Elden Ring: cosa ci racconta il gameplay del gioco FromSoftware

La nuova opera di Miyazaki si è finalmente mostrata al pubblico con un lungo video di gameplay ricco di informazioni. Analizziamolo nel dettaglio.

Elden Ring: analisi del gameplay
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  • Il momento tanto atteso è arrivato. L'ultima fatica di FromSoftware si è finalmente mostrata ai nostri occhi, in un gameplay che ha saputo svelare parte della magia e delle atmosfere che potremo assaporare nell'Interregno, la mitica landa che attraverseremo nei panni di un reietto Senzaluce. Vi abbiamo già parlato delle nostre impressioni sul gameplay, che potete leggere nella nostra anteprima esclusiva di Elden Ring: in questa occasione ci concentreremo maggiormente su quello che il filmato diffuso in rete ci ha permesso di intuire in termini di struttura e lore.

    Il recente rinvio ha preoccupato non poco i fan dell'opera di Hidetaka Miyazaki, e i venti minuti di video - contraddistinti da una travolgente esplorazione del mondo di gioco in groppa a un fido destriero - ci forniscono l'occasione per riflettere sul percorso di un titolo che non può che destare immense aspettative. Siete pronti a partire, esuli di terre oltre il Mar della Nebbia?

    Un anello per domarli

    È suggestivo pensare che la circolarità evocata dall'anello - centrale nella storia narrata, fin dal nome scelto degli sviluppatori: Elden Ring - corrisponda, in qualche modo, al cammino di FromSoftware. Una storia fatta di corsi e ricorsi, partita dalle ambientazioni dark fantasy di King's Field, passando per la Boletaria di Demon's Souls e le terre di Dark Souls, condannate all'eterno ritorno (se volete recuperare la storia del team, leggete il nostro speciale su From Software, da scintilla a falò).

    E se alcuni potrebbero gridare ad una eccessiva ripetitività nelle scelte della software house, ci permettiamo di dissentire. Abbiamo visto un gameplay che non ha pausa di tessere legami con il passato, conducendo dolcemente i fan su una strada maestra che presenta temi e stilemi narrativi di certo familiari, ma non per questo affrontati con pigrizia.

    Sono messi in mostra i legami di Elden Ring con un passato illustre, e con cui (Miyazaki di questo è ben consapevole) molti fan di FromSoftware hanno grande confidenza: a partire dalla scelta del nome delle lande di gioco, l'Interregno - in inglese The Land Between - una terra di mezzo che non può che portare alla mente la regione di Arda in cui sono ambientati Il Signore degli Anelli e Lo Hobbit, due dei romanzi fantasy più amati al mondo.

    E poi c'è il gigantesco Albero Madre, che troneggia in tutta la sua imponenza nelle vicinanze del Castello di Grantempesta, rimandando da un lato all'Yggdrasill di norrena memoria, dall'altro all'Albero del Mondo visto nel manga Berserk, amatissimo da Miyazaki e da sempre fonte d'ispirazione per gli universi creati da FromSoftware. Per non parlare dell'Anello Ancestrale, che porta alla mente l'Unico Anello, fardello di Frodo. È lecito domandarsi quale sarà, in tutto ciò, il peso specifico di George R. R. Martin, che ha collaborato in prima persona alla creazione della lore alla base di Elden Ring. Una piccola considerazione: se Miyazaki ci ha abituati a dare un forte valore alle figure draconiche nel corso della storia di FromSoftware - dal Dio Drago, Arcidemone di Stonefang in Demon's Souls, ai draghi sconfitti dai Lord di Dark Souls - la venerazione, quasi venata di tenerezza, mostrata dal Lord Godrick L'Aureo verso un dragone morto (da lui definito "erede legittimo" e "consanguineo") riporta alla mente l'intimo legame tra la regina Daenerys Targaryen e i suoi tre "figli" alati.

    In sostanza, non possiamo dire di aver visto poi molto della storia di Elden Ring, ma il lavoro portato avanti da FromSoftware ha senz'altro radici profonde. Pur con i piedi in un immaginario culturale decisamente noto agli appassionati di fantasy, il Senzaluce ci ha sorpresi con un dinamismo e una libertà di movimento che non hanno precedenti nelle produzioni dello studio nipponico, e su cui vorremmo concentrarci per un momento.

