Esport

Fordzilla P1: quando il car design incontra il gaming

L'inedito approccio di Ford al gaming e all'esport sta dando i suoi frutti: scopriamo il Team Fordzilla e il Progetto P1!

speciale Fordzilla P1: quando il car design incontra il gaming
Articolo a cura di
Disponibile per
  • Pc
  • Xbox One
  • Xbox One X
  • Alcuni di voi avranno sicuramente sentito parlare di "Fordzilla". Per chi ancora non lo conoscesse, Fordzilla è il nome con cui Ford ha voluto battezzare il proprio ingresso non solo nel mondo dell'esport ma anche nel settore del gaming, inteso nella sua accezione più ampia.
    L'annuncio avvenne alla Gamescom di Colonia dello scorso anno e, in quell'occasione, Roelant de Waard, VP Marketing di Ford of Europe, dichiarò entusiasta: "Ford ha un know how enorme nel mondo dell'Automotive, per questo abbiamo pensato di mettere la nostra esperienza al servizio del mondo esport."

    Un "salto" deciso e ragionato, insomma, per cercare di colonizzare un settore in piena espansione, ricco di opportunità da far fruttare al meglio. Ford, in questo senso, si è mossa lungo due direttrici, se vogliamo complementari.

    Il team esport

    Il primo, importante progetto di Ford in ambito gaming è stato focalizzato verso l'esport. Sin dalla GamesCom 2019, infatti, Ford ha puntato fortemente sulla creazione di una squadra dal respiro internazionale e votata alla competizione su diversi racing game a partire da Forza Motorsport 7 e, successivamente anche su altri titoli come WCR, Assetto Corsa e GT Sport.
    Dal lungo processo di selezione, iniziato sulle sponde del Reno e proseguito in diversi paesi europei, tra cui anche l'Italia (secondo team in assoluto del progetto, battezzato in occasione della Games Week), è nato il Team Fordzilla, una squadra di nuova concezione, la cui peculiarità è quella di ramificarsi in diversi nuclei competitivi sparsi per il Vecchio Continente. Nel Regno a unito, ad esempio, e in Francia, Germania, Italia - appunto - e Spagna. Per quanto riguarda il nostro Paese il team è capitanato da Sara Stefanizzi, aka Kurolily, che molti di voi sicuramente conosceranno in quanto streamer e co-conduttrice, assieme a Daniele Bossari, di House of Esports in onda su DMAX.

    Il Progetto P1

    La seconda direttrice su cui il colosso statunitense dell'automotive si è mosso con decisione ha i contorni di una grande scommessa, ovvero fondere due mondi all'apparenza molto lontani: quello del car design e del gaming. Parallelamente alla creazione del team esport, infatti, Ford ha voluto spingersi oltre, sempre in maniera creativa e fuori dagli schemi. Lo ha fatto lanciando una sfida alla community, ovvero progettare l'auto da corsa perfetta in due fasi distinte: contest e design. Ovviamente un'auto fatta di pixel e poligoni.

    L'approccio "partecipativo" ha solleticato la fantasia dei tanti aspiranti designer sparsi per il mondo, che hanno accettato subito la sfida partecipando attivamente ai contest lanciati sino a questo momento (i voti sono stati oltre 220.000) per scegliere i migliori design proposti, di volta in volta, sul profilo Twitter del Team Fordzilla.

    I giocatori e gli appassionati, insomma, sono stati coinvolti in quello che comunemente viene definito "human centered design" ovvero un processo creativo che ricerca la soluzione a un bisogno basandosi direttamente su una ben determinata categoria di "user"; i fruitori di ciò che si vuole creare.

    Nel caso di Ford, dunque, coinvolgere direttamente i giocatori rappresentava il primo, fondamentale passo del progetto denominato "P1".
    Il colosso automobilistico nordamericano, quindi, ha scelto di intraprendere una strada molto diversa rispetto ad altri marchi che hanno, invece, deciso di entrare nel mondo dei racing game con un approccio "top down", ovvero proponendo i progetti dei propri creativi attraverso un pacchetto già confezionato, come avviene per il progetto "GT Vision" voluto fortemente dal papà di Gran Turismo, Kazunori Yamauchi.

