Everyeye Awards 2018: i migliori giochi dell'anno per redazione e lettori

Dopo aver scoperto qual è il Game of the Year e quali sono state le esclusive più votate, giunge il momento di svelare gli altri premi!

speciale Everyeye Awards 2018: i migliori giochi dell'anno per redazione e lettori
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  • Eccoci tornati sul palco per la seconda metà dello show dedicato agli Everyeye Awards 2018: dopo una prima ondata di premi che ha incoronato il miglior gioco dell'anno e le varie esclusive per le diverse piattaforme, siamo pronti ad annunciare i vincitori delle categorie tecniche ed artistiche. Anche in questo caso, a parte qualche differenza di giudizio, è l'uniformità di opinione a farla da padrone. Redazione e community si trovano insomma sulla stessa lunghezza d'onda, a conferma di come le uscite dell'anno appena trascorso siano state capaci di mettere tutti d'accordo sul piano quantitativo. Riprendete posizione sulle vostre poltrone e preparatevi allo spettacolo!

    Miglior Sparatutto

    Nella categoria del miglior shooter, i lettori ed il team di Everyeye.it hanno eletto due rappresentanti ben diversificati. Per il pubblico è lo sparatutto a tema bellico di DICE a trionfare: visivamente estasiante e con un comparto grafico mostruoso, Battlefield V ha ottenuto il plauso quasi unanime della community.

    Dall'altro lato della barricata troviamo invece l'fps open world di Ubisoft, che ha accolto i favori della redazione. Complici il fascino perverso ed il carisma di Joseph Seed, che con la sua retorica è riuscito a convertire i nostri redattori all'interno della sua setta. Che sia tra i campi di battaglia della seconda guerra mondiale o tra i territori del Montana (che torneranno in salsa post atomica in Far Cry New Dawn), vige una sola regola: sparare a tutto quello che si muove.

    Miglior Action/Adventure

    Alle cavalcate nel West, alle oscillazioni tra i grattacieli di Manhattan ed alle escursioni di quella tombarola di Lara Croft, sia i lettori che la squadra di Everyeye.it hanno preferito le scampagnate norrene di Kratos&Figlio.

    God of War ha incantato praticamente chiunque, proponendo un action/adventure dalla straripante portata epica: il senso di avventura ed esplorazione è tale da avvolgere ed ammutolire, invitandoci a scoprire, dopo ogni passo, tutto quello che i regni della mitologia nordica nascondono all'occhio di chi sa guardare. E quando vi sarete stancati di ammirare gli immensi panorami delle terre del Nord, ci sarà sempre qualche draugr a cui staccare la testa che vi aspetterà dietro l'angolo.

    Miglior gioco di ruolo

    Quando classicismo ed innovazione convivono all'interno dello stesso titolo: Dragon Quest XI è uno dei più grandi JRPG di tutti i tempi, e difficilmente avrebbe lasciato lo scettro di miglior gioco di ruolo del 2018. I lettori e lo staff ne sono consapevoli, ed hanno votato entrambi per la medesima produzione.

    L'opera di Square-Enix è un inno alla bellezza di un genere che, negli anni, ha conosciuto diverse evoluzioni: Dragon Quest XI, in tal senso, rappresenta da una parte il ritorno a stilemi ben noti ed intramontabili, e dall'altra il un significativo perfezionamento di tutte le feature che hanno reso grandi i ruolistici à la giapponese. Un capolavoro inestinguibile e fuori dal tempo. Indimenticabile come una leggenda.

    Miglior Strategico

    Piuttosto combattuta la categoria di miglior strategico/gestionale per la redazione e gli utenti. A scontrarsi fino all'ultimo momento sono stati Into the Breach e Valkyria Chronicles 4: con una spiccata propensione per la giustizia e l'equilibrio, il team di Everyeye ed i suoi lettori hanno scelto rispettivamente l'epopea bellica di SEGA ed il roguelike di Subset Games, già autore di FTL: Faster Than Light.

    Entrambi questi titoli si sono divisi la corona, incarnando di fatto i migliori esponenti del genere usciti nel 2019: tanto diversi quanto splendidi da giocare.

    Miglior Picchiaduro

    Anche se la concorrenza, tra SoulCalibur VI e Super Smash Bros. Ultimate, era piuttosto "combattiva", l'aura di Dragon Ball FighterZ ha avuto prevedibilmente la meglio sugli sfidanti. Il picchiaduro di ArcSystem Works non è solo il miglior tie-in che sia mai stato realizzato, ma anche uno dei fighting game più belli dell'era recente del videogioco: bilanciato, intuitivo, profondo e visivamente stratosferico, Dragon Ball FighterZ incarna il paradiso virtuale per ogni appassionato dell'opera di Akira Toriyama.

    Un nuovo metro di paragone per le altre trasposizioni videoludiche che verranno, che ha spazzato via tutti gli altri partecipanti come la Genkidama ha fatto con Kid Bu.

