Elden Ring: storia dell'Interregno, dalle origini al ritorno dei Senzaluce

Vi raccontiamo le principali vicende che hanno interessato le lande virtuali di FromSoftware, in un alternarsi di tradimenti e clamorosi colpi di scena.

Elden Ring riassunto della lore
Speciale: PC
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  • Ricostruire la fittissima trama di eventi e tematiche che percorre i titoli FromSoftware è un affare complesso, che si protrae inevitabilmente per anni, e coinvolge profondamente la vivace community di appassionati dei souls. È passato relativamente poco tempo dall'uscita di Elden Ring ma, grazie ai dialoghi e alle descrizioni degli oggetti reperibili nell'Interregno, è già possibile stabilire qualche punto fermo e dare il via alle prime speculazioni.

    Vogliamo quindi tentare di effettuare una ricostruzione degli eventi principali che hanno segnato la lunga storia dell'Interregno. Ovviamente gli spoiler saranno numerosissimi, e ci sentiamo di sconsigliare la lettura non soltanto a chi non ha concluso Elden Ring, ma anche a chi avverte l'esigenza di esplorare maggiormente le sue lande maledette, dedicandosi alle numerose aree opzionali. È inoltre inevitabile che, per ragioni di spazio e data l'estrema complessità della lore del mondo di gioco, molti aspetti, personaggi ed eventi non saranno qui trattati.

    Il Crogiolo e i Draghi Antichi

    I momenti fondanti degli universi di Hidetaka Miyazaki rivestono sempre una particolare importanza nell'economia complessiva delle opere da lui curate. In Dark Souls si trattava dell'avvento del fuoco, portatore della disparità e delle differenze essenziali che comportarono l'uscita del mondo dal Caos primordiale: giorno e notte, luce e ombra, vita e morte.

    Nell'Interregno, in principio era il Crogiolo, che in base a vari pezzi di equipaggiamento e incantesimi può essere definito come la forma primordiale dell'Albero Madre. Il Crogiolo era espressione delle forze primordiali dell'Albero, e in esso la vita ribolliva senza alcuna distinzione o differenza: le forze vitali che si manifestavano del Crogiolo erano quindi caotiche, indistinte, in uno stato comparabile a quello del Caos prima dell'avvento dell'Era del Fuoco in Dark Souls. Particolarmente interessanti per cercare di approfondire la natura delle forze del Crogiolo sono tre incantesimi, detti Aspetti del Crogiolo, che pare esprimano le sue manifestazioni primordiali: un respiro di fuoco, delle corna e una coda dall'aspetto piuttosto familiare. Ora, se c'è un fatto certo è che non è possibile esplorare il Crogiolo nel corso del gioco; d'altronde, la sua forma si è in seguito evoluta - come vedremo - nell'Albero Madre. Possiamo però affermare, con un certo margine di sicurezza, che in Elden Ring sono presenti gli esseri che assommano tutte e tre le manifestazioni primigenie delle forze del Crogiolo.

    Stiamo parlando dei draghi: dotati di un respiro di fuoco, di corna e di coda, tutt'ora popolano le lande dell'Interregno, ed è possibile ammirare - e, volendo, uccidere - la maestosa Madre di tutti i draghi, Greyoll, che domina con solennità il Dracotumulo di Caelid. Tornando ai parallelismi con l'universo di Dark Souls, anche in quel caso sembra che i primi esseri a popolare il mondo siano stati i draghi antichi.

    Senza voler per questo sostenere, come alcuni affermano (non senza affascinanti ragionamenti), che i mondi di Miyazaki siano manifestazioni di un universo condiviso, sembra però opportuno segnalare questa ricorrenza tematica portata avanti nel corso degli anni da FromSoftware.

