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eFootball PES 2020: il futuro dell'eSport secondo Konami

Con l'arrivo di eFootball PES 2020 Konami cambia rotta e punta con decisione sull'eSport. Cosa ci riserva il futuro?

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  • Il calcistico di casa Konami ha debuttato da una settimana e i calciatori virtuali si sono già buttati a spolparne l'offerta contenutistica che, mai come quest'anno, appare ricca e affascinante. Le novità, come abbiamo avuto modo di raccontarvi in sede di recensione, non mancano e ci fanno capire quanto il colosso nipponico punti sulla nuova iterazione della storica serie non solo per rilanciarla, ma anche per inaugurare un percorso inedito, le cui basi poggiano sulla valorizzazione della scena competitiva.

    Konami non è la prima azienda ad accorgersi del ruolo centrale che il settore può giocare in termini di marketing, promozione e fidelizzazione dell'utenza. Tralasciando il discorso relativo ai brand, vi portiamo giusto un paio di esempi: The Coalition ed EA. La sponsorizzazione dei titoli di futura uscita, o appena giunti sul mercato, viene oramai legata a eventi competitivi e a documentari dedicati, esattamente come accaduto con Gears 5.

    La ELEAGUE, qualche tempo fa, ha stretto una partnership con The Coalition per promuovere l'uscita di Gears 5 attraverso l'esport. La ELEAGUE si è assunta il compito di produrre una serie dal taglio documentaristico titolata "ELEAGUE Gears Summer Series: The Bonds and Traditions of Brotherhood". La docu-serie è andata in onda sul canale TBS e si è concentrata sui giocatori professionisti di Gears of War, mostrando la loro routine e la loro esperienza ai tornei. Questi stessi giocatori, poi si sono sfidati nel primo evento ufficiale di Gears 5, un'occasione perfetta per offrire al pubblico un'occhiata generosa al gameplay di un titolo molto atteso.
    Electronic Arts e Respawn hanno fatto qualcosa di simile spingendo Apex Legends attraverso la partnership con Twitch (con l'evento Twitch Rivals) e con il fascino magnetico di pro player e streamer selezionatissimi.
    La casa nipponica dunque ha deciso, in maniera intelligente, di seguire questo nuovo modo di approcciarsi all'utenza e l'intento appare evidente sin dall'inedito prefisso che fa bella mostra di sé sulla copertina intrecciando vecchio e nuovo: eFootball PES 2020.

    La filosofia alla base del cambiamento

    Il cambio di rotta di Konami, comunque, va oltre le fredde statistiche legate a copie vendute e bilanci annuali. La decisione di investire sempre più nell'esport deriva da una filosofia tutta nuova per il colosso giapponese. In Konami credono fermamente che la competizione nei videogiochi possa essere d'aiuto per la rimodulazione del concetto di "sport".
    In un'intervista il presidente di Konami Europe dichiarò: "Lo sport si è sempre evoluto, a partire dagli sport in cui la fisicità è fondamentale come correre, fino agli sport come il calcio e il baseball". "Con il progresso tecnologico arrivarono anche gli sport basati sui motori e ora, con la tecnologia più avanzata arriva l'esport".
    Insomma, l'esport come evoluzione stessa del concetto di sport. Una affermazione indubbiamente potente, che dimostra quanto in casa Konami abbiano le idee chiare in un periodo storico ancora caratterizzato da una fortissima instabilità e incertezza. Un momento in cui molti publisher e studi di sviluppo iniziano a muovere proprio ora i primi, incerti passi in questo settore.

    Senza contare il difficile dialogo con istituzioni governative e federazioni sportive, impossibilitate a cucire lo strappo con la stratificazione normativo-consuetudinaria esistente e, appunto, un settore altamente innovativo e sostanzialmente privo di precedenti a cui poter guardare.
    In questo momento, comunque, l'obbiettivo fondamentale dell'esport è quello a cui punta ogni competizione che si rispetti: avere un proprio pubblico fedele e assiduo, una base di milioni di potenziali fan e una fonte di intrattenimento per tutti, appassionati e giocatori.

