Dreams Creators Beta: da P.T. a Cuphead, le migliori opere della community

L'universo creativo di Media Molecule si è già popolato con tantissime creazioni realizzate dalla community: scopriamo quelle più interessanti.

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  • Provate ad immaginare Dreams come una rinomata pinacoteca, patrocinata nientemeno che da Sony stessa, in cui vengono esposte le creazioni di giovani artisti, amatori ed emergenti, che provano a far sentire la voce della loro fantasia, dando un aspetto concreto ed interattivo alla loro visione. È un'occasione importante per chiunque desideri mettersi alla prova, pur senza possedere enormi competenze e capacità di programmazione: Media Molecule svolge insomma un ruolo da mecenate, e porta nella sua corte virtuale un manipolo di autori in erba, dai più talentuosi ai più grezzi, li istruisce e dà loro gli strumenti necessari per permettergli di esprimersi al massimo delle loro potenzialità.
    Questa mostra digitale non è aperta solo ai visionari, ma anche ai più curiosi ed appassionati che amano nutrirsi delle idee altrui, per immergersi nei loro sogni: attraverso la voce Dream Surfing, che troneggia nel menù principale di Dreams, si ha dunque accesso ad un microcosmo di produzioni più disparate, nel cui oceano creativo ci siamo tuffati con vorace interesse. Abbiamo scovato così opere non particolarmente esaltanti, ed altre dotate invece di promettente inventiva, piccoli semi pronti a germogliare quando il software di Media Molecule raggiungerà la sua forma completa.

    Gli esempi di Media Molecule

    Come primi esempi di prodotti consigliati, Dreams suggerisce - ovviamente - i lavori di Media Molecule: piccole demo utili a comprendere il livello qualitativo che è possibile ottenere dopo aver preso confidenza con il tool di creazione. Ecco che ad accoglierci troviamo quindi anzitutto Moon Raiders, uno shooter arcade nel quale, a bordo di una navicella spaziale, dobbiamo bersagliare i velivoli ostili mentre ci destreggiamo tra asteroidi e detriti cosmici.

    Moon Raiders

    Dreamiverse Dash

    Avremo anche modo di cambiare la visuale, passando da quella in terza persona alla prospettiva dall'abitacolo, per un'esperienza cartoonesca leggera ma abbastanza impegnativa, nonché visivamente molto accattivante. Sempre ad opera di Media Molecule ci aspetta Dreamiverse Dash, una corsa contro il tempo in una pista psichedelica lungo la quale sfrecciare rapidamente per tagliare il traguardo il prima possibile, mentre effettistica e particellari martelleranno i nostri sensi. Chiude il trittico di titoli il tenerissimo Please Hug Me: si tratta più di una microscopica esperienza interattiva che di un videogioco in senso stretto, caratterizzata da un'impronta emotiva a metà strada tra il sorriso e la tristezza.

    Please Hug Me

    Nei panni di una dolce creaturina, infatti, quando tenteremo di elemosinare un abbraccio, avvicinandoci ad alcuni coni posti intorno ad un'arena circolare, vedremo tutti gli altri esserini allontanarsi per rigettare il nostro affetto, precipitando nel vuoto, fino a lasciarci, in mezzo al cerchio, soli ed abbandonati.

    I lavori dal gameplay più elaborato

    Le creazioni degli utenti, sebbene chiaramente non posseggano la stessa rifinitura di quelle di Media Molecule, hanno mostrato comunque dei piccoli talenti nascosti che aspettano soltanto di emergere nella versione finale. Tra i titoli più sorprendenti, ad esempio, spicca Prometheus, un FPS piuttosto grezzo nella gestione delle hitbox ma forte di un immaginario sci-fi discretamente suggestivo, merito di una modellazione poligonale leggermente sopra la media delle altre opere amatoriali.

    Prometheus

    Slayers Scrolls: A RPG

    Molto ambizioso è invece Slayers Scrolls: A RPG, un vero e proprio gioco di ruolo fantasy che strizza palesemente l'occhio alla saga di The Elders Scrolls: in una taverna partirà la quest di un ammazzadraghi, il quale avrà la facoltà di dialogare con i vari NPC, girovagare per gli ambienti esterni e poi avventurarsi oltre i cancelli del rifugio alla ricerca di un mostro sputafuoco. L'incontro con il Drago ci ha piacevolmente impressionati: anche se il sistema di combattimento è poco più che abbozzato, la resa scenica e l'impatto visivo della bestia ci sono parsi di tutto rispetto. Di Slayers Scrolls è notevole soprattutto l'impegno profuso dal suo autore, che in poco tempo ha sviluppato un completo GDR in miniatura.

    Un altro gioco che va oltre la semplice definizione di "demo" è Clank Clone Puzzles: come il nome lascia intendere, l'avatar del protagonista è stato ottimamente modellato con le sembianze del robot di Insomniac, nei panni metallici del quale dovremo muoverci di stanza in stanza attivando alcuni interruttori per sbloccare l'uscita.

    Clank Clone Puzzles

    Porto

    Allo scopo di superare gli ostacoli, saremo chiamati ad azionare e disattivare alcuni cloni, in modo tale da premere tutti i pulsanti presenti nello scenario: benché concettualmente sia alquanto semplice, il buon numero di livelli e l'elaborazione degli enigmi garantiscono qualche minuto di gradevolissimo puzzle solving. A proposito di rompicapi, anche Porto segue i medesimi meccanismi di Clank Clone Puzzles, sfruttando però una visuale isometrica. Nel ruolo di un manichino ci muoveremo su di un'isola piena zeppa di porte chiuse, apribili solo tramite la pressione delle corrette piattaforme: afferrando alcune scatole e posizionandole nella maniera corretta, dunque, libereremo la strada poco alla volta, percorrendo un sentiero che si farà via via più complesso.