    Vi è di più. La breccia, oggetto da creazione di Elden Ring, altro non è se non un residuo delle scaglie dei draghi antichi, note per la loro indistruttibilità, e presunta fonte dell'immortalità dei loro portatori. Per poter distruggere la stirpe dei draghi antichi negli eventi che fanno da preludio al primo Dark Souls, Gwyn dovette ricorrere al fulmine, unico elemento in grado di scalfire il durissimo rivestimento che ricopre questi esseri. In Elden Ring, invece, il fulmine scarlatto è l'arma brandita dai draghi antichi, e questa forza terrificante fu impiegata nel corso della Guerra dei Draghi Antichi, di cui parleremo in seguito. Facendo un salto temporale in avanti, anche nel tempo presente dell'Interregno - quello in cui il Senzaluce intraprende la sua avventura - i draghi continuano a giocare un ruolo importante.

    Gli adepti del culto del drago cercano di assumere la forma draconica, ma la venerazione dei draghi antichi non è in conflitto con la fede nell'Albero Madre, sebbene siano in molti a disprezzare chi abbandona la propria umanità per inseguire la forma primordiale (manifestazione delle forze del Crogiolo) propria dei draghi. Non vi è conflitto perché, come abbiamo visto, il Crogiolo altro non è se non la prima forma dell'Albero, e potremmo spingerci oltre nell'evidenziare che l'oro del fulmine richiama l'oro dell'Anello Ancestrale, forza destinata a dominare l'Interregno nella successiva Era dell'Albero Madre. Al contrario, gli albinauri, in quanto forme di vita create dall'uomo, sono ritenuti impuri ed estranei alla grazia dell'Albero Madre, non essendosi originati dalle forze dell'Albero o del Crogiolo primordiale.

    L'epifania delle potenzialità del culto draconico si manifestò negli uomini il giorno dell'attacco alla capitale reale Leyndell da parte del drago antico Gransax, il cui corpo intatto tutt'ora domina sulle mura della città: le sentinelle realizzarono che per proteggere l'Albero Madre sarebbe stato necessario divenire dei draghi a loro volta. Ma è tragico il destino dei soldati draconici, che non riuscirono a raggiungere l'immortalità e perirono come pallide imitazioni delle loro fonti d'ispirazione.

    L'ossessione per l'immortalità è propria di tanti personaggi dell'Interregno, come il semidio Rykard, che assunse la forma di un gigantesco serpente e divorò innumerevoli campioni per ambire a mangiare gli stessi dei, o la Regina Marika, che espunse dall'Anello Ancestrale la Runa della Morte per assicurarsi la vita eterna. Come vedete, è molto difficile ricostruire una timeline dell'Interregno senza perdersi in divagazioni e collegamenti con eventi e personaggi anche successivi: mi scuserete, ma si tratta di un approccio alla narrazione imprescindibile per collegare tutti i pezzi di questo immenso puzzle.

    Anche nell'era precedente a quella dell'Albero Madre era presente un Lord Ancestrale, peraltro affrontabile in Elden Ring come boss facoltativo (a proposito, ecco il nostro speciale sui boss memorabili di Elden Ring) : stiamo parlando di Placidusax, che derivava il proprio potere da una divinità il cui nome è andato perduto negli abissi del tempo. Da quando la divinità cessò di comunicare con lui, Placidusax lo attende nella tempesta oltre il tempo che infuria al centro delle rovine della perduta Farum Azula, condannata a sgretolarsi lentamente nei cieli; pezzi del gigantesco mausoleo sospeso in aria, precipitati al suolo nel corso degli eoni, possono essere rinvenuti in tutte le località dell'Interregno.

    La nascita dell'Ordine Aureo

    Come avviene in Bloodborne (per approfondire, ecco la nostra recensione di Bloodborne), le forze che realmente dominano le sorti del mondo di gioco sono come oscuri marionettisti, impegnati a tirare i fili dell'universo mentre rimangono nascosti dietro le quinte. L'evento forse più dirompente della storia dell'Interregno è l'arrivo della Volontà Superiore, divinità esterna che soppiantò quella venerata dai draghi antichi. Una meteora venuta dallo spazio impiantò nel Crogiolo la Belva Ancestrale (boss finale di Elden Ring), e ciò comportò un'evoluzione del Crogiolo stesso, che divenne l'Albero Madre.

    Questo avvenimento causò, inoltre, un'autentica rivoluzione nei rapporti di potere tra gli abitanti dell'Interregno.

