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Esport e scommesse: analisi di un fenomeno in crescita

L'espansione dell'esport non poteva non portare anche alla crescita del betting. Ecco una panoramica su di un fenomeno che merita attenzione.

Esport e scommesse: analisi di un fenomeno in crescita
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L'esport è uno di quei fenomeni inarrestabili che non poteva certo rimanere estraneo al fenomeno delle scommesse. La costante crescita del settore, l'entrata di investimenti come non si sono mai visti, il proliferare di siti dedicati unicamente al gaming competitivo e l'enorme esposizione raggiunta dai portali di betting grazie a sponsorship mirate su maglie di giocatori ed eventi, hanno reso l'esport appetibile a chi si diletta a danzare in equilibrio sul sottile filo del rischio.

La scommessa, pur essendo ovviamente un'attività del tutto legittima - potremmo dire insita nella natura competitiva dell'uomo - nell'esport si trascina dietro dubbi e domande nuove: pensiamo al pubblico di giovanissimi esposti al cosiddetto "gioco d'azzardo", alle collusioni e agli accordi per pilotare il risultato dei match, fino all'inedito utilizzo delle criptovalute e alla crescita esponenziale di siti illegali in molti paesi. Cerchiamo di fare un po' di chiarezza, dato che secondo l'ESIC (la Esport Integrity Coalition) il giro d'affari si attesta a oltre due miliardi di dollari annui.

Il betting nell'esport

Le scommesse sugli esport, ovviamente, sono ancora un concetto relativamente nuovo (anche se, come dicevamo, già ampiamente consolidato). Di conseguenza, sono diventate oggetto di un acceso dibattito, di attente ricerche e, soprattutto, di interventi regolatori di autorità statali e organismi indipendenti, per non parlare della stessa industry. Nella maggior parte dei casi, l'esport non riceve un trattamento diverso rispetto alle normali scommesse sportive.

In Europa- e ne sono degli esempi Malta, Spagna, Italia, Danimarca e Regno Unito - molti paesi hanno definito con successo il recinto regolatorio entro cui le scommesse sugli esport possono considerarsi lecite. In questo senso, oltre ad avere ovviamente compiuto la maggiore età, se si desidera fare betting su di un qualsiasi titolo esport, è necessaria l'iscrizione a uno dei siti dedicati e affidabili, ovvero quelli che possono vantare la regolare licenza per tale attività. Già, ma come (e su cosa) si scommette?

Le tipologie di scommesse

Le piattaforme dedicate offrono agli utenti un'ampia varietà di opzioni. Dal denaro reale agli oggetti cosmetici, si può scommettere praticamente su tutto, se lo si desidera, come stiamo per vedere. Più vicina alle tradizionali scommesse sportive, quella con denaro reale vi permette di puntare i vostri soldi su partite di esport in tutto il mondo. È possibile piazzare una scommessa dopo aver dato un'occhiata alle quote offerte e alle statistiche dei giocatori. Lo skin betting permette di scommettere e vincere skin personalizzate. Queste vengono acquistate o guadagnate ma è anche possibile, come già anticipato, gettarle in pasto agli scommettitori. In questo senso, il mercato dello skin betting e dei siti esterni su Counter Strike è talmente imponente da aver reso necessario l'intervento federale negli Stati Uniti.

Passiamo quindi alle scommesse "social", che di certo è una combinazione abbastanza particolare. Gli scommettitori possono trovare un accordo reciproco e tentare la fortuna tra loro, sulla base di denaro reale, skin o oggetti di gioco. Infine, citiamo il fantasy betting, una modalità che implica che gli scommettitori siano anche giocatori. Questi devono formare un proprio team, competere con degli sfidanti e vedere chi la spunta. Un po' come a fantacalcio per intenderci.

Come si scommette?

I titoli su cui è possibile scommettere variano spesso in base al sito a cui ci si affida anche se, tendenzialmente, i più gettonati sono quelli che possono vantare anche maggior seguito in termini di numeri, appassionati e utenti. Parliamo, in campo internazionale, degli inossidabili CS:GO (che ha registrato più di un milione di giocatori nell'ultimo mese), DOTA2, League of Legends e Rainbow Six Siege (a proposito, ecco la nostra recensione di Rainbow Six Siege). Non mancano le possibilità di scommettere anche su altri prodotti, come Hearthstone o i calcistici, ma in questo caso parliamo di una pratica associata a determinati paesi. Le possibilità di fare betting, insomma, non mancano. Anzi, si ampliano di anno in anno, o meglio di stagione in stagione.

