Final Fantasy XV: Gilgamesh, riscopriamo l'identità del Signore delle Spade

Gilgamesh fa la sua comparsa in Episode Gladio, primo DLC di Final Fantasy XV: andiamo alla scoperta di questo bizzarro personaggio.

Final Fantasy XV: Gilgamesh, riscopriamo l'identità del Signore delle Spade
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  • Pc
  • PS4
  • Xbox One
  • Il primo DLC di Final Fantasy XV, Episode Gladiolus, ci ha dato modo di incontrare nuovamente una delle figure più ricorrenti e popolari della saga di Square Enix, ovvero Gilgamesh, il grande Signore delle Spade. Il suo ruolo, in questo caso, è stato ampiamente rivisitato, così come il suo aspetto, tanto da rendere l'eroe quasi irriconoscibile: indossa una maschera e mette alla prova il giovane Scudo del Re per testare la sua forza, ma questa versione di Gilgamesh non è gioviale, allegra e goffa come ce l'aspettavamo, bensì appare tetra, oscura, colma di segreti.
    In ogni caso, però, la presenza di Gilgamesh ha risvegliato nei fan di Final Fantasy una certa nostalgia, e questa ci sembra un'ottima occasione per dare uno sguardo approfondito a questo singolare personaggio, per ricordare la storia che si porta alle spalle e i ruoli che ha interpretato nel corso degli anni, perciò...
    "Basta chiacchere! Battiamoci da uomini! E donne! E donne vestite da uomini! É ora che Gilgamesh... si trasformi!"

    Un attore nato

    Il nome di Gilgamesh ha delle origini antichissime: proviene, infatti, dalla prima opera letteraria antica che è riuscita a giungere ai giorni nostri dall'epoca dei Sumeri, ma non ci sono similitudini tra l'eroe dei poemi babilonesi e il personaggio di Square Enix. La cosa certa è che, con un nome così importante, non poteva che essere un grande protagonista, almeno nel suo personalissimo palcoscenico.
    Originariamente, incontriamo Gilgamesh in Final Fantasy V come nemico, ma già da quel momento riusciamo a renderci conto che non è realmente malvagio, o almeno non come vuole farci credere. È un po' goffo, non conclude mai realmente lo scontro, non sembra intenzionato a voler uccidere i protagonisti, ma piuttosto a sfoggiare orgogliosamente il pezzo grosso della sua collezione di armi, la leggendaria spada Excalibur... almeno finché non si rende conto che si tratta di un falso.

    Questa sua ingenuità gli costerà un esilio nella crepa interdimensionale, e sarà qui che, per salvare i protagonisti, metterà a repentaglio la propria vita, anche se, in qualche modo riuscirà a salvarsi, perché dopo questo episodio lo incontreremo molto spesso nella saga, e non sarà difficile riconoscerlo. Gilgamesh detiene il record di apparizioni in Final Fantasy, e il suo aspetto è quasi sempre lo stesso: indossa abiti sgargianti di colore rosso o arancione, il suo viso è dipinto come le maschere del teatro Kabuki, è spesso accompagnato dal fedele Enkidou e quando si tratta di affrontarlo in battaglia, non è mai un avversario semplice.
    Usa le spade con estrema maestria e agilità, senza rinunciare a lance e asce, preferisce le armi tradizionali ma non disdegna quelle più tecnologiche, e con le sue quattro, sei o otto braccia, che mostra soltanto in battaglia e al momento necessario, diventa davvero complicato evitare i suoi colpi. Ha un temperamento decisamente eccentrico e ama mettere in mostra le proprie abilità e la propria collezione, ma è anche un guerriero orgoglioso e non ammette la sconfitta: quando gli rimangono poche energie, in genere, trova un modo per darsela a gambe e uscire di scena in grande stile, come un vero attore.

