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EnD Gaming: il presente e il futuro dell'Italia di Rainbow Six Siege

Rainbow Six Siege è ormai una realtà esport consolidata: conosciamo la realtà competitiva del nostro paese iniziando dai migliori.

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  • Pc
  • PS4
  • Xbox One
  • Rainbow Six Siege si sta facendo sempre più spazio nel mondo esport e, in particolare, in Italia sembra trovare grande terreno fertile su cui prosperare, come confermato dai numeri rivelati dalla stessa azienda. Conoscere la scena competitiva dello stivale diventa quindi prioritario per chi vuole approcciarsi a Rainbow Six Siege e il percorso non può non iniziare dai migliori: gli EnD Gaming. Un nome che nella scena competitiva di Rainbow Six Siege suona come una certezza: sono indiscutibilmente il team migliore d'Italia e il più attrezzato, per talenti e conoscenza, a competere in Europa.
    La loro storia racconta di un team andato oltre il nome, oltre i singoli giocatori: la parola chiave è sempre stata passione e dedizione, a prescindere dagli interpreti. Il primo nucleo è stato fondato nel 2015 dalla fusione di due gruppi di giocatori: i padri fondatori erano Simone "Alation" Gelsi, Luca "Peak" Lotti, Alessio "Kubee" Giunta, Mattteo "Bellotti" Torok e Marco "Boro" Traverso. Nemmeno il tempo di iniziare e nei primi mesi del 2017 arriva la qualificazione alla Season 1 della Pro League, sotto l'occhio attento di Alessandro Selmo, unitosi alla causa come analyst, coach e manager. Un tuttofare, in sostanza, ma necessario per mantenere l'equilibrio della squadra.

    Dai Flam3rs agli EnD Gaming

    All'Intel Extreme Masters di Katowice, Polonia, si disputa la prima stagione della massima serie di Rainbow Six Siege, agli albori della propria scena competitiva. I dat Flam3rs, nome della squadra in quel momento storico, affrontano giganti di R6 come i Penta Sports ma soprattutto realtà più organizzate e strutturate. Il risultato finale è una sentenza inequivocabile: ultimo posto con tre pareggi e quattro sconfitte. Almeno, però, la soddisfazione di essere stata l'unica formazione a vincere una mappa con il punteggio di 5-0 contro i malcapitati Epsilon eSports. In Italia però è tutta un'altra musica. Al Milan Games Week dello stesso anno dominano e stravincono la competizione lasciando un solo round in tutto il torneo con Selmo subentrato temporaneamente ad Alation.

    Terminata la Stagione 1, arrivano i primi cambi, determinati più da impegni personali sopraggiunti che da problematiche interne al team. Sintomo che la squadra ha ancora l'anima di una società dilettantistica piuttosto che professionistica. Kubee, ad esempio, per motivi di lavoro, "uno vero e non quei giochini" come direbbe chi non ha idea dell'argomento, è costretto a fare un passo indietro. Al suo posto arriva Giovanni "Snakj" Murabito, ottimo innesto che riesce a integrarsi immediatamente nella sinergia del team. Anche grazie al suo contributo arriva la qualificazione alla seconda stagione della Pro League. Il risultato cambia, ma di poco: arrivano penultimi con il punteggio finale di una vittoria e sei sconfitte. Lo sconforto di non riuscire a mostrare il proprio valore in Europa e l'assenza di una vera e propria scena competitiva italiana conducono la formazione alla dolorosa scelta di abbandonare i propri sogni di gloria, almeno per il momento. È l'estate 2016 e il futuro di Rainbow Six Siege è ancora tutto da scrivere.

    A suonare la campanella dell'adunata è ProGaming Italia che, sfruttando positivamente il nome di ESL Italia, a fine 2016 pone le basi per la creazione della scena competitiva italiana con l'annuncio del primo e più importante campionato italiano mai dedicato al titolo Ubisoft. Il gruppo si riunisce con l'aggiunta di Fratelli al posto di Boro, passato al ruolo di coach. Ricominciare non è stato semplice ma in loro soccorso arriva finalmente un'organizzazione esport seria e concreta: gli EnD Gaming. Il primo obiettivo raggiunto è la qualificazione alla Challenger League che vale un posto tra le migliori sedici d'Europa. Mentre la squadra riesce a conservare il proprio posto nella competizione europea, torna a riaffermare il proprio potere in Italia con la partecipazione all'ESL Italia Championship Winter Season: a Torino a dicembre è festa grande con il nuovo ingresso Hunter che sostituisce Fratelli.

    Hunter che in realtà dimostra di essere pronto a un posto da titolare, strappato dalle mani di Snakj. La formazione conquista il girone della Challenger League ma termina terza il proprio percorso generale, a un passo dalla promozione in Pro League. Nel frattempo nel 2018 arriva l'ennesima conferma italiana con la vittoria dell'EIC Summer in un'arena gremita di sostenitori neroblu e di appassionati di Rainbow Six. Una vittoria prevista e meritata, come ha sottolineato Matteo "Torok" Bellotti, giocatore passato e attuale degli EnD Gaming, che abbiamo intervistato.

    Matteo "Torok" Bellotti si racconta

    Campioni italiani dell'ESL Italia Championship 2018 al termine di un campionato da protagonisti. Quanto era stato previsto da voi un tale successo?
    Un successo atteso e anche in una certa misura dovuto. Essendo il team Italiano con in assoluto più esperienza in Italia come all'Estero non potevamo che mirare al primo posto.

    Torneo italiano e internazionale a poca distanza di tempo. Come ci si prepara a un evento sul territorio nazionale in cui si conoscono gli avversari a memoria?
    Non possiamo dire che conoscevamo a memoria gli avversari, anzi. D'altronde è difficile trovare un team che da una stagione all'altra abbia mantenuto intatto il suo roster di giocatori come abbiamo fatto noi. Se a questo uniamo il continuo cambio di meta che accompagna ogni nuova season di gioco, sono due fattori che contribuiscono a creare una competizione sempre fresca e nuova nelle modalità tattiche e strategiche di gameplay.
    Per esempio, i Cyberground Gaming, team che più ci ha fatto sudare alle fasi finali di EIC, ne è la piena dimostrazione. Hanno saputo adattarsi meglio alle nuove strategie mettendoci in difficoltà anche schierando giocatori fino a quel momento poco o per nulla conosciuti, come uno svedese giovanissimo e altri alle prime armi ma ben motivati e molto allenati.

    Dopo l'EIC è arrivato un nuovo rinforzo: Jody "Chinook" Carraro come nuovo coach. Un innesto che si è dimostrato più che utile al DreamHack di Valencia di luglio scorso. Sono arrivati terzi nel girone che da tutti è stato battezzato come "di ferro", realmente al di là della loro portata: i Vitality e gli allora Penta, oggi ingaggiati dai G2 Esports, hanno rappresentato un ostacolo enorme per la squadra italiana. Gli EnD hanno però portato a casa la vittoria programmata nella partita contro i Trust Gaming e strappato una mappa ai Vitality.
    Il futuro prossimo è uno solo: la conquista della Pro League. Obiettivo per il quale gli EnD dovranno fare a meno proprio di Chinook, costretto per motivi personali a lasciare, almeno per il momento, la guida del team.

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