Elden Ring: tutto ciò che sappiamo sul gioco di From Software e Martin

Dopo il Game of the Year Sekiro: Shadows Die Twice, il futuro di From Software passa dalla collaborazione con Martin e il misterioso Elden Ring

Elden Ring: tutto quello che sappiamo
Speciale: Multi
Articolo a cura di
Disponibile per
  • Pc
  • PS4
  • Xbox One
  • Xbox One X
  • PS4 Pro
  • Dopo aver visto trionfare il suo Sekiro Shadows Die Twice ai Game Awards 2019, Hidetaka Miyazaki ha fatto ritorno agli studi di From Software per riprendere lo sviluppo di Elden Ring, il promettente e attesissimo GDR dark fantasy. Sin dalle prime voci di corridoio il fu Project Rune si è ritrovato al centro d'intensi dibattiti, che si sono moltiplicati con i rumor sul presunto coinvolgimento di George R. R. Martin, lo scrittore a cui dobbiamo Le Cronache del Ghiaccio e del Fuoco. Ebbene, grazie a un trailer di debutto tanto criptico quanto affascinante - complici i riferimenti alla mitologia celtica e i rimandi al Signore degli Anelli - Elden Ring è apparso in grande stile sul palco dell'E3 2019 di Microsoft, sollevando diversi interrogativi ma foriero d'una grande conferma: era tutto vero. Miyazaki stava effettivamente lavorando al fianco di Martin, il quale ha dato vita a una lore che andrà a permeare ogni angolo del mondo di gioco. Oltre a passare in rassegna le tante informazioni ufficiali in nostro possesso, dalla nascita del progetto alle novità sulla struttura ludica, non abbiamo mancato d'analizzare il filmato d'annuncio di Elden Ring, che al suo interno potrebbe celare molti indizi degni di menzione.

    La nascita del progetto, la lore di Martin e il simbolismo celtico

    Lo sviluppo di Elden Ring è cominciato subito dopo la fine del supporto post-lancio a Dark Souls 3, a seguito della pubblicazione del DLC "The Ringed City". Il nuovo titolo sarebbe dovuto tornare a un dark fantasy dai toni più occidentali e allontanarsi quindi dal Giappone feudale di Sekiro, al tempo in piena fase di produzione. Miyazaki si è sempre considerato un estimatore a tutto tondo delle opere di George Martin, ben oltre i confini dei Sette Regni, e ha amato in particolar modo Tuf Voyaging e Fevre Dream.

    Il game designer considera quest'ultimo un vero capolavoro del fantasy vampiresco e non ha mancato di consigliarlo ai nuovi dipendenti di From Software. Conscio di quanto il suo collega amasse tali opere, l'executive business director dello studio ha pensato di contattare l'autore statunitense per proporgli di lavorare al gioco, ma si era già preparato a ricevere una risposta negativa. Lasciando tutti a bocca aperta, invece, Martin ha non soltanto accolto l'invito con vivo interesse ma ha acconsentito a organizzare un incontro col buon Hidetaka, che tutto s'aspettava fuorché di poterlo conoscere facilmente.

    A seguito di un meeting a dir poco stimolante, nel corso del quale è nata una vera sinergia creativa tra i due, Miyazaki e Martin hanno cominciato a tessere il complesso arazzo narrativo di Elden Ring, influenzandosi l'un l'altro ma senza mai "scavalcarsi". Consapevole delle tante restrizioni imposte dallo storytelling ambientale dei suoi titoli - che avrebbero finito per limitare l'operato dello scrittore - il papà di Dark Souls gli ha affidato un compito di assoluta importanza: creare l'intera lore del mondo di gioco e dare corpo alla lunga serie di eventi che l'hanno plasmato.

