Fotografando God of War: quando l'odissea nordica si tramuta in un quadro

Cristiano Bonora ci dà un altro esempio delle potenzialità della sua Virtual Photography, proponendoci degli eccezionali scatti di God of War.

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  • PS4
  • PS4 Pro
  • La Virtual Photography è per certi aspetti più simile alla regia, all'illustrazione e alla pittura che non alla fotografia. Mettendo il gioco in pausa, i Photo Mode permettono di comporre l'immagine con precisione e angolazioni impossibili alla fotografia tradizionale. Su questa facoltà, si fonda un caratteristico filone della mia produzione, quello che prova a racchiudere in un solo scatto un personaggio, l'azione, la storia o addirittura la totalità di un gioco. È da queste foto totalizzanti che più spesso realizzo i miei quadri. Iniziamo un nuovo viaggio fotografico nel mondo di God of War...

    Fotografando God of War

    Per i videogiocatori, l'ambientazione norrena di God of War è più familiare rispetto alla Grecia mitologica. Draghi, troll, uomini-lupo sono creature comunissime nel gaming. Ho pertanto individuato nel Serpente del Mondo, con la sua scala continentale, la bestia più peculiare e iconica del nuovo immaginario. Quello di Kratos e Atreus è poi un viaggio che per istinto ho associato all'Odissea.

    Mythical Trip


    Un'Odissea nella mitologia nordica: il concept perfetto per uno scatto a tema. La barchetta a remi, con la sua sproporzione rispetto al Serpente, era un simbolo che volevo assolutamente includere. Il tempio di Tyr, monumentale hub e perno meccanico di questo mondo, doveva occupare il piano centrale. Inclinare l'inquadratura mi ha permesso di movimentare quella che altrimenti poteva sembrare una gita di pesca. La testa di Kratos e del Serpente stabiliscono un allineamento. Fotografare per me è riflettere su una relazione. Pertanto ritengo la cura per il direzionamento degli sguardi un elemento distintivo tra Virtual Photography e screenshotting alla buona. Ho infine dosato un filtro caldo affinché desse maggior corpo ai materiali, soprattutto legno e pelle. Come per tutti gli scatti in questo articolo, nessuna post-produzione è stata operata una volta esportate le immagini dalla mia PS4.

    Mythical Trip, stampa su tela, 2018


    Se con la foto precedente volevo celebrare un viaggio mitico, in Back to Back ho ritratto l'approdo del rapporto padre-figlio che anima la vicenda. Ho cullato il progetto di questo scatto per decine di ore. Volevo un'immagine in cui Kratos proteggesse un Atreus comunque abile e combattivo al suo fianco. Qui l'espressione di Atreus è risoluta, la freccia incoccata. Non è più la figura indifesa o avventata di inizio viaggio. Kratos scruta in direzione opposta, con lo scudo alzato, ma non rinuncia a cercare con la mano la spalla del figlio. Nello scontro con Magni e Modi ho riconosciuto in questa posa il simbolo che cercavo. Con rammarico, ho però scoperto che qui il Photo Mode blocca la telecamera. Una run e mezza più tardi, trovo una breccia. La stessa situazione si ripropone nell'ultima boss fight dove, lanciando subito il Photo Mode, la fotocamera non fa in tempo a fissarsi. Qui l'illuminazione è del tutto inadatta a uno scatto vibrante nei colori. Dopo vari esperimenti, decido di ripiegare sul desaturato, regolando vari parametri per evocare le sensazioni dello schizzo a carboncino.

    Back to Back


    La storia di questo rapporto è bella, compiutamente sviluppata, in delicato parallelo con l'altro legame genitore-figlio che coinvolge la Strega del Bosco. Ma nel panorama videoludico non è la sua scrittura la vera novità. Dopotutto, anche The Last of Us aveva egregiamente tratteggiato un analogo rapporto di protezione e sopravvivenza, che avevo messo a tema in questo quadro:

    Mors Tua, stampa su tela, 2018

    La novità di God of War risiede piuttosto nelll'inclusione di questo legame all'interno del gameplay, con Atreus non demandato interamente alla CPU, ma sempre agli ordini del giocatore per combinare i suoi attacchi a quelli di Kratos. Questa dinamica trova la sua espressione più spettacolare quando Kratos lancia in aria un nemico e Atreus lo strangola al volo. Una combo di gioco frequentissima, ma che nell'arco di tre run mi si è offerta solo una volta all'obiettivo virtuale. Lo sfondo era pulito. Colori e illuminazione perfetti. Entrambe le azioni di Kratos e Atreus congelate nel fotogramma più energico. I personaggi sufficientemente vicini da rientrare in un'unica inquadratura. Insomma, non potevo sbagliare.

    Rubens, Ratto di Europa, olio su tavola, 1629


    Ho subito percepito il potenziale espressivo di un quadro rinascimentale o barocco, di quelli con Cupidi in volo e figure umane impegnate in sforzi plastici. Il mio combattimento è proseguito dentro il Photo Mode, alla ricerca di una composizione che mettesse ordine tra figure e schizzi di sangue, e soprattutto di una geometria dei corpi che non uscisse deformata dal campo visivo necessariamente larghissimo.

    Throw and Grab


    In chiusura di serie, quello che è probabilmente il mio scatto più conosciuto. Ha vinto il photo contest ufficiale di God of War, è stato pubblicato su Kotaku.com e retwittato dal director del gioco Cory Barlog. Sony me ne ha inviata una stampa autografata dal team di Santa Monica e ne ho realizzato un quadro in crystal, poi esposto nel padiglione Game Art di Milan Games Week 2018 e a Daverio (VA) per la mostra del decennale di Neoludica.

    Fired Away


    È ironico che la mia foto di God of War di maggior successo sia stata scattata nella location a me più antipatica: Helheim. Dopo la sua suggestiva rappresentazione in Hellblade: Senua's Sacrifice, avevo enormi aspettative all'idea dello stesso regno interpretato da Santa Monica Studios. Come raccontato nel libro The Art of God of War, questa ambientazione è frutto di uno sviluppo travagliato, con Cory Barlog che non la riteneva mai abbastanza fredda e pungente. Personalmente, l'ho trovata poco ispirata e immaginifica, quasi fosse il solito livello innevato da platform anni 2000. Come sfondo freddo e uniforme, si è però rivelata perfetta per contrastare con il fuoco delle Lame del Caos, producendo una composizione arancio e turchese complementare nelle tonalità e nei volumi di colore.

    Adoro fotografare armi da vicinissimo durante l'azione. È qualcosa di impossibile nella fotografia dal vero. Non appena ottenute le lame, ho subito pensato a quanto sarebbe stato bello catturarle in primo piano insieme alle scie infuocate del loro mulinare. Il Draugr spazzato via era l'ultimo piano ideale di una composizione su tre livelli che avesse le lame in vetrina e la silhouette di Kratos al centro. Uno scatto di sintesi, quasi astratto, complice il filtro pastello che ho utilizzato. Ma in cui c'è tanto di ciò a cui storicamente associamo Kratos: fuoco, catene, lame, nemici sbalzati via dalla sua furia. "Fired Away".

    Fired Away, stampa su crystal, 2018


    L'autore

    Cristiano Bonora è un fotografo virtuale. Utilizza Photo Mode e composizioni di screenshot per realizzare gallerie fotografiche e quadri di Game Art in diversi materiali. Potete seguirlo su Instagram e Facebook. Per maggiori informazioni su quadri ed esposizioni, potete contattarlo direttamente sui social.

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