    Il Crogiolo aveva generato altri esseri oltre a quelli primordiali, i draghi: tra questi, troviamo le Bestie Umane, dotate di limitato intelletto, i giganti del fuoco e gli esseri umani. Inizialmente insediati sottoterra nelle perdute città di Nokstella e Nokron, le stirpi umane trovarono una guida nella Regina Marika, una Numen originaria di una landa diversa dall'Interregno, eletta dalla Volontà Superiore per diventare "ospite" dell'Anello Ancestrale.

    Manifestazione dell'ordine di tutte le cose, l'anello non sembra avere una consistenza materiale, ma è composto da rune che determinano le regole seguite dalla vita nell'Interregno. Originariamente esso comprendeva anche una Runa della Morte ma, come già visto, essa fu espunta dalla Regina Marika per guadagnare la vita eterna: una insopportabile condanna secondo alcuni, come ad esempio Ranni la Strega, di cui parleremo in seguito. Il saccheggio della capitale reale Leyndell da parte del drago antico Gransax fu la scintilla che fece scoppiare il conflitto noto come Guerra dei Draghi Antichi. I due fulmini scarlatti gemelli erano il simbolo di Fortissax, il drago considerato il più possente fra tutti. Curiosamente, anche in Elden Ring, come in Dark Souls, è presente la storia di un'amicizia "proibita" tra dei e draghi: se nel primo Dark Souls si narrava la storia del dio della guerra, figlio di Lord Gwyn, le cui statue erano state rimosse da Anor Londo e il cui nome era stato condannato all'oblio per il suo tradimento, nell'Interregno Godwyn, figlio di Marika e di Godfrey, primo Lord Ancestrale dell'Era dell'Albero Madre, aveva stretto un sodalizio con Fortissax, e brandiva un "fulmine aureo". Questa espressione è una sintesi tra le forze del fulmine, dominatrici dell'Era del Crogiolo, e dell'oro, signore dell'Era dell'Albero Madre.

    La guerra si concluse con la vittoria delle forze della Regina Marika, e fu in questa occasione che Placidusax venne sigillato nel mausoleo di Farum Azula. Il Talismano dell'Antico Lord rappresenta proprio Placidusax nella sua maestà, con le quattro teste che aveva in origine: come è possibile constatare nel corso della lotta del Senzaluce contro di lui, gliene sono rimaste soltanto due, e il drago antico è stato condannato alla sconfitta e al disfacimento.

    A nulla valsero gli sforzi degli altri draghi antichi, che difesero Placidusax con tanta ferocia che la figura del drago divenne il simbolo di protezione per eccellenza, riconosciuto come tale in tutto l'Interregno; tutt'ora i draghi volteggiano intorno alle rovine di Farum Azula per controllare che il loro signore non venga disturbato nella tempesta al di là del tempo.

    Questo conflitto fu soltanto il primo di una lunga serie, poiché vi erano altre forze capaci di minacciare l'Ordine Aureo stabilito dall'Anello Ancestrale. Parte dei giganti, esistenti fin da prima dell'arrivo nell'Interregno della Belva Ancestrale - e, tramite essa, della Volontà Superiore - era portatrice di un potere tale da poter distruggere l'Albero Madre, ed erano definiti Giganti del Fuoco: è a questa Fiamma Eterna che ci conduce Melina per poter incendiare l'Albero e accedere al suo interno.

    I giganti veneravano una misteriosa divinità ciclope, la cui tremenda forza si manifesta nel corso della battaglia del Senzaluce contro il Gigante di Fuoco: nel suo addome si scorge un volto umanoide con un unico occhio, e il fuoco erutta dalla bocca mostruosa che si apre al centro del titanico essere. L'armatura dei Monaci del Fuoco è dotata di una corazza metallica che raffigura la divinità dei Giganti del Fuoco. Era quindi naturale che la Regina Marika temesse il tremendo potere dei giganti, e per questo ordinò al suo primo consorte e Lord Ancestrale, Godfrey, di ammassare un potente esercito per distruggere la loro stirpe. L'estensione di questo genocidio può essere constatata visitando le montagne innevate nel nord dell'Interregno: un enorme numero di giganti, come pietrificati, giace nella neve, immota memoria di una guerra in cui i molti tradirono i propri fratelli.