    Libero dalle catene del periodo storico in cui è ambientata l'avventura, il romanziere ha immaginato un intero universo dark fantasy, completo di un'approfondita mitologia, antiche ere, e luoghi permeati da un'aura di mistero. Inutile dirlo, i ragazzi di From Software sono rimasti sbalorditi da ciò che hanno letto, e hanno realizzato il setting grazie a quest'inesauribile fonte d'ispirazione. Rendendosi conto di avere tra le mani una guida al mondo di Elden Ring, una sorta di Silmarillion per intenderci, Miyazaki ha sin anche pensato di pubblicarla, salvo poi lasciare al giocatore la possibilità di scoprire la lore attraverso l'esplorazione del vasto open world.Tra elementi mistici, oscuri misteri e una moltitudine di dettagli per saziare la nostra fame di conoscenza, saremo continuamente stimolati a esplorare gli scenari, e questo è chiaro, ma che cosa sappiamo ad oggi di Elden Ring? In primo luogo, pur essendo stato in qualche modo influenzato dal Signore degli Anelli - parliamo del resto di una tra le massime opere fantasy di sempre - il titolo di From Software non è direttamente ispirato all'universo di Tolkien.

    Tanto per cominciare, il già famoso Elden Ring non è un oggetto tangibile ma un concetto, su cui peraltro si fonda il mondo di gioco. Il fatto che in qualche modo sia stato distrutto, come ben esposto dal trailer su cui torneremo dopo, è andato a modificare pesantemente le regole e i ritmi di questo mondo e, forse, dell'esistenza. Tale catastrofico evento, come confermato da Miyazaki, andrà a influire direttamente sul gameplay, ma al momento non sappiamo in che modo. Prima di spostarci sul versante ludico vogliamo tirare in ballo i miti del Nord Europa, che sin dalla pubblicazione del logo ufficiale ci sono sembrati i pilastri fondanti della lore.

    Il logo infatti contiene una versione infuocata della Triquetra, che è un antico simbolo proveniente dall'immaginario dei Celti. Le tre punte interconnesse - che rappresentano fuoco, acqua e terra - sono legate insieme da un cerchio, che a sua volta sta a simboleggiare l'aria. Oltre alla presenza degli elementi fondamentali, è lo stesso titolo del gioco ad aver destato il nostro interesse, come abbiamo esposto in un'indagine dedicata al simbolismo celtico di Elden Ring.

    Elden deriva dall'antico svedese "elden" e dal nordico "eldr" (fuoco), a cui bisogna dare sia un'accezione naturale che alchemica. Tra i molti significati del termine c'è anche quello di "falò", ben noto a tutti gli appassionati delle produzioni di Miyazaki, ma più in generale sono chiari i rimandi alle fiamme ardenti del fuoco. Non a caso era considerato un'energia creatrice e purificatrice, che i Celti legavano indissolubilmente alla concezione della divinità. Assimilata al fuoco era la dea Brigid, protettrice dei druidi e dei fabbri, che con l'aiuto delle fiamme forgiavano le proprie creazioni. In buona sostanza, chi ha distrutto l'Elden Ring deve essersi macchiato del più terribile dei crimini, perché potrebbe aver condannato a una morte lenta la vita stessa.

    Il profondo legame tra mondo di gioco e combat system

    Con Elden Ring, che per molti versi rappresenta un'evoluzione diretta di Dark Souls, Miyazaki e i suoi hanno voluto compiere il passo successivo, superando i dungeon interconnessi, le scorciatoie e il backtracking al sapor di Metroidvania: il mondo di gioco è stato pensato per essere più aperto e ciò ha condizionato il ritmo dell'esplorazione e le meccaniche di gameplay.

    I giocatori potranno far luce sulla lore a piccoli passi, anche in sella a un cavallo, spingendosi nelle più remote aree della mappa. Governare il fido destriero, inoltre, non impedirà di eliminare i nemici con qualche fendente ben assestato, a riprova della maggior libertà d'azione che caratterizza l'intera esperienza. In aggiunta il game director è convinto che le vaste ambientazioni siano perfette per assicurare una maggior varietà di situazioni e sviluppi di trama più profondi.

    Non sappiamo ancora se in Elden Ring prenderemo parte a delle quest secondarie, ma in compenso faremo la conoscenza di molti NPC lungo la strada. A tal proposito, i personaggi non giocanti sono stati realizzati sulla base della complessa mitologia partorita da Martin e saranno più sfaccettati e interessanti rispetto al passato.

