Esport

FIFA Ultimate Team: eSport in subbuglio tra abbandoni e problemi tecnici

Il mondo eSport FIFA è in subbuglio: Tra pro player che lasciano e problemi tecnici, il lato competivo del gioco EA non è mai stato così in difficoltà.

FIFA Ultimate Team: eSport in subbuglio tra abbandoni e problemi tecnici
Articolo a cura di
Disponibile per
  • Xbox 360
  • PS3
  • Pc
  • PS4
  • Xbox One
  • Switch
  • Non è un bel periodo per Electronic Arts. Nonostante i floridi fatturati che ogni anno fa registrare con i propri brand, la software house statunitense pare stia affrontando un momento di difficoltà: dai rumor, non ancora placati del tutto, di un possibile acquisto da parte di Microsoft, all'enorme polemica divampata con la questione delle microtransazioni in Star Wars Battlefront II che ha creato non poco malcontento in casa Disney. Non dimentichiamo inoltre la chiusura di Visceral Games e le infelici dichiarazioni sulla morte dei giochi single player. Insomma, considerate le problematiche, non ha sorpreso più di tanto il quinto posto ottenuto nella recente classifica delle aziende più odiate d'America stilata dal sito di notizie finanziarie 24/7 Wall St.
    Fortunatamente EA possiede dalla sua un brand immortale su cui contare, un prodotto di sicuro affidamento che anche grazie al proprio circuito competitivo è grado di garantire entrate e prestigio in tutto il mondo: FIFA Ultimate Team. Ma se ci fosse qualche problema anche su questo fronte?

    Vitality Rocky dice basta

    La notizia è fresca e rimbalza da qualche giorno su tutti i social: il pro player del team Vitality "Rocky", campione del mondo di FIFA17, ha deciso di prendersi una pausa dal mondo competitivo, deluso dal gameplay di questo capitolo. Per dovere di cronaca è giusto segnalare che la decisione presa da Rocky è stata anche influenzata dalle deboli condizioni di salute di sua madre.

    Nel Tweet pubblicato giorni fa, il campione ha affermato testualmente "mi sembra di giocare ad un videogame in cui non ho alcun controllo su ciò che accade nelle mie partite". Insomma il dito è puntato verso un gameplay che non valorizza la skill personale dell'utente, ma che sembra dominata dall'intelligenza artificiale.
    Questa notizia non suona come una campana isolata: sui social sono moltissime ormai le manifestazioni di dissenso lanciate dai player più famosi, spesso con veri consigli diretti a EA sugli aspetti da migliorare. Proprio sulle pagine di Everyeye.it abbiamo commentato tempo fa l'hashtag #FixFIFA, scoppiato su Twitter nel mese di novembre con cui la community competitiva aveva manifestato il proprio dissenso nei confronti di alcuni aspetti sui quali, a suo dire, era assolutamente necessario lavorare. Da novembre a febbraio si sono alternate numerose patch, ma le criticità principali non sono cambiate. Ma quali sono i problemi di cui tanto si parla?

    Un gameplay indecifrabile

    Se siete appassionati di FIFA Ultimate Team, il primo enorme problema in cui vi sarete imbattuti è sicuramente l'instabilità del gameplay.
    È ormai riconosciuto, infatti, che la giocabilità cambi in maniera sostanziale da partita a partita, senza alcun motivo apparente. All'improvviso i giocatori, che durante partite svolte due ore prima si muovevano ad una certa velocità, diventano evidentemente più lenti, più macchinosi e meno reattivi. Il motivo pareva inizialmente essere il traffico dei server o la qualità della connessione internet. Ma queste ipotesi, dopo mesi di prove e test a vari orari del giorno e della notte, si sono rivelate inesatte. D'altronde è sufficiente giocare contemporaneamente ad un vostro amico durante simili momenti per capire che il fenomeno di cui stiamo parlando spesso non avviene ad entrambi, nonostante stiate giocando alla stessa modalità, nello stesso momento e, presumibilmente, nello stesso server.
    Quel che è certo però è che un player, che fa di questo titolo un lavoro, non può permettersi di trovarsi di fronte ad un gioco diverso ogni qualvolta accenda la propria console. L'allenamento per eccellere si basa sulla ripetizione meccanica continuativa della stessa attività per moltissimo tempo, finché dalla reiterazione sistematica non si creino dei nuovi circuiti neuronali, dei nuovi riflessi. Se ogni volta che ci si siede sulla sedia e si prende il pad in mano si trova una situazione diversa, tutto questo discorso decade. E se l'allenamento diventa inutile, allora si assottiglia la forbice di skill gap tra i giocatori, rendendo la vittoria o la sconfitta una questione di circostanze, aspetto che in ambienti competitivi non può essere accettato.