    Libertà d'esplorazione

    Il video si apre con l'esplorazione di un'area verdeggiante dell'Interregno, e con una breve sosta del nostro Senzaluce presso un luogo di grazia, dove è possibile riposare e recuperare le forze. Ma questa luce benefica è capace di far molto di più per il giocatore: talvolta uno dei suoi raggi può guidarci verso luoghi inesplorati, e sta a noi decidere se partire o meno alla sua rincorsa.

    Qui abbiamo un elemento di sicuro distacco rispetto al passato, con un'esplorazione che si fa immediata e quasi gioiosa - per la bellezza dell'ambientazione, per la velocità con cui è possibile percorrerla - grazie all'abilità del Senzaluce di evocare dal nulla una cavalcatura dotata di poteri davvero particolari. Grazie anche alle sue capacità di salto (moltiplicate in presenza di piattaforme ascensionali), questo strano cavallo è in grado di sfruttare tutta la verticalità delle mappe: siamo sicuri che questa novità darà tutto un altro respiro al mondo di gioco, oltre a fornire agli sviluppatori nuove possibilità e frontiere in cui condurci per mano.

    La rapidità e le potenzialità del destriero sono certamente travolgenti, ma mai quanto l'inaspettato incontro con un maestoso dragone che plana dal cielo distruggendo tutto ciò che si frappone tra lui e il Senzaluce. Abituati a incontrare gli avversari principali dei Souls in luoghi fissi - solitamente contrassegnati da riconoscibili muri di nebbia - l'arrivo dal nulla del gigantesco nemico lascia quasi interdetti, e di certo impressionati. Lo scontro, con il Senzaluce che dapprima rimane a cavallo, poi scende a terra per affrontare la bestia, risulta dinamico e pieno di possibilità.

    Vediamo un arco che scaglia frecce di luce (probabilmente frutto di magia) e uno spadone che si abbatte con tutto il suo peso sul muso del drago, che infine rovina al suolo e mostra un dettaglio rilevantissimo per la lore di Elden Ring.

    I suoi occhi stanchi e sconfitti brillano di una luce dorata: come affermato da Miyazaki in passato, questa aura mistica rappresenta la benedizione dell'Anello Ancestrale e dell'Albero Madre. Sarà stata la suggestione del momento, ma nella foga utilizzata dal Senzaluce nell'accecare il dragone con un affondo di spada ben assestato abbiamo visto tutta la rabbia del protagonista, un reietto che, come molti altri, ha visto svanire la sua grazia ed è stato costretto all'esilio. Sì, in questo colpo brutale si percepiva un violento desiderio di rivalsa.

    L'ora del giorno, il crafting, le statistiche

    Appare evidente che il cammino del Senzaluce non sarà semplice, né tranquillo: i nemici sono numerosi, e la ferocia degli abitanti nell'Interregno si vede anche nei dettagli nell'ambientazione. Ad esempio, abbiamo intravisto delle figure crocifisse su alti pali di legno. Che si tratti di nostri simili, prima esiliati e poi condannati alla morte per aver fatto ritorno?

    In ogni caso, sembra che avremo molti strumenti a nostra disposizione per orientarci, a cominciare da una splendida mappa disegnata con indubbio gusto e cura, e in cui abbiamo notato un elemento importante. In basso a destra è indicato il momento della giornata in cui ci troviamo (nel caso della demo, la scritta recitava "Early Day"), facendoci così immaginare che ci saranno eventi tipici della mattina, del giorno o della notte nei vari luoghi dell'Interregno, moltiplicando la varietà degli incontri e dell'esplorazione. Senza contare la presenza di differenti condizioni metereologiche, come la pioggia che, con il suo rumore, sembra rendere più semplice l'infiltrazione del Senzaluce, novello Ezio Auditore, in un accampamento nemico. Non possiamo che sperare che vi sia occasione di modificare l'ora del giorno e il tempo atmosferico, magari con magie apposite o tramite i luoghi di grazia. E tutto questo potrebbe impattare anche sulle risorse rinvenibili nel mondo di gioco, tra piante che potrebbero crescere solo in determinati luoghi (nelle catacombe ci è parso di scorgere il delicatissimo ma velenosissimo mughetto, ma solo il tempo saprà dirci se ci abbiamo visto giusto!) e in specifici momenti e situazioni climatiche.

    Perché ci sembra importante guardare le piantine? Semplice: potremo avvalerci di un sistema di crafting di cui ci è stato mostrato un accenno proprio nel video di gameplay (se volete approfondire, leggete la nostra intervista a From Software su Elden Ring).

