Estate e videogiochi: da Mario Sunshine ad Abzù, le esperienze più fresche

Qual è il rapporto che lega il gaming alla stagione più calda dell'anno? Scopriamo come i videogiochi hanno celebrato l'estate nel corso del tempo.

Estate e videogiochi: da Mario Sunshine ad Abzù, le esperienze più fresche
Articolo a cura di

L'estate non è tradizionalmente la stagione migliore per videogiocare: con la bella stagione si è in media più incentivati a stare all'aperto, a uscire di casa, a stare fuori fino a tardi. Non è in effetti un caso che durante i mesi estivi le uscite tendano a diradarsi, per poi tornare a sgomitare tra loro durante il concitato periodo autunnale, da sempre stracolmo di pubblicazioni importanti. Certo, i veri gamer di razza non demordono comunque mai, e anzi pure durante la stagione più calda non dicono comunque di no al loro passatempo preferito.

A maggior ragione in un'annata come questo 2021, in cui da giugno ad agosto hanno fatto e faranno il loro debutto una serie di videogiochi davvero intriganti, che vanno dall'ultimo episodio della serie Ratchet & Clank (per approfondire, eccovi la recensione di Ratchet & Clank Rift Apart) a 12 Minutes, passando per The Ascent, Road 96 e Death's Door (a proposito, la recensione di Death's Door è ad appena un click di distanza).

Nonostante una certa idiosincrasia di fondo, l'estate come soggetto è comunque stata abbondantemente celebrata a livello videoludico. Sole, mare, spiagge e relax sono infatti soltanto alcuni dei temi centrali di una serie di esperienze che vogliamo ricordare in questo speciale, che raccoglie una serie di videogame associabili alla stagione che stiamo vivendo. Prendetevi un bel bicchiere di the freddo e... sotto con la lettura!

Super Mario Sunshine

Impossibile non partire quello che è probabilmente riconosciuto all'unanimità come il gioco più estivo di sempre, che già a partire dal nome rimanda al sole che scalda il cielo azzurro. Super Mario Sunshine ha avuto il delicatissimo onere di presentarsi, nel 2002, come il successore di Sua Maestà Super Mario 64: un impegno onestamente gravoso, che senza dubbio ha caricato di ulteriori aspettative e responsabilità questa esclusiva Gamecube ripubblicata per la prima volta lo scorso anno su Nintendo Switch (qui trovate la recensione di Super Mario 3D All-Stars).

Ambientato sull'Isola Delfino - una strizzatina d'occhio squisitamente nerd a Dolphin, ovvero il nome in codice dello stesso Gamecube - Super Mario Sunshine davvero rappresenta l'incarnazione più naturale e spontanea di tutto ciò che è estivo: il canonico Regno dei Funghi si concede un'assolata digressione vacanziera, per uno scenario fatto di palme, specchi d'acqua e ombrelloni assolutamente diverso dal solito, in cui persino le tradizionali stelle da raccogliere si trasformano in soli. Una vera e propria dichiarazione d'intenti, peraltro più che mai ribadita dallo SPLAC 3000 - uno zaino/spruzzino attorno a cui ruota l'intero episodio, che per certi versi ricorda da vicino le pistole d'acqua in stile Super Liquidator o i cari, vecchi gavettoni. Con una colonna sonora squillante e allegra, frutti esotici sparsi qua e là e un effetto che simulava il calore del sole sullo sfondo, è difficile trovare un'estate videoludica più memorabile di quella di Super Mario Sunshine.

Forza Horizon 3

Forza Horizon, spin-off della serie principale a marchio Turn-10, è nato con un'indole più libera, leggera e ribelle: una celebrazione festosa di un modo di guidare senza limiti, che trova la sua massima espressione nella struttura open-world. Il terzo capitolo del popolare franchise, pubblicato nel 2016 su Xbox One e PC, ha visto come teatro l'Australia. Un territorio sconfinato e all'epoca davvero riprodotto con una fedeltà senza precedenti, che permetteva di muoversi dai deserti dell'Outback alle foreste pluviali, per arrivare ovviamente alle spiagge e ai grattacieli della Gold Coast.

Il tutto con il colorato contorno da festival musicale itinerante che ha spesso contraddistinto la serie, fra laser e coriandoli degni di uno spettacolare rave di mezza estate. Con la possibilità di gareggiare per la prima volta sulla riva del mare, Forza Horizon 3 era e rimane un'esperienza capace di farti sentire il vento tra i capelli e la salsedine sulle labbra, come un moderno OutRun (altro grande titolo estivo...) all'insegna della libertà a tutto gas. Se volete saperne di più, qui c'è la nostra recensione di Forza Horizon 3.

A Short Hike

Come raccontato nella recensione di A Short Hike, questo piccolo esperimento indie è un'altra sublime incarnazione dei mesi estivi, e in particolar modo del momento di pausa che essi possono rappresentare. A Short Hike racconta, con una delicatezza pari solo alla sua spensieratezza, di un'avventurosa scampagnata fuori città, in un parco naturalistico tutto da scoprire.

