God of War: tutto quello che c'è da sapere sulla mitologia norrena

Per giungere preparati all'incontro con il nuovo God of War, vi proponiamo un articolo che riassume in breve i capisaldi della mitologia nordica.

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  • Tra gli elementi base della costruzione di ogni società, la religione è sempre stata uno degli aspetti che più hanno caratterizzato la storia dei vari popoli. Tra i culti oramai non più praticati ma studiati e amati con grande passione da tutto il mondo, non possiamo non citare il pantheon norreno, considerato come un ramo della mitologia germanica ma in grado di ritagliarsi, tramite fumetti, videogiochi, libri e film, un posto di primo piano tra i fenomeni culturali più rilevanti del nostro tempo.
    Tra eroi famosissimi e miti dimenticati, è necessario conoscere almeno in parte le più celebri leggende nordiche per riuscire a destreggiarsi tra le miriadi di riferimenti e che l'odierna cultura pop dedica al mondo norreno, tra Thor, Vikings, Hellblade ed il nuovo God of War. Allo scopo di darvi un'infarinatura generale che vi aiuti a comprendere l'universo in cui si ambienta il capolavoro di Santa Monica, abbiamo preparato questo articolo nel quale sono riassunti i capisaldi della grande epica del Nord.

    L'origine e la fine del mondo

    In che modo nacque questo intricato e complesso insieme di storie e racconti? Secondo la tradizione, Odino, mai sazio di conoscenza e cultura, convocò lo spirito di una veggente per conoscere il passato e per prevedere il futuro del cosmo su cui regnava. La veggente gli raccontò di come in origine c'erano solo il ghiaccio e il fuoco, rispettivamente il Niflheimr e il Muspellsheimr, con un enorme baratro di vuoto a dividerli, chiamato Ginnungagap. Quando ghiaccio e fuoco si scontrarono, nacquero il primo gigante, Ymir, e la vacca cosmica, Auohumla.

    Niflheimr by Jeremiah Humphries on DeviantArt

    Da Ymir derivò la stirpe dei giganti, mentre da Auohumla discesero gli dèi Aesir. La terza generazione di Aesir, Odino e i suoi fratelli Vili e Vé, uccisero Ymir, e con il suo corpo plasmarono il mondo. La veggente avvertì però Odino: la sua non era l'ultima generazione di Aesir a governare sui nove mondi. Il Ragnarok, la fine di ogni cosa, avrebbe colpito il suo popolo e i suoi nemici, annientando tutto e riavviando il processo di ricostruzione, come sempre è stato e sempre sarà. Le divinità periranno per mano di creature titaniche e mostruose, a loro volta sconfitte e uccise dall'immensa forza degli Aesir e dei guerrieri sotto il loro comando. Tutto per dare di nuovo inizio al ciclo di vita e morte, caos e ordine che, per la mitologia norrena, rappresenta l'essenza stessa della vita.

    Yggdrasill e i Nove Mondi

    "L'alto tronco lambito d'acqua bianca di argilla. Di là vengono le rugiade che piovono nelle valli."- Edda Poetica

    Come il tessuto che tiene unito l'universo, Yggdrasill, l'albero cosmico, lega a sé ogni pianeta del mondo norreno. Come per tutte le culture precristiane, ed essendo ovviamente precedente alla rivoluzione eliocentrica copernicana, la cosmologia nordica, secondo molte delle teorie più accreditate, poneva l'uomo al centro dell'universo, rendendolo il cuore pulsante di quell'albero dal quale partivano possenti e robusti rami, che si collegavano a ognuno degli altri otto regni (per nove complessivi) di cui era composto il cosmo.

    Bisogna tenere conto, però, che stando ad altre letture delle principali fonti (sostanzialmente, le due versioni dell'Edda - poetica e in prosa), la struttura della cosmologia norrena può cambiare radicalmente.
    Il mondo al centro dell'universo, in base alle teorie principali, era Midgard, la Terra di Mezzo, conosciuta anche come Manheimr, il Regno degli Uomini, il nostro mondo.
    Nel primo gruppo di pianeti immediatamente vicini a Midgard troviamo Muspellsheimr, la Terra delle Fiamme, la dimora dei giganti del fuoco e del loro signore, Surtr, destinato a scatenare il Ragnarok. Nella stessa cerchia di Muspell, troviamo Vanaheimr, il Regno dei Vanir, dèi che, dopo una durissima lotta contro gli Aesir, si allearono con loro, e rappresentano la "seconda classe" di divinità norrene, come le ninfe o le muse nel pantheon greco; poi Jotunheimr, il Regno dei giganti di roccia e di ghiaccio, letali nemici degli Aesir e degli Uomini; poi ancora Niflheimr, il Regno della nebbia e del freddo.
    Nella seconda cerchia prendevano posto Svartalfaheimr, il Regno degli Elfi Oscuri, a seconda delle fonti in convivenza o in guerra con il popolo dei nani, e Alfheimr, il Regno degli Elfi Chiari.
    Il mondo che dall'alto osservava e controllava tutti gli altri era Asaheimr, il Regno degli Aesir, che vivevano ad Asgaror (Asgard), leggendaria capitale degli dèi norreni.
    Infine, nel profondo Sud del cosmo, si situava Helheimr, dove regna Hel, dea della morte designata da Odino per governare gli inferi. La struttura di Helheimr è tra le più complesse rispetto a tutti gli altri pianeti della cosmologia norrena: diviso in tre parti, ricorda molto da vicino l'oltretomba cristiano. Nei livelli più alti, governati direttamente da Hel, troviamo dèi ed eroi, che si sono guadagnati il Valhalla in vita, giudicati dalle Valchirie, le dee alate al servizio di Odino; al centro, dimorano gli anziani e i giovani che non hanno potuto conquistarsi un posto all'interno delle ambite sale degli dei; nel piano più basso, vengono condotti coloro che sono condannati a vivere per sempre sotto atroci torture e pene (da qui, probabilmente, l'evoluzione di Hel in "Hell", termine inglese per l'inferno cristiano).