    Lo strapotere dell'IA

    Il secondo problema è rappresentata dall'intelligenza artificiale.
    All'uscita di FIFA 18 Ultimate Team, la modalità è stata fortemente criticata, rea di aver reso esageratamente difficile difendere e di aver depotenziato in maniera troppo importante i portieri. Questo ha inizialmente portato tutti i giocatori a concludere partite con valanghe di gol, convincendo anche la software house a porre rimedio, ripristinando però la situazione a quella dell'anno precedente.
    Il modo migliore per difendere su FIFA Ultimate Team rimane tuttora quello di fare del pressing al portatore di palla avversario usando i centrocampisti, lasciando agire in difesa, in modo completamente autonomo, l'intelligenza artificiale.

    Inoltre, anche i passaggi sono esageratamente viziati dall'intervento della IA: i giocatori in campo spesso sono in grado di effettuare passaggi in profondità creati artificialmente per non essere bloccati dai difensori. Nonostante il tentativo di intercettazione tramite una diagonale perfetta con il nostro difensore, in alcuni casi il pallone passerà nello spazio, perché per differenza di valori statistici tra attaccante e difensore risulta matematicamente impossibile intercettarla.
    Il gameplay necessita, insomma, di un bilanciamento dell'intelligenza artificiale. L'obiettivo deve essere quello di aiutare il giocatore in aspetti che non può controllare, ma contemporaneamente lasciare delle finestre d'azione in cui la vera skill dell'utente sia in grado di fare la differenza.

    Driven Shot o Double Tap Shot

    La questione del driven shot circola anch'essa da molto tempo tra i giocatori più esperti del calcistico EA. Parliamo di uno speciale tiro che si ottiene caricando la barra della potenza e poi cliccando nuovamente il tasto del colpo subito prima che l'atleta calci il pallone. Il risultato sarà un tiro rasoterra di media o alta potenza ad elevatissima probabilità di riuscita. Da dentro l'area di rigore questo speciale modo di calciare permetterà quasi sempre al giocatore di segnare, chiunque esso sia e qualsiasi portiere abbia il vostro avversario tra i pali.

    È una tecnica che non va a premiare l'angolazione del tiro o la sua forza: spesso sono conclusioni assolutamente parabili, ma che invece superano il portiere di qualche metro a destra o a sinistra, dando la sensazione che gli estremi difensori di FIFA siano programmati per non parare quel tipo di tiro. Spesso accade che rimangano addirittura in piedi e che non provino nemmeno ad abbozzare un tuffo sul pallone.
    Il problema è che spesso la sfera entra in rete solamente a causa di quella precisa combinazione, e non perché il tiro fosse assolutamente preciso all'angolino. Il consiglio è quello di provare voi stessi a ricreare lo stesso tipo di colpo senza utilizzare la tecnica del driven shot, ma compiendo una conclusione normale. Ben presto vedrete che non solo il portiere riuscirà a pararla senza grandi difficoltà, ma sarà spesso anche in grado di bloccare la palla.