    Konami si sta muovendo esattamente in questa direzione cercando, come vedremo tra breve, di dialogare proprio con i principali attori dello sport tradizionale (come società private e federazioni), per far sì che due mondi così diversi possano, per così dire, trarre mutuo beneficio dalla collaborazione. In fondo, un videogioco che riproduce ciò che conoscono tutti e possa essere divertente da guardare al pari di una partita di calcio vera, può avvicinare generazioni molto diverse tra loro.

    In Italia

    Nel nostro Bel Paese, solitamente poco lungimirante e sovente in ritardo rispetto al contesto internazionale, qualcosa di importante per ciò che concerne il dialogo tra sport sta già accadendo. La FIGC ad esempio ha deciso di compiere il grande passo e, in occasione degli Europei Under 21 disputati quest'estate, ha avviato il processo di selezione della nazionale azzurra di PES. Non mancano, poi, voci ricorrenti sulla nascita della eSerie A, al pari degli altri principali campionati continentali: Spagna con la sua Virtual La Liga, l'Inghilterra con la Premier League, la Germania con la Virtual Bundesliga e la Francia con la eLigue 1.

    Già da un po' di tempo società del nostro campionato (Roma, Sampdoria, Parma, Cagliari, Bologna, Monza, Inter, Brescia, etc.) hanno creato le loro compagini virtuali. In previsione di una futura Seria A virtuale (ancora non si sa se sarà presentata con FIFA 20, PES oppure entrambi, anche se ricordiamo che la Serie A è licenza già esclusiva di Konami), altre squadre potrebbero iniziare a interessarsi a questa interessante opportunità di espansione.

    Le problematiche, al momento, sono comunque tante. Basti pensare alle difficoltà a livello di logistica e organizzazione, fino ad arrivare all'aspetto puramente economico, legato agli sponsor dei singoli club, sino alla fondamentale gestione delle licenze.

    Alcune squadre hanno accordi pregressi con EA per FIFA 20, mentre altre (come la Juventus) hanno partnership con Konami per PES 2020. Riguardo a questo aspetto, proprio la casa nipponica è quella che si è mossa meglio quest'anno, mettendo a segno importanti colpi di mercato, giusto per stare in tema.

    Ora, al netto di questi nodi cruciali da sciogliere, il panorama italiano di PES può già contare su alcune grandi eccellenze riconosciute in tutto il mondo. Ettore "Ettorito97" Giannuzzi bi-campione del mondo e trionfatore agli ultimi WESG; Luca "IlDistruttore" Tubelli; Renzo Lodeserto (altro giocatore tra i più esperti del titolo Konami, in forza al Team Mkers); Salvatore Gagliardo, Giuseppe Spagnolello e Umberto Frusciano dei Pro2be, realtà tutta italiana ancora molto giovane. Non può ovviamente mancare Emiliano "S-Venom" Spinelli, giocatore da sempre al top. Insomma le società nostrane di qualità su cui puntare, volendo, ne hanno in abbondanza.

    La rinnovata struttura esport di PES, verso Euro 2020

    Konami, per dare una svolta decisa al proprio percorso nell'esport, ha deciso di rinnovare la propria struttura competitiva, rivedendola e ampliandola, per dare modo anche ai giocatori non professionisti di giocarsi le loro chance di diventare campioni.
    Torna anche quest'anno eFootball.Pro, torneo professionistico che vede la partecipazione di alcuni tra i migliori club europei: Celtic (in cui, per un breve periodo ha giocato Ettorito97); il Nantes, il Monaco (in cui milita l'attuale campione del mondo Usmakabyle); il Barcellona (in cui c'è Alex Alguacil, compagno di squadra di Ettorito nella modalità 3vs3); il Boavista e lo Schalke 04. La vera novità è che da quest'anno l'intero campionato verrà giocato nella modalità 3vs3, quindi ogni squadra dovrà avere almeno tre giocatori. Non solo: pare che altre società stiano per debuttare nel campionato ma ancora nulla è stato svelato ufficialmente.

    Konami, poi, ha annunciato anche la nascita dell'eFootball.Open, una sorta di scalino inferiore riservato ai giocatori amatoriali e che sostituirà definitivamente il vecchio format della PES League.

    Per aumentare l'accessibilità alla modalità Open sono state aggiunte tre categorie: Principiante, Intermedio e Professionista, e il pilastro su cui si fonderà l'esperienza competitiva è l'inedita modalità Match Day.

