FIFA 19: la fine di un amore consumato sui campi di calcio

Lo sportivo di Electronic Arts è cambiato molte volte dal suo esordio: e oggi non è il gioco di calcio che avrebbe dovuto essere...

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  • Al momento della sua uscita, FIFA 19 portava con sé delle enormi ambizioni. Sembrava infatti voler diventare il punto di svolta di una serie intenzionata ad eliminare definitivamente la concorrenza. L'acquisto delle licenze UEFA per la Champions e l'Europa League, d'altronde, era l'ultimo colpo da assestare nella guerra dei diritti, sui quali EA Sports ha sempre puntato moltissimo. Oltre a questo dettaglio "estetico", le premesse di stampo strettamente ludico davano a tutti gli appassionati la speranza di poter stringere tra le mani una simulazione calcistica sempre più ricca.

    Gli Scontri 50/50 dovevano riscrivere i contrasti in campo basati sui parametri fisici di ogni giocatore, mentre il timed finishing era una funzionalità che avrebbe dovuto aggiungere quello skill gap che mancava al brand, unita alla possibilità di poter controllare e muovere i portieri all'interno dell'area. Infine le tattiche dinamiche erano state introdotte per consegnare al giocatore una gestione più rapida delle istruzioni specifiche da dare ai calciatori, permettendo di variare modulo e tattica in gioco con la sola pressione di un tasto, senza dover più quindi sfruttare la pausa di 30 secondi per apportare i cambiamenti in velocità.

    I cambiamenti

    Electronic Arts ha dunque mantenuto tutte le promesse elencate in apertura? Mi duole ammetterlo, ma la risposta è negativa. Il gameplay ha subito un continuo restyling tramite patch che si sono susseguite a distanza di poche settimane l'una dall'altra. Va detto, da questo punto di vista, che EA con FIFA 19 ha quantomeno iniziato a comunicare con gli utenti, annunciando e spiegando di volta in volta la natura ed il ruolo di ogni aggiornamento.

    Tramite questi interventi, il team ha variato di conseguenza il meta di gioco a brevi intervalli di tempo fino allo scorso gennaio. Negli Scontri 50/50 i palloni dopo un contrasto schizzavano nella direzione di corsa dell'avversario: una patch dedicata ha riportato sostanzialmente la situazione indietro, con delle meccaniche di collisione che sembra lascino il destino della sfera ai capricci del caso. Dal canto loro, le "finalizzazioni a tempo" funzionavano esageratamente bene per i tiri a giro, dove anche un timed "rosso" (un tentativo fallito) dava al pallone una traiettoria verso lo specchio della porta.

    Un problema che gli sviluppatori hanno saputo risolvere solamente a fine gennaio, praticamente a metà della vita della produzione. Anche la possibilità di muovere il portiere è stata ridotta con la stessa patch di gennaio, che ha diminuito la velocità dell'estremo difensore da noi controllato, dal momento che era diventato troppo semplice bloccare le conclusioni a rete. In breve, ogni nuova feature è stata stroncata.

    Allo stato attuale, ci troviamo con in mano un gameplay nel quale è possibile lasciare la gestione della difesa in mano all'IA, mentre in attacco potremo crossare sul secondo palo per vedere la nostra punta innalzarsi senza apparente difficoltà sopra le difese avversarie e battere un portiere impotente.

    Quello che FIFA è, e quello che dovrebbe essere

    I videogiochi devono avere due caratteristiche fondamentali: divertire ed al contempo rappresentare una sfida. FIFA 19, sfortunatamente, non ha nulla di tutto ciò. Le ricompense settimanali che si ricevono per aver giocato le Division Rivals o la Weekend League (che per fortuna è stata ridotta dalle 40 partite di FIFA 18 alle 30 attuali) non garantiscono mai nulla, in quanto le probabilità di trovare giocatori forti nei pack premio sono le stesse per tutti.

    Pertanto, trionfare soltanto in 8 partite su 30, oppure vincerle tutte non apporta chissà quale variazione: a cambiare è del resto solamente il numero e la qualità di pacchetti a disposizione. Il risultato è un circolo vizioso che passa dalla frustrazione quando non si ottiene quanto desiderato, fino ad arrivare alla speranza di poter avere maggior fortuna la settimana seguente.

    In game, inoltre, spesso si avverte la sensazione che il titolo si stia muovendo contro di noi. Giocare contro un'altra persona e doversi preoccupare del fatto che i nostri calciatori potrebbero comportarsi in maniera stupida non è certo divertente, né rappresenta di sicuro una sfida soddisfacente, come non lo è dover sfruttare gli exploit di gioco per riuscire a vincere.
    Il meta di FIFA dovrebbe insomma essere bilanciato e permettere a ogni utente di fare il proprio gioco secondo la sua fantasia e creatività, invece di costringere i giocatori ad agire su un vero e proprio binario.

    Finora ho parlato solamente di Ultimate Team. Questo perché il calcistico di EA è Ultimate Team. Le altre modalità, come il Pro Club, la Carriera ed il Viaggio, non rappresentano certo il cuore della produzione: le prime due sono rimaste sostanzialmente identiche a quelle delle precedenti edizioni, mentre l'avventura di Alex Hunter è giunta ormai al suo epilogo, e non si sa in che modo si evolverà in futuro. Non è chiaro se The Journey verrà riproposto con un nuovo protagonista, o se verrà del tutto rimossa dal parco dell'offerta.

    Tornando a FUT, i contenuti di per sé non mancano, merito soprattutto di una serie di carte speciali mai vista prima. Si passa dalle card dedicate alle Stelle del Futuro, praticamente delle giovani promesse del calcio con valori estremamente potenziati, fino alle Icone Prime Moments, ovvero delle edizioni ancora migliori di quelle che in realtà avrebbero dovuto essere le versioni top delle Icone (con conseguente ira da parte degli utenti che avevano speso i propri crediti nel terminare le Sfide Creazione Rosa di qualche Icona Prime). Sebbene i contenuti siano sostanziosi, la loro gestione da parte di EA si è rivelata fin troppo raffazzonata.

    A tutto questo c'è una soluzione? Sono convinto che il team debba resettare tutto e ripartire. Dovrebbe proporre un nuovo motore di gioco, curare tutte le modalità con lo stesso impegno e riportare in auge titoli amati come FIFA Street. Insomma, la corda ormai è tesa e per alcuni affezionati si è già spezzata, come dimostra il calo nelle vendite rispetto al titolo precedente.
    Noi ora come ora possiamo solo rimanere sulle tribune, per assistere alle nuove strategie e tattiche dello studio, nella speranza che la formazione di FIFA 20 si riveli decisamente migliore di quella che l'ha preceduta.

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