Far Cry: il villain migliore, in attesa di Giancarlo Esposito in Far Cry 6

In attesa di incontrare El Presidente, abbiamo passato in rassegna tutti i villain di Far Cry, eleggendo il migliore.

Far Cry: Migliori Villain
Speciale: Multi
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  • Pc
  • PS4
  • Xbox One
  • Xbox One X
  • PS4 Pro
  • PS5
  • Stadia
  • Xbox Series X
  • Con l'annuncio di Far Cry 6, Ubisoft ha confermato un tratto fondamentale della sua serie FPS: ogni capitolo deve avere il suo grande villain. Si tratta di una consuetudine che è diventata quasi una regola non scritta della saga. D'altronde basta ragionare sull'evoluzione di Far Cry per notare come, in più di un'occasione, il protagonista sia perlopiù un avatar privo di grossa personalità nelle mani del giocatore. Il centro della scena è sempre per il "cattivo" dell'avventura, e con il sesto capitolo ufficiale la compagnia francese sta puntando decisamente in alto.

    Giancarlo Esposito è infatti un attore rimasto ben impresso nella cultura pop, grazie soprattutto alla sua interpretazione di Gustavo Fring in Breaking Bad. Tuttavia, il maniacale e machiavellico "volto amichevole" della catena Los Pollos Hermanos sembra ben lontano dal despota dell'isola di Yara. Anton Castillo, noto a tutti come El Presidente, che non esita un attimo a mettere una granata senza sicura nelle mani del figlio Diego per impartirgli un'importante lezione: senza la mano ferma e il controllo, tutto è destinato a esplodere. In attesa di scoprire i risvolti della famiglia Castillo in Far Cry 6, abbiamo quindi pensato di proporvi una classifica dei migliori villain della serie Ubisoft.

    5) Mickey e Lou - Far Cry New Dawn

    Nei bassifondi del nostro elenco troviamo le sanguinarie gemelle che hanno accompagnato l'ultima produzione del franchise, ossia Far Cry New Dawn. In questa avventura che conclude l'arco narrativo del quinto episodio, il Montana è diventato una landa post-apocalittica rinata sotto la benevolenza di madre natura, ma afflitta dalla gang dei Highwaymen. Le due sorelle sono proprio a capo di questi rider dai colori sgargianti e i fucili carichi, e si spalleggiano continuamente in ogni sortita tra i rifugi rimasti.

    Mickey, la maggiore, è la parte razionale del duo ed è solita lanciare minacce, conscia del potere della sua banda; Lou al contrario è assetata di sangue e preferisce affermare la sua superiorità malmenando le sue vittime con un casco da biker, da cui non si separa mai. Entrambe accettano volentieri qualsiasi voltagabbana, memori della lezione del padre, ossia che il mondo si divide in chi crea problemi e chi li risolve, e un traditore che permette loro una nuova conquista è di certo un "problem solver". Amano inoltre sminuire i sopravvissuti del nuovo mondo con l'appellativo di "conigli".

    Nella storia della serie non si piazzano di certo tra i vertici qualitativi, e anche in New Dawn assumono quasi un ruolo marginale, ma ogni tanto hanno mostrato dei guizzi curiosi: in una parte della campagna, infatti, piazzano delle granate in mano a dei bambini innocenti. Avvertite anche voi una sensazione di déjà-vu?

    4) Lo Sciacallo - Far Cry 2

    Torniamo adesso alle origini della serie, a quando lo sviluppo di Far Cry passa da Crytek agli studi interni di Ubisoft, che sceglie di esaltare la componente free roaming e porre le basi per l'identità della saga: il protagonista infatti è un mercenario come tanti, che sceglie di dirigersi nel cuore di un'Africa spaccata dalla guerra tra due fazioni per dare la caccia allo Sciacallo, un commerciante d'armi che sfrutta i moti locali per arricchirsi.

    Sebbene nel titolo il contesto narrativo venga soverchiato dalla componente ludica, lo Sciacallo è rimasto nella memoria di molti giocatori per la sua capacità di manipolare l'avatar al comando dell'utente: dapprima lo minaccia, approfittandosi della malaria che lo costringe inerme a letto, per poi convincerlo ad accettare una missione suicida nelle battute finali della storia. Per cercare di porre fine alla guerra africana, infatti, è necessario far esplodere un punto chiave del continente; al contempo, le milizie locali devono restare indifferenti all'evento, e per convincerle basta consegnare una partita di diamanti al loro capo.