    No Loss glitch e Kick Off glitch

    Mai come questo capitolo il brand FIFA è stato afflitto da glitch e bug. I due più grossi esponenti del genere sono sicuramente il celeberrimo "kick off glitch" (glitch del calcio d'inizio) e il "no loss glitch" (glitch delle 0 sconfitte).
    Per quanto riguarda il primo, si tratta di quella fastidiosa meccanica per cui una volta segnato un gol all'avversario nei minuti successivi al calcio d'inizio diventa molto più difficile difendere, con il contendente che spesso riesce a pareggiare i conti dopo poco tempo.
    Dopo aver battuto un qualsiasi calcio d'inizio infatti, i giocatori rivali corrono in avanti sia palla al piede che non, mentre la difesa dell'utente che ha appena segnato si schiaccia in zona difensiva, allungando lo spazio tra i reparti. Inoltre, nel momento in cui i difensori si trovano a tu per tu con gli attaccanti avversari, essi appaiono morbidi sulle gambe e poco reattivi. Il risultato sono percussioni centrali e scambi rapidi difficili, se non impossibili, da arginare.
    Questa meccanica porta ad un loop infinito che spesso causa punteggi tennistici più che risultati di match di calcio.

    Electronic Arts ha recentemente provato a rimediare attraverso una patch rilasciata nel mese di gennaio che sembrava aver risolto la situazione, salvo poi vederlo ripresentarsi a sorpresa nelle settimane successive. Purtroppo molti pro player hanno subito e continuano a subire gol da calcio d'inizio, sintomo di come questo glitch sia un problema reale che va affrontato quanto prima.
    Il secondo glitch che abbiamo citato è anche il più grave: il "no loss glitch".
    Come vi abbiamo raccontato a più riprese, la qualificazione agli eventi live eSport di EA passa per gran parte dalla FUT Champions Weekend League, ovvero il torneo che prende luogo nel fine settimana e che, attraverso il completamento di 40 partite nei tre giorni, crea una classifica in base a vittorie, sconfitte e punteggio abilità.
    Molti utenti in questo momento stanno utilizzando un glitch che permette di abbandonare la partita in corso senza ottenere la sconfitta a tavolino per 3 - 0 che avviene nei casi, purtroppo frequenti, di disconnessione o di resa. L'utilizzo di questo vile artificio consente a giocatori comuni di ottenere punteggi molto competitivi, che falsano così la classifica della top 100 mondiale. Nei mesi validi alla qualificazione per gli eventi ufficiali dove ogni vittoria o sconfitta è fondamentale, questo altera completamente i valori della competizione.
    Recentemente la software house si è vista costretta ad impedire l'utilizzo del tasto centrale Xbox sulla console di Redmond durante i match. Una presa di posizione tanto drastica quanto d'emergenza, che evidenzia l'incapacità momentanea di trovare una soluzione ad un problema che, potenzialmente, potrebbe stravolgere il circuito competitivo per come lo conosciamo ora.

    Xbox nel mirino

    In questi giorni si è purtroppo scoperto l'ennesimo glitch che potrebbe creare scompiglio nelle classifiche mensili valide per la qualificazione. Dopo alcuni risultati incredibilmente buoni di player tutto sommato modesti, si è scoperto che sulla console di Microsoft era sufficiente bloccare i giocatori della top 100 per impedire al matchmaking di creare match contro di essi. Un glitch, se così lo possiamo chiamare, tanto banale quanto impensabile, che permette agli utenti di raggiungere risultati incredibili eliminando la possibilità di incontrare, di fatto, i migliori giocatori del mondo. La notizia si è diffusa rapidamente su Twitter, ma al momento non ci sono dichiarazioni ufficiali da parte di EA.

    L'eSport di FIFA a rischio?

    Tirando le somme, la software house statunitense si trova in una situazione paradossale: mai come ora l'Esport di FIFA è al centro del panorama esportivo mondiale e mai come ora la creatura di Electronic Arts si trova in difficoltà. Nel momento della verità, FIFA sta faticando a mantenere i canoni qualitativi di che l'Esport richiede.
    Siamo a febbraio, la eWorld Cup è ancora lontana, FIFA 19 ancora di più. Electronic Arts ha il tempo necessario per sistemare e smussare alcuni aspetti della produzione, ma urgono segnali di ripresa, quantomeno per restituire all'utenza un'immagine di sé solida e presente, che ispiri tanta fiducia e sicurezza da giustificare i forti investimenti che club e privati stanno facendo per alimentare tutto il circuito competitivo.
    Se così non fosse, l'eSport di FIFA potrebbe andare incontro a seri problemi.

    Che voto dai a: FIFA 18 Ultimate Team

    Media Voto Utenti
    Voti: 41
    7.1
    nd