E3 2019

Electronic Arts E3 2019: la delusione della conferenza EA Play

Electronic Arts inaugura l'E3 2019 con l'evento EA Play, show non propriamente riuscito nonostante titoli come FIFA 20 e Star Wars Jedi Fallen Order.

EA Play E3 2019: delusione Electronic Arts!
Speciale: Multi
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Quando Electronic Arts ha annunciato che quest'anno non avrebbe imbastito una conferenza tradizionale, puntando invece su una serie di appuntamenti in streaming dedicati ai singoli prodotti della sua line-up, siamo stati fra quelli che hanno accolto positivamente questa idea. Del resto la tendenza degli ultimi EA Play era tutt'altro che positiva: lo show di apertura dell'evento continuava a mostrare seri problemi di ritmo e intensità, tanto da lasciare interdetta la maggior parte del pubblico. E allora tanto meglio cambiare format e strategia, focalizzandosi sui vari titoli con brevi presentazioni idealmente più dense di informazioni.
Alla prova dei fatti questa ondata di ottimismo si è rivelata del tutto ingiustificata. L'evento in streaming è stato letteralmente disastroso, presentandosi come una rassegna disorganica ed eccessivamente diluita. Lo spazio concesso ad alcune produzioni era troppo in rapporto ai contenuti che il publisher era disposto a mostrare, e la diretta si è riempita di chiacchiere vuote e noiose.

Dopo l'incipit dedicato a Star Wars: Jedi Fallen Order l'evento si è trasformato in un una conversazione interminabile e soporifera. Il trattamento riservato ad un colosso come FIFA 20, che giusto poche ore prima aveva risvegliato le curiosità del pubblico grazie all'annuncio della modalità "street" (qui ribattezzata Volta Football), è stato inspiegabile se non addirittura irrispettoso. Mentre tutta l'idea dell'EA Play si fa sempre più traballante, con il caldo di Los Angeles che rende invivibile la location e file allucinanti per provare demo brevissime, il publisher americano si conferma insomma un'azienda in forte crisi d'identità, del tutto incapace di fare comunicazione.

Una formula non proprio perfetta

I primi dubbi sull'efficacia di questo format sono emersi, a dirla tutta, quando EA ha svelato la scaletta ufficiale. Concedere al supporto post lancio di Battlefield V e Apex Legeneds lo stesso spazio di FIFA 20 e Jedi Fallen Order non sembrava un'idea particolarmente brillante. Come vedremo, queste legittime titubanze si sono trasformate in un'amara realtà.

C'è da dire - d'altro canto - che la partenza è stata piuttosto energica. Respawn Entertainment ha aperto con quindici minuti di gameplay del suo Star Wars, mettendo in mostra un prodotto solido e gradevole. Jedi Fallen Order recupera le scalate di Uncharted e le mescola con un combat system efficace, impreziosito dall'uso della Forza e da un briciolo di interazione ambientale.

Non sembra il titolo in grado di riscrivere i canoni del genere - quel brillante capolavoro sviluppato per entrare negli annali del videogame-, ma ci è parsa un'avventura ben confezionata e capace di strizzare l'occhio a vecchi e nuovi fan. Nonostante alcune perplessità sul ritmo del combattimento, Jedi Fallen Order è insomma un modo saggio per sfruttare una licenza titanica come quella di Star Wars, mettendo momentaneamente in disparte il multiplayer di Battlefront.

L'interesse per il nuovo progetto dei creatori di Titanfall è bastato anche a perdonare gli ultimi minuti di chiacchiere, facendo in modo che la prima mezz'ora si chiudesse in maniera convincente. Da qui in avanti le cose sono precipitate. Le due finestre dedicate ad Apex Legends e Battlefield V sono state molto meno avvincenti, vista la scarsa quantità di contenuti effettivamente presentati.

Da una parte una nuova arma, qualche modifica al Battle Pass e l'arrivo del decimo persionaggio giocabile; dall'altra una serie di mappe raccontate per filo e per segno dai designer del team di sviluppo. Riempire mezz'ora di tempo per ciascuna produzione era un'impresa davvero improba, e infatti il ritmo si è allentato irrimediabilmente, con lo show che si è fatto troppo verboso e poco concreto.

Il disastro integrale è arrivato però con FIFA 20. Considerando che l'E3 è il momento in cui il calcistico di EA viene svelato ufficialmente sarebbe stato lecito aspettarsi qualche sequenza di gameplay, o un'approfondita presentazione delle nuove feature. La presenza di Volta Football, declinazione "da strada" del calcio a cinque, sarebbe bastata per poter rendere lo "slot" denso e interessante.

E invece EA ha preferito imbastire una lunga chiacchierata, senza mostrare neppure una sequenza giocata (si sono visti soltanto dei brevi video in-engine, lontanissimi dalla realtà del prodotto finale). Ne è uscito uno spettacolo desolante, in cui gli sviluppatori si sono limitati a ribadire gli stessi concetti chiave di sempre: dall'ossessione per i feedback della community al miglioramento della fisica, dei dribbling e dei calci piazzati, il team responsabile di FIFA ci propina ogni volta le stesse promesse.

Fermo restando che per capire l'effettiva consistenza delle modifiche al gameplay è necessario giocare per lungo tempo, è surreale che non si sia vista una singola immagine di gioco o una serie di slide per schematizzare le novità. Il trattamento che EA ha riservato al suo sportivo di punta è impossibile da giustificare, e rimane probabilmente un sintomo del caos che imperversa nei reparti marketing del publisher americano.

La mezz'ora dedicata a FIFA 20 ha rappresentato, senza mezzi termini, un rintocco funereo che ha decretato la fine della "conferenza". Gli altri due titoli in scaletta, ovvero Madden NFL 20 e The Sims 4, non potevano certo risollevare la situazione.

A dirla tutta la mezz'ora dedicata al football americano è stata comunque ricca di informazioni, tanto che gli appassionati del franchise avranno un quadro ben chiaro delle novità di questa edizione. Per il pubblico nostrano, tuttavia, poco abituato a frequentare i campi da 100 yarde, si è trattato di un appuntamento sicuramente rinunciabile.

La chiusura affidata all'espansione di The Sims 4 è stata poi la dimostrazione lampante di quanto superficiale sia la strategia comunicativa di EA. Anche in questo caso le novità di Island Living non erano sufficienti a mantenere alto l'interesse degli spettatori per trenta minuti, lasciando che l'evento finisse arrancando, ormai fiacco e dimesso, "non già con uno schianto ma con un lamento".

Electronic Arts EA dice di voler rinunciare ad una conferenza classica in favore di un evento meno serrato e più ricco di informazioni. E tuttavia sbaglia ancora una volta i tempi, i contenuti, il ritmo. Non c'è nulla da salvare, in questo streaming senza respiro né verve. L'estenuante show di Electronic Arts poteva essere sostituito dalla pubblicazione di una serie di trailer, dal momento che gli interventi sul palco, straripanti di un futile chiacchiericcio, non hanno rappresentato nessun valore aggiunto per le varie produzioni. Se il publisher vuole trasformare definitivamente EA Play in una sorta di Fan Fest dedicata al pubblico, abbia il coraggio di farlo una volta per tutte, abbandonando l'idea di un evento in streaming che è evidentemente incapace di gestire.