E3 2018

EA Play 2018: Electronic Arts apre l'E3, Anthem grande protagonista

Una conferenza caratterizzata da reveal interessanti (Unravel 2, il gameplay di Anthem, Sea of Solitude) alternati a qualche momento meno brillante...

EA Play 2018: Recap Conferenza
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Come da un paio d'anni a questa parte Electronic Arts apre le danze dell'E3, anticipando tutti gli altri publisher con il suo EA Play. Un evento che va oltre l'ormai classico Media Briefing trasmesso in streaming, e diventa anche punto d'incontro per i fan e la community. Durante tutto il weekend, infatti, all'Hollywood Palladium saranno disponibili decine di postazioni di gioco, per fare in modo che il pubblico possa provare con mano alcune novità della Line-Up.
Per chi segue a distanza la fiera losangelina, tuttavia, l'appuntamento principale resta la conferenza annuale, che dovrebbe indicare la direzione verso cui vuole puntare la software house americana. Sapendo di avere addosso gli occhi dei giocatori di tutto il mondo, risulta davvero difficile giustificare certe scelte di comunicazione, sfociate in un evento sottotono, a tratti eccezionalmente noioso e - peccato forse ancora più grande - poco informativo. Al termine della diretta nessuno dei presenti poteva dire di aver chiare le caratteristiche ludiche dei titoli principali della compagnia, e tante erano le domande relative a Battlefield V, FIFA 19 e Anthem. Per fortuna i dubbi sono stati in parte fugati dalle chiacchiere con gli sviluppatori e dagli hands-on (e per questo motivo vi invitiamo a leggere i nostri articoli), ma ciò non basta a cambiare la faccia di un evento decisamente bizzarro.

Conferme e inciampi

Diciamolo insomma senza mezzi termini: quella di EA è stata una conferenza per larghi tratti incomprensibile. Difficile capire, ad esempio, perché due dei titoli di punta della software house, ovvero FIFA 19 e Battlefield V, siano stati soltanto raccontati a parole, senza che si sia visto neppure uno scampolo di gameplay. E se per il calcistico la scelta potrebbe ancora essere comprensibile, vista la difficoltà di comunicare i cambiamenti più tecnici ed il grande annuncio dell'arrivo della Champions League (capace da solo di animare gli entusiasmi dei fan del calcio), per lo sparatutto di DICE è davvero difficile difendere questo approccio. Il futuro capitolo della serie schiera in campo delle novità capaci di cambiare radicalmente l'esperienza di gioco, e si presenza come l'episodio contenutisticamente più denso di sempre (c'è anche la Battle Royale!). È meraviglioso da vedere e presente in forma giocabile al Palladium: perché non dare un assaggio del prodotto anche a chi segue l'evento in streaming? Capiamo l'esigenza di lasciare qualche contenuto a Microsoft perché lo porti sul palco del suo Media Briefing, ma se al colosso di Redmond verranno concesse le War Stories, perché non focalizzarsi -in questa occasione- sulla co-op o sul multiplayer classico? Battlefield V ha tanto da dire, ed è un peccato che gli sia stato concesso così poco spazio.

Paradossalmente lo stesso che è stato dato all'altro sparatutto tardato DICE, ovvero il (redivivo?) Battlefront II. EA conferma di non volersi arrendere e, dopo aver fatto calmare le acque ed aver cambiato profondamente il sistema di sviluppo e progressione, si prepara a lanciare una nuova stagione di contenuti (completamente gratuiti). Nuove mappe, nuovi eroi, nuove modalità: tutto sicuramente gradito a chi ancora frequenta i server, ma è difficile che un annuncio del genere possa accendere gli spettatori; del resto stiamo parlando di un titolo uscito da mesi e ancora non ben visto dalla community.
Impossibile poi sopportare, ancora una volta, lo spazio concesso all'annuale titolo mobile (anche se porta il nome di Command & Conquer), o quello dato al campione di Madden. Parentesi noiose e inutili, che smorzano il tempismo di una conferenza fiacca per almeno due terzi della sua durata.
Che qualcosa non abbia funzionato al meglio, nell'organizzazione della scaletta, lo dimostra anche "l'annuncio" del nuovo gioco di Respawn Entertainment, ovvero Jedi: Fallen Order. Sarà che i rapporti fra il publisher ed il team di sviluppo si sono raffreddati dopo il trattamento riservato a Titanfall 2, ma questa nuova avventura ambientata nell'universo di Star Wars è stata raccontata come se fosse una chiacchiera da bar, senza neppure un logo o un fotogramma (finora ritenuti il minimo indispensabile per sostenere un nuovo annuncio).
Per fortuna che poi è arrivata la parentesi Indie, griffata come sempre EA Originals. Se sul fronte dei Tripla A è diventato quasi impossibile prendersi troppi rischi creativi, nell'ambito delle produzioni meno in vista si può osare. E quindi ecco Unravel 2, lanciato a sorpresa proprio durante la conferenza, che porta con sé una modalità cooperativa, enigmi più complessi ed un ritrovato dinamismo: tutto quello che serve, idealmente, per superare le piccole incertezze del primo capitolo. Se dovessimo identificare la "bomba" della conferenza, diremmo che questa è proprio il lancio a sorpresa di questa piccola perla.

E poi c'è Sea of Solitude, tornato all'improvviso dopo tre anni: un titolo che sembra seguire le orme avventurose di Rime, concentrandosi su tematiche complesse ed oscure. Una piccola oasi di calore creativo in una conferenza in altri momenti troppo verbosa e istituzionale.
Nota di merito anche per la chiusura, tutta dedicata al colosso Anthem. Uno spartutto a mondo condiviso con un'art design da urlo, un level design sbalorditivo, atmosfere magnetiche ed una costruzione scenica impressionante. E no: il dettaglio tecnico non è quello della demo mostrata l'anno scorso, ma adesso Anthem è tangibile, concreto, potente. Cooperativa nelle fasi open world, esperienza single player all'interno delle mura cittadine, in modo che la narrativa possa concentrarsi sul giocatore, e viceversa. Ed ovviamente un piano di pubblicazione di nuovi contenuti sulla lunga distanza, pensato per allargare anche i confini della campagna e del racconto.
Anthem, in uscita il 22 febbraio, è davvero il "pezzo grosso" di EA per l'anno che verrà: un prodotto che va oltre la line-up tradizionale e largamente attesa con cui il publisher si è presentato agli ultimi E3. Resta da valutare quanto sarà importante la dimensione "matematica" e ruolistica (la speranza è quella di un gioco un po' più fisico rispetto a The Division), ma insomma la presentazione è stata convincente ed efficace, anche se pure in questo caso si poteva parlare un po' meno e passare più rapidamente all'azione.

La chiusura affidata al titolo Bioware, in ogni caso, è stata efficace ma non roboante, e l'assenza di una sorpresa finale ha fatto in modo che la conferenza rimanesse, complessivamente, sotto la soglia della sufficienza. Insomma: EA dovrebbe assolutamente rivedere le proprie strategie comunicative, far percepire al pubblico i punti di forza dei propri prodotti, e soprattutto capire che durante una conferenza di questo tipo i fatti (ovvero il gameplay) devono avere priorità sulle parole. Se un match commentato di Command & Conquer Rivals resta la sessione di gioco più estesa fra quelle mostrate durante lo show, vuol dire che c'è un serio problema di struttura e di scaletta. Speriamo che il prossimo anno la forma di EA Play, o almeno del media briefing che lo inaugura, cambi in maniera netta e decisa. Ne ha bisogno non solo chi segue l'evento, ma anche il publisher stesso.