TGS 2019

Final Fantasy 7 Remake: analisi del trailer dal Tokyo Game Show 2019

Il remake del JRPG Square Enix è tornato a mostrarsi in occasione del Tokyo Game Show. Esaminiamo insieme tutti i dettagli del nuovo trailer.

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  • PS4
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  • Il Tokyo Game Show 2019 sarà appena cominciato, eppure Square Enix, evidentemente in possesso di una mano fortissima, ha già posizionato sul terreno di gioco alcune delle carte più devastanti del proprio mazzo. Dopo il secondo trailer di Re:Mind - DLC a pagamento di Kingdom Hearts III che proporrà ai giocatori una completa rilettura del conflitto finale fra gli Eroi del Keyblade e l'Organizzazione XIII - la Casa dei Chocobo ha scosso la rete con un nuovo filmato dedicato al prodotto che da ventinove settimane siede comodamente in cima alla classifica dei titoli più ambiti dai lettori di Famitsu: quel sogno un tempo irraggiungibile che risponde al nome di Final Fantasy VII Remake.

    Tra evocazioni, spadate, colpi di gatling e adrenalinici inseguimenti in moto, il trailer ha confermato ancora una volta le sensazioni estremamente positive provate a cavallo fra lo scorso E3 e la Gamescom 2019. D'altro canto, questo ennesimo appuntamento era forse l'occasione perfetta per far luce una buona volta sugli aspetti ancora bui della produzione, eppure Square Enix non sembra ancora pronta a sbottonarsi su temi importanti quali la longevità del primo episodio ed i tempi di pubblicazione delle parti successive.

    Avalanche e Turks come non li abbiamo mai visti

    Che Final Fantasy VII Remake fosse un "rifacimento" soltanto di nome era già abbastanza chiaro quando Square Enix ne annunciò il combat system in chiave action e la suddivisione episodica. Inteso fin dal principio come una sorta di reboot della settima fantasia finale, FFVII si è difatti presentato sui nostri schermi come una gargantuesca operazione atta a espandere ogni singolo aspetto del titolo originale, inclusa la narrazione e la caratterizzazione dei personaggi.

    Certo, la ripartizione in più episodi potrà aver fatto storcere il naso a chiunque sperasse di trovarsi fra le mani un prodotto moderno, completo e potenzialmente autoconclusivo (se si escludono il film di Advent Children, gli OAV e i vari spin-off ambientati nell'universo di FFVII), ma occorre guardare in faccia la realtà: ricreare un JRPG longevo e mastodontico come Final Fantasy VII in scala 1:1 sarebbe stato estremamente deleterio per Square Enix, in quanto l'iniziativa avrebbe richiesto investimenti inimmaginabili e tempi di sviluppo pressoché eterni, con conseguenze virtualmente disastrose per la software house nipponica.

    A lungo criticata, la frammentazione della trama si sta invece rivelando una scelta tutt'altro che malandrinesca, e proprio il trailer del TGS 2019 sembra esserne la conferma che aspettavamo.

    Ambientato (forse) nella sola città di Midgar e nei suoi molteplici territori circostanti, il primo episodio di FFVII non si limiterà a riproporci le prime battute dell'avventura di Cloud Strife come noi le ricordiamo, ma andrà ad arricchire un racconto che ha ormai alle spalle più di vent'anni, e che in questi due decenni ha dovuto fare i conti con le retcon, le aggiunte e persino le contraddizioni "provocate" dalla metaserie che Square Enix ha ribattezzato come "Compilation of Final Fantasy VII". Non sorprende, dunque, che personaggi come i Turks, un tempo marginali ma amatissimi dalla fanbase, e per questo esplorati a dovere attraverso il lungometraggio e Before Crisis, godranno stavolta di un trattamento vantaggioso. Oltre a conservare i doppiatori inglesi e giapponesi che abbiamo imparato ad apprezzare attraverso Advent Children e Crisis Core, Reno, Rude e persino Tseng non saranno parte dello scenario, ma avranno tutto il carisma ed il colore acquisito attraverso i vari spin-off. Persino dei manichini privi di alcuna personalità, come Jessie, Biggs e Wedge, potrebbero ritrovarsi stavolta al centro di scenari secondari del tutto nuovi e in grado di approfondire le attività del gruppo di guerriglieri noto come AVALANCHE.

