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Fortnite Ninja: carriera e guadagni dello streamer più famoso al mondo

Quanto guadagna Ninja, il re di Twitch, e quali sono i suoi numeri? Abbiamo provato ad analizzare il fenomeno da diversi punti di vista.

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  • Ormai tutti "conoscono" Tyler Blevins, in arte Ninja. Persino chi non ha alcuna infarinatura generale del composito mondo videoludico lo conosce. Lo streamer, in questo ultimo anno e mezzo è divenuto tra le più popolari celebrità del nostro tempo, abbattendo ogni confine ed entrando a testa bassa nella cultura mainstream. Una buona parte del suo successo è ovviamente dovuta all'esplosione del fenomeno Fortnite, titolo che l'ha definitivamente consacrato e che gli ha permesso di "uscire" alla luce del sole.
    Radio, TV e giornali generalisti di tutto il mondo ne hanno parlato: il ragazzo dai capelli blu ha iniziato a ospitare sul proprio canale celebrità di ogni risma, è andato ospite a programmi delle reti nazionali statunitensi, viene conteso da una lista infinita di sponsor, apre le partite della NFL e MBL, sarà una delle celebrità che farà il conto alla rovescia a Times Square, a capodanno. Inoltre, organizza tornei per beneficenza; le software house e i publisher se lo contendono per far sì che provi il gioco in anteprima sul suo canale e si è appena costruito uno studio per lo streaming tutto nuovo da oltre 200.000 Dollari.

    la sottile linea rossa tra esport e streaming

    Sui social è una delle persone più influenti e seguite al mondo, secondo solo a Cristiano Ronaldo. Pensate, ha staccato - e di molto - personaggi come Griezmann, Drake, gli angeli di Victoria Secret, tanto per citarne alcuni. Insomma, potremmo davvero star qui tutto il giorno a elencare tutto ciò che è (o che fa) il buon Tyler Blevins in questo momento e ancora non riusciremmo a finire per cena.
    Eppure, è importante conoscere meglio questi "fenomeni" per capire in che modo (davvero molto strano) l'esport si stia evolvendo.

    Esiste una linea rossa talmente sottile che non permette, quasi, di distinguere dove finisce lo stream e dove inizia effettivamente l'esport. L'affermarsi di un fenomeno come Fortnite, appunto, ha creato un cortocircuito che spesso porta i più a confondere l'attività di streaming con quella di "giocatore professionista". Certo, la maggior parte dei pro player possiede anche un proprio canale Twitch (spesso lo aprono solo dopo aver firmato con una squadra) ma è stata Epic a settare un nuovo standard, portando influencer e streamer a competere sul proprio titolo, veicolando in questo modo la nascita di una scena esport "non endemica".

    Gli inizi, Fortnite, il successo planetario

    Già ma, tornando a Ninja: quando ha fatto il salto di qualità? Ninja proviene da una realtà competitiva: ha infatti iniziato come giocatore professionista di Halo, nel 2009, iniziando con Halo 3 e partecipando alla scena competitiva della serie per i successivi sette anni, fino ad Halo 5. Ha militato in team come Cloud9, Team Liquid e Renegades, vincendo un discreto numero di tornei, tra cui il MLG Fall Championship 2012.
    Mentre ancora ad Halo, Ninja ha iniziato ad affiancare (come ormai fanno in tanti) all'attività di pro player anche lo streaming. Ha ovviamente iniziato lo streaming di Halo ma, poi, ha intelligentemente diversificato, esplorando titoli di punta come Titanfall e Call of Duty. Alla fine ha persino intrapreso lo streaming del precursori di tutti i battle royale successivi: H1Z1. È qui che la strada di Ninja e quella dell'intero settore hanno iniziato a convergere sovrapponendosi sino al fenomeno che oggi tutti conosciamo.
    Dopo H1Z1, infatti, giunse da Bluehole PlayerUnknown's Battleground; Ninja firmò con i Luminosity Gaming, vincendo il primo evento live di PUBG, l'Invitational alla Gamescom di Colonia nel 2017. Poi la folgorazione per la battle royale made in Epic Games. Da quel momento il ragazzo si è dato allo streaming a tempo pieno con Fortnite. Mai decisione fu più felice: il "Big Bang" di successi che vi abbiamo descritto poco fa, infatti, non si è ancora arrestato.
    Ora Ninja è lo streamer più famoso sulla piazza digitale di Twitch e ha ormai infranto praticamente ogni record. Secondo quanto riportato dalle statistiche, il ragazzo ha battuto il primo record per il numero di abbonati al suo canale quando ha superato i 50.000 a fine febbraio, mentre poi ne ha avuti addirittura 188.000.

    A maggio in effetti, sempre secondo i dati raccolti, aveva più di 188.000 abbonati, un numero che poi si è arrestato, scendendo addirittura di 40.000 unità a giugno, dopo che il ragazzo si era preso due giorni di "congedo" per partecipare al Celebrity Pro Am dell'E3 2018. In quell'occasione, essendo un evento live ospitato da Epic Games, il ragazzo non ha, naturalmente, potuto streammare. Questo vi fa capire alcune dinamiche del mondo dello streaming. Non è tutto rose e fiori, come può sembrare allo spettatore che guarda semplicemente qualcuno giocare. Questa attività richiede un livello di dedizione e impegno praticamente totali e, come ciò che è intangibile ovvero tutto quello che avviene in rete, basta una piccola modifica/disattenzione/incuria, per provocare un effetto farfalla devastante in termini di popolarità e guadagni.
    Ed è anche per questo motivo che il buon Ninja, nonostante la bravura e le insistenze dei propri fan, non ci pensa nemmeno a tornare giocatore professionista attivo. Questo infatti lo costringerebbe per giorni lontano da casa e a pause forzate con lo stream. Considerando come sta andando la sua carriera, converrete che non gli conviene nemmeno un po'. Gioca, guadagna (una valanga di soldi) e si diverte mentre lo fa. Potete biasimarlo?

