Dragon Quest Builders 2: il piacere di costruire in compagnia

Nonostante la presenza di fastidiose limitazioni, l'inedita modalità multiplayer di Dragon Quest Builders 2 è appagante e ricreativa.

speciale Dragon Quest Builders 2: il piacere di costruire in compagnia
Articolo a cura di
Disponibile per
  • PS4
  • Switch
  • PS4 Pro
  • L'ultimo quinquennio è stato un periodo estremamente produttivo per il brand di Dragon Quest, che dopo il massiccio supporto accordato al caro Nintendo DS era pressoché scomparso dal nostro lato del globo. A partire dal 2015, invece, la longeva serie nipponica è tornata in Occidente con due strepitosi remake per 3DS, degli ispirati spin-off in chiave musou e Minecraftlike, e non per ultimo il capolavoro assoluto che risponde al nome di Dragon Quest XI: Echi di un'Era Perduta (abbiamo provato Dragon Quest 11 Definitive Edition per Switch, ormai in dirittura di arrivo).
    Cavalcando questa prodigiosa onda del successo, Square Enix ha recentemente lanciato il riuscitissimo Dragon Quest Builders 2, col preciso intento di perfezionare ognuno dei molteplici elementi che rendevano così deliziosa la formula alla base del primo episodio. Il risultato è un gioiellino piacevole e rilassante, che addirittura può essere parzialmente giocato in modalità multiplayer.

    Verso l'infinito e oltre!

    Prima di analizzare il comparto multigiocatore del prodotto, torniamo brevemente al 2016, quando il publisher lanciò in tutto il globo il primo Dragon Quest Builders: un esperimento intuitivo e appassionante, che comprendeva persino un'isola extra, lontana dai tumulti dell'intreccio narrativo, dove il giocatore poteva dar sfogo alla fantasia e condividere le proprie creazioni col mondo intero.

    La cosiddetta Terra Ignota, infatti, presentava delle apposite aree tutto sommato ridotte e circoscritte da un perimetro luminoso, che l'utente poteva utilizzare per caricare o scaricare dalla rete le strutture più accattivanti fra quelle progettate dalla community. Tuttavia, dal momento che il sistema selezionava in maniera del tutto casuale i fabbricati da importare, e non prevedeva alcuna co-op: le funzioni della suddetta modalità secondaria vennero ignorate da buona parte dei costruttori, i quali preferirono investire le proprie forze nelle isole della campagna principale, dove l'interazione con gli NPC e le frequenti battaglie coi mostri riuscivano a spezzare l'incalzante monotonia.
    Per evitare che la storia si ripetesse, e differenziare il nuovo episodio dall'originale, Square Enix ha dotato Dragon Quest Builders 2 di una curiosa componente multiplayer, che appunto consente ai giocatori di visitare le isole dei propri amici e costruire in compagnia.

    Non vi aspettate, tuttavia, di poter letteralmente invadere le partite dei vostri conoscenti e affrontare assieme le sfide proposte dal canovaccio narrativo, come ad esempio avveniva nell'indimenticabile Dragon Quest IX: Le Sentinelle del Cielo (che a quanto si mormora potrebbe ricevere un remake per Nintendo Switch), poiché la modalità co-op risulta più limitata. Ciascun giocatore può infatti aprire le porte del proprio hub ad un massimo di tre utenti, i quali avranno l'opportunità di accedere alla sola Isola del Risveglio e dovranno attenersi alle regole stabilite dal padrone di casa.

    Sebbene il sistema consenta di accogliere solo i propri amici ed i loro conoscenti, è l'ospite a decidere se i visitatori giunti da altri mondi possano o meno accedere ai suoi bauli e costruire in terra straniera. Addirittura, il titolo permette di eliminare dalle partite online (o in locale, se in possesso della versione per Nintendo Switch) il ciclo giorno-notte e le condizioni metereologiche, azzerando l'eventualità di incappare in fantasmi, mietitori e altre pericolose creature che compaiono solo in determinate circostanze.

    È meraviglioso far parte di un team!

    Pad alla mano, abbiamo dunque spalancato i cancelli del nostro universo personale ai costruttori presenti nella lista degli amici su PlayStation 4. Per quanto l'esperienza si sia rivelata ben più circoscritta di quanto ipotizzato, è comunque impossibile non riconoscere l'indubbio fascino del costruire in sinergia con uno o più utenti. La presenza di compagni, affiancata dall'indispensabile e quanto mai prezioso utilizzo della chat vocale, favorisce infatti la creazione di strutture complesse e maestose, come ad esempio castelli o fortezze, dal momento che i partecipanti possono accordarsi al volo sui complessi da edificare e dividersi i vari compiti.

