Far Cry 5: Analisi della modalità Arcade dello sparatutto Ubisoft

Dopo la nostra recensione, giunge il momento di analizzare a fondo la modalità Arcade di Far Cry 5, il nuovo shooter open world di Ubisoft.

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  • Pc
  • PS4
  • Xbox One
  • Xbox One X
  • PS4 Pro
  • Far Cry 5 ha finalmente raggiunto i negozi di tutto il mondo, ed ora possiamo dirlo con certezza: è andata benone. Il quinto capitolo della fortunata serie Ubisoft (senza contare gli spin-off) è riuscito perfino a duplicare le vendite del suo predecessore, piazzandosi al primo posto della chart inglese, e addirittura al secondo della impenetrabile top ten giapponese. Per i suoi creatori è, senza mezzi termini, "il secondo miglior lancio di sempre, secondo soltanto a The Division" e questo deve voler dire qualcosa: già, perché anche se non si tratta di un titolo perfetto, lo shooter open world del colosso francese ha dimostrato a tutti che la sua formula funziona ancora. Funziona eccome.
    A quanto pare andare in giro per il Montana, sforacchiando chiunque e bruciando qualsiasi oggetto che somigli anche solo vagamente ad una croce, ha il suo dannato fascino, e in barba a tutti i miscredenti. Gli ingredienti per il successo, del resto, sono noti a tutti: ottimo gunplay, libertà tattica totale ed anche un setting portentoso, tutt'altro che scontato e supportato anche da un comparto tecnico fra i migliori visti in circolazione. Oggi però, fratelli e sorelle di Eden's Gate, non siamo qui riuniti per parlare delle gesta di padre Joseph, ma per scoprire se sia possibile o meno trasferire tutto questo fascino anche nella modalità multiplayer online, altresì detta Far Cry Arcade.
    Molto di più di un semplice gingillo destinato al multigiocatore, l'Arcade è una piattaforma di condivisione contenuti, che contiene al suo interno uno dei più completi editor di mappe mai inseriti in un videogame, e di certo il migliore mai apparso su console fino ad oggi. Si può creare di tutto, e c'è un'infinità di asset a disposizione, perfino intere librerie prese dal ricco passato Ubisoft, come Assassin's Creed: Black Flag, Unity, Primal e Watch Dogs.
    Le potenzialità sono innumerevoli, soprattutto se assieme all'editor consideriamo anche il supporto continuo fornito dagli eventi pubblici (il primo, "well done", è uscito proprio questi giorni), eppure, anche stavolta c'è più di una controindicazione. La qualità degli strumenti è fuori discussione, perché di certo sono stati realizzati investendo un buon quantitativo di risorse produttive, il problema è proprio l'uso che ne viene fatto. Il potere della creazione (e di giudizio) è infatti completamente nelle mani dell'utenza, e questo significa anche nessuna forma di moderazione o scrematura dei contenuti, facendo sì che si generi un caos fuori scala, ingestibile. Una specie di bestia magnifica e allo stesso tempo indomabile. Alcuni avrebbero preferito che queste famigerate risorse venissero impiegate nella sola campagna, altri desideravano un comparto multiplayer tradizionale semplicemente ampliato, magari in nome della sola longevità. Noi siamo nel mezzo, perché, anche se riusciamo a scorgere la genialità di tale intuizione, non possiamo non vedere l'enormità di difetti che si porta dietro...

