God of War 2 per PS5: gameplay e storia, cosa aspettarsi?

Dopo aver conquistato il Game of the Year, è certo che il nuovo corso di God of War passerà anche da PS5, ma cosa possiamo aspettarci?

God of War 2 per PS5
Speciale: PlayStation 5
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  • PS4
  • PS4 Pro
  • Con oltre 10 milioni di copie vendute, God of War non è soltanto una delle esclusive di maggior successo di PS4 ma è anche uno dei migliori giochi della generazione, il coronamento della crescita artistica di Cory Barlog. Per esprimere appieno il suo enorme potenziale, la visione del director necessita dell'arrivo di (almeno) un sequel che - con ogni probabilità - potrebbe trovarsi in piena fase di produzione. Per ingannare la snervante attesa che ci separa dall'avvento di PS5 e dal ritorno di Kratos, abbiamo provato a immaginare che cosa vorremmo da God of War 2, che per brillare più del predecessore dovrà compiere le proverbiali fatiche di Ercole. Dopo aver passato in rassegna le novità legate a Sony Santa Monica e Cory Barlog, ci siamo lanciati in una piacevole sessione di peregrinazioni mentali, pensando alla possibile evoluzione di personaggi, regni esplorabili e gameplay. Sarebbe assolutamente delittuoso rovinarvi le numerose sorprese del capitolo per PS4 perciò vogliamo avvertirvi: chi non avesse ancora vissuto la rinascita dello spartano farebbe bene a non proseguire oltre.

    Sony Santa Monica e il mistero di Cory Barlog

    Sebbene non l'abbiano menzionato direttamente, gli annunci di lavoro di Sony Santa Monica lasciano intendere che il prosieguo del viaggio di Kratos e Atreus sia attualmente in sviluppo, basti pensare alla posizione aperta per un senior combat designer, a cui - oltre alle ovvie competenze in materia di combat system e gestione dei nemici - è richiesta un'approfondita conoscenza dell'ultimo God of War.

    Sorvolando sugli altri esempi che potremmo farvi, è abbastanza lampante l'intento del famoso tema dinamico che Sony ha regalato alcuni mesi fa: sulla barca di legno in sfondo è infatti possibile intravedere una scritta in simil runico che preannuncia l'arrivo del Ragnarok, il catastrofico evento che sconvolgerà i regni della mitologia nordica nei prossimi capitoli. Ultimo ma non per importanza è il tweet di Kim Newman, una narrative animator che è tornata a indossare la tuta per il motion capturing, segno che il team stia effettuando alcune prove prima di coinvolgere Christopher Judge, Sunny Suljic e il resto del cast.

    Detto questo, che fine ha fatto Cory Barlog? L'uomo che ha riportato in auge il nome dello spartano è molto attivo sui social e qualche tempo fa ha cominciato a pubblicare dei post diversi dal solito. Tra le allusioni ai viaggi interdimensionali, le immagini e i messaggi criptici, c'è anche chi ha pensato che si stesse preparando ad abbandonare Sony.

    In realtà, viste le ultime dimostrazioni di stima nei confronti della compagnia, potrebbe star lavorando semplicemente a qualcosa di nuovo. Questo "qualcosa" potrebbe essere nato dalla collaborazione con Ikumi Nakamura, l'ex creative director del GhostWire: Tokyo voluto da Shinji Mikami. Lo diciamo perché, tra gli obiettivi fissati per il 2020, la donna ha espresso il desiderio di realizzare un misterioso titolo con "Cory-san". Senza voler tirare in ballo Legendz, la tanto vociferata IP di Sony Santa Monica, ipotizziamo che Barlog possa aver trovato in Eric Williams il proprio successore, come parrebbe indicare il suo primo tweet di gennaio. Se ciò dovesse corrispondere al vero, il papà del "redivivo" Kratos potrebbe guardare al futuro ma con la sicurezza di aver lasciato God of War a un veterano della serie.

    L'ombra di Asgard, la furia di Vanaheim

    "Dobbiamo essere migliori di così": Kratos pronuncia queste parole prima di spezzare il collo a Baldur e scatenare l'ira di Freyja che, dopo aver aiutato lo spartano e suo figlio per tutta l'avventura, promette loro la più atroce delle vendette. A onor del vero la regina delle Valchirie sarà solo una parte del problema nel prossimo capitolo, giacché il guerriero cinereo dovrà affrontare anche la collera di Asgard.