    Leggendo la descrizione di una delle spade portate dai giganti, si può infatti apprendere che questi, pur privi di senno - come la gran parte delle creature dell'Interregno, a causa della rottura dell'Anello Ancestrale - non si separano mai dalle loro spade malridotte, che erano state conferite a quelli fra loro che lottarono per l'Albero Madre nel corso della Guerra dei Giganti. L'oro che un tempo le rivestiva è ormai scrostato, ma la presenza di questo rivestimento simboleggia l'adesione all'Ordine Aureo, alla Volontà Superiore e ai dettami della Regina Marika l'Eterna.

    È davvero interessante notare come l'addome dei giganti inferiori - l'ultimo Gigante del Fuoco è quello ucciso dal Senzaluce nelle fredde lande del Nord - sia scavato, vuoto. Sembra mancare qualcosa: potrebbe darsi che, per loro scelta o per un intervento esterno, quella parte addominale che conteneva il potere dormiente del loro dio sia stata eliminata per sempre. Ci tengo a precisare che si tratta di una semplice speculazione, della quale, al momento, non ho trovato riscontri pratici nei dialoghi o negli oggetti di Elden Ring.

    Il mistero di Radagon e Marika

    A questo punto avviene uno degli eventi più controversi e oscuri di tutto Elden Ring. Nel corso del gioco sentiamo più volte parlare di Radagon, il secondo consorte di Marika, precedentemente marito di Rennala, Regina di Caria; tuttavia, si tratta di una figura sfuggente che, secondo la saggia tartaruga Miriel, Custode dei Voti, nasconde un inquietante segreto - Miriel lo definisce "lo scheletro nell'armadio" del campione - che sarebbe stato rappresentato da uno scultore di Leyndell impegnato a ritrarre lo stesso Radagon.

    Eseguendo l'incantesimo Legge della Regressione davanti a una statua di Radagon nella capitale reale (è ragionevole supporre che la statua di cui parla Miriel sia proprio questa), questa si trasfigura in una raffigurazione di Marika, e appare un'enigmatica scritta: "Radagon è Marika". Ciò scatena un'illuminazione nel reverendo Maschera d'Oro, acuto studioso dei fondamentalismi dell'Ordine Aureo, ma porta numerose domande nel giocatore.

    In base a diversi elementi forniti dagli sviluppatori - non ultima l'apparenza "fratturata", come frutto di una drammatica divisione, di Radagon e Marika nel drammatico epilogo di Elden Ring - possiamo inferire che Radagon sia la metà maschile della Regina Marika, da lei scissa per condurre l'esercito della stirpe aurea a Liurnia e distruggere i regnanti di Caria.

    Ma qui accadde l'imponderabile: i destini di Radagon e di Rennala, Regina di Caria, si unirono, poiché fra i due nacque l'amore sul campo di battaglia. Il loro matrimonio venne celebrato nella Chiesa dei Voti - dove ancora si trova Miriel, la saggia tartaruga - e da questa unione nacquero Radahn, il Flagello Celeste, Rykard, Signore della Blasfemia, e Ranni la Strega. Analizzeremo queste figure in un successivo speciale, ma basti per ora dire che tutti e tre sono contraddistinti dalla chioma rosso fiammante che caratterizza il loro padre, Radagon: non devono ingannarci le fattezze attuali di Ranni, il cui corpo materiale è ora quello di una bambola modellata sull'aspetto della sua antica mentore, mentre il suo vero corpo giace sulla sommità della Torre Divina di Liurnia, e ha capelli rossi chiaramente visibili.Tornando al Lord Ancestrale Godfrey, dalla sua unione con la Regina Marika ebbe origine la stirpe aurea: il primogenito fu Godwyn l'Aureo, seguito dai gemelli Morgott e Mohg. Godfrey perse la grazia d'oro alla fine della Guerra contro i Giganti: è probabile che egli avesse esaurito le funzioni per lui divisate dall'Anello Ancestrale e dalla Volontà Superiore. C'è di più: la perdita della grazia venne causata da Marika in persona, come si può scoprire da un dialogo di Malenia, che riporta letteralmente le parole pronunciate da Marika in quell'occasione.