    Le divinità: Aesir, Vanir e Giganti

    Il pantheon norreno è stracolmo di figure potentissime, divine e straordinarie. Innanzitutto, bisogna però sottolineare un aspetto fondamentale: al pari di tutte le religioni di matrice indoeuropea, la sua prospettiva dell'universo non contrapponeva Bene e Male, ma Caos e Ordine. In tal senso, divinità come Loki possono essere assimilate più a figure come Eris (la discordia) nel pantheon greco che non a Lucifero. In quest'ottica, anche lo scontro tra Aesir, Vanir e giganti, gli Jotnar (plurale di Jotunn), non è identificata come un'apocalisse che vedrà il bene trionfare e creare un nuovo ordine (a differenza, insomma, della Bibbia), ma rappresenta la fine di un ciclo, e l'inizio di un altro, similmente alle religioni dell'estremo oriente.
    Ecco dunque che, abbracciando queste ideologie, possiamo citare come divinità degli Aesir indistintamente sia Loki che Thor, Hel e Odino (Wotan per la tradizione germania), Frigg ed Heimdallr, senza dover distinguere la loro fazione.

    Surtr by Samburley on DeviantArt

    Oltre ai numerosissimi dei Aesir e Vanir, la mitologia norrena ci racconta però di creature straordinarie e mostri disumani: in primis, i già citati Jotnar, che vengono generalmente divisi tra giganti di fuoco (Muspellsmegir) e di brina o ghiaccio (Hrimpursar), ossia i principali avversari delle divinità dell'Ordine. Numerosi sono gli animali mitologici citati nell'Edda: dallo scoiattolo che abita Yggdrasill, Ratatosk, ai due corvi che tengono costantemente informato Odino degli avvenimenti del mondo, Muninn e Huginn (memoria e pensiero), passando per Sleipnir, la velocissima cavalcatura a otto zampe di Odino, e Fenrir, enorme e famelico lupo figlio di Loki e della gigantessa Angrbooa. E poi ancora Midgardsormr, la Serpe di Midgard, il titanico e gigantesco serpente che ucciderà (e verrà ucciso) da Thor durante il Ragnarok. Tra divinità, mostri ed esseri magici, la mitologia norrena offre una quantità di leggende decisamente molto varia.

    Gli oggetti del mito: anelli, martelli, ponti magici

    Come ogni mito che si rispetti, anche quello nordico è stracolma di strumenti dal potere inimmaginabile, a volte benefici e altre volte maledetti, di certo talmente potenti da attirare le attenzioni e i desideri persino degli dèi.
    Uno degli oggetti più famosi, che poi divenne la base per la creazione di alcune delle opere artistiche più importanti della storia (dall'Anello del Nibelungo di Wagner a Il Signore degli Anelli di Tolkien), è l'anello Andvaranautr, in grado di creare oro dal semplice desiderio del suo possessore. Fu per questa sua incredibile capacità che, dopo una serie di lunghe e complesse vicissitudini, l'anello venne maledetto, e "infiniti lutti addusse" ai suoi possessori.

    E come dimenticare poi Mjollnir, il leggendario martello di Thor rilanciato nella cultura pop dal successo dell'universo Marvel, o il Gjallarhorn (conosciuto dai videogiocatori come il più potente lanciarazzi di Destiny), il possente corno con cui il dio Heimdallr convocherà i suoi simili per la battaglia del Ragnarok? E ancora Gungir, la sacra lancia di Odino, che il padre di tutti gli dèi usò solamente nella prima battaglia per la creazione del mondo, e che utilizzerà di nuovo solo durante lo scontro finale. E infine, il Bifrost, il cancello di Asgard che funge anche da ponte verso tutti i nove mondi di Yggdrasill, controllato giorno e notte dall'onniveggente Heimdallr, guardiano di Asgard.
    Eccoci giunti al termine di questo breve compendio di miti norreni. Tra un pantheon vastissimo e un cosmo immaginifico, tra martelli magici e anelli maledetti, il recupero e l'interesse mediatico (in termini videoludici e cinematografici) per mitologie così ricche e complesse sono assolutamente da apprezzare, in primis perché aprono un piccolo spiraglio su migliaia di storie interessanti e dal grandissimo valore storico, e in secondo luogo perché, se la materia è affrontata con intelligenza e cura, possono offrirci conoscenze approfondite di luoghi, mondi e culture che altrimenti rischierebbero di cadere nell'oblio.

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