    Siccome il protagonista di Elden Ring sarà completamente personalizzabile, al contrario del Lupo di Sekiro, dialogare con queste persone sarà un altro modo per svelare i misteri del mondo. Parlando della creazione del guerriero, il buon Hidetaka ha dichiarato che il giocatore potrà definirne le caratteristiche e - testuali parole - "la personalità". Quest'informazione in particolare ci ha intrigato non poco, perché potrebbe alludere alla presenza di scelte multiple significative e altri fattori tipici di un'opera di stampo ruolistico. Ciò detto, è bene sottolineare quel che è un importante dato di fatto: l'open world dark fantasy offrirà ciò che ci si potrebbe aspettare da un Dark Souls. Di conseguenza non sarà caratterizzato da gioiosi villaggi pieni di vita, bensì da imponenti castelli multi-livello, antiche rovine corrotte e dungeon pieni zeppi di abomini d'ogni sorta. Invece di calcare la strada tracciata dai grandi mondi aperti occidentali, rischiando peraltro di "arrivare secondo", Elden Ring si concentrerà sull'affinare gli stilemi classici di From Software, il che dovrebbe rassicurare i fan di vecchia data.

    Mentre Sekiro si è distinto per la sua peculiare formula action, Elden Ring adotterà un combat system più in linea con la serie Souls, ma in una forma che definiremmo evoluta: il fatto stesso di battagliare in un mondo aperto garantirà una pletora di soluzioni offensive, come già confermato da Miyazaki in persona, e consentirà di sviluppare il proprio stile di gioco. Grazie a un sistema di controllo altamente responsivo e al solito ritmo incalzante, gli scontri saranno in grado di regalare un senso di soddisfazione ogni volta che si riuscirà ad abbattere un potente avversario.

    Complice il vasto ventaglio d'armamenti e un set di magie completo, il titolo di From Software vuole superare la varietà dei predecessori e confermarsi come il progetto più ambizioso del team nipponico. A chiudere il cerchio troviamo le immancabili boss fight che - come ci si sarebbe potuto aspettare - andranno a impreziosire l'offerta ludica di Elden Ring. Stando ad alcune voci di corridoio, abbattere i temibili nemici consentirà al protagonista di assorbirne i poteri, che potrebbero addirittura servire ad aprire un passaggio verso aree nascoste dello scenario. Ad ogni modo, il game designer ha già fatto riferimento a scontri spettacolari e mostri terrificanti e noi non vediamo l'ora di vederli in azione. Del resto, almeno una parte di essi dovrebbe provenire dalla fervida immaginazione di George Martin, il che è tutto dire.

    Uno sguardo più attento al trailer di presentazione

    "La luce risplende con più forza nell'oscurità. Un gioiello non sembra nulla di speciale quando ne hai un'intera pila, ma quando ne trovi uno in una pozza di fango ha tutto un altro valore".

    È partendo da questo concetto che Hidetaka Miyazaki immagina e crea i suoi mondi. Ed è sempre da queste parole che è scaturito il trailer d'annuncio di Elden Ring. I primi frame del filmato mostrano una fitta oscurità, che avvolge quasi del tutto una flebile luce in lontananza. Questa risplende con maggior intensità per alcuni istanti, a ritmo di quelli che - inizialmente - sembrano essere i rintocchi di un orologio. L'inquadratura successiva ci svela che così non è: si tratta di rumori prodotti da un grosso martello da fabbro, usato da un'imprecisata figura per distruggere qualcosa.

    I colpi si fanno sempre più forti ed emettono un suono sinistro, capace d'instillare una sensazione di disagio in chi l'ascolta. Mentre la terra si spacca sotto ai suoi piedi e il suo stesso corpo comincia a sgretolarsi, possiamo vedere la figura dell'uomo impegnato nella distruzione dell'Elden Ring. Accompagnando le immagini di un campo di battaglia illuminato da un cielo cremisi, la voce narrante ci parla proprio della fine di questo "principio creatore", in grado di governare le stelle e conferire alla vita la sua piena brillantezza.

    Con una semplicità disarmante e una rara eleganza, il filmato inscena il compiersi di un crimine indicibile, il preludio di una catastrofe ineluttabile ma, sebbene duri poco meno di due minuti, presenta diversi personaggi interessanti e tratteggia con maestria la corruzione di un mondo che non ha cessato d'essere affascinante. Per analizzare in modo più approfondito il video, non potremmo che cominciare dal fabbro.

