Ci sono giochi più brutti di Gollum: il peggio del peggio del 2023

Da a Skull Island Rise of Kong al nuovo gioco di The Walking Dead: questi titoli proprio non ce la fanno a raggiungere la sufficienza.

I giochi più brutti del 2023
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Il 2023 è stato un anno fatto di tante, grandissime gioie (come Baldur's Gate 3, Alan Wake 2 e Marvel's Spider-Man 2) e di molteplici, considerevoli dolori, come nel caso di Skull Island Rise of Kong. Per quanto i traguardi al ribasso raggiunti da quest'ultimo siano tuttora insuperati, non sono mancate altre opere dalla qualità talmente discutibile da essere diventate addirittura dei meme. In attesa di premiare ai TGA i giochi migliori dell'annata, scopriamo insieme quali sono stati i peggiori!

Greyhill Incident

Pur non avendo scatenato il clamore di altre produzioni fallimentari, Greyhill Incident entra di diritto fra i peggiori giochi del 2023. Questo horror in prima persona, costruito attorno alle teorie del complotto e alla concezione che si aveva degli alieni negli anni'80, è incredibilmente banale. L'avventura è ambientata in una mappa anonima e dalle dimensioni piuttosto contenute, in cui bisogna cercare di sfuggire dalle grinfie dei grigi, animati male e brutti da vedere.

Come avrete letto nella nostra recensione di Greyhill Incident , lo stesso gameplay ha ben pochi pregi e l'uso delle armi sulle creature provenienti dallo spazio è tutt'altro che piacevole. Come se non bastasse, il titolo vanta anche un finale aperto e del tutto privo di mordente. Insomma, si tratta di un gioco da evitare.

The Lord of the Rings: Gollum

Quella de Il Signore degli Anelli è una licenza che negli ultimi anni avrebbe meritato di più. Dopo gli ottimi capitoli de La Terra di Mezzo, ossia L'Ombra di Mordor e L'Ombra della Guerra, i giochi basati sull'universo creato da Tolkien non hanno riscosso grande successo.

Il punto più basso è stato raggiunto probabilmente da The Lord of the Rings: Gollum, produzione dallo sviluppo travagliato che è arrivata dopo numerosi rinvii. Se già l'idea di dedicare un intero gioco alla mostruosa creatura non ha mai fatto impazzire i fan, che avrebbero preferito un titolo incentrato su altri personaggi, il prodotto che è arrivato sugli scaffali di tutti i negozi non ha certo contribuito a far ricredere le schiere di appassionati. Il problematico comparto tecnico è solo la punta dell'iceberg, visto che la produzione fa acqua da quasi tutte le parti e non riesce nemmeno a proporre una storia godibile per i fan de Il Signore degli Anelli. Le meccaniche stealth alla base del gioco sono mal implementate e, come scritto anche nella nostra recensione di The Lord of the Rings: Gollum, è sufficiente correre all'impazzata tra i nemici e poi rifugiarsi in un luogo sicuro per superare qualsiasi porzione dell'avventura.

Skull Island Rise of Kong

La vita, a volte, è davvero imprevedibile. A ridosso del lancio di The Lord of the Rings: Gollum, i giocatori di tutto il mondo avevano la certezza più assoluta che l'ultima fatica di Daedalic Entertainment (l'ultima nel vero senso della parola, visto che lo studio è stato chiuso lo scorso giugno 2023) si meritasse il premio di peggior gioco dell'anno.

A far crollare queste convinzioni è stata l'uscita di Skull Island Rise of Kong, nuovo videogioco dedicato allo scimmione più famoso del mondo del cinema. Sviluppato da IguanaBee e pubblicato da GameMill Entertainment, il titolo in questione ha immediatamente fatto scalpore per il suo infimo livello qualitativo e il prezzo di vendita tutt'altro che irrisorio, visto che è arrivato sugli store a circa 40 euro nella sua versione standard. A caratterizzare questa produzione troviamo un pessimo combat system ed una struttura di gioco basata su open map nelle quali è impossibile orientarsi, poiché sulla mappa non è indicata la posizione del giocatore. A condire il tutto vi sono boss fight sbilanciate e scontri ripetitivi che accompagnano l'utente fino ad una risibile conclusione della storia. Se questi aspetti hanno fatto infuriare chi ha giocato al titolo (a tal proposito, sulle pagine di Everyeye trovate la recensione di Skull Island Rise of Kong), vi sono altri elementi che hanno suscitato le ilarità dell'internet. Lo scandaloso comparto tecnico e le animazioni approssimative hanno fatto sì che le immagini e le clip di gioco facessero il giro dei social.

