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For Honor: Shadow & Might, al via la seconda stagione del gioco

Con Shadow & Might, Ubisoft inaugura ufficialmente la seconda stagione di For Honor: ecco tutte le novità della Season 2.

speciale For Honor: Shadow & Might, al via la seconda stagione del gioco
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    Disponibile per:
  • Pc
  • PS4
  • Xbox One

L'aggiornamento 1.07 di For Honor, che apre ufficialmente la seconda stagione delle Guerre di Fazione del titolo Ubisoft, porta con sé un buon numero di novità grandi e piccole. Oltre ad offrire una buona dose di fix (per gli exploit soft-feint e unlock attack in primis), la patch tenta di riportare in auge l'elemento abilità nelle modalità 4v4, riequilibrando i buff garantiti dai diversi livelli di equipaggiamento e ritoccandone le statistiche per evitare eccessive disparità tra i giocatori.
L'aggiornamento introduce inoltre un nuovo grado di rarità del loot (Epico), aumenta l'esperienza guadagnata con ogni istanza di gioco e riduce il costo in Acciaio per il potenziamento dell'equipaggiamento, con l'intento di rinnovare il sistema di progressione. Si tratta sicuramente di un grosso passo nella giusta direzione, che speriamo contribuisca a rinfoltire le file della community e spinga For Honor sulla strada già battuta da Rainbow Six: Siege, risorto dalle ceneri di un lancio a dir poco problematico. In questo caso, però, la strada è decisamente più ardua, dato che For Honor deve anche fare i conti con le bizze di un'infrastruttura P2P che pesa ancora sulla godibilità generale dell'esperienza. Ubisoft sembra però determinata a supportare il proprio brawler con un flusso continuo di migliorie e contenuti aggiuntivi, il primo dei quali, Shadow & Might porta con sé una gradevole ventata d'aria fresca. Ma andiamo con ordine.

Ombra e Forza

La seconda stagione di For Honor si apre con il battesimo del fuoco di due combattenti inediti: il Centurione e la Shinobi. I nuovi personaggi inclusi in Shadow & Might sono già disponibili per i possessori del Season Pass del gioco, mentre tutti gli altri giocatori dovranno aspettare fino al 23 di maggio prima di poter saggiare le abilità marziali dei due guerrieri, ammesso che dispongano dei 15.000 pezzi d'Acciaio necessari per sbloccare ciascuna classe. Pur trattandosi di un titolo che non fa certo della coerenza storica uno dei propri cardini strutturali, l'aggiunta di un ufficiale legionario tra le file dei cavalieri appare sin da subito un po' dissonante, strana anche per i canoni di epico anacronismo del titolo Ubisoft.

Detto questo, l'imponente soldato romano è probabilmente una delle classi più evocative attualmente presenti nel roster - in espansione - di For Honor, sia per i meriti di un design decisamente ispirato, sia per le risonanze tantriche di uno stile di combattimento brutale, rissoso, meravigliosamente appagante. Il Centurione è una classe ibrida che trova la propria dimensione ideale nel corpo a corpo più spregiudicato, meglio se ingaggiato con un bell'attacco in salto dopo una vigorosa carica. Arrivato alla sua distanza ideale (molto corta, considerando il gladio in dotazione), il guerriero romano è in grado di tartassare i nemici con furiosa efficienza, grazie a un paio di combo da tre colpi piuttosto rapide e facilmente eseguibili, sostenute da un incredibile talento per trasformare ogni combattimento in una scazzottata. Ambidestro funzionale, il buon Centurione può accompagnare ogni assalto pesante (che vada a segno o meno) con un bel pugno stordente in pieno volto, parte di un arsenale da picchiatore che include anche pedate "spartane" e proiezioni.