    Coin-op madness, literally

    Partiamo da un doveroso preambolo: l'idea di una modalità spiccatamente arcade, distribuita sotto forma di cabinato anni 80 su tutto il territorio del Montana, è una trovata brillante, e lo si capisce fin da subito. Abbiamo amato alla follia le sue musichette e la sua interfaccia grafica stile 8 bit, ogni singola schermata di caricamento e persino il tasto like/dislike che campeggia dopo ogni match. Detto questo, vediamo di spiegare bene di cosa si tratta: ci sono due sezioni principali, ovvero il PvP tradizionale (che comprende solamente le modalità deathmatch tutti contro tutti e la sua variante a squadre) e il PvE in solo o coop. Se quindi non si ha voglia di impegnarsi nell'architettura d'avanguardia mediante l'apposito editor, si può semplicemente spegnere il cervello e buttarsi in un match a caso, e il computer farà il resto.
    Verrà scelta una mappa per noi, in genere fra quelle più in voga del momento, e ci si spara con ogni mezzo possibile e immaginabile, portando con noi i potenziamenti compatibili dalla campagna ed accettando incondizionatamente tutti i modificatori che ci verranno imposti. Il feeling generale, lo ripetiamo, è lo stesso dell'avventura principale, e anche se ad alcuni potrà sembrare inadatto (o comunque imparagonabile ai suoi concorrenti) vi assicuriamo che il risultato è più che buono: il time to kill è lungo, i movimenti sono tendenti al realismo e dunque un poco goffi, perciò prima di prenderci confidenza dovrete spendere del tempo nella customizzazione dei comandi, soprattutto se a ciò aggiungiamo il limite fisico dei 30 fps. Una volta ovviato a questi problemi, in ogni caso, ci si diverte alla grande, forse anche perché -alla fine- un deathmatch è sempre un deathmatch, e se ancora non è sparito dal panorama nonostante gli anni ci sarà un motivo. Il netcode è generalmente stabile, salvo forse qualche raro caso, però va detto che si percepisce una certa dose di input-lag o comunque una reattività dei comandi "non proprio al top".
    Veniamo poi alla questione delle mappe, ovvero dove Far Cry Arcade mostra il suo meglio, e anche il suo peggio. Quando eravamo in fase di review, e i server erano popolati solo da pochi individui "eletti", la situazione era diversa: c'erano una manciata di mappe, realizzate con estrema perizia, che a parte le rifiniture grafiche non avevano nulla da invidiare ad un multiplayer di prima scelta. Tuttavia, ora la situazione è enormemente cambiata, perché come era prevedibile con l'avvento del grande pubblico è spuntata un'infinità di contenuti, vagliati e ordinati soltanto dalla democrazia del like.

    Editor, aka la scatola delle meraviglieMagari tutto quello spararsi addosso vi ha stufato, magari perfino le infinite possibilità trash delle mappe casuali oramai non vi attraggono più. Se non avete più voglia di distruggere, e volete costruire, questo l'editor di Far Cry 5 fa proprio al caso vostro, potete esserne certi. Ci sono più di 9000 asset diversi, trapiantati da tutti i più grandi successi Ubisoft (Assassin's Creed, Watch Dogs e Far Cry), ed avrete per le mani uno degli strumenti più semplici del mondo per metterli insieme a vostro piacimento. Sarete in grado di ricreare il set di un film a voi particolarmente caro e dargli vita (abbiamo giocato anche a Indiana Jones e il Tempio Maledetto), avrete l'opportunità di dedicarvi alla perfezione e creare la simmetria PvP definitiva, oppure potete semplicemente far volare la vostra fantasia e mettere dieci Yeti e una tigre dai denti a sciabola dentro una villa della Polinesia Francese. È tutto a vostra discrezione, e vi assicuriamo si tratta di un'operazione estremamente semplice e del tutto libera da template, intuitiva e profonda al punto giusto. Ci sono anche dei modificatori, semplici script e addirittura (se ne avrete voglia) potete creare dei puzzle ambientali. Per confezionare la vostra creazione e condividerla con il mondo vi basterà soltanto rispettare una semplice regola: deve esserci una condizione di completamento. Perciò provate, sbizzarritevi, ve lo consigliamo di buon grado, perché l'editor è sicuramente una delle trovate meglio riuscite di questa produzione e chissà che raggiungiate la fama nella community con un rating di quelli alti. Cercate solo di essere buoni con il prossimo, perché quello che fate agli altri può capitare anche a voi, siete avvisati...