    Lo Sciacallo pone quindi una scelta al giocatore: detonare l'esplosivo e morire immediatamente, o consegnare la tangente e uccidersi a missione conclusa; qualsiasi sia la scelta, l'utente farà una brutta fine (la malattia è comunque una sentenza già scritta). Nel caso in cui si opti per la consegna dei gioielli, però, è noto che il corpo del trafficante d'armi non verrà mai ritrovato, lasciando intuire la vera natura del suo inganno finale.

    Lo Sciacallo giustifica ogni sua azione definendosi "un male necessario", perché la guerra chiede qualcuno che la alimenti. È un ex-marine che ha vissuto la prigionia, la tortura, e che ritiene il mondo occidentale ipocrita, capace di lanciare bombe automatiche su un mercato pieno di persone per colpire un unico signore della droga. Ha imparato ben presto a sfruttare i sequestri di armi per imbastire i propri affari, e vende merce a entrambe le fazioni coinvolte nel conflitto unicamente per profitto.

    Machiavellico e scaltro, risulta una figura difficilmente inquadrabile, al punto tale da passare quasi per un difensore delle vite innocenti: in fondo le due milizie, se armate allo stesso modo, si temono ed evitano scontri inutili, continuando a rifornirsi per evitare squilibri di forza. Ovviamente c'è solo una persona in grado di mantenere lo status quo, di ricoprire "il ruolo del leone". Uno sciacallo, però, ha le doti per rubare il pasto del leone quando vuole.

    3) Pagan Min - Far Cry 4

    Di tutt'altra fattura è invece il dittatore più elegante della serie: Pagan Min. Ufficialmente è il Re del Kyrat, ma nei fatti è un dittatore che inonda il territorio di propaganda e terrore. Quando il protagonista Ajay si reca nel suo regno per spargere le ceneri della madre, Pagan da ordine di fermare il bus in cui viaggia per accoglierlo "calorosamente". Le sue milizie tuttavia usano il pugno duro e sfiorano la strage, e il Re perde la pazienza, sgozzando il responsabile del plotone con una penna.

    Ancora sporco di sangue, cambia improvvisamente umore e si dimostra per tutta l'avventura gentile, perfino premuroso nei confronti di Ajay, che non può fare a meno di restare basito. Per l'intera campagna il dittatore offre numerose occasioni al ragazzo per ereditare il controllo sul territorio, e al giocatore spetta decidere se cedere al suo fascino o eliminarlo una volta e per tutte.

    Pagan Min è l'oscurità nascosta dietro fascinose apparenze; il suo sgargiante vestito rosa e il lusso di cui si circonda sono solo la facciata dietro cui si cela un uomo capace di uccidere a sangue freddo chiunque. Dall'aria costantemente annoiata e boriosa, il Re del Kyrat mostra la sua vera essenza ai nemici, che bolla come terroristi. Eppure, verso Ajay continua ad avere un debole, al punto tale da considerarlo quasi come un nipote acquisito.

    Ciò che lo rende pericoloso oltre i suoi imponenti mezzi è l'imprevedibilità: nessuno può davvero sentirsi al sicuro al cospetto di Pagan Min, e spesso degli innocenti sono stati massacrati anche senza avere alcuna colpa. Una figura sfaccettata, di difficile lettura, a cui alcuni fan sono rimasti affezionati. Purtroppo è il villain che ha dovuto raccogliere un pesante fardello, quello del confronto col suo predecessore.

    2) Vaas Montenegro - Far Cry 3

    Ti ho mai detto qual è la definizione di follia? Follia è fare e rifare la stessa cazzo di cosa, ancora e poi ancora, sperando che qualcosa cambi.

    Se avete sentito queste parole con le vostre orecchie, vuol dire che siete sopravvissuti alla furia omicida di Vaas, tuttora considerato il personaggio migliore della serie Ubisoft da tantissimi affezionati.

