Fortnite PVE: non solo Battle Royale

La modalità Battle Royale di Fortnite ha riscosso un notevole successo ma il gioco Epic presenta anche una componente PvE ricca di attività.

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  • Il clamoroso successo della Battle Royale di Fortnite sembra aver fatto dimenticare al mondo intero che il progetto è nato (ed è stato pubblicato) come un'esperienza cooperativa online, una sorta di atipico tower defense per quattro giocatori. Sebbene il trionfo di mercato della componente competitiva abbia spinto Epic Games a puntare moltissimo sulla Battle Royale, il team dedicato all'espansione e al miglioramento della cooperativa non è rimasto certo fermo a guardare. Inoltre, il già costante supporto del gioco con numerosi eventi si è ulteriormente arricchito, arrivando a presentarne così tanti da sovrapporsi tra di loro.
    È infine evidente che il successo commerciale del multiplayer competitivo abbia portato numerosi vantaggi per chi ha acquistato la versione completa dell'opera Epic Games, e queste ultime settimane l'hanno ampiamente dimostrato. Vediamo dunque quali cambiamenti e modifiche sono state apportate nei primi sei mesi dell'accesso anticipato del gioco, in attesa del suo arrivo in versione gratuita previsto per quest'estate.

    Farming? No grazie

    Uno dei problemi iniziali del gioco era quello di richiedere un investimento di tempo molto grande per poter progredire nelle varie sfide proposte da Fortnite. Nei primi mesi di lancio, si alternavano infatti sequenze di gioco con delle vere e proprie cacce alla ricerca di una determinata risorsa o di uno specifico attrezzo, in modo tale da riuscire ad avanzare con una certa facilità nelle varie missioni della "trama".

    Dopo le richieste della community (che qualsiasi giocatore può fare direttamente dal gioco) e grazie al successo economico garantito dal "fratello più giovane", il multiplayer cooperativo di Fortnite si è oggi quasi del tutto epurato dal problema del farming: l'obbligo di raccogliere risorse e gestirle adesso è più legato a una necessità di bilanciamento nei confronti dei nemici, che non a un tentativo di prolungare eccessivamente la durata delle varie partite. Come risposta, i server si sono riempiti, e attualmente è molto più facile trovare dei compagni anche soltanto tramite il semplice matchmaking, persino ai livelli più alti (è il caso, ad esempio, di Montespago, l'ultima "zona" di difficoltà del PvE di Fortnite). In aggiunta, proprio negli ultimi giorni è stato aumentato vertiginosamente il numero di risorse che il giocatore può portare con sé, senza però diminuire gli spazi disponibili nello zaino e nel deposito della base: in questo modo, creare cinque o sei armi (magari i costosi lanciarazzi) non significa più dover dedicare un paio di missioni alla ricerca di risorse, perché probabilmente ne avremo già in abbondanza.

    Ricompensa casuale? No grazie

    Sebbene continui a puntare moltissimo (a livello di design e come business model) sulle microtransazioni, il Fortnite attuale è profondamente diverso rispetto al passato. Ogni mese, una tabella delle ricompense è consultabile in una finestra apposita, in cui sono elencati premi e oggetti in grado di fare gola a ogni giocatore. Mentre prima dunque dovevamo per forza affidarci totalmente alla casualità, spingendoci a comprare i bottini con premi randomici, adesso abbiamo una serie di validissime alternative (a volte proprio le armi e i personaggi migliori possibili) con un valore fisso indicato nell'elenco, da comprare quando disporremo di sufficienti risorse.

    Tra le missioni giornaliere, i bonus, i potenziamenti e il lavoro di squadra, ora è molto più facile riuscire a ottenere equipaggiamento, armi e trappole dal valore eccelso in molto meno tempo, e senza doverci affidare al caso. Bisogna tristemente osservare che il gioco offre comunque molti contenuti che non potrete conquistare senza dedicarvi alla ripetizione di attività specifiche, e ciò rallenta non solo il godimento del prodotto in generale, ma anche la vostra progressione. In ogni caso, la situazione è migliorata nettamente rispetto al lancio, e si spera che alla data di pubblicazione della versione completa l'opera possa in qualche modo stabilizzarsi ancora di più.

    Miglioramenti costanti

    In tutto questo, l'esperienza principale è stata arricchita e perfezionata. In primis, sono state aggiunte nuove armi, trappole e personaggi che rendono il gioco molto più fresco e vario: in confronto all'esordio, le quattro classi (ninja, soldato, straniero e costruttore) non sono più ingessate in ruoli abbastanza statici (combattimento da vicino, da lontano, recupero di risorse e costruzione), ma riescono ad offrire spunti diversi in tutte le situazioni, soprattutto in virtù dell'enorme varietà di potenziamenti e bonus che ogni eroe può offrire agli altri.

    Inoltre, la qualità dei server è sensibilmente migliorata, nonostante dei bruschi, orribili cali si verifichino ancora quando un nuovo giocatore entra in partita.
    L'esplorazione delle mappe è stata poi resa più fresca dalla presenza di numerose missioni a tempo, per non parlare della totale riscrittura della resistenza, che prima veniva sprecata anche con la corsa, mentre ora viene utilizzata solo quando si ricorre alle varie abilità, permettendo al giocatore di combattere con maggiore fluidità, facendo leva più sul singolo personaggio che sulle armi. Infine, la creazione di nuovi elementi come l'hovercraft hanno ulteriormente alleggerito quella pressione del farming di cui abbiamo parlato a inizio articolo, poiché adesso correre da una ricompensa all'altra richiede davvero qualche manciata di secondi.
    In sostanza, il successo della Battle Royale è uno dei più clamorosi e remunerativi della storia del medium interattivo, e giustamente le discussioni intorno al gioco ruotano quasi sempre sulla sua modalità competitiva. Non dobbiamo però dimenticarci che Fortnite offre anche una versione PVE che, con tutti i suoi limiti, garantisce un livello di personalizzazione abbastanza valido per un prodotto simile. I perfezionamenti a seguito del dialogo con la community, d'altronde, sono costanti e corposi: vale la pena insomma tenerlo d'occhio fino all'uscita della versione completa.

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