    A tal proposito, nella parte conclusiva di God of War Atreus ha avuto una visione del futuro tutt'altro che rassicurante, incentrata su colui che nella mitologia reinterpretata da Barlog è forse il dio più sanguinario di tutti: Thor. All'interno del sogno premonitore, ambientato in un periodo imprecisato del celebre Fimbulwinter (il lungo inverno che precede il Ragnarok), il potente dio del fulmine raggiunge la casa nella foresta per sfoderare il Mjolnir e, presumibilmente, tentare di uccidere colui che non solo gli ha portato via il fratello ma anche Magni e Modi, i suoi due figli.

    Le minacce principali del quinto episodio dovrebbero quindi essere Thor e Freyja, che potrebbero aggiungere un bel po' di "pepe" al nuovo viaggio di formazione di Atreus. Di certo quest'ultimo dovrà confrontarsi con l'onere di essere un dio e metabolizzare le informazioni ricevute sul finire di God of War, e lo stesso potremmo dire di Kratos, che nelle criptiche raffigurazioni sul muro di Jötunheim parrebbe aver fatto luce sulla sua stessa morte. Non sappiamo quali altri incontri ci riserverà il lungo itinerario ma se dovessimo fare un nome penseremmo a Fenrir, il gigantesco lupo destinato a uccidere Odino.

    Magari, a seguito di alcuni scontri feroci, potrebbe avvicinarsi a Loki perché attratto dalla sua capacità di comprenderlo, un po' come è accaduto per l'immenso Jormungandr, il Serpente del Mondo. Sì, lo sappiamo: in teoria queste creature sarebbero la progenie di Loki, ma se c'è una cosa che riesce al team di Santa Monica è proprio il saper reinterpretare i miti classici. In ogni caso, oltre a Jormungandr ci aspettiamo di rincontrare Brok e Sindri, ai quali Kratos potrebbe chiedere un aiuto per raggiungere Svartalfheim, l'inaccessibile regno dei nani.
    Guidati dal logorroico Mimir, Atreus e suo padre potrebbero far luce sui misteri che ruotano attorno alla figura di Tyr, il dio della guerra che stando ad alcune teorie potrebbe essere nient'altri che Kratos. Ad ogni modo, il fatto che la divinità abbia visitato i luoghi al di fuori del dominio asgardiano, dal regno dei greci fino a quello degli antichi egizi, potrebbe rivelarsi di fondamentale importanza per il futuro della serie.

    Procediamo oltre e torniamo un attimo su Atreus, perché potrebbe fornire il perfetto escamotage per chiamare in causa un altro personaggio importante. Grazie alle sue prodigiose visioni, che a differenza dei sogni "sembrano reali", il giovane potrebbe riuscire a comunicare con sua madre Faye, magari esplorando con la mente alcuni eventi del passato o, addirittura, del futuro. Abile guerriera ma anche guida amorevole e sapiente, la defunta moglie di Kratos è diventata tra le figure chiave di God of War pur senza apparire direttamente. La gigantessa potrebbe svelare a Loki diversi dettagli sul Fimbulwinter e fungere, in qualche modo, da perfetto sostegno emotivo in un percorso di crescita diverso da qualunque altro.

    I regni esplorabili

    Prima di passare oltre ci sembra giusto spendere due parole sui possibili mondi esplorabili, che di certo costituiranno una componente fondamentale dell'offerta ludica. Nel corso di God of War, Kratos e Atreus hanno effettivamente visitato sei dei nove regni dell'universo narrativo, ma con un bel po' di limitazioni annesse. Muspellheim, il dominio infuocato di Surtr, era di fatto una grande arena di lotta legata ai contenuti secondari e lo stesso potremmo dire dei dungeon procedurali di Niflheim, pervasi da una nebbia in grado di risucchiare a poco a poco l'anima dei malcapitati.

    Jötunheim, la terra dei giganti ormai caduti, ha ospitato il finale dell'avventura ma era praticamente inesplorabile, al contrario di Midgard, Alfheim ed Helheim. Nel prossimo capitolo della serie diamo per certo il ritorno della terra degli uomini, con le sue bellezze e i suoi numerosi segreti in attesa di essere scoperti. Non sappiamo se e in che forma ritroveremo il Lago dei Nove ma siamo certi che lo spartano si avventurerà in aree completamente inedite del mondo di gioco.