    Durante la nostra prova, ad esempio, abbiamo creato in coppia un vastissimo campo di grano e di cavoli, utilizzando l'humus recuperato altrove per velocizzare la crescita degli ortaggi e ottenere in tempi brevissimi un abbondante raccolto. Se quest'operazione non proprio dilettevole, ma necessaria per il nutrimento degli avatar e dei compaesani, in solitaria ci avrebbe portato via diversi minuti, col rischio di tediarci a metà impresa, la presenza di un compagno ha quasi trasformato un'attività potenzialmente ripetitiva in una scanzonata sfida a tempo, al fine di scoprire quale dei due partecipanti fosse più rapido e preciso nella coltivazione dell'orto.

    La compagnia, inoltre, semplifica a dismisura l'innalzamento di impianti simmetrici, come ponti o abitazioni particolarmente elaborate: a patto che i vari operai siano in possesso dei materiali richiesti, che in realtà possono essere opportunamente scambiati attraverso i bauli e la cassa comune, l'avanzamento simultaneo durante le costruzioni originali sopperisce alla mancanza di progetti e al costante bisogno di guardarsi attorno (e verificare quanto fatto in precedenza) per rispettare proporzioni e simmetria. In tal senso, l'unico reale difetto del pacchetto è rappresentato dall'assenza di hub condivisi, magari su server, cui accedere in ogni momento, indipendentemente dalla presenza dei compagni.

    In attesa che il filone Builders compia questo auspicabile passo in avanti, magari con l'avvento di un terzo episodio, i giocatori dovranno dunque supportarsi a vicenda e magari ricambiare l'aiuto ricevuto dagli amici visitando e contribuendo alla costruzione delle città altrui. Dopotutto, se è vero che al momento non si può fondare un unico e gigantesco impero, nulla impedisce a quattro architetti di dar vita ad altrettanti città, scegliendo di volta in volta temi e materiali differenti.

    Per quanto limitata, la modalità multiplayer include comunque un'alternativa interessante alle sessioni di world building, che alla lunga potrebbero anche stancare gli utenti alla ricerca di azione. Sebbene Dragon Quest Builders 2 non permetta di visitare in co-op le località esplorate durante la campagna principale, come l'Isola di Camposolco o la città mineraria di Khrumbul-Dun, ai costruttori alla ricerca di materie prime inottenibili sull'Isola del Risveglio è consentito raggiungere via mare alcuni siti opzionali.

    Caratterizzate dalla generazione procedurali, e quindi diverse ad ogni nuova visita, le Isole Misteriose come la Costa Humidia celano al proprio interno una moltitudine di risorse rare e irrinunciabili, nonché delle simpatiche sfide a premi. Nel caso in cui un giocatore riesca a racimolare tutte le materie presenti in una determinata regione, il sistema lo premierà di volta in volta con una scorta infinita delle risorse più basilari, come ad esempio il legno o le fibre erbose, richieste da un elevato numero di ricette.

    Sempre sulle Isole Misteriose, infine, i party di avventurieri troveranno ad aspettarli una sfilza di mostri leggermente più potenti di quelli incontrati altrove, e dunque utilizzabili per accumulare esperienza. Proprio il gioco di squadra e la coordinazione fra i costruttori, del resto, è la chiave per sconfiggere senza grosse difficoltà i "Mostri Fortissimi", custodi di statue e altre favolose decorazioni con cui abbellire le proprie creazioni. Una ghiotta ricompensa, insomma, che da sola potrebbe incoraggiare i partecipanti a radunarsi in squadre e a sfidare le belve più terrificanti!

    Dragon Quest Builders 2 Anche se non è possibile affrontare l'intera campagna insieme ad un amico, le sessioni di world building avvantaggiate dalla sinergia fra giocatori donano un nuovo sapore all’ormai storica (e vincente) formula di Dragon Quest Builders, agevolando la realizzazione di città gigantesche e dai molteplici stili artistici. Del resto, proprio questo è il vantaggio dell’accogliere altri costruttori sulla propria isola: donare loro una totale libertà creativa e lasciare che esperienza, fantasia e genialità si mescolino a dovere. Il risultato potrebbe superare di gran lunga le vostre più estrose aspettative, generando luoghi unici e bizzarri.

    Che voto dai a: Dragon Quest Builders 2

    Media Voto Utenti
    Voti: 13
    8.3
    nd