Speciale Final Fantasy X-2

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Disponibile per
  • Ps2
  • Esistono due differenti visioni di Final Fantasy X-2,
    entrambe valide e argomentabili. Le strade da percorrere per giungere alla
    bilaterale discrasia di interpretazione sono, in pratica, già state palesate
    dalla devastante mole di commenti che è seguita all'annuncio di un seguito
    ufficiale. Da una parte, i saldi sostenitori di una moralità videoludica e i
    ciechi ammiratori della serie; dall'altra, lo spunto più distaccato dei
    ricercatori di un divertimento non mediato da ciò che si stringe attorno alle
    semplici meccaniche di gioco. E' impossibile, in definitiva, analizzare Final
    Fantasy X-2 guidati da principi di presunta oggettività che non dovrebbero
    mancare in una recensione. Si può, tuttavia, cercare di immedesimarsi nelle due
    tipologie di (Pseudo?) videogiocatori sopra descritte, venendo meno, per una
    volta, la convinzione che sempre si possa trovare un “giusto mezzo”. Nota del
    curatore: Oltre a questo articolo, vi proponiamo la i seguenti scritti,
    pubblicati su RPGeye: - Recensione Final Fantasy X-2 [USA] - La Fantasia Finale
    dei Luoghi Comuni

    Giudizio Etico: un delirio da milioni di
    copie

    L'impatto con Final Fintasy X-2 è, senza mezzi
    termini, disarmante. Già disorientati dall'opinabilità di una simile produzione
    che, assieme ad Advent Children, distrugge ogni più salda convinzione degli
    aficionados, e comunque una linea etica per cui Squaresoft si era distinta, i
    videogiocatori di tutto il mondo potranno trovarsi di fronte all'antipodo
    Ludico/Ruolistico di ciò che li ha, da sempre, esaltati. Final Fantasy X-2,
    difatti, oltre che scomporsi in maniera talmente eclatante dall'eleganza che
    regnava su Spira distruggendone il prezioso ricordo, si dimostra un dissoluto
    rivoluzionario, appiattito ai canoni di trivalità e noncuranza che oggi paiono
    dominare. Eliminiamo quindi ogni dubbio: Final Fantasy X-2 non è un bel gioco.
    Piuttosto, è un titolo da giocare senza impegno, saltando le scene di intermezzo
    e cercando di dimenticare la bruttura che è gettata su un'ambientazione
    piacevole. E' un titolo che cerca di annullare la profondità supposta
    dell'animo di personaggi un tempo attentamente studiati, proponendo turpiloqui
    di leggerezza impensata, sulla bocca di sagome virtuali che stenterete a
    riconoscere. In definitiva, nient'altro rimane se non un poco prezioso
    allenamento, per Square-Enix, al fine di mostrare le meraviglie che un minimo
    restyle grafico può apportare su ambienti poligonali datati, ma già costruiti.
    Con ordine: Final Fantasy X-2 tenta di narrare, con stile pietoso, la
    prosecuzione degli eventi di cui voi stessi, probabilmente, siete stati
    esecutori. Annullando totalmente la poesia che Final Fantasy X si lasciava
    dietro nell'indeterminatezza del suo finale, dichiarando guerra ad una fantasia
    che comunque mai dovrebbe mancare quando si parla di qualsiasi Gioco di Ruolo,
    X-2 vi mette repentinamente nei panni di una Yuna “Soubrette”, che, cercando la
    sua “libertà”, si arruola con un'ignota Paine e un'infantilissima Rikku, nel
    gruppo dei Gabbiani. Questi, altro non sono se non Cacciatori di Sfere: innocui
    teppisti che tentano di raccogliere, senza un motivo definito, il maggior numero
    di luccicanti falsi-tesori. Seppur l'elevatezza etica del motivo per cui Yuna è
    ormai annullata dal titolo di “Spere Hunter” possa in qualche modo salvare la
    situazione, esso tende a perdersi nei meandri di una trattazione ludica
    frammentata e sommaria. Difatti, un numero molto nutrito di brevi missioni
    indipendenti (con tanto di lieto fine nel “Missione Completa”), separate in
    cinque capitoli, scaraventa il giocatore lontano da una narrazione ordinata e
    libera: laddove la libera scelta delle locazioni da visitare (tutte disponibili
    nell'immediatezza dei primi minuti di gioco) può offrire un libero arbitrio da
    tempo dimenticato, molte di esse si riveleranno solamente intermezzi inutili al
    fine della trama (?) principale, che si svilupperà, guidata da due marcati
    binari, in alcune locazioni prescritte. Un'impostazione che non giova a nessun
    aspetto. La totale assenza di serietà, è poi accentuata nei riscontri grafici e
    nominali di quello che potrebbe essere un sistema di gioco vario e accettabile.
    Difatti, sebbene le meraviglie di un accennato Job Sistem, tornato ai suoi fasti
    dopo la sua ultima apparizione nel quinto episodio, siano di piacevole struttura
    e argomentata varietà, essi sono annichiliti, nella quasi totalità, dalla
    risibile struttura degli abiti stessi. Appaiono, oltre alle tanto criticate
    pistole, improponibili vesti da “Soubrette”, “Dea Fortuna”, “Mascotte”, che, al
    fianco delle inguardabili trasposizioni in 128 Bit dei più celebri e classici
    “Berseker” e “Biancarcano” (Mago Bianco), gettano un ombra indelebile sulla
    serietà che giaceva su Spira. Inoltre, si consideri che, eliminate le
    sopraccitate missioni di contorno, l'avventura principale si conclude in una
    ventina di ore, muovendosi lungo una linea narrativa che elimina ogni dubbio:
    “No: Spira non aveva più niente da raccontare”. E, al fine di distruggere ogni
    convinzione, anche il comparto sonoro è di infimo livello. Una localizzazione
    pessima fa dei già discutibili dialoghi un vorticare di bassezze, purtroppo
    scaraventate su schermo ad ogni piè sospinto: gli intermezzi narrativi sono
    troppo numerosi, interrompendo l'azione e lasciando, fra una battuta e
    l'altra, un disarmante silenzio. Le musiche Pop che fanno da sottofondo al
    gioco, infine, ricordano piuttosto quelle di vecchi Shoot'em Up del calibro di
    Point Blank: pietose. Final Fantasy X-2 è, al fine, un titolo senza anima
    alcuna. Ogni accusa che gli è stata mossa al tempo dell'annunciata
    progettazione va non solo confermata, ma anche gravata dalla resa che ormai
    annulla ogni speranza. Chi ha ammirato anche solo in parte Final Fantasy X, si
    astenga dal visionare il seguito. Se si vuole apprezzare un sistema di crescita
    simile a quello proposto da X-2, basta procurarsi il quinto capitolo,
    disponibile per PSX nella riedizione “Anthologies”, assieme a FF IV. Apprezzare
    altri elementi è fatica sprecata. Prendete, piuttosto, un'altra volta il
    controllo di Tidus: al termine delle sue gesta, quando svanirà in un abbraccio
    di lacrime, fra i fuochi di ricordi, applaudite e uscite dalla sala.

