Elden Ring e il Kalevala: alla scoperta della mitologia finlandese

Secondo alcune teorie, il nuovo gioco di Miyazaki potrebbe essere ispirato alla mitologia finlandese: approfondiamo i principali riferimenti.

Elden Ring: Mitologia Finlandese
Speciale: Multi
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  • Pc
  • PS4
  • Xbox One
  • Xbox One X
  • PS4 Pro
  • PS5
  • Xbox Series X
  • Una delle tante caratteristiche che ci hanno fatto amare alla follia i titoli sviluppati da FromSoftware è la capacità, dovuta al loro peculiare modo di raccontare storie, di infiammare le community con arditi dibattiti e coraggiose speculazioni: gli innumerevoli appassionati che freneticamente hanno rispolverato un vecchio manuale di bushido, o ricercato la citazione perfetta tra le pagine ingiallite d'un libro di H. P. Lovecraft, sono la testimonianza della complessa stratificazione culturale del videogioco. E ora Hidetaka Miyazaki ha riacceso la fantasia dei fan con la sua ultima creazione: Elden Ring. Sull'opera, sino ad oggi, abbiamo pochissime informazioni: è bastato tuttavia un breve trailer da due minuti e mezzo per scatenare le analisi più approfondite. Quel che sappiamo è che George R.R. Martin ha ideato un mondo che Miyazaki non ha ricreato alla lettera: il lavoro del papà de Il Trono di Spade non è stato quello di dare una rigida direzione narrativa al gioco, quanto piuttosto quello di fondare una mitologia sulla quale From ha potuto costruire ed adattare le meccaniche di gameplay, uno sfondo silenzioso che "riaffiorerà" molto probabilmente più nei piccoli dettagli di gioco che in una narrazione ritmata (in pieno stile Dark Souls).

    L'ispirazione di Martin per la creazione di questa mitologia rappresenta l'esatta linea di confine tra le poche certezze e l'inizio della speculazione. Una delle idee a riguardo ci porta a volare sino ai paesi scandinavi: la teoria secondo la quale Elden Ring sia ispirato al Kalevala, ossia il poema epico finlandese, nasce dai personaggi mostrati nel trailer del titolo. L'anziana figura che si vede circondata da inquietanti braccia potrebbe riferirsi alla strega Louhi; il giovane dai capelli rossi a Lemminkainen; mentre il fabbro dalla lunga treccia, intento a tirar feroci colpi di martello, potrebbe ispirarsi alla mitica figura di Ilmarinen. Seguiteci dunque in un viaggio alla scoperta del mito finlandese del Sampo!

    La leggenda del bardo e del fabbro

    Il decimo canto del Kalevala, il poema epico della Terra dei discendenti di Kaleva, narra così: l'anziano e saggio bardo Vainamoinen, figlio della Dama dell'aria e del Vento, naufragò sulle spiagge di Pohjola, una terra grigia, povera e fredda dell'estremo Nord, governata da una vecchia strega sdentata, la malvagia Louhi. Questa decise di curare Vainamoinen, che col passare dei giorni riprese coscienza e riacquistò le forze.

    Ma la vecchia arpia non aveva compiuto un gesto di buon cuore: aveva un favore da chiedere in cambio. Inizialmente Vainamoinen le offrì le più disparate ricchezze, ma Louhi rifiutò. "Voglio che tu crei per me il Sampo" disse la strega "la fonte infinita di prosperità!". Vainamoinen sapeva che soltanto un uomo era in grado di assolvere a questo compito: il "fabbro eterno" Ilmarinen, colui che aveva forgiato la volta celeste e tutte le stelle che la illuminano. Il saggio Bardo decise così di tener fede al suo debito e partì verso Kalevala, dove si trovava l'officina di Ilmarinen.

    Vainamoinen sapeva bene che Ilmarinen si sarebbe rifiutato di recarsi nell'arida e triste terra di Pohjola, e così convinse con un trucco il fabbro a scalare un albero molto alto: gli disse che in quel modo avrebbe potuto abbracciare la Luna. Ilmarinen cadde nel tranello e raggiunse la cima dell'albero.

    Vainamoinen

    Vainamoinen, così, chiamò a sé la furia delle tempeste, che spazzarono via la foresta insieme allo sfortunato dio-fabbro, condotto dal vento sino alle lontane spiagge di Pohjola, dove la strega Louhi gli promise, in cambio della creazione del Sampo, la mano di sua figlia. Il possente Ilmarinen, sfortunato in amore, si mise subito al lavoro.