    La competizione sarà un torneo individuale (cioè 1vs1), in cui i partecipanti dovranno scegliere un club da rappresentare e iniziare il loro percorso. Guadagnando punti e scalando la ladder sarà possibile poi qualificarsi addirittura per le finali mondiali, proprio a fianco dei pro player.
    Konami può inoltre vantare anche quest'anno la partnership con Esports Media Rights, che seguirà entrambe le competizioni. La società è stata fondata da Gerard Piqué e si è già occupata di organizzare la prima stagione di eFootball.Pro.

    Cambia anche il montepremi totale per i tornei di eFootball PES 2020: ben due milioni di dollari, con una parte significativa del prize pool che sarà riservata alla lega eFootball.Pro. Il colosso nipponico si è mosso anche riguardo alle grandi competizioni internazionali: ha annunciato la partnership con il torneo UEFA Euro 2020, competizione continentale che rimetterà in palio il trofeo vinto ormai quasi quattro anni fa dal Portogallo. Le nazionali, quindi, avranno una propria squadra il eFootball PES 2020.

    Il contenuto dedicato a Euro 2020 sarà scaricabile gratuitamente come DLC in primavera. Il campionato europeo virtuale sarà caratterizzato da nazionali composte da due a quattro giocatori. Il torneo, stando a quanto sappiamo, inizierà con le prime qualificazioni che si terranno tra poco, a novembre. Le migliori squadre si qualificheranno poi per le finali che si terranno a Londra dal 9 al 10 luglio 2020 allo stadio di Wembley, ovvero pochi giorni prima dell'effettiva finale del campionato europeo itinerante, che si svolgerà anch'essa allo stadio di Wembley il prossimo 12 luglio. I vincitori di eEuro 2020 vinceranno non solo un premio in denaro e anche biglietti per la finalissima.

    "eFootball sarà giocato da decine di milioni di persone in tutto il continente e siamo lieti di offrire alle nazionali la possibilità di rappresentare il loro paese su un palco più grande", ha dichiarato il direttore marketing della UEFA, Guy-Laurent Epstein. "Negli ultimi anni abbiamo assistito a una crescita massiccia della popolarità dell'eFootball e, di sicuro, eEURO 2020 ci darà l'opportunità di entrare in contatto con i nuovi tifosi del calcio virtuale".

    L'obbiettivo a lungo termine, avvicinare sport ed esport

    Konami, a suggello della propria visione, è impegnata nella costruzione di un quartier generale di ben dodici piani che sorgerà nel quartiere di Ginza, a Tokyo, interamente dedicato all'esport. L'edificio è uno dei primi passi che la compagnia sta facendo per migliorare la scena degli esport in terra natia. "Rispetto ai pionieri dell'esport di America ed Europa, il Giappone ha ancora molta strada da fare", ha dichiarato alla cerimonia di inizio lavori Kimihiko Higashio, Vice-presidente esecutivo di Konami. "Tuttavia, guardando da un altro punto di vista, significa che il Giappone ha molto margine per crescere".

    Il Konami Creative Center fungerà da punto di riferimento per gli esport, oltre a diventare un luogo in cui i giocatori potranno fare shopping e allenarsi per le competizioni. Il centro avrà in dotazione hardware e strutture ad alta tecnologia che aiuteranno a mantenere il livello competitivo su una qualità estremamente elevata.

    "Le persone che parteciperanno agli esport in futuro si schiereranno fianco a fianco con coloro che partecipano a sport reali come il calcio, o addirittura li supereranno", ha ricordato Higashio. "Desidero mostrare al mondo che l'appeal degli esport non prenderà il posto degli sport della vita reale ma li affiancherà".

    La costruzione di questo nuovo quartier generale arriva in un momento propizio: la federazione esport nipponica sta spingendo fortemente affinché il Giappone possa diventare una forza trainante per il settore sia dentro che fuori i confini nazionali. Senza contare che proprio nel 2020 a Tokyo si svolgeranno le Olimpiadi estive. Quindi non c'è miglior occasione, per Konami, di farsi portatrice dei valori che accomunano sport ed esport.

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