    A capo di una gang di pirati, Montenegro usa le Rook Islands per catturare turisti sprovveduti e chiedere ingenti riscatti alle loro famiglie, sempre che i rapiti riescano a non scatenare uno dei suoi violenti raptus. Lo sa bene il protagonista Jason che, con un gruppo di amici, rimane intrappolato nell'atollo, senza possibilità di fuga. Per quanto sia ricordato come il villain principale (in realtà è al soldo del narcotrafficante Volker), Vaas ha uno screen time risicato all'interno di Far Cry 3, e la sua morte non coincide nemmeno con l'epilogo della storia. A renderlo indimenticabile è la sua presenza scenica, talmente potente da avergli garantito una gloria imperitura. Vaas è la personificazione della pazzia e della violenza, ed è capace di esplodere in qualsiasi momento in scatti di brutale ferocia. La sua instabilità mentale fa il paio con la sua passione per le droghe e il suo sadismo senza fine, che lo porta ad architettare nuovi modi per torturare ed eliminare le sue vittime. Nel corso della campagna sviluppa quasi un'ossessione verso il protagonista, e passa dal farlo fuggire nel cuore della foresta per dargli la caccia al tentare di arderlo vivo. Un fantasista della disumanità come pochi altri.

    1) La famiglia Seed - Far Cry 5

    Arriviamo all'apice della nostra classifica con una scelta che potrebbe prendere in contropiede molti fan di Far Cry, d'altronde Vaas appare ancora un punto inarrivabile nella scala della follia umana, ma è bene chiarire in maniera cristallina la nostra decisione. Sarebbe infatti un peccato ridurre i cultisti del Montana al solo Joseph Seed, giacché la forza di questa famiglia è tale solo tenendo conto di tutti i membri che la compongono.

    Nei panni di un vice sceriffo alle prime armi, ci si reca ad Hope County con lo scopo di arrestare il "profeta" Joseph, e proprio quando si procede al suo prelievo che gli eventi degenerano. I suoi adepti (gli Edeniti) attaccano le forze l'ordine, lasciando totalmente soli il protagonista e i suoi colleghi. Nel territorio americano i pochi civili fuori dal giogo dei Seed bramano la libertà, e da questo momento prende corpo una guerra contro ogni membro della famiglia: John, Jacob, Faith e il già citato Joseph.

    Ognuno è la rappresentazione distorta del concetto di fede, ognuno si considera la personificazione della giustizia divina. John rappresenta l'ammenda dei peccati attraverso la punizione, che si fa spesso violenta e sadica. È solito marchiare la pelle degli adepti che passano tra le sue grinfie, eppure si presenta con fare premuroso e gentile. Jacob è il nichilista che promuove il sacrificio per un bene superiore, inoltre è terribilmente pericoloso per le sue conoscenze belliche: è infatti un ex-soldato con un disturbo post-traumatico, e utilizza con perizia tecniche di ipnosi associate alla canzone "Only you" per usare i prigionieri a suo vantaggio.

    La cura di Jacob, però, sarebbe inefficace senza una cospicua dose di sostanze psicotrope: è qui che entra in gioco Faith, simbolo della "beatitudine". Grazie a ingenti quantità di Gaudio, la droga che la famiglia Seed somministra ai suoi fedeli, la giovane donna si presenta spesso e volentieri come un'allucinazione angelica e magnifica. In realtà la sua apparenza pura e innocente è la facciata perfetta per la sua anima manipolatrice, anche se vive nel costante terrore di essere cacciata da Joseph, che l'ha accettata nonostante il suo passato da "peccatrice" tossicodipendente.

    Arriviamo quindi all'uomo che si è autoproclamato estensione di Dio, il suo diretto discepolo e prescelto. Nonostante le azioni violente dei suoi fedeli, Joseph è la personificazione della quiete e del perdono, al punto tale da non battere ciglio di fronte all'uccisione dei suoi fratelli da parte del protagonista. Le sue azioni sono volte alla costruzione di un nuovo Eden dopo che giungerà l'Apocalisse che "la voce" gli ha mostrato.

    Il capo degli Edeniti è una figura ambigua, fortemente carismatica e capace di far gelare il sangue nelle vene ad ogni parola compassionevole. È bene ribadire che il solo Joseph non è abbastanza per reggere il confronto con la furia di Vaas Montenegro. È l'interezza della famiglia Seed a comporre un quadro ricco di momenti in grado di far rabbrividire, perché non c'è peggior malvagità di quella che si spaccia per il bene assoluto.

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