    Questo è il caso di Lamborghini, ad esempio. Se ricordate la casa di Sant'Agata Bolognese, in occasione delle finali del GT Championship di Montecarlo dello scorso novembre, svelò in pompa magna il concept della sua supercar, la V12 Vision, frutto del lavoro del team di creativi capitanato dal leggendario designer Mitja Borkert.

    Si potrebbero citare molti altri esempi, da Mazda a Peugeot, da Jaguar a McLaren e Volkswagen, tutte scuderie coinvolte nella creazione di auto digitali secondo i loro gusti.
    Ford, come dicevamo, ha optato invece per porre al centro dell'attenzione i gusti degli "end user" ovvero quelli che, in fin dei conti, saranno gli utilizzatori del prodotto finale. Un approccio innovativo, dunque, evidenziato anche dal peculiare metodo di comunicazione scelto: i social.

    P1, verso il progetto definitivo?

    Proprio attraverso una recentissima diretta Instagram il team Fordzilla - rappresentato da Donald Reignoux - ha deciso di svelare importanti novità in merito al processo creativo e allo stato dei lavori, avvalendosi della partecipazione di un entusiasta Amko Leenarts, Design Director della divisione europea di Ford.Nel corso del botta e risposta, i due hanno dato il giusto spazio alle molte questioni sollevate dalla community, a partire dalle molteplici sfide che il progetto ha posto e pone tutt'ora.

    Anzitutto, non si è potuto certo ignorare ciò che in questo momento catalizza l'attenzione del mondo: la pandemia di Covid-19. A riguardo, l'attuale situazione sanitaria globale non ha impattato sul corretto prosieguo dell'iniziativa dato che, essendo praticamente tutto in digitale e svincolato dai limiti fisici di un ufficio, il team prosegue il lavoro senza problemi.

    L'ambiente virtuale permette, in questo senso, di destreggiarsi anche su un maggiore ventaglio di soluzioni inaspettate e creative, quest'ultime affrancate dalle catene di un modello fisico. Stando a quanto detto dallo stesso Leenarts, "il gaming può sicuramente aiutare nel processo di design, per oltrepassare i limiti della creatività".

    Per questo il design finale dell'auto non potrà vedere la luce nella realtà, dunque replicato in un modello fisico, ma rimarrà esclusivamente digitale. Alla domanda se il progetto verrà rinnovato di anno in anno, il designer ha dichiarato che l'obbiettivo è - al momento - quello di portare a termine il primo lavoro e poi si vedrà. Una cosa interessante, però, è emersa dalla discussione: l'idea è infatti quella di portare il progetto su diversi titoli e non di limitarsi solo a uno.

    Maggiori dettagli verranno svelati tra qualche tempo, magari alla prossima GamesCom (ovviamente attraverso uno showcase digitale). Di certo, per fine giugno il team prevede di finalizzare il pool dei progetti sottoposti nel corso della Fase 2 (sì, parlare di un'altra "Fase 2" nel momento attuale è abbastanza strano), per cui Leenarts si aspetta ancora che i designer di tutto il mondo stupiscano con soluzioni innovative e sorprendenti, dato che il design finale non è ancora cristallizzato.

    Reignoux e Leenarts, infine, hanno concluso la chiacchierata dandoci appuntamento alla prossima settimana, quando verranno mostrate in diretta, e sottoposte a review, diverse proposte pervenute al team. Non ci resta che continuare a seguire Fordzilla sui social, perché siamo davvero curiosi di scoprire quale sarà l'auto da corsa del futuro.

    Che voto dai a: Forza Motorsport 7

    Media Voto Utenti
    Voti: 47
    7.5
    nd