Final Fantasy 7 Remake: cosa possiamo aspettarci dai prossimi episodi?

Final Fantasy VII Remake Integrade chiude il cerchio del primo episodio della serie Square Enix, ma cosa ci riserva il futuro? Proviamo a capirlo insieme.

Final Fantasy 7 Remake: cosa possiamo aspettarci dai prossimi episodi?
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  • PS5
  • Titanico e galvanizzante, Final Fantasy VII Remake ci aveva stregati già nel 2020, quando la versione PS4 giunse nei negozi di tutto il globo, ma è con la recente riedizione per l'attuale ammiraglia Sony che il prodotto di Square Enix è riuscito infine a esprimere il suo vero potenziale (per tutti i dettagli consultate la recensione di Final Fantasy VII Remake Intergrade). Un progetto clamoroso e al tempo stesso divisivo, poiché se da una parte è impossibile non riconoscere e apprezzare il lavoro di restauro che la Casa dei Chocobo ha svolto in ambito ludico, grafico e persino narrativo, riscrivendo e arricchendo la caratterizzazione di tanti personaggi che in origine erano solo mere comparse (a tal proposito vi suggeriamo di rileggere lo speciale sulle differenze tra Final Fantasy VII Remake e il gioco originale del 1997), dall'altra innumerevoli schiere di fan della prima ora non hanno gradito affatto l'inserimento di una sottotraccia parallela legata al destino e soprattutto il capitolo finale della prima parte.

    Mettendo da parte qualsiasi polemica sorta dalla tutt'altro che cristallina decisione di Square Enix di non realizzare un remake vero e proprio, bensì quello che potrebbe rivelarsi tanto un reboot quanto un sequel dell'originale, abbiamo raccolto i più interessanti indizi disseminati lo scorso giugno dalla versione Intergrade per provare a capire quale direzione imboccherà il progetto dopo i fatti avvenuti alla fine della tangenziale di Midgar.

    Il viaggio ignoto comincia

    La nostra ricostruzione deve quindi partire proprio dalla Singolarità, la cui comparsa ha segnato soltanto l'inizio della divergenza narrativa soprammenzionata. Lasciato il palazzo della Shinra Electric Power Company e abbattuto l'insistente Motor Ball alle loro calcagna, Cloud e gli altri hanno infatti raggiunto e oltrepassato il casello posto in coda alla Midgar Highway, proprio come nell'originale, ma un istante più tardi hanno assistito alla plateale discesa dal cielo di un Sephiroth che Aerith ha descritto come "uno sbaglio", in quanto in quel preciso momento della storia non avrebbe dovuto trovarsi lì.

    A dimostrazione di ciò i Numen, che fino a un attimo prima si erano limitati a volteggiare attorno alla città di Midgar, hanno raggiunto il leggendario SOLDIER e gli si sono scagliati contro, come se volessero impedirgli di attuare il proprio piano: un disegno che evidentemente prevedeva di apportare delle modifiche sostanziose al prestabilito corso degli eventi.

    A nulla sono però valsi gli sforzi dei sovrannaturali custodi del tempo, in quanto Sephiroth ha aperto uno squarcio nel muro da essi creato, invitando Cloud a seguirlo all'interno della Singolarità e interpretare la parte a lui assegnata. È dinanzi al cosiddetto bivio del destino che Aerith, che per tutta la prima parte di Final Fantasy VII Remake aveva più volte dato l'impressione di essere a conoscenza di alcuni fondamentali eventi futuri, ha spiegato a Cloud e soci le conseguenze della scelta che di lì a poco avrebbero dovuto compiere: seppur conscia di dover fermare con ogni mezzo possibile il piano di Sephiroth, la fanciulla ha avvertito i compagni che dall'altra parte li avrebbe attesi una libertà spaventosa, in quanto capace di alterare per sempre sia il fato che loro stessi.

    Determinati a fermare l'antagonista principale della settima fantasia finale, i nostri eroi si sono dunque introdotti nella Singolarità, dove i Numen hanno cercato a più riprese di ostacolarli e ricondurli sul sentiero originale. Sconfiggendo prima i Numen Rubrum, Viridium, Flavum e Bahamut, e successivamente anche il Numen Praeco, un gigantesco essere - molto simile al Darkside di Kingdom Hearts - che supponiamo fosse il principale e più potente guardiano del tempo, Cloud e gli altri hanno quindi infranto le catene del destino, garantendo agli sceneggiatori di Final Fantasy VII Remake la libertà creativa di deragliare dal già fenomenale copione del 1997 e inscenare quello che ora viene descritto come un "viaggio ignoto".

    Final Fantasy VII Remake è quindi un reboot o un sequel? Stabilirlo con assoluta certezza è impossibile, in quanto vi sono elementi inequivocabili a supporto di ambedue le supposizioni. È innegabile che il titolo di Square Enix si serva del gioco originale come punto di partenza per provare a plasmare qualcosa di nuovo e di fondamentalmente diverso, al pari di quel che farebbe un reboot. Tuttavia, il fatto che il Sephiroth comparso ai confini del creato - una dimensione oltre il tempo e lo spazio - conosca in anticipo il corso degli eventi futuri avvalora l'ipotesi che FFVII Remake possa invece essere un sequel.