    Per quanto concerne il regno degli Elfi Chiari, crediamo di averlo esplorato a sufficienza nel titolo del 2018, ma che dire di Helheim? La terra dei morti è diventata fonte di tormento per Kratos - complice il ritorno dei fantasmi del suo passato - e potrebbe ospitare un'ulteriore sezione all'interno del sequel. Il desiderio di visitare le lande infuocate di Muspellheim, magari per fare una visitina al suo signore, è poca cosa in confronto all'idea di esplorare strutture brulicanti di nani a Svartalfheim, o la mitica casa degli dèi Vanir.

    Grazie alla potenza di PS5 il regno di Freyja e le sue meraviglie potrebbero colpire anche l'occhio più esigente e appagare gli animi di chi desidera una maestosa boss battle. Immaginiamo infatti che la strega del bosco abbia chiesto udienza a Odino in persona, al fine di stipulare una temporanea alleanza per far fronte a Kratos, il nemico comune. Ricongiuntasi con le sue ali, la prode guerriera potrebbe rivelarsi un'avversaria decisamente ostica per il fantasma di Sparta, poiché in grado di ricorrere anche alla magia.

    Mentre dello scontro con Thor preferiamo parlare in seguito, crediamo sia arrivato il momento di citare l'Allfather Odino, un vero e proprio protagonista invisibile di God of War. Egli ha in buona parte segnato il destino di tutti i personaggi coinvolti, ha mandato Baldur, Magni e Modi sulle tracce di Atreus e ha spiato ogni mossa dello spartano attraverso gli occhi dei suoi corvi.

    Non ci aspettiamo una sua presenza massiccia, sia ben chiaro, ma è lecito pensare che nel prossimo capitolo possa fare la sua prima apparizione. Allo stesso modo non crediamo che ci verrà permesso di andare a zonzo per Asgard, eppure ci è impossibile scartare a priori una fugace occhiata alle splendenti sale degli Aesir.

    Migliorare la perfezione

    Spesso e volentieri i sequel vanno a eliminare o quantomeno a limare le criticità dei predecessori. Questo però non è il nostro caso, giacché God of War vanta un gameplay e un'offerta contenutistica sostanzialmente perfetti. Nel dare vita alla nuova iterazione della serie, quindi, i ragazzi di Sony Santa Monica non potranno far altro che costruire sulle solide basi del predecessore, massimizzando l'impatto scenico, diversificando gli enigmi e i boss, o introducendo elementi inediti nel combat system.

    Forte del velocissimo hard disk di PS5, il prossimo episodio potrebbe avere un mondo di gioco più ampio e consentire a Kratos di spostarsi per i rami dell'Yggdrasil per ragioni sceniche e non per mascherare l'insorgere di un lungo caricamento. Detto ciò, pur conferendo la possibilità di inserire più elementi di lore e un pool di contenuti validi, le ambientazioni estese non verranno utilizzate per dilatare la longevità in modo artificioso, al contrario di quanto succede in altre produzioni. A un certo punto il nuovo ciclo di God of War saluterà Kratos, il suo simbolo per eccellenza, e con ogni probabilità sarà Atreus a prendere il suo posto. L'ex cuore di ghiaccio però non è ancora pronto per passare il testimone e siamo certi che continuerà a guidare "Boy!" per tutta la durata del suo percorso di crescita.
    Pertanto è possibile che nel gioco ci ritroveremo a vestire i panni di Loki, magari sfruttando le sue capacità sensoriali per risolvere alcuni enigmi.

    Immaginando che non ci siano grossi salti temporali durante il gioco, e che quindi l'età di Atreus sia più o meno la stessa del primo capitolo, passato "il timone" al ragazzo con un elegante movimento di macchina, il giocatore potrebbe avventurarsi nei cunicoli per attivare congegni legati alle porte principali o all'avanzamento di un puzzle. A ciò potremmo aggiungere delle brevi sezioni "investigative", basate sull'interazione con vari elementi dello scenario per determinare la posizione di scrigni e oggetti utili.

    Siccome abbiamo già fatto riferimento alle visioni con Faye, passiamo al coinvolgimento di Atreus nei combattimenti: oltre alle possibili mosse combinate e all'ovvia espansione dei suoi poteri magici, non riusciamo a immaginare un ragazzotto che sbudella un gigantesco troll, un ruolo questo che si addice molto di più a Kratos. Dando per scontato il ritorno dell'esplorazione in barca e dei racconti di Mimir, vorremmo proprio imbatterci in altri esseri umani o quantomeno in degli abitanti "senzienti" dei regni.