    Giudizio Estetico: un apprezzabile zibaldone di
    idee

    L'impatto con Final Fantasy X-2 è, al di fuori da ogni dubbio
    ragionevole, guidato dall'intenzione con cui si acquista il gioco.
    Probabilmente si tratta di, in effetti, di una delle tanto criticate (mere)
    “Operazioni Commerciali”. In effetti, ciò che Final Fantasy X-2 propone al
    videogiocatore è una raccolta di interessanti spunti ludici di durata
    infinitesima, accomunati, da un sistema di gioco dall'impensata varietà. La sua
    unica colpa, e non è poco, è quella di nascondersi sotto un nome conosciuto e
    sfruttare personaggi affermati per scopo a loro del tutto inadatto. X-2 cerca di
    comunicare, fin dalle prime battute, il totale disimpegno di cui si fa fautore.
    La protagonista, Yuna, sventola una sua presunta libertà che si trasforma presto
    in totale assenza di un filo logico. Anche il comparto sonoro, le schermate
    “Nuova missione” e relativa conclusione, si fanno tramite di un divertimento
    senza impegno etico e culturale. E' quindi bene sciogliere ogni interrogativo:
    X-2 non è di certo da considerare membro attivo e ufficiale prosieguo della
    trama del precedente capitolo. Piuttosto, si può rimanere ammirati dalla varietà
    di situazioni che il titolo ha da offrire. Laddove, infatti, la trama principale
    compia i suoi passi attraverso locazioni prescritte, è possibile, in ognuno dei
    cinque capitoli, visitare liberamente una ventina di locazioni, ognuna delle
    quali saprà proporre al giocatore una diversa missione, definita al meglio per
    non tornare sulla scia delle precedenti. Ogni mini-avventura portata a termine
    avrà degli effetti non solo sulla situazione momentanea del mondo, ma anche su
    quella che troverete nei capitoli successivi. Questo fa si che, per portare a
    termine il gioco al 100%, si debba visitare un numero di ambienti decisamente
    nutrito, senza dimenticarsi di nessun dettaglio. Il compito del completamento
    assoluto non è di facile attuazione: per questo, alla fine del gioco, sarà data
    la possibilità di ripartire dal primo capitolo con tutte le conquiste
    accumulate. Si consideri, inoltre, che è spesso messa in risalto una libertà di
    scelta che modifica attivamente la storia. Oltre alle meraviglie di una tanto
    alimentata “varietas”, il sistema di gioco risulta un eccellente mediatore dello
    spropositato numero di possibilità e combinazioni che Square Enix tenta, a buon
    fine, di offrire. Un party fisso e comporto da tre membri permette di inserire
    nel gioco un numero veramente alto di abilità da apprendere, e relativa capacità
    di personalizzazione, nelle 17 Looksfere che parafrasano il Job Sistem di FFV.
    Assieme all'immancabile “Level Up”, il sistema di crescita dei personaggi
    risulta in pratica illimitato. Infine, un gran numero di mini-gioco costella il
    panorama della nuova Spira. Torna il Blitzball, affiancato da uno “sferocentro”
    che metterà alla prova le vostre capacità di matematica elementare. Un vasto
    Casinò è stato inoltre allestito nella piana della bonaccia: potrete scommettere
    alle corse dei lupi, oppure pilotare una strana lucertola verso la libertà, per
    guadagnare qualche soldo. Seppur, infine, il comparto tecnico sia minato da
    sonorità inquietanti, è bene ricordare che il restile grafico dona a FF X-2 un
    Look decisamente apprezzabile: persino i combattimenti risultano puliti,
    eliminato il blur e reso al meglio il movimento in tempo reale. In definitiva,
    Final Fantasy X-2 è un gioco piacevole. Non bisogna, certo, considerarlo al pari
    del capitolo precedente: si tratta, difatti, di due titoli completamente
    diversi. Il primo sottolinea una maturità ludica conquistata e sempre
    migliorabile, il secondo propone uno sconnesso paesaggio di piccole missioni,
    che vi terranno impegnati per molto, se avrete voglia di guardare X-2 senza gli
    occhi di un etico/appassionato. Nessuna falsa speranza, comunque: un titolo del
    genere non potrà mai essere considerato un cardine delle antologie da Console.

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