    Giusto prima di avventurarsi alla conquista dell'accampamento di cui vi dicevamo, il Senzaluce apre il suo inventario e decide di forgiare delle frecce capaci di indurre il sonno nei soggetti colpiti. Il menu appare semplice e chiaro, e ci ha ricordato l'interfaccia utilizzata in Dark Souls III (la recensione di Dark Souls 3 è a portata di click); la parte a destra, poi, mostra tutti gli attributi che contraddistingueranno il nostro personaggio. Si fa notare l'indicazione esplicita della Poise, o equilibrio: nei Souls, questa statistica è spesso capace di fare la differenza tra la vita e la morte, e siamo molto curiosi di scoprire quale sarà il suo impatto sul gameplay di Elden Ring. Nel caso mostrato nel video, il Senzaluce aveva una Poise pari a zero: un fatto comprensibile, considerata la build leggera e improntata allo stealth utilizzata nella fase di infiltrazione.

    Ma non è l'unica tipologia di equipaggiamento che abbiamo avuto occasione di ammirare. Altre situazioni - come le battaglie contro i boss - richiedono approcci diversi e, coerentemente, il protagonista si è mostrato con armature più pesanti, e si è avvalso di un ampio ventaglio di armi: spade ricurve, spadoni a due mani e lance. Come da tradizione nell'universo FromSoftware, siamo certi che il parterre di strumenti di morte a nostra disposizione ci darà molto di che gioire: abbiamo notato, del resto, che il compagno del Senzaluce in modalità cooperativa si è avvalso dello stesso braccio draconico impiegato da Godrick (e sul quale torneremo, perché c'è davvero tanto, tantissimo da dire!).

    Il gradito ritorno del cannocchiale si carica quindi di un significato strategico che gli era estraneo nei precedenti titoli prodotti da FromSoftware. La varietà di situazioni in cui il Senzaluce potrà imbattersi, unita alla vastità del colpo d'occhio sul mondo di gioco, renderà preziosissimo l'aiuto fornito da questo strumento (utilizzato, non a caso, nel video di gameplay, dove il protagonista analizza la situazione dell'accampamento per studiare la strategia migliore). I nemici sembrano molto inclini a muoversi e a viaggiare, e poterli seguire dalla distanza sarà certamente d'aiuto per studiarne i movimenti e capire quando è meglio colpire.

    Un cast d'eccezione

    E poi ci sono loro: i variopinti personaggi che popolano l'Interregno. Dagli NPC più strampalati ai nemici più agguerriti, il mondo partorito dalla fantasia di Martin e Miyazaki presenta degli incontri davvero interessanti. Cominciamo proprio da quello a cui tutti state pensando: il dolcissimo Alexander, il Pugno di ferro.Gli strani esseri a forma di vaso, già visti nei passati di trailer, non hanno mancato di scatenare la fantasia dei fan, che si sono lanciati in speculazioni sulla loro natura e hanno mostrato grande apprezzamento per questi personaggi così atipici e peculiari.

    Alexander, però, ha una marcia in più rispetto agli altri: la sua voce calma e ferma, unita ai suoi modi impeccabili, ci ha ricordato l'indimenticabile Siegmeyer di Catarina, forse il personaggio non giocante più amato in assoluto di tutta la serie Dark Souls. È curioso notare come sul sigillo rosso che lo chiude (sì, Alexander è pur sempre un vaso) sia rappresentato un albero. Che sia l'Albero Madre? Anche l'inquietante umanoide dal collo lungo che ci dà indicazioni nel Castello di Grantempesta sembra portare al collo una raffigurazione dell'Albero, il cui rilievo centrale nell'universo di Elden Ring non può essere messo in discussione.

    Come da tradizione, è presente una figura femminile che fungerà da punto di riferimento tanto per il giocatore quanto per il protagonista dell'avventura. Melina sembra giovanissima, e i suoi capelli rosa le conferiscono un'aria del tutto diversa rispetto alle Guardiane del Fuoco di "darksoulsiana" memoria (perdonate l'aggettivo: non suona benissimo, ma almeno ci siamo capiti) e alla Fanciulla in Nero di Demon's Souls.