    Questi incontri infatti rappresenterebbero occasioni perfette per narrare interessanti sottotrame e dar vita a incarichi secondari degni di nota, utili a esplorare la crescita di Atreus e le nuove consapevolezze di Kratos, ormai sempre più lontano dall'identità di fantasma di Sparta.

    Anche sul fronte del sistema di combattimento, il lavoro svolto con il God of War del 2018 è stato impeccabile, e non crediamo che possa subire un vero e proprio stravolgimento. Ci piacerebbe che l'incarnazione PS5 offrisse un maggior numero di "finisher" per tipologia di nemico, in modo da rendere spettacolare anche la più breve delle schermaglie. Siamo inoltre certi dell'arrivo di attacchi runici inediti, pensati per sprigionare effetti particellari fuori scala e reazioni più credibili del mondo di gioco, il tutto ovviamente ad alta risoluzione e a 60 fps.

    A tal proposito lo spartano potrebbe continuare a fare uso dell'ascia e delle mitiche lame - a meno che queste non vengano distrutte da Thor - e al contempo trovare nuovi gingilli lungo il cammino. I combat designer, in ogni caso, dovrebbero ritrovare il perfetto equilibrio tra spettacolarità e bilanciamento, in modo da mantenere alti livelli di epicità ma senza "banalizzare" l'esperienza. Grazie a nuove soluzioni registiche potremmo inoltre assistere al ritorno del salto, un vero toccasana per l'espansione delle combo, che tra l'altro potrebbero prevedere la rapida alternanza degli strumenti di morte.
    Vista la magnificenza dell'opera del 2018, non vediamo l'ora di scoprire la presentazione visiva del nuovo capitolo, che - oltre all'esplorazione - renderà a dir poco memorabili gli scontri con i boss. In una foresta "benedetta" dal Ray Tracing, il martello di Thor e l'ascia di Kratos, lanciate dai rispettivi possessori, s'incontrano a metà strada e provocano un'onda d'urto che spazza via gli alberi e fa tremare la terra: questo non sarebbe che il timido inizio di una lotta che in ogni senso potrebbe superare quella tra lo spartano e Baldur, che peraltro siede tra le più memorabili della storia dei videogiochi.

    Oltre al dio del tuono, tra draghi, bestie mitiche e giganti, ci aspettiamo delle boss battle realmente fuori di testa, capaci di farci sgranare gli occhi per l'incredulità. In base alla sua valenza in relazione alla trama principale, ci farebbe piacere scontrarci in qualche forma con Atena, che potrebbe prendere il posto della valchiria Sigrun come boss segreto di fine gioco. In God of War c'era un'ottima varietà di nemici ma lo stesso non si poteva dire dei mini-boss.

    I troll principali Dauði Kaupmaðr e Máttugr Helson infatti avevano diversi "colleghi" sparsi per il mondo che, complici l'aspetto e i moveset sostanzialmente identici, costituivano uno dei pochi aspetti meno brillanti del pacchetto. Visto il ricco bestiario della mitologia norrena, ci aspettiamo che Sony Santa Monica faccia fronte a questo piccolo problema, introducendo una serie di avversari tutt'altro che amichevoli.

    God of War Forte della potenza di PS5, God of War 2 potrebbe superare il predecessore in ogni aspetto e, nel mentre, dar seguito allo splendido viaggio di formazione del giovane Atreus. Gli alleati di ieri potrebbero diventare i nemici di domani, si pensi a Freyja o a Jǫrmungandr, quindi Kratos dovrà prestare attenzione a ogni sua mossa. Inoltre, anche l’ira degli Aesir sta per abbattersi sulla coppia greco-norrena, che tra il sopraggiungere del Fimbulwinter e il Ragnarok all’orizzonte, sarà protagonista di un’altra avventura memorabile. Pur dando quasi per certo lo sviluppo del nuovo capitolo, crediamo che il suo arrivo sugli scaffali sia ancora relativamente distante, perché - vista la rinnovata fama del brand - i ragazzi di Santa Monica non dovranno consegnarci solo un valido sequel ma un peso massimo capace di scrivere una pagina importante della storia del videogioco.

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