    Miglior Platform

    Il 2018 è stata di certo una buona annata per il platform: al ritorno di vecchie glorie del passato, rielaborate nella bellezza dell'alta definizione, si è affiancata la comparsa di nuove proprietà intellettuali che hanno lasciato il segno. Gli utenti si sono fatti coccolare dall'effetto nostalgia dell'eccezionale remake di Spyro: la Reignited Trilogy perfeziona ed amplifica l'immaginario ideato da Insomniac, riproponendoci la stessa meraviglia di due decenni fa.

    La redazione invece si è innamorata perdutamente di Yoku's Island Express, un mirabolante platform in due dimensioni che recupera la lezione dei metroidvania con qualche elemento tratto dal gioco del flipper. Originale ed incantevole.

    Miglior Racing Game

    Non contento di aver vinto il premio come miglior esclusiva Microsoft, Forza Horizon 4 ottiene il plauso unanime di pubblico e redazione anche nella categoria Racing Game. Partendo in quarta senza fermarsi un attimo, l'opera di PlayGround Games è un corsistico visivamente e ludicamente impressionante, con ogni probabilità il punto più alto del genere toccato da questa generazione di hardware.

    Non ci sono simulatori né arcade che riescano a stargli dietro: Forza Horizon 4 si conferma un capolavoro a tutto tondo, che possiede decisamente una marcia in più.

    Miglior Remaster/Remake

    I grandi capisaldi del passato tornano a nuova luce grazie a remake o remastered che permettono ai nuovi ed ai vecchi giocatori di (ri)viverne l'esperienza: quest'anno, secondo il team ed il pubblico, a spiccare su tutti è stato l'eccellente lavoro svolto su Shadow of the Colossus.

    Non solo un semplice ammodernamento visivo, ma una vera e propria rielaborazione dell'immaginario originale: il capolavoro di Fumito Ueda svetta su una concorrenza piuttosto affilata, battendo di diverse lunghezze il magnifico remake di Spyro e l'altrettanto eccellente Yakuza Kiwami 2. L'ombra dei colossi, insomma, è tale da annichilire tutto il resto.

    Miglior Sportivo

    Pensavate che, dopo lo scorso anno, la serie NBA 2K avrebbe riconfermato il primato come miglior gioco sportivo? Ed invece no: in barba al basket ed ai calcistici, nel 2018 è stato un arcade duro e puro a vincere l'ambito trofeo.

    Mario Tennis Aces ha convinto la maggior parte dei votanti, grazie al suo brio inimitabile, al suo appeal spensierato ed alla sempre unica, inesauribile Nintendo Difference. Konami, EA e 2K devono quindi mettersi in disparte, lasciando che l'idraulico italiano segni il punto della vittoria con la sua solita classe ed allegria.

    Miglior gioco indipendente

    Il mercato indipendente è una fucina che sforna titoli senza sosta, molti dei quali rappresentano delle vere gemme del panorama videoludico. Il 2018 ha portato con sé produzioni di altissimo livello ed è stata davvero dura premiare le più meritevoli. L'utenza ha votato per Dead Cells: un misto tra roguelite e metroidvania, caratterizzato da un gameplay frenetico, spietato ed assuefacente.

    Più titubante invece la redazione: dopo una lotta serrata che ha visto lo stesso Dead Cells ed il recente GRIS combattere fino all'ultima preferenza, a trionfare - seppur di poco - è stato Return of the Obra Dinn, l'incredibile avventura investigativa di Lucas Pope, già autore del geniale Papers, Please. Un prodotto dotato di grande originalità creativa.

    Miglior gioco Multiplayer

    Anche in questa categoria il duello è stato piuttosto arduo per quanto riguarda i voti della redazione: per un'incollatura, è Monster Hunter World a vincere su Sea of Thieves. Le scorribande a caccia di mostri in casa Capcom si sono insomma rivelate più soddisfacenti delle avventure in mare aperto di RARE, sebbene il titolo piratesco abbia resistito a lungo prima di affondare.

    Molto più decisa invece l'opinione dei lettori: con ampio margine rispetto agli altri partecipanti, è ancora l'hunting game nipponico la migliore esperienza multiplayer del 2018 secondo il pubblico: un premio che il gioco si gode appieno mentre banchetta allegramente sulle carcasse dei suoi nemici.

    Miglior esperienza VR

    Anno dopo anno, la proposta della realtà virtuale si fa più ricca e concreta. Ed è proprio Sony a farsi portatrice di questa piccola rivoluzione del modo di intendere il gaming. Il suo PlayStation VR è la periferica che ha avuto il pregio di portare simile tecnologia al pubblico mainstream.

    Non sorprende quindi che gran parte dei candidati di questa categoria appartenga alle scuderie del colosso giapponese, e che ad erigersi tra tutti sia il sublime Astro Bot Rescue Mission, un platform delizioso ed immaginifico, che sfrutta a meraviglia le potenzialità della realtà virtuale. Anche accanto ad opere da applausi come Tetris Effect, Firewall Zero Hour e Moss, in sostanza, il robottino si è ritagliato un posto nel cuore del pubblico e della redazione.