    I giochi dove domina il citazionismo

    Ci sono poi giochi che mettono in disparte la stratificazione del gameplay per far leva principalmente sul citazionismo: è il caso di Cuphead Dreams Edition, una rivisitazione in salsa Full 3D dello strepitoso run'n'gun di Studio MDHR, francamente discutibile sotto il profilo ludico ma peculiare nella resa tecnica e sonora.

    Cuphead Dreams Edition

    Mario Dreams

    Raffinata è anche la ricostruzione di Super Mario Bros in Mario Dreams, un omaggio quasi perfetto dal punto di vista grafico e sonoro, che si esaurisce nel giro di un paio di minuti ma che possiede una capacità di "imitazione" inaspettata, segno evidente di come l'editor del software sia estremamente malleabile. Eppure, nel reame delle citazioni, a lasciarci a bocca aperta è stato il "remake" dell'indimenticabile Playable Teaser di Hideo Kojima, preludio a quel Silent Hills che forse non conosceremo mai.

    P.T.

    In Dreams, esiste una versione creata con l'engine di Media Molecule, chiamata proprio P.T., una reinterpretazione fedelissima all'originale che, al netto di qualche inevitabile differenza sul piano tecnico (con spigoli più tondeggianti e meno orrorifici), ripropone con una certa maestria l'atmosfera terrificante imbastita dal maestro giapponese.

    Le opere graficamente più evolute

    Accanto alle opere più evolute nella struttura del gameplay e a quelle che omaggiano i grandi nomi del settore, non mancano tech demo che si concentrano prevalentemente sulla "forza bruta" del motore di gioco. Pregevole, in tal senso, Curiosity, una brevissima esperienza interattiva di stampo sci-fi in cui un robot esplorerà in totale solitudine un mondo roccioso e desolato: il giocatore dovrà soltanto muoversi da un punto all'altro dello scenario, senza compiere deviazioni dal percorso, fermandosi però ad ammirare una solida resa estetica ed una buona gestione delle fonti di luce.

    Curiosity

    The Encounter

    Gli stessi elogi possono essere rivolti a The Encounter, il primo capitolo di un'avventura fantascientifica con piccoli cenni horror, nella quale l'obiettivo sarà quello di trovare una via di fuga da una stazione spaziale minacciata da una presenza ostile. Ad accompagnarci ci sarà un robot fluttuante e parlante, il cui compito consisterà semplicemente nel riattivare i circuiti dei portelloni dell'astronave per condurci verso l'uscita. Nella demo di The Encounter l'utente si limiterà a spostarsi da una stanza all'altra, senza interagire direttamente con l'ambiente, né impegnarsi nella risoluzione di enigmi: lo scopo della build è quello di mostrare le virtù grafiche della produzione, che ricicla sì un buon quantitativo di assets, ma offre comunque un elevato livello di dettaglio.

    Esperienze visive, sonore ed emotive

    Infine, tra i lavori che abbiamo più apprezzato, fanno capolino quelle opere dove predomina l'aspetto estetico, contemplativo, concettuale e persino didattico: rientra in quest'ultima categoria Interactive 3D Local Star Map, un tour tridimensionale delle stelle della nostra galassia, nel quale potremo allontanarci, avvicinarci e navigare interagendo con la mappa della Via Lattea. Ogni corpo celeste sarà inoltre analizzabile, nonché corredato da una scheda che ci illustrerà le sue caratteristiche principali.

    Interactive 3D Local Star Map

    MUS/C

    Non osiamo immaginare quanto potrebbe rivelarsi evocativo un percorso "istruttivo" di tal risma realizzato con più tempo ed attenzione, magari supportato dalle potenzialità immersive della realtà virtuale. Decisamente travolgente è stato anche MUS/C, un viaggio sinestetico a ritmo di musica, in cui i suoni danzavano in simbiosi con i colori, dando vita ad un trip acustico e visivo di sicuro impatto sensoriale.
    A coronamento della nostra rapida carrellata, vale la pena citare ancora due opere, sviluppate dallo stesso autore, l'utente Majoneskongen, che a nostro avviso ha saputo distinguersi non tanto per le sue abilità nella strutturazione del gameplay, quanto nella capacità di generare un'ammaliante atmosfera.

    MachineLore è il cammino in salsa platform di un robot scappato dalla sua catena di montaggio, il quale durante la sua fuga si imbatte in altri suoi simili, intenti a venerare un gigantesco automa come se fosse un salvatore divino. Il mood cupo e triste, l'impatto scenico ed artistico, e la colonna sonora avvolgente concorrono a delineare con pochi tocchi le forme di un mondo del quale ci piacerebbe davvero saperne di più. The Offroads Land non è da meno: a bordo di un'automobile - gestita da un driving system a malapena implementato - attraverseremo un setting variopinto, che spazierà dalla primavera all'inverno, lungo un sentiero a metà tra l'onirico ed il fiabesco.

    MachineLore

    The Offroads Land

    Quello che sembra solo un banale sfoggio di verve artistica si rivela portatore di una messaggio fortemente simbolico: con la macchina, il nostro avatar guiderà nelle stagioni della vita, fino ad approdare, con un cambio di tono straniante e bellissimo, in un'autorimessa sormontata da un'enorme croce, al cui fianco sono ammassati i rottami di altri veicoli uguali al nostro. Una sorta di cimitero, la meta ultima ed ineluttabile di un'esistenza breve ed effimera: il riassunto in formato poligonale di un viaggio verso la fine, che mescola in pochi minuti variegate gamme di sentimenti, fornendoci un guizzo di allegria, un pizzico di sogno ed una pennellata di malinconia.

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