i vostri scouter: il livello di potenza di certe immagini è ben oltre 9.000.

    Da Radish a Vegeta

    Come i fan di Dragon Ball ben sapranno, il primo arco narrativo della serie Z coinvolge l'arrivo dei saiyan sulla Terra: prima Raddish, il malvagio fratello maggiore di Son Goku, che svela al protagonista le sue vere origini, e poi il duo composto da Nappa e Vegeta, che dopo aver decimato i Guerrieri Z getta le basi per la saga di Freezer. Lo scontro tra Raddish, Goku e Piccolo in Dragon Ball Z Kakarot viene riproposto in manira piuttosto pragmatica, spingendo gran parte della messinscena sul drammatico sacrificio compiuto dal protagonista. In questa fase CyberConnect2 ha riproposto la morte di Kakarot in maniera abbastanza fedele, con qualche piccola differenza di natura prettamente estetica (Goku indossa ancora le scarpe, mentre nell'anime le ha rimosse all'inizio del duello), ma è a partire dagli eventi successivi che gli sviluppatori hanno impiegato un estro ben maggiore nel processo di adattamento e rielaborazione visiva delle migliori battaglie di Dragon Ball Z. Prendiamo il duello tra Goku e il principe dei saiyan: tolta la storica scena che fa da preludio allo scontro, in cui Vegeta e Goku si scrutano tra le rocce e si mettono in posa per combattere, CyberConnect2 ha apportato qualche interessante modifica in fase di regia delle scene successive.

    Se da un lato viene dato più respiro alla furia e alla frustrazione di Vegeta, con inquadrature più ampie e meno claustrofobiche, il team ha invece accompagnato minuziosamente ogni movimento del corpo di Goku durante la preparazione della micidiale Kamehameha supportatata dal Kaiohken Quadruplo, quasi a voler porre l'accento sulla poderosa muscolatura del protagonista e sul senso di profondo sacrificio dettato dai dolori per aver abusato del power-up insegnatogli nell'aldilà.

    Gli spunti di maggiore estro creativo ci vengono poi offerti dalle fasi successive della battaglia: a partire dalla trasformazione di Vegeta in Oozaru, in cui CyberConnect2 ci regala alcuni scorci di grande impatto, fino al lancio della Genkidama risolutiva da parte di Crilin. Rispetto all'anime, infatti, i movimenti compiuti dalla sfera di energia donano alla messinscena un effetto maggiormente dinamico.

    Goku, il leggendario Super Saiyan

    Passando all'arco narrativo di Namecc, invece, siamo rimasti particolarmente colpiti dal velocissimo confronto tra Son Goku e Rekoom: il team di sviluppo ha sfruttato appieno la forte espressività e i movimenti marcati dell'eclettico soldato di Freezer, giocando sapientemente con gli effetti particellari e le forti esplosioni cromatiche provocati dai colpi rocamboleschi del villain.

    Il risultato è una sequenza di animazione di grande fattura, uno di quei casi specifici in cui il talento registico di CyberConnect2 supera addirittura lo stile visivo dell'anime originale: un'arte a cui il team è abituato, visto anche l'ottimo lavoro svolto sul design e sulle animazioni della saga di Naruto.

    La scena madre della Saga di Freezer è ovviamente il momento della trasformazione di Goku in Super Saiyan: attimi di pura sacralità per tutti i fan di Dragon Ball, che i creatori di Kakarot non potevano assolutamente sbagliare.

    Il crudele assassinio di Crilin, riproposto in maniera pressoché identica alla serie animata, lascia il posto alle iconiche inquadrature che scandiscono la progressiva evoluzione di Goku. Attimi che gli sviluppatori hanno deciso di rielaborare, in parte, con qualche frangente inedito (ad esempio la visuale dal basso con i pugni di Goku ben serrati) alternato ai classici primissimi piani volti ad evidenziare il furore di cui è pervaso il protagonista.