    Miglior accompagnamento sonoro

    Sin dall'uscita di Red Dead Redemption 2, lo abbiamo ripetuto più volte: uno dei punti di forza del capolavoro Rockstar risiede nella sua colonna sonora.

    Una soundtrack che non si limita ad accompagnare le galoppate verso il tramonto della frontiera, ma racconta a modo suo la storia del gioco, il cammino di redenzione di Arthur Morgan e il canto, triste ed epico, di un'epoca che finisce. Non solo la migliore OST dell'anno, ma anche una delle più indimenticabili performance sonore dell'intera storia del medium interattivo.

    Miglior direzione artistica

    Sono stati i panorami nordici ad irretire le attenzioni di pubblico e critica, più di quanto abbiano fatto gli orizzonti dell'Ovest, le architetture dell'Antica Grecia o le ambientazioni oniriche di GRIS.

    I regni della mitologia norrena reinterpretati da Santa Monica sono un trionfo di direzione artistica, un prodigio estetico con pochi paragoni, tanto magistrale quanto violento, tanto solenne quanto ammaliante. Complice anche un level design sopraffino ed un comparto tecnico vigoroso al pari dell'urlo di Kratos, God of War non conosce rivali.

    Miglior comparto grafico

    Sebbene un mastodonte come God of War incalzasse pericolosamente, alla fine a spuntarla per il miglior comparto grafico è stato Red Dead Redemption 2: l'utenza si è dimostrata più risoluta nell'eleggere l'open world di Rockstar, mentre la redazione ha avuto qualche tentennamento dinanzi alla minaccia del Leviatano di Kratos.

    Ciononostante, le avventure di Arthur Morgan hanno prevalso: sul piano tecnico, Red Dead Redemption 2 è il gioco più avanzato di questa generazione, sia per la ricchezza, la densità e la complessità del mondo esplorabile, sia per l'alto tasso di interattività proposto al giocatore. Un tuffo nel passato in cui perdersi per ore, fermandosi ad osservare il crepuscolo.

    Miglior sceneggiatura

    Difficilmente avrebbe potuto perdere: Red Dead Redemption 2 strappa con spavalderia il premio come miglior sceneggiatura, votato a furor di popolo e critica. Una delle più strepitose storie mai raccontate nel modo dei videogiochi, dalla portata comunicativa pari a quella di un romanzo.

    Il cammino di Arthur Morgan e della banda di Dutch Van der Linde è il ritratto di un'intera epoca in declino, narrata con la rabbia e la tristezza di chi non vuole arrendersi, o di chi cerca semplicemente di redimersi. Esiste un "prima" ed un "dopo" Red Dead Redemption 2 ed il merito, oltre che ad una sovrastruttura ludica d'alta classe, spetta (forse principalmente) ad un lavoro di scrittura di inenarrabile grandezza.

    Miglior Personaggio

    L'antieroe Rockstar fa strage di cuori: il pubblico ha infatti preferito il pistolero al burbero Kratos con un discreto margine. Sono finiti i tempi in cui i cowboy avevano due sole espressioni, con il cappello e senza cappello: Arthur Morgan è una personalità a tutto tondo, sfaccettata e complessa, degna delle migliori performance hollywoodiane.

    La redazione, invece, all'inizio sembrava avere altri "piani": sulle prime, i voti pendevano verso Dutch Van der Linde, probabilmente perché tutti si erano fatti incantare dalla sua parlantina. Ma alla fine, con un colpo di coda (e per una sola preferenza in più) è stato Arthur Morgan a primeggiare. Ed in coro hanno tutti esclamato: "You're a good man...".

    Miglior supporto post lancio

    Spuntato dalle tenebre nelle quali si era rintanato per lungo tempo, No Man's Sky, con l'aggiornamento NEXT, si è guadagnato le simpatie dei lettori: Hello Games ha supportato in modo discontinuo la sua creatura, ma dopo un incipit claudicante è tornata in piena forma, proponendo agli utenti un update gratuito che ha mostrato la vera natura del progetto.

    Per il team di Everyeye.it, invece, è Warframe a meritare la corona per il miglior supporto post lancio: il free to play di Digital Extremes continua ad espandersi con convinzione ed invidiabile frequenza, accalappiando nella sua rete un pubblico sempre più affezionato e migliorando costantemente le sue solide basi ludiche.

    Con la consegna dell'ultimo trofeo, cala il sipario sull'Everyeye Theater. Anche quest'anno lo show è stato denso di contenuti e pieno di ospiti sensazionali. Come da tradizione, i nostri ringraziamenti più sentiti e sinceri vanno a voi lettori: senza il vostro incommensurabile supporto, questo spettacolo non avrebbe mai potuto nemmeno cominciare. Ora prendete in mano il pad, indossate i visori per la realtà virtuale e armatevi di mouse e tastiera: il 2019 è appena iniziato, e noi stiamo già allestendo i preparativi per la prossima cerimonia degli Everyeye Awards!

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