Everyeye Nature presenta: alla scoperta dei Pikmin

I Pikmin sono stati scoperti ormai anni fa, ma queste strane creature hanno ancora molti segreti: scopriamoli tutti con Everyeye Nature!

Everyeye Nature presenta: alla scoperta dei Pikmin
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  • Il primo avvistamento dei Pikmin fu documentato dal capitano Olimar, nel lontano 2001. Durante una missione condotta per la Hocotate Trasporti, la sua astronave si ritrovò a compiere un atterraggio di emergenza sul misterioso pianeta PNF-404. Bloccato sul corpo celeste, il naufrago interstellare si cimentò nell'esplorazione del mondo alieno, alla ricerca di un modo per fare ritorno a casa. Nel corso delle sue spedizioni, Olimar finì per imbattersi in una specie indigena non identificata.

    Dalla successiva amicizia nata tra il capitano e le strane creature, hanno origine tutte le attuali conoscenze legate alla natura dei Pikmin. Piccoli esserini simili a piante, si credeva in origine che fossero una specie natia di PNF-404. Grazie a indagini e ricerche ulteriori, tuttavia, la loro presenza è stata accertata anche su altri pianeti, per di più in varietà sempre nuove. A oltre vent'anni di distanza dalla scoperta dei Pikmin, ci accingiamo a raccogliere sulle pagine di Everyeye Nature l'intero scibile generato da decenni di missioni, ricerche e attente osservazioni. Un contributo essenziale per gli esploratori di domani, che potrebbero ritrovarsi nelle condizioni di dover fare affidamento su queste generose forme di vita.

    L'origine della specie

    "Quando ho estratto il germoglio mi sono accorto che era una creatura senziente! Ho cercato di mantenere le distanze, ma mi ha seguito. È amichevole e somiglia a una carota Pikpik, che adoro. Lo chiamerò Pikmin."

    È semplice scambiare un Pikmin dormiente per un germoglio: un errore nel quale cadde lo stesso Olimar. La somiglianza tra le creature e il noto ortaggio simile a una carota fu in effetti la ragione che spinse il capitano a dar loro un nome così insolito. Nei Pikmin di giovane età e in buona salute, il capo termina in uno stelo, dal quale si erge una piccola fogliolina verde. Poiché questi ultimi riposano in genere sottoterra, è comune scambiarne la testa per una radice commestibile. Per evitare un primo contatto decisamente spiacevole, suggeriamo agli esploratori dello spazio di adottare un atteggiamento prudente e di controllare l'eventuale presenza nell'area della cosiddetta Cipolla.

    I germogli di Pikmin si generano infatti a partire da una struttura organica dalla forma simile a una cipolla. Gli studiosi non hanno ancora raggiunto un'opinione concorde sulle sue origini e a oggi permangono due grandi correnti di pensiero. Alcuni ricercatori ipotizzano che la Cipolla sia edificata da Pikmin particolarmente capaci, mentre altri esponenti della comunità scientifica ritengono che possa essere il frutto dell'evoluzione di un'altra forma di vita, ancora sconosciuta. Ciò che è certo è che essa rappresenta per gli esserini scoperti da Olimar un rifugio sicuro, una casa e persino un mezzo di trasporto, grazie alla sua capacità di librarsi in volo.

    Grazie a un istinto innato, gli esemplari adulti di Pikmin vi conducono qualsiasi materia organica recuperata, in particolare alcuni fiori. Detti fiori gettone, questi ultimi custodiscono al centro della corolla una sostanza in grado di reagire all'interazione con una Cipolla, in un'unione dalla quale si generano i germogli di Pikmin descritti in precedenza.

    Tale processo, in apparenza molto semplice, è complicato dall'esistenza in natura di molteplici tipologie di Cipolle e, di conseguenza, di specie di Pikmin. Ogni varietà di esserino è monocromatica e dispone di una Cipolla del medesimo colore. Circostanza a dir poco peculiare, tuttavia, basi di colori differenti hanno la sorprendente capacità di fondersi e di diventare pluricromatiche, così da poter dare asilo e generare più tipi di creaturine.