    Il successo è eterno...finché dura

    Considerate che Ninja, in questo momento ha la bellezza di 12.111.079 di follower su Twitch (e oltre 3.6 milioni su Twitter) e ha fatto esplodere il web e la stessa piattaforma di streaming quando ha giocato a Fortnite con Drake per oltre 600.000 spettatori attivi.
    Quel numero non solo non si è ripetuto ma sembra essere anche calato in relazione alla scadenza degli abbonamenti di Twitch Prime. Questo significa che anche la partnership tra Twitch e Fortnite per l'elargizione dei Prime Loot ha prodotto dei risultati notevoli: molti giocatori, in effetti, si sono fatti l'abbonamento gratuito e, dopo aver ricevuto gli oggetti in game, hanno semplicemente lasciato decadere la sottoscrizione allontanandosi dalla piattaforma.I numeri degli abbonati del canale di Ninja da allora sono certamente diminuiti. Dopo aver settato il record di 188.000 abbonati nel maggio scorso, Ninja era già calato a circa 92.000 abbonati a giugno, secondo i dati raccolti dal sito TwitchTracker. Ninja ha continuato con poco più di 70.000 abbonati a luglio, guadagnandone 81.000 ad agosto. In ottobre, meno di 50.000 persone sono state iscritte al canale. Il saliscendi di numeri, a nostro avviso, può essere anche legato all'imponente apertura di Epic all'esport.

    Con tornei multimilionari come le Summer Skirmish e le Fall Skirmish concluse da poco, molte altre personalità di Twitch hanno avuto il loro momento di visibilità. Potendo farsi conoscere a un pubblico più ampio, questi sono andati inevitabilmente a erodere il monopolio di Ninja che, ora, si trova davanti alla porta diversi competitor. Dunque è assolutamente normale che Blevins non faccia più i numeri di una volta; nonostante la crescita appaia più lenta e si sia livellata con quella degli altri streamer, quella di Ninja resta sempre la più forte e seguita. Il vecchio leone resiste ancora.

    Quindi, quanto guadagna Ninja?

    Questa è una domanda la cui risposta è di difficile sussunzione. La questione degli introiti è sempre fumosa e si basa su numeri aleatori, che possono variare anche da un giorno all'altro. Esistono tre diversi flussi di guadagno derivante dallo streaming: donazioni dei fan, abbonamenti e sponsorizzazioni.
    Ninja è ancora in seno ai Luminosity Gaming ma attualmente non è dato sapere se e a quanto ammonta il suo "stipendio" mensile. È più probabile che siano i Luminosity ad appoggiarsi a lui per farsi "pubblicità". Le donazioni sono impossibili da valutare con un assoluto grado di certezza. Ma su qualsiasi stream Ninja riceve donazioni corrispondenti a migliaia di dollari in bit e persino criptovaluta. Ha anche vinto molti soldi in competizioni, ufficiali e non, di Fortnite. I guadagni di Ninja attraverso tornei come il Friday Fortnite di Keemstar e il Fortnite Summer Skirmish gli hanno permesso introiti fissi ma variabili dai $ 3,500 ai $ 10,000 al mese per tutta l'estate, procurandogli un guadagno consistente solo giocando "competitivo".
    In un'intervista recente rilasciata alla rivista Forbes, Ninja ha confermato che guadagna $ 3,50 per ogni abbonamento Twitch base da $ 4,99. Per oltre 188.000 abbonati, si tratta di qualcosa come $ 658.000 al mese. D'altra parte, quando Ninja ha avuto oltre 70.000 abbonati lo scorso luglio, ha guadagnato oltre $ 245.000 per i soli stream.

    In ottobre, nel momento di popolarità più basso della sua carriera, solo da Twitch il ragazzo è riuscito a portarsi a casa la bellezza di "appena" $ 167.000.
    Tutto questo, ovviamente, senza considerare le ospitate a eventi, in TV o in radio, e gli sponsor con cui ha firmato. Oltre a quelli endemici, se ne sono aggiunti molti altri come Red Bull, Uber Eats, linee di intimo e così via. I termini contrattuali, chiaramente, non sono noti.
    Quindi, facendo un paio di calcoli, dall'uscita della modalità battle royale del titolo Epic (poco più di un anno), Ninja potrebbe aver guadagnato più denaro di qualsiasi pro player nella storia.
    La cavalcata di Tyler Blevins probabilmente sarà destinata a continuare. O magari no. È difficile da dire. Certo è che la scena si è aperta, permettendo l'ingresso di molti altri competitor e livellando la il tasso di crescita in favore dei nuovi arrivati, come dicevamo poco fa. Quindi è difficile prevedere ciò che accadrà in futuro. Inoltre, la popolarità del ragazzo è legata a doppio filo a quella di Fortnite. Lui ha avuto la fortuna (o la lungimiranza) di muoversi - bene - prima degli altri ed è verosimile che riuscirà a reggere meglio di altri il contraccolpo dell'eventuale debacle del titolo Epic Games, grazie alla "diversificazione" dei suoi investimenti.

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