    Esiliato dall'Interregno, Godfrey - anche noto con il nome di Hoarah Loux - fu il capostipite dei Senzaluce; la Regina, tuttavia, prefigurò un successivo ritorno dei Senzaluce nell'Interregno, affinché potessero nuovamente reclamare la grazia e la signoria sull'Anello Ancestrale. A questo punto, Marika richiamò a sé la sua metà maschile, Radagon, affinché divenisse il nuovo Lord Ancestrale.

    Rennala, disperata, perse il senno, e poco resta dell'eccelsa strega e dei suoi poteri quando la affrontiamo nella Grande Biblioteca di Raya Lucaria, in cui giace rinchiusa dai suoi stessi sudditi. Soltanto un incantesimo illusorio lanciato dalla figlia Ranni per proteggerla le restituisce parte dell'antica gloria nella seconda fase della battaglia, ma alla fine comprendiamo Rennala per quello che è: una donna abbandonata che ha perso, dopo l'abbandono da parte di Radagon, tutto il suo orgoglio e la sua forza di strega.

    Le resta l'uovo d'ambra regalatole dall'amato, un tesoro che culla amorevolmente tra le braccia, con cui tenta incantesimi di rinascita mai del tutto riusciti: i rinati hanno vite tragicamente brevi, come nel caso di Boc, il sarto, di cui abbiamo raccontato la storia nello speciale dedicato ai personaggi secondari di Elden Ring. L'uovo contiene la Runa della Rinascita, proveniente dall'Anello Ancestrale. Quanto a Marika e Radagon, essi ebbero due gemelli: Malenia, eroina piagata fin dalla nascita dalla marcescenza scarlatta, e Miquella, Empireo dagli straordinari poteri, ma condannato a restare eternamente infante.

    La Notte dei Neri Coltelli

    Tra i figli di Radagon e Rennala, tutti versati nelle arti magiche come la loro madre, Ranni la Strega spiccava per il suo straordinario talento. Insieme a Malenia e Miquella, Ranni è un'Empirea, status che comporta la sua eleggibilità a futura Regina e campionessa dall'Anello Ancestrale alla fine del regno di Marika. Regno che, però, sembrava prefigurarsi come eterno, dato che Marika aveva espunto la Runa della Morte dall'Anello Ancestrale e allontanato così la fatidica fine.

    Forse per odio nei confronti di quella Volontà Superiore che aveva portato all'abbandono dell'amata madre Rennala da parte di Radagon - anche se l'effettiva maternità di Ranni da parte di Rennala è un argomento dibattibile: ne parleremo nello speciale dedicato ai semidei dell'Interregno - Ranni elaborò un piano per recidere ogni legame con la divinità esterna, e anche con le Due Dita, veicoli della Volontà Superiore, che la affiancavano, e che le avevano assegnato una creatura destinata a essere sua ombra e controllore: Blaidd, il Mezzolupo.

    Ombra della Regina Marika era il suo fratellastro Maliketh, custode della Runa della Morte, contenuta nella sua temibile spada nera. Proprio Maliketh era destinato ad essere il bersaglio di un complotto orchestrato da Ranni la Strega, fermamente decisa a opporsi ai piani della Volontà Superiore e delle Due Dita. Entrata in contatto con un gruppo di assassine note come Neri Coltelli, Ranni elaborò un piano per rubare la Runa della Morte. Nella descrizione dell'equipaggiamento delle assassine si legge un'informazione enigmatica: pare che queste donne fossero Numen - la stessa razza cui appartiene anche la Regina - e avessero uno stretto legame con Marika in persona. Forse la dea era coinvolta nel complotto, o quantomeno ne era a conoscenza? Difficile dirlo: si tratta di un aspetto particolarmente controverso e aperto all'interpretazione.