    La fusione non è peraltro l'unico passaggio evolutivo nella vita di una Cipolla, che può anche ingrandirsi grazie ai bizzarri fioragli, bulbi simili appunto a una testa d'aglio. Aumentando la propria dimensione, la struttura diviene in grado di accogliere un numero più elevato di residenti.

    Gli stessi Pikmin sono inoltre soggetti a un percorso di crescita. Nutrendosi di nettare, essi sviluppano il proprio organismo, in una progressione testimoniata dalla fogliolina presente sul loro capo, che si tramuta dapprima in un bocciolo e infine in fiore. Tra gli effetti di tale sviluppo, è stato osservato un notevole incremento nella velocità dei Pikmin più maturi.

    Studi di anatomia

    A questo punto è di fondamentale importanza per la nostra dissertazione passare in rassegna le tipologie di Pikmin finora scoperte nella galassia. La specie più diffusa è senza dubbio il Pikmin Rosso, caratterizzato da una colorazione scarlatta, una figura esile e un naso appuntito. Estremamente robusto, è un eccellente combattente, in grado di far fronte a molte delle pericolose creature che popolano il mondo dei Pikmin. Grazie alla sua pelle ignifuga, il Pikmin Rosso è inoltre in grado di attraversare indenne fiamme e terreni ricoperti di lava, una capacità che nel corso dell'evoluzione lo ha condotto a sviluppare un temperamento temerario e ardimentoso. A fare da contraltare è il Pikmin Blu, una specie di Pikmin più docile e amante degli ambienti acquatici. Pur trovandosi a proprio agio anche a terra, questi ultimi amano trascorrere il tempo in fiumi e laghi. Grazie a delle branchie che assomigliano a una bocca, i Pikmin Blu possono respirare sott'acqua, contesto in cui si rivelano abili nuotatori e cacciatori. La loro abilità combattiva viene invece meno sulla terraferma, dove preferiscono lasciare il posto ai compagni scarlatti.

    Parzialmente affini all'ambiente acquatico sono anche i Pikmin Gelati, recentemente scoperti dagli studiosi. Le informazioni su queste creature sono

    ancora limitate, ma è stato accertato che il loro corpo è ammantato di ghiaccio. Le temperatura rigida che ne caratterizza la pelle può influenzare l'ambiente circostante, al punto che un corso d'acqua invaso da un sufficiente numero di Pikmin Gelati può finire per congelarsi completamente. In virtù nel loro peso specifico, tali esserini non sono invece in grado di nuotare, e per quanti sforzi facciano galleggiano inesorabilmente sulla superficie dei corsi d'acqua. Sono peraltro vulnerabili a sorgenti, zampillii e similari, poiché il contatto con l'acqua corrente rischia di indebolirne la corazza ghiacciata. Pur non particolarmente aggressivi, i Pikmin Gelati possono sfruttare la propria temperatura corporea in battaglia, arrivando a congelare gli avversari in devastanti attacchi di gruppo.

    La fauna si amplia ulteriormente con l'analisi del Pikmin Giallo, dalle caratteristiche particolarmente insolite. Esile e slanciato, può raggiungere con un balzo altezze elevate senza grandi sforzi. Le sue due protuberanze simile a orecchie sembrano peraltro agevolarlo in questa sua dote, assistendolo nelle planate. Resistenti all'elettricità, queste creature color limone sono in grado di attivare circuiti danneggiati e di fronteggiare creature elettrostatiche. Se ciò non bastasse, i Pikmin Gialli sono anche ottimi scavatori.

    Tra i primi esemplari scoperti dal capitano Olimar, spiccano anche i Pikmin Rocciosi. Simili a piccoli sassolini, sono piuttosto goffi, ma notevolmente resistenti. Se schiacciati sotto un grosso peso riescono infatti a sopravvivere, anche se spesso rimangono poi incastrati per qualche tempo nel terreno. Non temono spine o aculei e hanno una innata ostilità nei confronti delle lastre di vetro, che tendono a distruggere con una violenta carica.

