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Friday the 13th The Game: le citazioni tratte dai film di Venerdì 13

Halloween si avvicina: approfittando dell'offerta del PlayStation Plus, riscopriamo il tie-in di Venerdì 13 e tutti i rimandi cinematografici che contiene.

speciale Friday the 13th The Game: le citazioni tratte dai film di Venerdì 13
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  • Xbox One
  • La trasposizione videoludica delle vicende del killer mascherato non è stata esattamente memorabile e, di sicuro, non verrà annoverata tra i capolavori dell'ottava arte. Ciò nonostante, Friday 13th The Game ha riportato in auge la figura dell'assassino senza volto, tra i rappresentanti più famosi del sottogenere splatter/slasher.
    La lunga serie cinematografica di Venerdì 13 ha avuto il merito di "canonizzare" alcuni topoi ripresi più volte nel corso dei successivi trent'anni: un luogo isolato e distante da qualsiasi fonte di salvezza; una caccia senza tregua perpetrata da un maniaco omicida; un gruppo di povere vittime ingenue e indifese segnate da un destino a cui non si possono sottrarre; morti truculente, esplicite ed estremamente feroci. Il tutto, mescolato ad arte e dato in pasto allo spettatore affamato di emozioni forti e violenza nuda e cruda.
    Alcuni elementi della serie splatter/slasher dalla lunga tradizione (ricordiamo che è iniziata negli anni '80 del secolo scorso) sono stati ovviamente estrapolati dal team di sviluppo e inseriti nel videogioco per la gioia dei molti estimatori di Jason. Purtroppo le controversie legali legate ai diritti di proprietà intellettuale della saga hanno bloccato il lavoro degli sviluppatori che si sono visti costretti, lo scorso giugno, a chiudere il progetto mantenendo attivo solo il supporto a ciò che già esiste. Tra una denuncia e un'apparizione in tribunale, infatti, i ragazzi del team avevano in programma di introdurre nuove mappe, modalità, personaggi e modi di uccidere. Vediamo comunque alcuni tra i più noti easter egg del titolo, giusto per rinfrescarci la memoria in previsione di qualche (mal)sana sessione di gioco grazie alla presenza del titolo tra le proposte del PlayStation Plus di Ottobre.

    Gli impermeabili

    Nell'originale Venerdì 13 il regista, Sean Cunningham, per mantenere vivi pathos e angoscia (riuscendoci, peraltro, piuttosto bene) decise di girare quasi tutte scene del film nel buio più completo. Questo, però, comportò una problematica di non poco conto: allo spettatore sarebbe risultato praticamente impossibile distinguere o cogliere molti importanti dettagli delle scene. L'effetto cercato con certosina precisione dal regista, in questo modo, si sarebbe andato a perdere miseramente.

    Per questo la produzione scelse di sfruttare un semplice ma efficace escamotage: utilizzare oggetti e capi d'abbigliamento dai toni vivaci, che potessero mettere in evidenza luoghi e figure come porte in dipinte in colori che risaltassero nel buio, gli impermeabili (e i vari abiti) indossati dalle molte, povere vittime dello psicopatico mascherato e così via. Questi tocchi puramente "estetici" sono stati ripresi dal team di sviluppo (ovviamente sempre in ottica fan service), rimanendo intatti, sia per ciò che riguarda gli ambienti che gli oggetti all'interno delle mappe del titolo.

    I metodi di esecuzione

    Come sappiamo, Jason è da sempre un tipino molto eclettico e fantasioso nel modus operandi. Nel corso degli anni ha affinato la propria arte attraverso il puro estro e la metodica sperimentazione. Nel gioco dei Gun Media ne troviamo diversi, alcuni davvero spettacolari. Ci viene in mente, ad esempio, l'head punch, ovvero un pugno potente e ben assestato con cui, il mascherato killer, riesce a strappare dal corpo la testa del povero malcapitato.

    Questa uccisione viene direttamente da Venerdì 13 Parte VIII: Incubo a Manhattan. Non possiamo dimenticare, poi, l'esecuzione col sacco a pelo di Venerdì 13 Parte VII: Il sangue scorre di nuovo. Se avete la sfortuna di essere trovati dal buon Voorhees mentre vi state nascondendo in un sacco a pelo all'interno di una tenda, questi vi tirerà fuori di peso e inizierà a straziare le vostre carni sbattendovi ferocemente contro un albero. Non mancano, chiaramente, le brutali uccisioni col fido machete e molte altre, perpetrate sfruttando l'ambiente di gioco come il falò e così via.

    I resti della madre

    La madre di Jason è una figura centrale nell'economia dell'intera saga. È per merito suo se il pargolo decise di intraprendere la professione di brutale serial killer. Anzi, in realtà, Pamela Voorhees può essere considerata come il primo, vero assassino della famiglia. La donna, infatti, iniziò con l'uccidere la giovane coppia di animatori del Camp Crystal Lake, colpevoli di non aver impedito la scomparsa del figlio tra le acque del lago.