    La qualità di cui parlavamo in apertura è definitivamente sparita, ed ora, anche con un'apposita selezione di filtri, risulta difficile trovare un'arena degna di un vero FPS. Texture mancati, terreni sconnessi, pianure sconfinate dove farsi cecchinare senza pietà, e poi ancora valanghe di loadout approntati senza criterio (ad esempio solo mazza da baseball e lanciafiamme), senza contare i modificatori: bonus e malus di vario tipo, imposti in maniera arbitraria e del tutto confusionaria. Un esempio? Deathmatch con limite di 10 minuti, in una landa desolata malcoperta da un pattern color "bianco solido" e invincibilità per tutti. Risultato: quit immediato, e spesso capita di doverlo fare più volte prima di trovare una lobby decente.
    Il problema, a soli dieci giorni dal lancio, è che senza un minimo di moderazione dall'alto, senza l'aggiunta di contenuti "top tier" certificati, nella maggior parte dei casi si finisce a giocare partite rotte, in qualche modo divertenti o buffe, sì, ma comunque rotte. C'era una mappa che amavamo moltissimo, interamente costruita con gli asset di Black Flag e realizzata con cura certosina, ce ne era un'altra ancora, dove si poteva usare solo il fucile da cecchino e il corpo a corpo, e l'arena consisteva in un polo nord completamente piatto, costellato qua e là da montagne altissime simili a ricotta: ma oramai sono impossibili da trovare, sommerse da un mare democratico di scialbore. Non tutto è da buttare, ovviamente, perché alle volte ci siamo imbattuti in soluzioni geniali, divertentissime, qualcosa che solo l'utenza è in grado di inventare, o magari in emulazioni handmade di altri generi che, anche se visivamente spoglie, risultano azzeccatissime (ad esempio il battle royale), però ecco: se dovessimo fare una media, si tratta di una su tre, e non è certo un risultato invidiabile.
    Lo stesso vale anche per il PvE, che si tratti di singolo e coop; ci sono piccole modalità come quella denominata "viaggio", che sono riuscitissime, dove bisogna affrontare un percorso perlopiù sconnesso e costellato di nemici e infine fuggire, oppure il classico "Kill ‘em all" e l'immancabile assalto all'avamposto. Può capitare di trovarsi in un Far West senza un poligono per interi chilometri, oppure lanciati all'attacco di una gigantesca fortezza cinese con un amico: c'è davvero di tutto, e forse c'è anche troppo. Occorre solo un po' di fortuna nell'azzeccare la mappa giusta.

    Qualcuno si starà chiedendo se la valutazione delle arene non abbia in qualche modo ordinato la faccenda, e la risposta è più no che sì. Non siamo troppo severi, è semplicemente una questione di statistica. Insomma, oramai avrete capito: la modalità Arcade è un ecosistema tanto enorme quanto caotico, e di certo verrà amato e odiato allo stesso tempo, a voi resta soltanto da capire da che parte state.

    Far Cry 5 Far Cry Arcade è una grande piattaforma per l’intrattenimento, concettualmente ben pensata e con potenzialità infinite, eppure -al momento- appare tutt’altro che eccellente. Se togliamo l’editor, davvero intuitivo e ben fatto, rimane soltanto una manciata (alquanto misera) di modalità PvP e PvE, oltretutto basate esclusivamente su contenuti creati dall’utenza, che purtroppo spesso risultano di qualità assai bassa. Nella maggior parte dei casi si tratta di arene spoglie e non terminate, decisamente poco appetibili alla vista e soprattutto “rotte” o comunque noiose. In mezzo a tutto questo caos capita certamente di trovare la perla, l’intuizione geniale che ti fa divertire come non mai, ma statisticamente accade poche volte, anche perché l’indicizzazione e l’organizzazione sembrano scaturire da un sistema di apprezzamento non proprio funzionante. Servirebbero dei curatori, dei moderatori, e in ogni caso anche qualche contenuto di alto livello firmato dagli studi Ubisoft, con tanto di rotazione mensile e sfide annesse. Il rischio è quello di ritrovarsi fra le mani un prodotto incompleto, teoricamente capace di mettere in scena possibilità illimitate e tuttavia mal sfruttato. Qualcuno lo amerà alla follia, e come dargli torto: il divertimento risiede proprio nel caos, se non altro per farsi due risate in compagnia di un amico. Vi consigliamo comunque di farci un giro, di spendere un po’ di tempo davanti a uno dei cabinati Arcade, magari sperimentando tutto il gusto del suo ottimo editor. Se lo scopo era quello di aumentare esponenzialmente la longevità del titolo, sicuramente Ubisoft ci è riuscita, ma insomma, anche in questo caso, si poteva fare decisamente di più...

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