    La possente figura ha i capelli raccolti in una lunga treccia intricata, il che lascerebbe pensare a una qualche connessione con la mitologia norrena. A ben pensarci, chi avrebbe potuto distruggere l'Elden Ring se non un essere dotato di una forza cosmica? Peraltro gli antichi pantheon europei sono pieni di dèi fabbri - si pensi al Gofannon dei Celti - e non è un mistero che la lore del gioco si fondi su tali culture.

    Stando alle parole di Miyazaki però, l'anello non è un oggetto bensì un concetto, quindi la scena potrebbe avere anche un valore metaforico. Mentre l'individuo continua la sua opera di distruzione, ci è possibile vedere una figura femminile, che sembra trovarsi nello stesso ambiente del fabbro: potrebbe trattarsi di un'altra divinità, in qualche modo coinvolta nella fine dell'Elden Ring.
    Ormai vicino al collasso, l'uomo col martello si aggrappa al piedistallo su cui poggiava l'anello, e forse maledice sé stesso per ciò che ha fatto. Questa potrebbe essere l'inquadratura più interessante del filmato, perché stranamente indugia sul braccio sinistro del distruttore. Se guardiamo con attenzione il colore della pelle e soprattutto la posizione della mano, è possibile connettere l'arto divino a un'altra scena significativa. All'inizio del video vediamo un anziano dotato di lunghe braccia sulla schiena: approfittando della sua particolare conformazione fisica, questi riesce a infilarsi un braccio mozzato a mo' di guanto, che però differisce dagli altri sia per forma, sia per colore: che sia l'arto perduto del dio fabbro? A cosa potrebbe servirgli un simile "strumento"?

    Se dovessimo formulare un'ipotesi, con esso potrebbe forgiare un nuovo anello o forse assorbire il potere residuo dell'originale. Passiamo infine ai cavalieri sul campo di battaglia, a partire dalla guerriera dai capelli rossi. Protetta da un elmo simile a quello delle Valchirie, la combattente riesce in qualche modo ad applicarsi un braccio di ferro o argento. L'arto non si regge a niente, quindi è chiara la presenza dell'elemento magico: che si tratti di una possibile meccanica di gameplay sullo stile di Sekiro?

    L'altro braccio della donna intanto è in evidente stato di decadenza, a metà tra una pietrificazione e una necrosi dei tessuti, un processo che ancora una volta potrebbe essere legato al crimine del dio fabbro. Vediamo poi un guerriero scagliare la sua lancia intarsiata contro un essere gigantesco.

    L'esecutore dell'affondo non è ben visibile e anzi sembra non esserci nulla al di sotto della sua armatura, come se questa fosse dotata di vita propria. Il dettaglio da non sottovalutare però c'è ed è presente sulla corazza del gigante colpito. Questa sembra avere molte decorazioni, tra le quali è possibile notare dei simboli d'oro legati all'Elden Ring.

    Verso la conclusione del trailer ci viene mostrata una parte più consistente del campo di battaglia, che pare essere stato dominato dal torreggiante individuo di cui sopra. I suoi capelli rossi lo connettono alla guerriera dal braccio di ferro, come se facessero parte di un'unica fazione: di fatto, potrebbe trattarsi degli ultimi custodi dell'anello cosmico. Infine, quando il narratore parla di come il cielo stia bruciando, il valoroso energumeno comincia a prender fuoco, con le fiamme che dalle braccia si diffondono su tutto il corpo. Oltre ad avere una connessione diretta col la lore, questo evento potrebbe essere legato a un'altra caratteristica del gameplay e ci ha incuriosito molto.

    Elden Ring Baciato da una lore d’autore, che prende a piene mani dalla mitologia degli antichi popoli europei, Elden Ring ha tutte le carte in regola per diventare l’ennesima opera magna di Hidetaka Miyazaki e From Software. Sebbene ci sia molto da scoprire sul fronte della ricetta ludica, il game designer punta a creare un’evoluzione di Dark Souls in tutti i sensi, capace sia di massimizzare l’efficacia dello storytelling ambientale, sia di fornire agli appassionati una pletora di opzioni offensive e difensive. Essendo legato al potenziamento di trama e gameplay, il passaggio al mondo aperto sembra tutto fuorché un blando tentativo di allinearsi alle produzioni europee, e anzi preannuncia d’essere l’ennesimo tratto distintivo di uno studio che non ha mai cessato di sorprendere.

    Quanto attendi: Elden Ring

    Hype
    Hype totali: 230
    86%
    nd