    Come sappiamo, Jason sopravvisse e si nascose per anni nel bosco sino a un tragico quanto inevitabile fatto a cui il ragazzo, purtroppo, assistette. Pamela, ormai fuori di senno e decisa a tutti i costi a impedire che il campeggio venisse riaperto, iniziò a uccidere indistintamente coloro che vi si addentravano. Tra i malcapitati ce ne fu una più scaltra e fortunata. Alice, dopo una strenua lotta, con un machete riuscì a decapitare Pamela. Jason vide tutta la scena e da lì, per onorare la madre, portò avanti l'attività di famiglia erigendo, come vedremo tra poco, una specie di macabro altare nella sua baracca nei meandri del bosco.

    Il cammeo di Kane Hodder, il Jason più Jason di tutti

    Kane Hodder non è solo l'attore che più di tutti ha incarnato la figura di Jason Voorhees (detiene infatti il record di presenze sul set, apparendo in quattro film della saga di Venerdì 13), ma ha anche ripreso il ruolo per Friday the 13th: The Game. Hodder ha fornito il motion-capture per ogni singola versione di Jason nel gioco. Kane Hodder, tra l'altro, appare anche nel gioco come se stesso. All'interno di qualche abitazione, infatti, potreste notare una foto particolare, incorniciata e messa su una mensola. Questa raffigura proprio Hodder con un fan, un'immagine sembra essere stata scattata a una qualche convention in giro per l'America.

    Tommy Jarvis

    Se si riesce a utilizzare la radio, un giocatore ricompare nei panni di Tommy Jarvis, ovvero il primo e più famoso uccisore di Jason della serie. Tommy Jarvis è stato il protagonista maschile di Venerdì 13: Il capitolo finale, Un nuovo inizio e Parte VI: Jason Vive. Ha vissuto a Crystal Lake con sua sorella e sua madre, che fu assassinata proprio da Jason. Inoltre, Tommy è uno dei pochi personaggi ricorrenti delle pellicole: compare in effetti (seppur in età diverse) in ben quattro film del franchise. Tra l'altro è stato proprio lui, involontariamente, a riportare in vita l'assassino riesumandone il corpo dalla tomba.

    Le location

    Tutte le mappe del gioco, ovviamente, sono basate su luoghi iconici apparsi in varie pellicole nel corso degli anni. La mappa di Camp Crystal Lake (conosciuto anche come Campo di Sangue) è composta da alcune aree prese in prestito da diversi Venerdì 13 (dall'uno al sei, almeno, anche se successivamente il campo venne rinominato Camp Forest Green). Il campo estivo in cui si consumano gli efferati delitti, situato nel New Jersey, non è altro che il terreno di caccia prediletto (nonché luogo natale) di Jason Voorhees. Un tempo ameno e frequentato campo estivo, a causa degli omicidi brutali perpetrati nel corso del tempo lo hanno trasformato in un luogo maledetto, perfetto per piccole stragi e assurdi eventi soprannaturali.

    La mappa di Packanack Lodge si ispira, invece, allo stesso luogo che abbiamo visto in Venerdì 13 Parte 2 (con il gusto pomposo che andava all'epoca, in Italia lo si ribattezzò "L'assassino ti siede accanto"). Questo gruppo di cottage si trova nei boschi vicino alla precedente location, ovvero Camp Crystal Lake. Il luogo, inoltre, è tristemente conosciuto per essere il posto in cui, nel 1984, Jason ha iniziato a uccidere e dove effettivamente ha eliminato dalla faccia della Terra quasi un'intera banda di Scout. In questo film, va ricordato, Jason per coprirsi il volto non indossa la classica maschera da hockey (che apparirà solamente nel sequel) bensì un semplice sacco di yuta. L'iconografia che siamo abituati a vedere, dunque, arriverà solamente in un momento successivo.
    La mappa di Higgins Haven è invece una località presa di peso da Venerdì 13 Parte Terza (o Weekend di Terrore) e Venerdì 13: Il capitolo finale. La fattoria di proprietà di Chris Higgins e della sua famiglia, che si trovava sulla riva del lago già teatro dei precedenti omicidi.

    La baracca in cui si torna Jason dopo gli omicidi fa una vera e propria apparizione solo in Venerdì 13 Parte 2. Anche se è solo una catapecchia fatiscente il titolo la omaggia come schermata finale quando Jason riesce a uccidere tutte le sue prede. Inoltre, nella baracca l'assassino ha eretto una specie di macabro altare votivo dedicato alla compianta madre con i vestiti, il machete e la testa mozzata dalla prima "final girl" della serie: Alice. Che non si dica poi, che i più efferati mostri non possano avere un cuoricino tenero che batte per la mamma. Scherzi a parte, quando si gioca nei panni di un counselor è possibile trovare il nascondiglio del mostro e indossare anche il maglione della madre di Jason, per confonderlo.
    Insomma, Friday the 13th: The Game non sarà un capolavoro videoludico (tra l'altro un'occasione sprecata, se possiamo dirlo) ma, per quanto riguarda la conoscenza e la cura messa in campo dal team di sviluppo nella rappresentazione dell'iconico franchise "splatter/slasher/horror", non abbiamo davvero nulla da eccepire.

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