God of War Fallen God, la serie a fumetti: un fantasma dal passato

Al Fantasma di Sparta è stata dedicata anche una serie a fumetti, per questo motivo non potevamo non parlarvene.

God of War Fallen God
Speciale: Multi
Articolo a cura di
Disponibile per
  • PS5
  • Qualche mese fa abbiamo riassunto il primo volume di God of War Fallen God, la miniserie a fumetti ambientata tra la fine degli dei dell'Olimpo e il soft reboot del 2018. Al principio di questa avventura partorita dallo scrittore Chris Roberson - che peraltro ha firmato il fumetto prequel di God of War PS4 - abbiamo visto il cinereo spartano soccombere alla follia e spingersi sino alle terre d'Egitto, tormentato dai suoi indicibili peccati e dalle Lame del Caos.

    In più occasioni Kratos ha incontrato quel che sembrava essere il dio Thot, che gli si è manifestato sotto forma di un vecchio signore mentre gli parlava del suo destino, un destino che lo spartano voleva eludere a tutti i costi. Siccome morivamo dalla voglia di vedere come si sarebbero sviluppati gli eventi, abbiamo letto gli altri tre volumi di Fallen God, per poi riassumerli con dovizia di particolari e riportarli a voi.

    Un fantasma dal passato

    Nel primo numero di Fallen God avevamo lasciato Kratos a terra e privo di sensi ed ecco che lo vediamo ridestarsi in uno spazio totalmente vuoto dalle tinte bluastre. Lo spartano è disorientato perché non capisce dove si trova ma all'improvviso sente una voce familiare: "hai fatto un lungo viaggio solo per tornare dove tutto è iniziato". È il fantasma della dea Atena, un'altra delle sue vittime. Un altro dei suoi tormenti. Kratos comincia a urlarle addosso, perché la crede responsabile del perpetuo ripresentarsi delle Lame del Caos.

    Atena non si cura delle accuse dello spartano e anzi gli intima di tornare a casa e di smettere di opporsi al suo fato. Il suo fratellastro la maledice, perché convinto del fatto che la sua fuga sia già una punizione troppo grande da sopportare. Il Fantasma di Sparta si desta d'improvviso, sotto l'occhio vigile del vecchio signore, che poco dopo chiede al guerriero se nei sogni sia riuscito a trovare le risposte che cercava. Kratos gli parla della sua condanna ma l'anziano taglia corto: "devi raccogliere le tue spade e prepararti per la battaglia che verrà".

    Lo sterminatore di dei non ne può più delle misteriose parole del vecchio e, dopo averlo maledetto assieme alle sue rivelazioni, raccoglie le spade incatenate per poi lanciarle il più lontano possibile. Passano i giorni e il cinereo spartano cammina senza sosta tra montagne rocciose e aree verdeggianti, finché non raggiunge un villaggio. Quando si rende conto di aver già visitato quel luogo (durante gli eventi del volume 1) resta sbigottito e si chiede perché gli abitanti della zona abbiano così paura di lui.

    Poco dopo però scopre una realtà diversa da quella che immaginava: quelle povere anime non avevano paura di lui, anzi confidavano nel suo aiuto per sopravvivere a una minaccia imminente. Il guerriero non ha idea di cosa stia succedendo ma più tenta di allontanarsi dai villici, più questi gli chiedono aiuto contro la Bestia del Caos. Proprio in quel momento lo spartano vede un grosso mostro fuoriuscire dall'acqua e gettare nel panico gli astanti, che continuano a considerare Kratos la risposta degli dei alle loro preghiere.

    "Gli dei sono mostri e i mostri non rispondono alle preghiere", dice lo spartano alla folla spaventata ma il vecchio signore compare ancora una volta per convincerlo del contrario. Dopotutto lo sterminatore di dei è giunto al villaggio al momento giusto e cioè poco prima che la Bestia potesse compiere il massacro, così come era scritto. Stanco di sentir parlare di profezie e destino, il guerriero lancia per aria i villici e anzi minaccia di ucciderli prima del mostro stesso. Il vecchio però lo spinge a riconsiderare la sua decisione.

    Kratos d'altra parte ha chiesto più volte pietà e dovrebbe essere il primo a elargirla agli innocenti in caso di bisogno. L'ira dello spartano si placa per un attimo dato che il vecchio dice il vero ma pochi istanti dopo riesplode con inaudita violenza: nessun dio darà più ordini a Kratos. Nessun dio deciderà più il suo destino. Il combattente cinereo sta per lasciare gli abitanti del villaggio in balia della bestia, noncurante degli appelli del vecchio, che però all'improvviso sparisce nel nulla.