The Walking Dead Destinies

A chiudere l'anno in bellezza ci ha pensato The Walking Dead Destinies che, in maniera tutt'altro che casuale, avrà come editore proprio GameMill Entertainment, lo stesso di Skull Island Rise of Kong, evidentemente specializzato in capolavori.

Le premesse del prodotto erano davvero interessanti, poiché l'idea di poter rivivere sotto forma di videogame le avventure del gruppo di sopravvissuti viste nelle prime stagioni della serie TV (il gioco si rifà a quanto visto su schermo e non ai fumetti) era assai allettante. Molti avevano anche apprezzato la possibilità di riscrivere la storia schierandosi con Shane Walsh, così da ribaltare l'esito di uno dei momenti più epici della serie e mettere a comando del gruppo un personaggio diverso da Rick Grimes. A conti fatti, però, tutte queste belle promesse non si sono concretizzate, poiché The Walking Dead Destinies è un action in terza persona di pessima qualità, sia dal punto di vista ludico che sul versante tecnico, con modelli che sembrano versioni deformate dei noti attori e animazioni inguardabili. Non a caso, la boss fight tra Rick e Shane è già diventata meme sui social, visto che eliminare l'avversario prevede che gli si scarichino in pieno volto almeno 20 cartucce di fucile a pompa, ad ognuna delle quali il bersaglio sembra non battere ciglio e, anzi, si rivolge al suo vecchio amico con frasi del tipo ‘ti tengo d'occhio'.

Quantum Error

A meritare una menzione in questo speciale dedicato ai peggiori videogiochi del 2023 è sicuramente Quantum Error, un titolo la cui storia può essere descritta in maniera perfetta da una parabola discendente. Questo sparatutto a tinte horror ed ispirato a Dead Space è stato il primo gioco in assoluto ad essere stato annunciato per PlayStation 5.

Per mesi, gli sviluppatori continuavano a diffondere sui social elogi al comparto tecnico della loro creatura, che avrebbe dovuto sfoggiare una grafica di alto livello e beneficiare di tutte quelle feature possibili esclusivamente grazie all'hardware della console di ultima generazione Sony. Mentre le chiacchiere sul gioco aumentavano, la data d'uscita continuava a slittare e quel poco materiale mostrato iniziava ad insospettire persino i giocatori che credevano di più nel progetto. In effetti, il titolo si è rivelato un disastro e su Metacritic vanta una media di 41 punti. Tra i principali difetti di Quantum Error troviamo il comparto grafico datato, le animazioni di scarsa fattura e il gameplay ripetitivo.

L'aspetto più strambo di tutta questa situazione risiede nel modo in cui il team di sviluppo ha reagito alle forti critiche, mosse sia dalla stampa specializzata che dagli utenti che hanno finanziato il progetto acquistando una copia: dopo aver sponsorizzato tanto le prodezze tecniche del gioco, TeamKill Media ha dichiarato che la sua non è una produzione tripla A e, pertanto, è più che lecito aspettarsi ‘limitazioni' da un titolo realizzato con un piccolo budget. Reazioni a parte, si tratta dell'esempio perfetto in cui il troppo hype ha danneggiato l'immagine di un gioco che già di per sé era lontano dalla perfezione.

Flashback 2

A ritagliarsi uno spazio tra i peggiori giochi del 2023 è anche Flashback 2, seguito che si è fatto attendere per ben 31 anni. A fare ancora più male è il fatto che il titolo in questione non sia una semplice operazione commerciale di uno studio che ha recuperato la proprietà intellettuale per lavorare ad un nuovo capitolo, poiché siamo di fronte ad un prodotto curato dall'autore originale, ossia Paul Cuisset.

Pubblicato da Microids, il gioco che ha raggiunto gli scaffali in questi giorni e che ha segnato il ritorno di Conrad Hardt è manchevole su tutti i fronti. Il comparto tecnico risulta datato ed instabile, senza contare che la direzione artistica è anonima e non riesce nemmeno lontanamente a raggiungere gli standard del primo Flashback.

A essere problematico è tanto il comparto tecnico quanto il gameplay. Come detto nella nostra recensione di Flashback 2, il titolo abbandona il 2D a favore di inquadrature fisse che ricordano quelle dell'originale in cui ci si può muovere anche in profondità. Sia in queste fasi che quelle in cui la visuale diventa isometrica è difficile riuscire ad avere il pieno controllo del protagonista quando bisogna spostarsi o attaccare i nemici. Si tratta quindi di una grande delusione, poiché Flashback 2 rappresenta anche un'occasione sprecata per tutti i fan di lunga data.