Tutte le serie, comprese quelle culminanti in calci o proiezioni, possono essere poi concluse - grazie alla capacità Potenza imperiale - con un attacco caricato imparabile, potenzialmente letale. Considerando la sua buona mobilità, l'ottima resistenza e la capacità di mettere a segno chains praticamente infinite, il Centurione si piazza al momento una spanna al di sopra degli altri combattenti, anche negli scontri uno contro uno. Nelle mischie più caotiche, il legionario sfoggia inoltre un profilo di supporto piuttosto incisivo, con abilità che gli permettono, ad esempio, di aumentare l'attacco e la velocità degli alleati.
Dall'altra parte dell'arcobaleno abbiamo la Shinobi, una combattente con caratteristiche opposte rispetto a quelle del romanico mazzuolatore. Pur essendo uno dei personaggi più fragili del roster di For Honor, la new entry dei Samurai compensa con una portata d'attacco clamorosa, garantita da un'affilatissima coppia di Kusarigama. Se coinvolta in uno scontro ravvicinato, questa assassina è in grado di riguadagnare rapidamente la distanza effettuando una doppia schivata (con tanto di effetto "fumogeno"), o di "teletrasportarsi" alle spalle dell'avversario nel caso in cui il tempismo della schivata sia perfettamente accordato con quello dell'attacco nemico. L'arsenale acrobatico del personaggio include anche salti mortali e calci volanti, utili per aprire uno spiraglio nella guardia dell'avversario da colmare, all'abbisogna, con una valanga di colpi rapidissimi. Sebbene la complessità delle combo a disposizione dello Shinobi (nettamente maggiore rispetto al collega legionario) lo renda un personaggio molto difficile da padroneggiare efficacemente negli scontri, il premio in versatilità e sfuggevolezza è notevole, fin troppo. Anche in questo caso, infatti, parliamo di un avversario potenzialmente "OP" nei duelli uno contro uno, complici anche agli effetti di sanguinamento provocati dai suoi counter. Nel caos delle battaglie più numerose, lo Shinobi si presta bene alla conquista di punti di controllo parzialmente sguarniti (visto che il potere Furtività lo rende completamente invisibile ai radar nemici), ma sua la scarsa resistenza ne fa, in linea di massima, un combattente inadatto per la mischia. Partendo dal presupposto che entrambe le classi "pesano" un po' sul bilanciamento generale del gioco, il rapporto vantaggi/debolezze dello Shinobi ci è sembrato decisamente più equilibrato rispetto a quello del Centurione, che, allo stato attuale, può facilmente tramutarsi in una macchina da guerra inarrestabile.

Nuove battaglie e vecchie guerre

Shadow & Might introduce nel mondo in eterno conflitto di For Honor due arene nuove di zecca, pronte ad accogliere, in un abbraccio sanguinario, schiere di nemici e alleati. La prima delle due mappe, Forgia, ospita una colossale fucina piena di mantici, incudini, vasche cariche di metallo fuso e macchinari in grado di schiacciare i combattenti meno avveduti. Pericoli ambientali che sopperiscono alla carenza di punti sopraelevati dai quali lanciare attacchi dall'alto o imporre agli avversari i rigori della legge di gravità.

La caratterizzazione dell'area, collocata ai piedi di una fortezza medievale, fa della Forgia un teatro di scontro particolarmente opprimente, con un design generale che si attesta su buoni livelli qualitativi, pur non offrendo una gran varietà in termini di possibili exploit tattici. Giardini del Tempio, d'altro canto, si presenta come uno dei migliori scenari in stile orientale del gioco, tra pagode, laghetti zen e alberi di pesco in fiore. L'alternanza di ampie arene, stretti passaggi, aree sopraelevate e pericoli ambientali asseconda alla perfezione le profonde dinamiche combattive di For Honor e offre terreno fertile per una buona dose di tatticismi situazionali. A parte questo, il colpo d'occhio è veramente incantevole.

For Honor Seppur non particolarmente ricco in termini di contenuti aggiuntivi, Shadow & Might porta con sé una ventata d'aria fresca tra le file della community di For Honor. La seconda stagione delle Guerre di Fazione si apre con un aggiornamento che introduce una serie di novità in grado di esercitare un impatto più che positivo sul bilanciamento generale del titolo Ubisoft. Paradossalmente, per quanto riuscite a livello di design, le nuove classi rappresentano un po' il lato oscuro di questa transizione positiva. Il Centurione e la Shinobi, seppur a diversi livelli, hanno ancora bisogno di qualche "smussatina" che ne moderi i punti di forza (specialmente nel caso del legionario), riducendo al minimo la possibilità di fastidiosi disequilibri sul fronte gameplay. In generale, però, non possiamo che dirci soddisfatti delle migliorie introdotte dal team di sviluppo, e ci auguriamo che For Honor segua presto le orme di Rainbow Six: Siege, arrivando ad esprimere il suo pieno potenziale.

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