    Sopraffatto dalle emozioni, Kratos crede di essere diventato pazzo ma il ruggito della Bestia del Caos lo riporta alla realtà. Lo spartano, ormai animato dal desiderio di farla finita con la storia del mostro, si lancia all'attacco e schiva per un soffio il morso mortale della creatura. Con la forza inaudita che l'ha sempre contraddistinto in battaglia, solleva la creatura, così da avere la possibilità di colpirne l'addome con un pugno poderoso. L'essere abominevole urla di dolore ma riesce a spazzar via Kratos con un attacco diretto, che però non impensierisce il dio della guerra. Dopo un ulteriore assalto, il Fantasma di Sparta viene schiacciato a terra dalla zampa della bestia ma, come le leggende narrano, è proprio quando viene messo alle strette che il fantasma sfodera tutta la sua potenza. Grazie a una presa ricolma d'ira infatti riesce a strappare per intero la mandibola della belva, che si accascia a terra priva di vita. Lo scontro è finito ma gli abitanti del villaggio tremano ancora di paura, per un motivo che lo spartano sta per scoprire.

    La (vera) Bestia del Caos

    "Folli, il mostro è morto", grida Kratos al gruppo di irrequieti mortali ma questi continuano a fuggire. Il vecchio saggio interrompe nuovamente il combattente e gli dice che il suo scopo non si è ancora compiuto. Il Fantasma di Sparta non si fida di questa figura così sfuggente, che intanto continua a incidere simboli su di una tavoletta. A un certo punto, il vecchio mostra al dio della guerra la vera minaccia: un titanico ippopotamo dal dorso rinforzato o, per meglio dire, la vera Bestia del Caos.

    "Quando avranno fine i miei tormenti?", urla lo spartano in direzione del gigantesco essere, anche se non capisce se sia venuto per vendicare il suo simile o semplicemente per divorare i mortali. La risposta in realtà non gli interessa e infatti comincia ad allontanarsi dallo scontro. Il mostro però vuole divorare proprio il Fantasma di Sparta, che - al grido di "così sia" - si lancia nuovamente in battaglia. Maledicendo la bestia, Kratos compie un balzo poderoso e le sferra uno dei suoi pugni più potenti... ma stavolta la situazione non volge a suo favore.

    L'abominio simile a un ippopotamo sembra non aver subito alcun danno dopo il colpo di Kratos e anzi passa al contrattacco con una zampata. Il leggendario guerriero resta sospeso in aria per decine di metri, finché non atterra con violenza su un territorio roccioso. Anche stavolta si ridesta nello spazio vuoto bluastro, che però non ospita più soltanto Atena ma anche un dio egizio dalla testa di ibis: si tratta proprio del sommo Thot, di quel vecchio che ha accompagnato Kratos nel corso di tutta la sua permanenza in Egitto.

    Entrambe le divinità vogliono spingerlo ad abbracciare il proprio destino e gli indicano degli oggetti fiammeggianti in lontananza. Alla vista delle Lame del Caos, lo spartano emette un urlo di rabbia e cade in ginocchio, in preda allo sconforto. "Questo è il tuo grandioso e tremendo scopo", gli dice Atena, mentre Thot aggiunge che se il destino è una destinazione che non si può evitare, perché ritardare l'inevitabile? Kratos continua a maledire gli dei ma stavolta maledice soprattutto sé stesso. È così che con una calma piena di sconforto raggiunge le lame, per poi prenderle e sventagliarle - come non faceva da tempo - contro l'orrido mostro. Lo spartano le usa come un rampino per arrampicarsi sull'essere e lacerarne le carni con inaudita violenza. La bestia lo spinge nuovamente per aria ma stavolta Kratos utilizza le lame per appigliarsi al terreno e annullare la forza del colpo. I sensi del guerriero si sono di nuovo affinati ed è grazie ad essi che intuisce dove colpire.

    Nel giro di un istante riesce a mozzare l'enorme zampa della bestia, per poi sferrare una serie di violenti attacchi fino a raggiungerne la testa. Alla fine dello scontro, del mostro non restano che pochi lembi di carne dilaniata e decine di litri di sangue versato. Il sangue dei suoi nemici e la sua stessa rabbia sono tutto ciò che resta al fu olimpico, sono la prigione dalla quale non può scappare. Il suo inferno.

    Pieno di questa consapevolezza e in preda alle sue emozioni più oscure, Kratos cade a terra sfinito e sente ancora una volta la voce di Thot. Il saggio dio gli augura buona fortuna, perché sa bene che il viaggio del guerriero ha appena avuto inizio. Dopo un attimo di riposo, lo sterminatore di dei si rialza e riprende il suo cammino, un cammino che lo porterà nelle terre di Midgard per affrontare il proprio destino. A proposito di Midgard: avete letto la nostra anteprima di God of War Ragnarok?

    Quanto attendi: God of War Ragnarok

    Hype
    Hype totali: 231
    90%
    nd