    Più delicati sono invece i Pikmin Alati, soliti risiedere all'interno di una sgargiante cipolla rosa. Spesso braccati da aracnidi e anfibi, questi esserini sono molto piccoli e vulnerabili alle ragnatele che popolano i boschi. Quando in libertà, tuttavia, uno sciame di Pikmin Alati può tramutarsi in una temibile legione di combattenti in volo. Grazie alle loro ali possono ovviamente raggiungere aree sopraelevate, superare ostacoli o sorvolare paludi e acquitrini.

    Tra i rappresentanti più schivi della specie, troviamo i Pikmin Bianchi. Minuti e molto rapidi, hanno sviluppato una marcata resistenza alle sostanze tossiche e agli acidi. Non sono particolarmente abili in battaglia, ma si difendono con una soluzione subdola: il veleno. Altrettanto difficili da avvistare sono i possenti Pikmin Viola. Dalla mole importante, sono in grado di assestare colpi violenti e possono sollevare da soli oggetti anche molto pesanti.

    Ultima scoperta degli studiosi sono infine i Pikmin Iridescenti. Ci duole ammettere

    che i ricercatori ancora non hanno saputo offrire molti dettagli sulle abitudini di questi esserini luminosi. Tale circostanza è in parte da imputare alla loro routine notturna: è infatti impossibile avvistarli durante il giorno. Con un aspetto quasi etereo, tali creature paiono quasi dei fantasmi e sono solite aggirarsi in prossimità di grandi strutture simili a formicai. Si muovono sovente in gruppo e non mancano le testimonianze di chi sostiene che possano raggrupparsi sino a formare una accecante sfera luminosa. A oggi, sono l'unica specie di Pikmin conosciuta in grado di avventurarsi sulla superficie durante le ore di buio: tutte le altre varietà, come accennato, sono invece solite trascorrere la notte al sicuro, nelle proprie Cipolle.

    Etologia dei Pikmin

    Al di là delle specificità di ogni specie, tutti i Pikmin condividono alcuni tratti. Come testimoniato da Olimar, queste creature sono tendenzialmente affettuose e leali, al punto da prestare volontariamente il proprio aiuto a chi si mostra in difficoltà. Nel corso delle sue prime disavventure sul pianeta PNF-404, il capitano ha persino trovato un modo per comunicare con i Pikmin, che si sono dimostrati particolarmente ricettivi al suono del suo fischietto. Utilizzando lo strumento, Olimar ha imparato a radunare gli esserini e a dare loro indicazioni su compiti da eseguire.

    Con i Pikmin come alleati, è possibile scavare nel sottosuolo alla ricerca di tesori e ricostruire infrastrutture danneggiate. Tali incarichi del resto assecondano la naturale curiosità di queste creature, attratte da oggetti insoliti e luccicanti e disposte a correre grandi rischi pur di recuperare i tesori più disparati. Una predisposizione testimoniata da molteplici documentari e che potete osservare in azione nel filmato che vi proponiamo di seguito.

    Con la giusta strategia, gli esploratori dello spazio profondo possono considerare i Pikmin anche come dei preziosi alleati negli scontri. Tramite uno studio attento dei punti di forza e delle debolezze che contraddistinguono le creature selvagge della galassia, è possibile avere la meglio anche di fronte ad avversari colossali. A tal proposito, segnaliamo un'estrema disponibilità da parte dei Pikmin, disposti persino a farsi lanciare - letteralmente - in battaglia.

    Il recente impiego dei cani da soccorso nelle missioni intergalattiche sembra peraltro aver ampliato ulteriormente le potenzialità di questi speciali esserini. Inizialmente timorosi, i Pikmin hanno legato con i compagni pelosi degli astronauti, con i quali giocano in perfetta sicurezza.

    Testimonianza di una simbiosi ancora tutta da esplorare è la disponibilità mostrata dalle specie avverse al contatto con l'acqua. Aggrappandosi al dorso dei cani da soccorso, persino i Pikmin Rossi hanno infatti accettato di superare a nuoto corsi d'acqua e profondi bacini idrici.

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