    Yuffie e l'ombra della Deepground

    In entrambi i casi, la direzione che Nomura, Kitase e Nojima intendono seguire è abbastanza chiara, ovvero rimaneggiare la storia anche più di quanto abbiano finora, magari per alleggerirla di tutti quei passaggi che potevano funzionare due decenni orsono, ma che oggi non renderebbero altrettanto bene. Ci riferiamo ad esempio al salto col Delfino nei pressi di Junon, al sottomarino, e tante altre sequenze che potrebbero essere modificate quanto il Mercato Murato. Un elemento che siamo certi verrà alterato in maniera sostanziosa è la modalità di reclutamento di Yuffie Kisaragi, che come spiegato in un nostro speciale sull'eroina di Final Fantasy VII Intergrade in origine era alquanto anomalo. Quando il party girovagava nelle boscaglie, infatti, vi era la concreta probabilità che questo incappasse casualmente nella cosiddetta "Mystery Ninja", che appunto andava affrontata in uno scontro casuale ripetibile anche più volte.

    Un espediente, quello del personaggio segreto, che a suo tempo poteva risultare anche simpatico e in linea con la tradizione di Square Enix (e più in generale del JRPG), ma oggi apparirebbe forzato e un po' banale.

    Introdotta nel Remake con un DLC a lei dedicato, la giovane shinobi proveniente da Wutai è invece andata incontro alla medesima operazione cui il triumvirato nipponico aveva già sottoposto personaggi come Rufus Shinra, i Turks e il diabolico Projessor Hojo, la cui caratterizzazione era stata esplorata ulteriormente nei numerosi spin-off di Final Fantasy VII.

    Come risultato, la nuova Yuffie è adesso sorretta da un background ben più solido e credibile, nonché da profonde motivazioni che la spingeranno - nei prossimi episodi di FFVIIR - a volersi vendicare tanto della Shinra, cui va attribuita la tragedia che ha colpito i bassifondi, quanto della minacciosa organizzazione top-secret chiamata Deepground.

    Nell'EPISODE INTERmission di Final Fantasy VII Remake Intergrade, non per nulla, la fanciulla e il compagno d'arme Sonon Kusakabe hanno dovuto fare i conti col potente Nero lo Zibellino e sfortunatamente uno dei due ninja Wutai non è sopravvissuto al combattimento. Nell'eroico tentativo di salvare la vita della giovane e inesperta guerriera, Sonon le ha fatto da scudo col proprio corpo e, dopo averla spronata a sopravvivere, è stato avvolto dall'oscurità di Nero. Se da una parte non siamo del tutto convinti che il ninja sia deceduto, ma al contrario sospettiamo che almeno il suo corpo verrà trasformato in una qualche arma biologica dagli scienziati della Deepground (magari per creare uno Tsviet assolutamente inedito), dall'altra non vi è alcun dubbio sul fatto che la caparbia Yuffie cercherà a tempo debito di pareggiare i conti con la divisione supersegreta dell'odiata compagnia elettrica. Il filmato conclusivo del suo DLC, del resto, anticipa che la guerriera andrà alla ricerca di compagni che possano affiancarla nella lotta contro la Shinra, ignorando che questi stiano al momento viaggiando verso Kalm.

    D'altronde, sebbene nella timeline originale la Deepground e i suoi micidiali Tsviet siano entrati in scena solo a partire da Dirge of Cerberus: Final Fantasy VII (un disastroso spin-off ambientato un anno dopo la conclusione di Advent Children), nulla vieterebbe a Nomura e Nojima di chiamarli in causa prima del tempo e coinvolgerli già nella seconda parte del Remake. Approfittando delle infinite possibilità garantite loro dal "viaggio ignoto", i creativi di Square Enix potrebbero infatti riscrivere la storyline di Deepground ed esplorarla a partire dal prossimi episodi nel progetto, dando a Cloud e soci degli ulteriori sfidanti da superare lungo il cammino.

    Non è da escludere nemmeno che il progetto Remake, una volta raggiunta la battaglia finale con Sephiroth, possa in alternativa riadattare gli eventi di Advent Children e Dirge of Cerberus, o addirittura spingersi oltre. Dopotutto, lo spin-off con protagonista Vincent Valentine includeva un criptico finale segreto in cui un redivivo Genesis raccoglieva i resti di Weiss e lo chiamava "fratello", asserendo che quello non fosse ancora il momento di dormire e di aver tanto lavoro da fare. Parole che presagivano l'arrivo di un sequel che Square Enix non ha mai realizzato, i cui ipotetici contenuti potrebbero quindi trovare spazio nelle fasi avanzate del progetto Remake.