Ogni portale dedicato, poi, cerca di dare la possibilità di scommettere praticamente su tutto ciò che si vuole: dal singolo match o alla vittoria in una determinata mappa, fino all'identità dell'MVP della partita o, addirittura, sulla probabilità del realizzarsi di una singola azione (ad esempio una Penta Kill in LoL). Ovviamente, tutta questa offerta si adagia sulla propensione al rischio di ogni scommettitore. Chi, ad esempio, si diletta ma non vuole o non può investire grosse somme si limiterà a puntare sul risultato esatto della partita. Coloro che invece conoscono bene il titolo, le statistiche delle squadre e ogni altro dato utile a guidare la loro scelta, di sicuro sfideranno la sorte puntando sull'MVP o addirittura sulle azioni specifiche.

I rischi e i dubbi: match fixing, collusioni e leak

L'attività di scommettere nell'esport è del tutto legittima e regolamentata ma vogliamo comunque prendere in considerazione alcuni delle peculiari problematiche che sono sorte in questi anni. Nell'esport a destare preoccupazione è l'età del pubblico di appassionati che seguono le competizioni. Certo, il mercato delle scommesse riesce a calamitare l'attenzione della fascia 18-35 anni ma la problematica risiede in quello che non traspare: la capacità dei giovani di aggirare i divieti - spesso all'oscuro dei genitori - e scommettere sulla propria squadra o giocatore preferito. Ma c'è di più.

Nel settore non è infrequente incorrere in qualche scandalo (addirittura punito con 10 anni di reclusione in Australia) nel cosiddetto match fixing, ovvero nella possibilità che due giocatori o due team decidano di accordarsi sull'esito di una partita, veicolando così l'afflusso delle scommesse sul risultato preciso. Gli esempi sono innumerevoli e la scena di CS:GO viene periodicamente investita da diversi scandali in tal senso. Inoltre, data la sua natura, il gaming competitivo permette diversi mezzucci per raggiungere lo scopo: dal cheat all'utilizzo di programmi ad hoc, fino a intenzionali "miss play" e così via. Infine, nell'esport esiste la possibilità di registrare i match per mandarli in un secondo momento. Un immenso vantaggio per chiunque sia già a conoscenza dei risultati: rivendita dei leak, manipolazione delle quote, puntate mirate e tanti altri inganni.

Lo skin gambling e lo skin trading

Decisamente più caratteristiche sono le cosiddette scommesse sulle skin o sugli oggetti cosmetici. La lunga storia di CS:GO ci dimostra che alcune skin rare o introvabili possono valere centinaia di migliaia di euro. Va da sé che quando entrano in gioco così tanti soldi, c'è sempre chi ha l'intuizione di lucrarci sopra ed ecco che nel corso del tempo sono sorti innumerevoli siti - più o meno legali e con sede in paradisi fiscali - che permettono agli appassionati di scommettere sui match gettando sul piatto elementi estetici come fossero l'equivalente del denaro reale. Ovviamente il vincitore si porta a casa tutto.

Il cosiddetto "skin gambling" (e anche lo "skin trading") gode di un giro d'affari di milioni di dollari e per anni ha fatto la fortuna di personaggi piuttosto eclettici e intraprendenti. Come il fondatore del FaZe Clan (Banks), il quale ha ammesso di aver aperto qualche anno fa, lontano dagli occhi del governo statunitense, un sito dedicato allo skin gambling e allo skin trading, facendo in pochi mesi così tanti soldi da concedersi il lusso di chiudere baracca e sovvenzionare tutti gli investimenti successivi (acquisto squadre, mercato immobiliare, etc.) del FaZe Clan. Verrebbe troppo lungo scendere nel dettaglio degli episodi che hanno visto gli organi statali tentare di arginare tale fenomeno ma la realtà è che il mercato attualmente è a dir poco florido.

La situazione in Italia

Dunque, in Italia si può scommettere sull'esport? Certo, a condizione di rispettare alcuni requisiti stringenti: maggiore età, assenza di conflitto di interessi con il match su cui si scommette. Attenzione, però, perché l'attività rubricata sotto "gioco d'azzardo", ha ricevuto nel 2019 una decisa stretta proprio riguardo l'esport, che cerca di contenere il proliferare delle scommesse su attività di minorenni.

In particolare l'art. 5 comma 5 del decreto direttoriale n. 14432/giochi/UD ha concesso all'ADM (Agenzia Dogane e Monopoli) la facoltà di sospendere ogni scommessa relativa a settori che coinvolgono i minori. E l'esport non solo è seguito per la maggior parte da giovanissimi under 18, ma il gaming competitivo è pieno zeppo di talenti ancora minorenni.