    Quel che è certo è che i tre scagnozzi di Barret, nel trailer del TGS 2019, appaiono più vivi che mai, anche grazie a scene che li vedranno al centro della vicenda. Nel filmato, infatti, è possibile ammirarli nel mezzo di un inseguimento stradale e in vari frangenti di trama, che appunto suggeriscono una presenza massiccia (quantomeno all'inizio) dei suddetti ribelli.

    Per conferire maggior vigore ad un comparto narrativo già poderoso e ineguagliabile, il team di sviluppo ha poi inserito nella vicenda dei personaggi assenti nella versione originale del 1997, come ad esempio il SOLDIER apparso nel nuovo trailer. Caratterizzato da una lunga chioma bionda, il guerriero è piombato all'improvviso sulla scena per ostacolare la fuga di AVALANCHE: a bordo della sua moto, questa figura ancora senza nome compie acrobazie paragonabili a quelle di Cloud e del trio di antagonisti di Advent Children e promette carattere da vendere.

    La nostra principale speranza, pertanto, è che questa morbosa attenzione riposta persino nella caratterizzazione dei personaggi marginali venga supportata da adeguate attività secondarie, atte non solo ad allungare la longevità complessiva dell'episodio Midgar, ma che soprattutto possano conferire un valore aggiunto alla delicata e profonda operazione di rinnovamento intrapresa da Square Enix. La stessa miracolosa ritidectomia che, tra le altre cose, valorizzerà l'espressività di tutti gli attori, conferendo un nuovo sapore a scene come il cambio d'abito di Aerith e gli atteggiamenti di Don Corneo.

    Evocazioni, mini-giochi e interazione ambientale

    Nonostante il recente trailer si sia focalizzato perlopiù su personaggi e narrazione, nei suoi quasi tre minuti non sono mancante sequenze di gameplay pregne di informazioni nuove e incoraggianti. Durante la transizione da PS1 a PS4 il titolo avrà anche perso il suo originale combat system a turni, ma questo non significa che Final Fantasy VII Remake abbia rinunciato a possedere una valida componente strategica.

    Se il trailer dello scorso giugno presentava infatti una pausa tattica scenica e facoltativa, nonché utile per pianificare le prossime mosse e impartire ordini ai compagni, il filmato pubblicato in occasione del TGS 2019 rivela che persino la gestione del campo di battaglia giocherà un ruolo da non sottovalutare nell'economia del prodotto.

    Se la possibilità di danneggiare lo scenario con gli attacchi dei nostri eroi era tutto sommato prevedibile (qualcuno ha visto Barret buttare giù una parete con la fedele mitragliatrice posta nel suo braccio destro?), mai ci saremmo aspettati che i nemici avessero addirittura la facoltà di sollevare Cloud e scagliarlo letteralmente contro Aerith per atterrare anche lei e arrecarle un ragionevole quantitativo di danni. Una rivelazione molto apprezzata, questa, poiché scaccia in via definitiva il fondato timore che soltanto la battaglia contro lo Scorpione Guardiano del Reattore Mako 1 prevedesse una genuina interazione ambientale. Al contrario, possiamo ora aspettarci che quest'ultima, se ben sfruttata, giochi a nostro favore in tutte le boss fight della campagna principale (o quantomeno nelle più importanti), trasformando i combattimenti in attività ancora più scenografiche e articolate.

    Un'altra novità degna di menzione riguarda le Evocazioni, che a differenza di quanto accadeva nei vari Final Fantasy pubblicati su PS1 non si limiteranno a eseguire le proprie mosse speciali. Al contrario, queste creature spaventose e potenti come Ifrit e Shiva, una volta invocate rimarranno per qualche tempo sul campo di battaglia e lotteranno al fianco dei rispettivi partner.

    Lo stesso procedimento, in sostanza, che avevamo già ammirato in FFX, FFXII e FFXIII, e che fondamentalmente aveva attribuito alle summon una nuova valenza strategica, salvo gettarla alle ortiche in FFXV.

    A proposito, mentre l'ultima fantasia finale di Square Enix offriva soltanto quattro mini-giochi, questo remake pare invece intenzionato a tenere fede alla tradizione del brand, proponendo ai giocatori una vasta selezione di minigame.

