Famicom Mini Weekly Shonen Jump Anniversary Edition: anime e videogiochi

Nintendo e Shonen Jump lanciano in Giappone una versione speciale del Famicom/NES Mini destinata a diventare oggetto di culto...

speciale Famicom Mini Weekly Shonen Jump Anniversary Edition: anime e videogiochi
Articolo a cura di

Il 7 Luglio del 2018 viene diffusa da Nintendo per il mercato Giapponese una versione commemorativa del Famicom Mini (NES Mini per noi occidentali) a tema Weekly Shonen Jump, realizzata allo scopo di festeggiare i cinquanta anni dalla nascita della famosissima rivista nipponica per ragazzi, avventura nel luglio del 1968. Dopo il grande successo di NES Mini e Super NES Mini, la casa di Kyoto continua a cavalcare l'onda della nostalgia con un colpo basso per tutti gli amanti dei videogiochi dell'era dorata negli anni 80 e per coloro che sfogliavano, e sfogliano ancora, le pagine del settimanale di fumetti più famoso del mondo. L'uscita del restyle di questa console è capitato in concomitanza con la pubblicazione del numero speciale di Jump, anch'esso tutto votato alla celebrazione della rivista e del suo anniversario, di cui abbiamo già parlato nel nostro speciale dedicato.

Dentro e fuori, tutto è Jump!

Questa versione del Famicom Mini sprizza lo stile di Weekly Shonan Jump da tutti i pori, a cominciare dalla confezione. La scatola che racchiude la piccola console, della grandezza di un palmo della mano, è stata pensata ad hoc per riprendere i cromatismi classici dei numeri di Jump e le loro stesse dimensioni, tanto da fare fatica a riconoscerne le differenze. In aggiunta rispetto alla versione già presente sul mercato di Famicom Mini, questa Weekly Shonen Jump Anniversary Edition opta per un colore della piattaforma non più panna ma dorato, volto a richiamare forse l'età dell'oro di Shonen Jump durante la metà degli anni '90, in cui, grazie ai tanti eroi che militavano sulle sue pagine, raggiunse picchi di vendite di 6.53 milioni di copie. Seppure le specifiche tecniche e le funzionalità sembrano in perfetto accordo con la versione classica già uscita, questo modello contiene qualche segreto che solo i fan più famelici dei particolari potranno apprezzare.

Nell'edizione standard del Famicom Mini, alla schermata home è legato il tema originale Nintendo in musica 8-bit. Per questa rivisitazione, invece, si sussegue un medley delle sigle, riprodotte sempre in versione "pikopiko" (8-bit), dei venti titoli tie-in presenti all'interno della confezione. Dalla sigla di "Pegasus Fantasy" a quella di "Dragon Ball", fino all'inno sempiterno di "Ken Il Guerriero". Il solo rimanere sulla dashboard diventa quindi un vero e proprio tuffo nei ricordi, nella memoria di ogni affannato lettore di manga che, già dalle prime note, non può fare altro che tornare bambino. Mentre le canzoni della propria infanzia si alternano, al centro dello schermo è presente il logo di Weekly Shonen Jump circondato da tutti quei personaggi che hanno ricevuto una trasposizione videoludica.
Come nelle altre operazioni nostalgia mosse da Nintendo durante questi ultimi anni, le console hanno al loro interno una memory card che contiene venti titoli selezionati e non permette né l'inserimento di cartucce originali NES o Famicom, né il salvataggio esterno oltre alla memoria interna dell'hardware. I giochi inseriti da Nintendo e da Kodansha sono stati tutti selezionati tra quelli usciti tra il 1986 ed il 1995 e sono produzioni che mai, se non successivamente o attraverso traduzione compiute dai fan, hanno raggiunto le sponde occidentali, rimanendo quindi appannaggio esclusivo del pubblico giapponese.

I titoli: tra i famosi classici c'è un intruso?

In ordine, sono presenti: Kinnikuman Muscle Tag Match, Dragon Quest, Fist of the North Star, Dragon Ball: L'enigma di Shenron, Kinnikuman: Survivor Match for the Kinnikuman Throne, Saint Seiya Golden Legend, Capitan Tsubasa, Saint Seiya The Golden Legend Conclusion, Red Dragon King, Famicom Jump Heroes Legend, Classe di Ferro, Dark Myth: Yamato Takeru Legend, The Devouring of Heaven and Earth, Fist of the North Star 3: La Leggenda del Nuovo Mondo, Dragon Ball 3: Gokuden, Capitan Tsubasa 2: Super Striker, Dragon Ball Z Assault! Saiyan, Famicom Super Heroes: The Strongest Seven, Magical Talroot-kun Fantastic World!, "Bastard Blues".

Tra le tante opere si alternano classici senza tempo di cui, sicuramente, i più interessati al mondo del rétro gaming sono a conoscenza, a titoli i cui manga stessi non hanno avuto la fortuna di raggiungere i lidi nostrani ma che, forti della variegata composizione dei lettori di Weekly Shonen Jump, si sono ritagliati negli anni una fetta di fan all'interno del mercato nipponico. A suonare come nota dissonante sembra essere solo Dragon Quest, JRPG targato Square-Enix che non è, almeno apparentemente, legato a nessun franchise cartaceo pubblicato sulle pagine di Jump. Eppure, la relazione tra il magazine per ragazzi e l'opera prima della serie di successo è ben legata a doppio nodo. Il game designer Yuji Horii, creatore e scrittore di Dragon Quest, infatti, durante la realizzazione del suddetto classico senza tempo, scriveva del mondo dei videogiochi sulle pagine di Weekly Shonen Jump nell'inserto chiamato "Pugno Divino Famicom", curandolo personalmente. Prima della release di Dragon Quest, l'annuncio del gioco avvenne proprio su Shonen Jump nel numero 11 della rivista, pubblicato l'11 Febbraio del 1986. Sulle pagine del settimanale, in seguito, venne anche pubblicato il manga dal titolo "Dai - La Grande Avventura", che ripercorreva la struttura narrativa di Dragon Quest ed il mondo il cui i giochi della saga erano ambientati, senza però ottenere una trasposizione videoludica per Famicom.

Oltre a Dragon Quest di cui conosciamo l'anima JRPG, gli altri titoli spaziano dal più semplice action a scorrimento orizzontale fino a giochi di ruolo tradizionali come Dark Myth, un vero e proprio investigativo dai toni cupi. Questa edizione del Famicom Mini, in sostanza, opta per un minor quantitativo di produzioni installate rispetto alla controparte classica già uscita qualche tempo fa, che conteneva ben 30 software. Chiunque abbia intenzione di aspettare la distribuzione italiana di questo modello in edizione limitata, purtroppo, è probabile che debba attendere in eterno: Weekly Shonen Jump è una realtà tutta nipponica e, sebbene grazie a questo magazine siano venuti alla luce molti dei manga più amati di sempre su scala mondiale, continuerà a rimanere ancorata nelle terre del Sol Levante. In Italia, la maggior parte dei prodotti presenti in questa edizione non ha mai avuto né una traduzione, né una pubblicazione. Un vero peccato per gli amanti dei videogiochi giapponesi, dell'Era d'oro degli anime, e dei tanti eroi che, da semplici personaggi dei manga, sono diventati nel tempo dei veri e propri simboli di intere generazioni.