    L'esplosione dorata finale è un tripudio visivo, un omaggio ad una delle scene più memorabili nella storia del battle shonen: un movimento di macchina dal basso percorre il fisico di Goku, evidenziando la muscolatura definita e le scariche di Ki aureo, fino a stabilizzarsi sul viso furioso di un guerriero leggendario dai capelli biondi e lo sguardo carico di rancore. Lo scontro finale tra Son-kun e l'imperatore galattico, nel videogioco, viene poi alleggerito dei numerosi momenti filler che TOEI Animation inserì nel prodotto animato, ma si ricollega con grande fedeltà agli episodi della serie nella fase conclusiva della tremenda battaglia che precede l'esplosione di Namecc.

    La Kamehameha Padre-Figlio

    Durante la Saga degli Androidi e di Cell non avvengono molti cambiamenti per quanto riguarda lo stile visivo. Qualche sottile differenza fa la sua comparsa nello scontro finale tra Son Gohan e l'androide perfetto, culminato con la leggendaria Kamehameha Padre-Figlio subito dopo il sacrificio di Goku e il ritorno di Cell.

    Anzitutto, il ring del torneo non viene distrutto, come invece avviene nella serie animata, mentre lo scontro tra le onde energetiche dei due avversari - così come accaduto durante il duello tra Goku e Vegeta - è rappresentato spesso con uno split screen utile sia a mostrarci la fatica di entrambi i guerrieri sia a donare all'azione un maggior senso di dinamismo.

    Nell'anime, infatti, la regia di alcuni momenti chiave rimane più scolastica (seppur indimenticabile) rispetto alle meraviglie digitali ridisegnate da CyberConnect2.

    Complice anche un design più fresco e moderno, che nell'episodio in questione non diede esattamente il massimo a causa di qualche modello un po' troppo approssimativo, possiamo insomma sostenere che la sconfitta di Cell da parte di Gohan sia gestita meglio in Dragon Ball Z Kakarot che nell'anime.

    Esplodi, Fusione!

    Nella Saga di Majin Bu, invece, il team di sviluppo si è dimostrato più pigro in alcuni momenti cruciali, ma anche incredibilmente ispirato nelle fasi finali dell'avventura, dando molta enfasi sia all'emozionante monologo di Vegeta sia al colpo risolutivo che annienta definitivamente il malvagio Kid Bu.

    Se il toccante sacrificio di Majin Vegeta rende giustizia ad una delle scene più struggenti di tutta l'opera, d'altro canto la trasformazione di Goku in Super Saiyan 3 viene estremamente impoverita di dettagli registici: risulta infatti molto meno dettagliata sul piano della messinscena rispetto all'iconica sequenza in cui Kakaroth dà prova a Bu e Babidy delle sue incredibili abilità saiyan,i.

    L'apice estetico viene infine raggiunto con lo scontro tra Vegeth e Super Bu: il combattimento che, a sua volta, nell'anime viene arricchito di diverse scene filler è stato rielaborato da CyberConnect2 attraverso una delle cinematiche migliori di tutta la campagna.

    L'ingresso in scena della portentosa Fusione con i Potara è accompagnato da movimenti di macchina e animazioni piuttosto frenetici: sprazzi di regia del tutto originale, come le inquadrature che seguono i pugni di Vegeth e Bu, alternati ad una riproposizione più cinematica di diversi momenti chiave dello scontro, ad esempio le fasi in cui Vegeth si fa beffe del suo avversario o utilizza tecniche iconiche come la lama di Ki, con la quale trancia di netto il suo nemico.

    Dragon Ball Z Kakarot Al fascino delle immagini originali incluse nell'anime del 1989 CyberConnect2 ha aggiunto tutto il proprio talento creativo e registico: il risultato sono le splendide scene di intermezzo di Dragon Ball Z Kakarot, un elemento che possiamo considerare a tutti gli effetti il fiore all'occhiello della produzione Bandai Namco. Pur con qualche semplificazione di troppo in alcuni passaggi, il team ha unito un design più moderno ed uniforme ad animazioni di incredibile fattura, confezionando alcune cinematiche che a tratti superano persino la potenza visiva della serie originale targata TOEI Animation.

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