    Non è chiaro se il prodotto finale includerà tutti i mini-giochi presenti nell'opera originale; il nuovo trailer rivela la reinterpretazione di uno dei vecchi minigame (la gara di squat) e la presenza di attività inedite, che appunto vedranno Cloud e compagni assorti in partite di freccette o impegnati con gare di trazioni, che siamo certi metteranno in primo piano il fisico nerboruto del nostro eroe biondo e le generose rotondità dell'affascinante Tifa.

    La comunicazione, questa sconosciuta

    Se Final Fantasy VII Remake ci ha già conquistati a mani basse dal punto di vista ludico e narrativo, non possiamo che dichiararci preoccupati per quanto concerne invece la longevità del primo episodio e, soprattutto, per i tempi di pubblicazione dei successivi. Come anticipato in apertura, il Tokyo Game Show di quest'anno rappresenta forse la finestra più indicata per far chiarezza sui piani futuri di Square Enix, che invece sembra continuare a brancolare nel dubbio.

    Soltanto nel mese di giugno, se ricordate, lo stesso Yoshinori Kitase aveva dichiarato di non sapere ancora il numero di episodi di cui dovrebbe comporsi Final Fantasy 7, scatenando un prevedibile (e in questo caso più che giustificabile) stato di allerta nei fan del franchise.

    Se, da una parte, potremmo anche accettare la volontà dello sviluppatore di non sbottonarsi troppo sui numeri, dall'altra riteniamo che a quest'ora avrebbe quantomeno dovuto designare, anche solo a grandi linee, dove si interromperà il primo episodio e quanto dovremo attendere per poterci cimentare col secondo.

    Perché se il probabile punto di chiusura di questa prima parte è rappresentato dalla partenza per Kalm, quindi dopo aver "chiuso" le vicende iniziali legate alla Shinra Corporation, il timore di dover aspettare addirittura degli anni prima di poter affrontare l'immenso capitolo incentrato su Sephiroth e sulla sua vera identità diventa sempre più insistente. A proposito di dubbi, il più preoccupante riguarda proprio il percorso di potenziamento dei personaggi, che data la natura episodica del progetto corre il rischio di venire a sua volta spezzettato. Per mesi abbiamo ipotizzato delle soluzioni che possano permettere a Square Enix di dare un senso di continuità, episodio dopo episodio, alla crescita degli eroi, eliminando la necessità di ripartire ogni volta dal livello iniziale.

    La progressiva importazione dei salvataggi, unita a level cap molto ampi (parliamo di 40-50 livelli a capitolo, similmente a quanto fatto dai ragazzi di CyberConnect2 con .hack//G.U.) e a meccaniche di progressione al di là del livello stesso, come ad esempio il potenziamento delle materie o dell'equipaggiamento, sono forse gli espedienti risolutivi più auspicabili, ma sfortunatamente non possiamo sapere se il publisher abbia anche solo considerato delle soluzioni simili. Permangono, infine, tutti i dubbi legati alle attività secondarie e all'endgame dell'episodio Midgar, che fatta eccezione per i neo annunciati mini-giochi restano avvolti dal totale mistero.

    Final Fantasy 7 Remake A poco meno di sei mesi dall’esordio nei negozi di tutto il globo, Final Fantasy VII Remake continua a farci provare delle emozioni contrastanti. Ad ogni nuovo appuntamento, il titolo si mostra mastodontico, inattaccabile e curatissimo sotto ogni aspetto, rasentando quella poetica perfezione che i fan del genere ruolistico potrebbero aspettarsi dal rifacimento di quello che, persino a distanza di ventidue anni dall’esordio originale, è considerato il JRPG per eccellenza. Frenetico e articolato, il combat system sarà supportato da un’inaspettata valenza tattica, mentre la narrazione concederà il meritato spazio a tutti quegli individui che per oltre due decenni sono rimasti ad aspettare dietro le quinte, in attesa di poter mettere piede sul palcoscenico anche solo per qualche minuto di gloria. Dinanzi a tanta magnificenza, le uniche preoccupazioni giustificabili rimangono dunque la longevità del primo episodio, le attività secondarie e soprattutto i tempi di attesa che, una volta giunti ai titoli di coda, saremo chiamati a sopportare prima di tornare a impugnare la Buster Sword di Cloud.

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