    Il guerriero sopravvissuto al fato

    Di tutti i misteri che al momento serpeggiano attorno a FFVII Remake, il più grande è senza dubbio quello che concerne la mancata morte di Zack Fair, il SOLDIER di prima classe che nella storia originale periva in combattimento contro un enorme dispiegamento di soldati appartenenti alla Shinra circa due mesi prima dei fatti raccontati in Final Fantasy VII. In una delle più sconvolgenti sequenze proposte dal capitolo 18 del Remake, infatti, abbiamo assistito nuovamente all'inizio dello scontro tra il secondo branditore della Buster Sword e i soldati della nota compagnia elettrica, che rafforzati - o forse sarebbe più corretto dire "posseduti" - dai Numen si apprestavano a eliminarlo come da copione.

    Ad un passo dalla morte, tuttavia, la caduta del Numen Praeco per mano di Cloud e gli stravolgimenti al continuum spazio-temporale scaturiti da questo evento hanno fatto sì che Zack potesse sottrarsi ad un tragico destino che credevamo già scolpito nella pietra. Seppur ricoperto di ferite e prosciugato di tutte le sue forze, lo spadaccino è pertanto riuscito a prevalere sui nemici che secondo gli annali di storia avrebbero dovuto sopraffarlo e, mentre i Numen che avvolgevano Midgar si sono dissolti lasciando al loro posto delle splendide scintille dorate (per qualche motivo osservabili anche dai bassifondi nel presente), si è diretto verso le porte della città assieme a un Cloud ancora privo di conoscenza.

    Per oltre un anno ci siamo domandati cosa avrebbe comportato la sopravvivenza di Zack per la timeline di Final Fantasy, ma allo stesso tempo nutrivamo il sincero dubbio che i fatti appena raccontati fossero in realtà avvenuti in una dimensione parallela e quindi nata in seguito alla Singolarità. Dopotutto, come potevano due Cloud e altrettante Buster Sword trovarsi nella stessa timeline? A rigor di logica, la sopravvivenza di Zack e l'arrivo di un altro Cloud avrebbero dovuto far scomparire il ragazzo coi capelli a punta che abbiamo impersonato per tutto il Remake, ma così non è stato.

    Oltretutto, nella scena in cui Zack avanzava a fatica assieme all'amico è stata inquadrata in maniera molto sospetta e volontaria una busta di patatine raffigurante Stamp, ossia la simpatica mascotte canina della Shinra. Curiosamente, però, se per tutta la durata del gioco il suddetto animale era stato disegnato come un beagle con un elmo sul capo, nella sequenza incriminata è stato invece sostituito da un inconfondibile terrier con un comune berretto. Dettagli insomma che potevano voler implicare la nascita di un timeline differente e magari destinata a non essere mai esplorata.

    Conoscendo Tetsuya Nomura e la sua abitudine di non lasciare mai nulla al caso, forse avremmo dovuto capire subito che la soluzione trovata dai fan fosse estremamente lontana dalla realtà dei fatti. Non a caso, con l'avvento della versione Intergrade di Final Fantasy VII Remake, Square Enix ha fondamentalmente lasciato intendere che Zack sia tornato per restare, tant'è che il guerriero, ormai guarito e in perfetta forma, è stato protagonista di un'enigmatica scena collocata dopo i titoli di coda del DLC dedicato a Yuffie.

    Verosimilmente ambientata diverso tempo dopo la battaglia vinta alle porte di Midgar, il SOLDIER ha raggiunto la chiesa situata nei bassifondi del Settore 6 per ricongiungersi alla propria amata e scusarsi per la prolungata assenza; tuttavia, una volta trovato il coraggio (e le parole) per varcare le porte della struttura, il ragazzo non ha trovato al suo interno la graziosa Aerith, bensì un gruppo di persone visibilmente disperate e sofferenti, forse a causa dello scellerato crollo della piattaforma orchestrato dalle alte sfere della Shinra. Se così fosse, però, vorrebbe dire che lo Zack sopravvissuto non sia affatto in una timeline parallela, ma che in qualche modo si trovi nella stessa linea temporale in cui Aerith e gli altri, dopo aver lasciato Midgar, stanno viaggiando verso Kalm per dare la caccia a Sephiroth.

    Mettendo da parte il paradosso rappresentato dalla presenza di due Cloud e due Buster Sword, che a questo punto potrebbe trovare un'ipotetica soluzione nelle parole proferite dalla stessa Aerith prima ancora di attraversare la Singolarità, non vediamo l'ora di scoprire le ragioni che abbiano spinto gli sceneggiatori a salvare Zack e il ruolo che il SOLDIER andrà a ricoprire nel "viaggio ignoto" appena iniziato. E chissà che la morte apparentemente beffata non possa comunque trovare un modo per raggiungerlo, ripristinando in maniera ancor più tragica le fondamenta sulle quali era stata edificata la settima fantasia finale.

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