Toccherà a noi esplorare, rigorosamente con i nostri tempi e con la massima libertà, un'isola stracolma di segreti, col gusto ormai dimenticato di un giovane boyscout pronto a entusiasmarsi per ogni dettaglio (anche quello all'apparenza più insignificante). Tra un giro in motoscafo, la raccolta di conchiglie e le immancabili ore trascorse a pescare, A Short Hike è una gemma rara che regala emozioni inattese e attimi di puro escapismo digitale, lasciando i ricordi dolcissimi delle estati davvero speciali.

The Legend of Zelda Wind Waker

Il capitolo della gloriosa saga di Zelda più anticonformista e dirompente di sempre non poteva non finire in questa lista, fosse solo per la sua anima marinaresca e per quella palette cromatica ipersatura. Wind Waker non sarà forse intrinsecamente estivo come altri titoli in elenco, eppure è difficile non sentire il richiamo della bella stagione mentre si naviga in mare aperto a bordo di Re Drakar, la nave parlante che in questo episodio fa le veci di Epona.

Con i suoi cieli azzurrissimi puntellati di soffici nuvole bianche, l'importanza del vento e la manifesta fascinazione per il mare aperto e per gli atolli da esplorare, la Hyrule sommersa di Wind Waker fa spesso e volentieri pensare al clima di certe vacanze un po' avventurose, in cui il grande blu di acqua e aria dominano ogni cosa. E poi, come trascurare la sorprendente direzione artistica in salsa cartoon? Ulteriore suggestione che rimanda all'infanzia, alla giovinezza estrema, alle mattine senza scuola pigramente passate a guardare i cartoni animati in TV, con tutta la libera spensieratezza del mondo.

Dead or Alive Xtreme Beach Volleyball

Inutile negarlo: il calore dell'estate è anche sinonimo di pelle scoperta, di abiti più leggeri e di pantaloni corti (a meno che non siate come me, che giro anche ad agosto come se stessi andando a un concerto goth). Un richiamo a cui Tomonobu Itagaki, creatore di Ninja Gaiden e di Dead or Alive ben noto per l'attrazione verso il gentil sesso, non ha proprio saputo resistere. Ed è proprio sulla celebrazione della spiaggia, dei costumi ridotti all'inverosimile e delle rotondità più golosamente esibite che nasce Dead or Alive Xtreme Beach Volleyball.

Un gioco di pallavolo in riva al mare pubblicato nel 2003 in esclusiva Xbox (che ha comunque negli anni visto ben due seguiti), in cui la componente sportiva non può dirsi del tutto esclusa, ma non è neppure esattamente al centro della scena. All'epoca, Dead or Alive Xtreme Beach Volleyball aveva infatti attirato l'attenzione per la qualità dei modelli poligonali delle discinte protagoniste del picchiaduro Dead or Alive, qui rappresentate in una veste ancor più striminzita (e soprattutto sballonzolante). Ludicamente Beach Spikers di SEGA - altro gioco di volley dall'impronta 100% arcade ed estiva - era di tutt'altra pasta, ma le nudità della procace Ayane e del resto della combriccola avevano fatto la differenza, trasformando questo mezzo delirio in un piccolo cult.

ABZÛ

Spesso forse un po' sbrigativamente definito come "il Journey subacqueo", ABZÛ è un'esperienza sognante che conduce nelle profondità dell'oceano, tra incontri primordiali e sfumature quasi aliene (se desiderate altre informazioni, c'è la recensione di ABZÛ). L'estate di ABZÛ, che è interamente ambientato sotto la superficie dell'acqua, è più una questione di sensibilità e di tonalità che non di tematiche effettive.

Resta comunque vero che è immediato pensare a quella stagione immergendosi fra barriere coralline e banchi di pesci tropicali, con fasci di luce che penetrano dall'alto tratteggiando ghirigori in costante movimento sul fondale. Sulle note di una magistrale colonna sonora firmata da Austin Wintory, si volteggia leggiadri in un mare che esplode di colori e di creature: un gioioso rimando all'abbondanza e alla voglia di vivere dell'estate, per una discesa che si fa via via più rinfrescante avvicinandosi agli abissi.

Boktai The Sun is in Your Hand

Boktai: the Sun is in Your Hand è un bizzarro action-adventure per Game Boy Advance pubblicato nel 2003 da Konami, con Hideo Kojima nelle vesti di produttore. Proprio lo zampino del papà di Metal Gear Solid si intravede con forza nella caratteristica capace di rendere davvero unico - e oggettivamente persino un po' folle - il gioco: la cartuccia era infatti provvista di un peculiare sensore capace di rilevare la quantità di luce solare, creando un dinamismo strabiliante tra l'universo in game e il mondo reale.

Il protagonista dell'avventura, Django, doveva infatti vedersela con dei pericolosi vampiri: a proteggerlo e permettergli più di una chance di vittoria la cosiddetta Gun del Sol, ovvero un'arma potenziata dalla luce. Sì, la medesima luce rilevata da quella specie di piccolo pannello solare posto sulla cartuccia stessa, in un'azione di sfondamento della quarta parete all'epoca potentissima. Perché il bello di Boktai è che davvero ti costringeva a uscire all'aria aperta, a sfruttare la portabilità del Game Boy Advance, in modo da poter affrontare direttamente i nemici. Oppure, sempre in perfetto stile Kojima, c'era l'opzione di adottare un approccio stealth e conservare la carica residua della Gun del Sol, custodendo le riserve di luce per gli scontri più duri, o banalmente per giocare di notte. Più estivo di così...