    La Fanciulla e la Guardiana di Dark Souls III avevano entrambi gli occhi coperti, e Melina recupera, almeno in parte, questa caratteristica: la sua palpebra sinistra è chiusa e contrassegnata da un misterioso segno nero. Un tatuaggio, o una cicatrice? Come avvenuto per queste figure, siamo certi che Melina sarà un personaggio centrale e dai risvolti narrativi affascinanti. Non sono mancate altre delicate (e graditissime) strizzate d'occhio ai fan di lungo corso. Gli scheletri visti nei sotterranei attraversati dal Senzaluce - irti di trappole che ricordano i pericoli della Fortezza di Sen - si aggiustano la testa con un colpettino, come ad assicurarsi di essere a posto, allo stesso modo visto nelle Catacombe del primo Dark Souls. Passato, presente e futuro vanno a braccetto, in una danza capace di deliziare gli appassionati.

    Le evocazioni e i boss

    Oltre a poter chiamare altri giocatori in modalità cooperativa o a sfidarli in combattimenti all'ultimo sangue, Elden Ring offrirà al Senzaluce la possibilità di effettuare vere e proprie evocazioni in nostro aiuto. In particolare, hanno suscitato la nostra curiosità le summon di gruppo, ma non mancano alleati possenti come quello visto nella boss fight contro Godrick L'Aureo. Forse queste evocazioni potranno essere ottenute sconfiggendo dei nemici specifici, o magari tramite oggetti speciali da consegnare a Melina. Non ci resta che speculare, non avendo elementi concreti alla mano, ma si tratta di un'aggiunta davvero interessante al cocktail miscelato da FromSoftware.

    Se da un lato ci spiace non aver visto in azione la tremenda Malenia Spada di Miquella (a cui sarà dedicata la action figure presente nella Collector's e nella Premium Edition di Elden Ring), l'incontro ravvicinato con Godrick L'Aureo, il semidio Lord di Grantempesta, si è rivelato folgorante, e per diverse ragioni. Da un lato a livello narrativo, come si accennava in precedenza: la sua adorazione per il dragone defunto avrà certamente importanti risvolti nella trama e nelle vicende di Elden Ring. E non mancano altri importanti legami con l'universo delle Cronache del ghiaccio e del fuoco, nate dalla penna di George R. R. Martin.

    Difficile non vedere il leone dorato posto a decorazione dell'arma di Godrick. Simbolo di Casa Lannister, quintessenza dell'avidità e della sete di potere nei Sette Regni, la sua scelta per Godrick non appare casuale. Il suo soprannome - L'Aureo - potrebbe indicare la grazia che in lui fluisce abbondante, proprio come nel drago da noi ucciso; le sue numerose mani (di cui una, curiosamente, ha sei dita e non cinque) sembrano fatte per afferrare ciò che desidera.

    "Sono il signore di tutto ciò che è d'oro", sibila minaccioso, disprezzando il protagonista, da lui definito "miserabile Senzaluce con velleità da Lord". L'opulenza dei suoi paramenti è pareggiata soltanto dall'inquietante cavaliere che cavalca un destriero gigante, totalmente ricoperto d'oro, affrontato dal Senzaluce e da un alleato in modalità cooperativa in una sezione precedente del gameplay. Uno sfarzo raramente visto nei souls, e che profuma di marcio e di morte.

    Tra passato e futuro

    L'Interregno è diviso in sei zone, ciascuna presidiata da un Lord che ha preso controllo di uno dei sei pezzi dell'Anello Ancestrale: il nostro cammino verso la vittoria finale sarà lastricato da figure corrotte come Godrick, reso grottesco e mostruoso dal potere dell'Anello, quello stesso potere da lui tanto desiderato (avvertite echi di Tolkien?) e che lo spinge a strappare la testa del dragone venerato per utilizzarla come arma.

    Il trailer si conclude qui: il Senzaluce viene stritolato dalla bocca infuocata del drago, ed è atterrato da un avversario pronto a tutto per difendere la propria supremazia. La storia di Elden Ring guarda a grandi modelli del passato per costruire un'epica del futuro, che possa essere capace di far appassionare tanto le nuove quanto le vecchie generazioni, mantenendo fedele la vasta fanbase di FromSoftware e conquistando al contempo nuove schiere di giocatori. Dopo aver potuto ammirare il trailer non possiamo che attendere con impazienza nuove immagini, video e dettagli che ci permettano di andare ancora più a fondo nei meandri dell'Interregno, nei suoi boschi e nei suoi castelli, nel profondo delle catacombe e sulle alture più remote. Solo il tempo ci dirà se la collaborazione tra FromSoftware e George R. R. Martin coglierà nel segno, ma una cosa è certa: il nostro interesse per l'Anello Ancestrale è più vivo e vibrante che mai.

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