    Condotto da Alecto e da sua figlia Tiche, il gruppo si avvalse di abiti dai poteri particolari, capaci di nascondere chi li indossa e di annullare il rumore dei suoi passi, per rubare un pezzo della Runa della Morte contenuta nella spada nera di Maliketh. In questo modo, Ranni riuscì a forgiare dei coltelli capaci di uccidere gli stessi dei tramite un tremendo rito. Tiche uccise Godwyn, da allora noto come Principe della Morte, il primo degli dei a morire; nei caotici eventi che seguirono, Tiche morì per proteggere sua madre Alecto, in seguito rinchiusa in una galera eterna sita nei pressi della Cattedrale di Manus Celes.

    Sulla schiena di Godwyn si dipinse soltanto metà del tormentato cerchio della Runa della Morte: questo perché, in quella stessa notte - e forse addirittura nello stesso momento - Ranni pose fine alla vita del suo corpo mortale sulla sommità della Torre Divina di Liurnia. Godwyn l'Aureo, quindi, morì nello spirito, ma non nel corpo; Ranni la Strega perì nel corpo, ma non nello spirito. L'altra metà del cerchio si trova proprio sulle carni di Ranni.

    Il corpo di Godwyn, orribilmente mutato e corrotto, si trova oggi nelle profondità della capitale reale Leyndell, intrecciato inestricabilmente alle radici dell'Albero Madre. Anche il drago antico suo amico, Fortissax, venne corrotto dalla morte fatidica, e divenne un potentissimo Necrodrago, posto a guardia della tomba del suo divino sodale.

    La Disgregazione

    È noto che le cinematiche iniziali di tutti i titoli FromSoftware contengono informazioni fondamentali per la comprensione delle articolate trame orchestrate da Hidetaka Miyazaki. Nel caso di Elden Ring, il prologo è articolato per immagini che si succedono nell'arco di diversi minuti. Nella prima è rappresentata Marika, che compie un gesto apparentemente incomprensibile: la Regina brandisce il suo martello e distrugge l'Anello Ancestrale. Nella seconda, si può vedere Radagon che cerca di riparare l'Anello.

    L'evento in questione è la Disgregazione, ossia la rottura dell'Anello e dell'Ordine Aureo da parte della sua stessa campionessa. Marika compì questo gesto estremo in seguito alla Notte dei Neri Coltelli e alla morte del figlio Godwyn; le sue motivazioni non vengono chiarite, ma le informazioni contenute nell'equipaggiamento delle assassine dei Neri Coltelli, nelle parole di Marika stessa riferite da Malenia e in altri scampoli d'informazioni reperibili nell'Interregno portano a pensare che la Regina abbia maturato, a un certo punto, la decisione di andare contro i dettami della Volontà Superiore, forse collaborando con la sua figliastra Ranni.

    Non è semplice rintracciare la verità, essendo questo uno dei punti più delicati dell'intera trama di Elden Ring; tuttavia, visto l'estrema importanza di questo gesto - che funge da motore degli eventi del gioco e cambia radicalmente la vita degli abitanti dell'Interregno, come vedremo - interrogarsi al riguardo è necessario. Quel che è certo è che Marika considera Radagon un fedele servitore dell'Ordine Aureo, e pertanto la volontà della sua parte maschile di ristorare l'Anello Ancestrale appare coerente con le sue convinzioni. In seguito alla scomparsa di Godwyn, le radici di morte iniziarono a spuntare nell'Interregno, e le anime di coloro che vivono nella morte smisero di fare ritorno all'Albero Madre. Alcune descrizioni sembrano implicare che l'Albero Madre altro non sia se non una forma di vita parassita, che si base sulle anime dei morti per poter assicurarsi la piena funzionalità. È quindi, con ogni probabilità, proprio questo mancato ritorno delle anime a comportare il decadimento cui può assistere il Senzaluce che si avventura nell'Interregno: l'epoca d'oro dell'Albero Madre è ormai lontana, e quella che si sta svolgendo è un'era di decadenza.