    Il pezzo forte della collezione

    Oltre ad essere il Signore delle Spade, Gilgamesh è soprattutto un avido collezionista di armi. Ne possiede di ogni tipo, ne vuole sempre di più nonostante abbia già le più rare, ma la sua vera ossessione rimane la leggendaria Excalibur, che non riesce mai a raggiungere: ogni volta che crede di averla ottenuta, il "povero" Gilgamesh si rende conto di avere tra le mani solo l'ennesimo clone, l'Excalipur.
    La ragione dietro questa sua ricerca non è chiara, ma sembra che Gilgamesh sia convinto che ritrovandola egli possa sfuggire dalla crepa interdimensionale dove è stato esiliato e fare ritorno nel suo mondo. Infatti, nella riedizione del primo capitolo di Final Fantasy (dove è stato introdotto come una delle novità principali), assalta i membri del party non appena entrano in possesso di Excalibur esclamando: "Finalmente l'ho trovata! Ora posso tornare a casa!".

    In attesa di compiere la sua missione, viaggia nel multiverso collezionando le migliori armi in circolazione, tra le quali la preziosa Zantetsuken, ottenuta dalle mani di Odino quasi per caso, in Final Fantasy VIII. Anche in quell'occasione, Gilgamesh appare nel luogo giusto e al momento giusto, inconsapevolmente aiuta i protagonisti contro Seifer e sferra il colpo di grazia al boss, farfugliando frasi a prima vista sconnesse ma di grande effetto, e combattendo in seguito al fianco del party casualmente, come se assecondasse unicamente i propri capricci. Odino, d'altro canto, sembra non essersi mai ripreso da quel duro colpo, e non è riuscito a recuperare la sua spada: per questo, da quel momento in poi, ne brandirà una diversa.

    Un degno rivale

    Sono molti i ruoli che Gilgamesh ha rivestito nel corso di Final Fantasy: è stato un temibile nemico, uno spirito da evocare, un cercatore di tesori in Final Fantasy IX, un super ricercato in Final Fantasy XII e ha addirittura dato il proprio nome a una compagnia che vende armi in Final Fantasy XIII, ma questo personaggio non è da considerare né come un nemico, né come un alleato, ma bensì come un rivale, un campione alla ricerca costante di degni sfidanti contro i quali mettere alla prova la propria forza. Alla fine dei conti, Gilgamesh è impacciato, un po' maldestro e non ha poi un così buon occhio per le armi: ostenta le proprie come se fossero le migliori del mondo, anche se talvolta si tratta solo di mere imitazioni delle originali, ma ciò non influisce comunque sulle sue prestazioni in battaglia.

    La sua descrizione, in Final Fantasy XII The Revenant Wings, dice che "si definisce il miglior spadaccino di Ivalice, ma delle spade non dice nulla". È un grande guerriero, qualsiasi lama impugni, e dopotutto si dice che non abbia mai realmente mostrato la sua vera forza. In Dissidia 012, si intuisce che l'unico guerriero che è riuscito a spingerlo al limite, quasi a costringerlo a sfruttare i suoi veri poteri, sia stato Bartz Klauser: Gilgamesh ha una vera fissazione per lui, vuole affrontarlo di nuovo per dimostrargli di essere il più forte, e afferma di aver viaggiato a lungo per il multiverso, affrontando molti guerrieri per poterlo finalmente ritrovare e sfidare, ma purtroppo, nel momento in cui si rincontrano, Bartz non riesce a riconoscerlo.

    Final Fantasy XV Qualsiasi siano le vesti nelle quali lo abbiate incontrato, siamo sicuri che ogni giocatore di Final Fantasy abbia avuto l’onore di confrontarsi con Gilgamesh, almeno una volta. Chissà se un giorno riuscirà davvero a completare la sua collezione, a trovare una via di fuga e tornare nel suo mondo, per affrontare Bartz e magari sconfiggerlo, realizzando i suoi propositi. Di certo, la prossima volta che lo incontreremo, dopo aver sorriso della sua goffaggine, della sua eccentricità, dovremo stringere i denti per batterlo, e alla fine, quasi sicuramente si darà alla fuga con una scenata degna della sua fama, lasciandoci con l’eterno dubbio di averlo realmente battuto oppure no, e riprenderà a cercare la sua Excalibur, quella vera, o più semplicemente, la via di casa.

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