    La creazione del Sampo

    Per quanto potesse sforzarsi, però, Ilmarinen aveva davanti un compito decisamente arduo: persino colui che aveva creato il firmamento si trovò in difficoltà nel trasferire in un oggetto l'ideale di prosperità illimitata. Il primo giorno forgiò un arco dorato, splendido e magnifico.

    L'arco però era desideroso di sangue, e Ilmarinen decise di fonderlo. Il secondo giorno il fabbro costruì una nave, che continuava col suo canto a richiamarlo a bordo per conquistare terre straniere. Ilmarinen la distrusse. Il terzo giorno creò un toro di metallo: imbufalito e violento l'animale era tanto possente quanto malvagio e pericoloso. Il quarto giorno diede forma a un aratro, ma l'arnese, anziché seminare i campi, li faceva seccare. Soltanto dopo cinque giorni di fatiche, sprecate a creare oggetti bellissimi e maledetti, Ilmarinen riuscì nella sua impresa. Aveva finalmente forgiato il Sampo: un mulino dal quale sgorgavano illimitatamente sale, farina e monete d'oro, un oggetto in grado di risollevare il destino di qualsiasi popolo. Louhi fu abbagliata da cotanta magnificenza e decise di custodire gelosamente il Sampo nel cuore di una montagna. Quando finalmente Ilmarinen, stremato dal lavoro, chiese la mano della figlia della strega, la fanciulla si rifiutò di sposarlo. Ilmarinen tornò così a Kalevala, solo e con il cuore infranto.

    La rivincita

    Lunghi anni passarono, e mentre Pohjola prosperava grazie alle ricchezze del Sampo, il Kalevala si impoveriva: i campi erano ormai sterili ed un inverno freddo attanagliava nel gelo la popolazione.

    Il furto del Sampo

    Vainamoinen e Ilmarinen decisero quindi di andare a riprendersi il prezioso artefatto, e grazie all'aiuto di Lemminkäinen, un giovane guerriero dai capelli rossi la cui bellezza era ammirata in tutto il regno, salparono verso Nord. I tre, una volta al cospetto di Louhi, imposero le loro condizioni: la strega avrebbe dovuto cedergli metà delle sue ricchezze, o si sarebbero ripresi il Sampo con la forza! Louhi, che non aveva alcuna intenzione di rinunciare a cotanta fortuna, evocò le sue armate. Fu allora che Vainamoinen, suonando una dolce musica, fece cadere nel sonno più profondo tutti i suoi nemici, così da poter rubare il Sampo e fuggire indisturbato.

    The Lord of the Elden RingsA prendere ispirazione dal Kalevala fu certamente un altro celebre "R.R.": stiamo parlando di John Tolkien. La Storia di Kullervo, ad esempio, è il primo racconto scritto da Tolkien e rappresenta una sua reinterpretazione dell'omonimo personaggio del Kalevala. Gandalf, inoltre, è in parte Odino ed in parte Vainamoinen, l'eroe protagonista del nostro articolo. C'è anche una certa connessione tra l'Anello e il Sampo: entrambi corrompono gli animi e risvegliano l'avidità nelle persone. La lingua elfica di Quenya, infine, si ispira al finlandese.

    Dopo aver solcato i mari per tre lunghi giorni, l'estremo Nord di Pohjola sembrava molto lontano al giovane ed imprudente Lemminkainen, che cominciò a cantare (letteralmente) vittoria troppo presto e con la sua voce sgraziata svegliò una gru che si era assopita lì vicino. Il continuo gracchiare della gru destò dal sonno l'esercito di Pohjola, che partì all'inseguimento. Per poter raggiungere i tre eroi Louhi evocò gli spiriti malevoli del mare e della nebbia e si trasformò in un'aquila gigantesca, trasportando sulla schiena gli uomini armati al suo comando. Vainamoinen nel duro scontro riuscì a recidere le zampe della strega che però, con l'unico artiglio rimasto, afferrò il Sampo e lo gettò in mare. Gran parte dell'artefatto era ormai andata perduta, ma dopo la scomparsa di Louhi, Vainamoinen non si diede per vinto, cercando sulla spiaggia i frammenti arenati del Sampo, senza mai riuscire a ricostruirlo del tutto.

    Elden Ring Si conclude qui il nostro breve viaggio all’interno dell’affascinante mitologia finlandese. Non sappiamo quali siano concretamente le fonti di ispirazione di Martin e Miyazaki, ma se il mito del Kalevala dovesse rivelarsi centrale nella lore di Elden Ring, ci troveremo dinanzi a una cornice narrativa sicuramente originale che, come da tradizione delle opere From Software, aspetterà soltanto di essere ricostruita dal giocatore, pezzo dopo pezzo, proprio come fa Vainamoinen con il Sampo.

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