    Marika potrebbe aver realizzato che l'Albero Madre era stato creato dalla Volontà Superiore per catalizzare le forze degli abitanti dell'Interregno in favore di divinità aliene: che sia stata questa la ragione per cui ha deciso di rompere l'Anello? Non manca chi, come la saggia tartaruga Miriel, presta una totale fede nel potere dell'Interregno di restaurarsi, ma quel che è certo è che la morte gioca un ruolo essenziale nell'economia complessiva delle cose.

    Fia, Compagna di Morte, afferma che la Runa del Principe della Morte, se utilizzata per ristorare l'Anello Ancestrale, introdurrà un nuovo ordine con un ciclo di rinascite; ciò si porrà in contrasto con l'Ordine Aureo, creato allontanando la morte fatidica: Fia si riferisce al gesto di Marika, che aveva espunto la Runa della Morte dall'Anello Ancestrale molto tempo prima.

    Fia è chiamata a giacere con Godwyn e a portare in seno la Runa, fermando così la persecuzione ai danni di coloro che vivono nella morte portata avanti dai fondamentalisti dell'Ordine Aureo; la runa riparatoria è quindi - anche se in un senso difficilmente comprensibile e senz'altro lontano dall'ordinario contesto biologico - figlia di Fia e di Godwyn, non più l'Aureo, ma Principe della Morte. D'altro canto, anche il Mangiasterco è protagonista di una rivolta contro l'Ordine Aureo: la sua Maledizione del Semenzaio impedisce alle anime dei morti di tornare all'Albero Madre, e contaminandolo ripetutamente con la sua stessa empietà si ottiene una Runa Riparatoria della Maledizione, capace di corrompere l'Anello Ancestrale.

    Ma non furono soltanto questi Senzaluce ad abbandonare la via del fondamentalismo dell'Ordine Aureo per ricercare nuove regole secondo cui impostare il ciclo della vita dell'Interregno: anche Miquella, Empireo dotato di straordinari poteri, ma condannato a rimanere eternamente infante, ripudiò la fede nell'Ordine, che si era dimostrato incapace di guarire la sua amatissima sorella gemella Malenia, fin dalla nascita affetta dalla terribile piaga della marcescenza scarlatta.

    L'Ordine Aureo era stata l'unica istituzione che non li aveva vituperati in quanto abiezioni ma, nonostante ciò, i figli gemelli di Marika e Radagon scelsero una strada diversa. Miquella irrorò del suo stesso sangue ilSacro Albero sito nel Nord dell'Interregno, tentando di creare un nuovo ordine, ma venne rapito dal Presagio Mohg e condotto nelle profondità, dove tutt'ora giace immoto nel suo bozzolo.

    Ora è giunto il momento prefigurato dalla Regina Marika il giorno in cui tolse al primo Lord Ancestrale Godfrey e ai suoi soldati la grazia dell'oro: i Senzaluce sono stati richiamati nell'Interregno per reclamare l'Anello Ancestrale. Ormai gli abitanti di queste lande hanno perso il senno, e anche i nobili hanno abbandonato le loro terre natie all'avvento della Disgregazione, diventando patetiche vittime della vita eterna. La decisione spetta al Senzaluce: ristabilire l'Ordine Aureo, o dare il via a un nuovo corso?

    Elden Ring Riassumere la trama di Elden Ring è un compito difficilissimo, ed è impossibile sintetizzare tutti gli eventi e le storie dei numerosi attori che si avvicendano sullo splendido palcoscenico dell'Interregno. Una cosa è certa: la community di appassionati dei souls avrà un gran daffare nei mesi e negli anni a venire. Per ora abbiamo voluto adottare un approccio che si basasse il meno possibile su speculazioni personali, e che trovasse basi solide nei dialoghi e nelle descrizioni degli oggetto reperibili nell'Interregno, tentando di fare luce su uno dei mondi più affascinanti e complessi della storia dei videogiochi. È una storia fatta di intrighi, tradimenti, ma anche di amore filiale e fraterno, di coraggio e di ingegno, in un mondo in cui il giaciglio nella camera reale della Regina è tristemente orfano della sua signora, e neppure un'illusione come quella di Gwynevere occupa quel posto vuoto, impossibile da colmare.

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