Google Yeti: in arrivo un nuovo rivale per PS5 e Xbox Scarlett?

Secondo alcuni rumor, Google si appresta ad annunciare la sua prima console per videogiochi alla GDC di San Francisco...

Google Yeti sfida PlayStation 5 e Xbox Scarlett
Speciale: Google Stadia
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Il prossimo 19 marzo potrebbe essere una data storica per il mondo dei videogame. In occasione della Game Developers Conference di San Francisco, infatti, Google presenterà ufficialmente la sua console, entrando di prepotenza in un settore fino ad oggi in mano al tridente composto da Sony, Microsoft e Nintendo. In molti si chiedono se ci sia davvero spazio per un quarto concorrente, e per il momento anche aziende colossali che avrebbero potuto tentare il "grande passo" sono rimaste molto caute. Basti pensare ad Amazon, che dopo aver acquistato team di sviluppo del calibro di Double Helix e aver assemblato il Lumberyard, un motore proprietario nato da una costola del CryEngine, ha improvvisamente tirato i remi in barca, cancellando di colpo Breakaway e lanciando due progetti dalle ambizioni più che moderate (come New World e Grand Tour The Game).

La stessa resistenza si riscontra guardando dalle parti di Apple, che si accaparra l'esclusiva di Sky, nuovo titolo del papà di Journey, ma lo lancia su iPhone e Apple TV, lasciando che il pubblico di appassionati aspetti la fine dell'esclusività temporale. La verità, insomma, è che colonizzare il settore videoludico è tutt'altro che facile, anche per aziende che avrebbero gli strumenti economici ed il rilievo mediatico per farlo. Allo scopo di convincere un pubblico generalmente poco incline ad accettare i cambiamenti e giustamente esigente quando si parla di qualità servono determinazione, costanza, ed un know-how che non si acquisisce di certo in un paio d'anni. Se molti colossi dell'entertainment preferiscono restare focalizzati sulla loro sfera d'influenza, sia essa il gaming mobile o lo streaming a sfondo videoludico, Google sembra invece decisa a mettere un piedino anche nel nostro mondo. Può essere interessante, a qualche giorno dall'annuncio ufficiale, cercare di capire come vorrà farlo: console tradizionale, set-top box a tema videoludico, oppure qualcosa di ancora diverso?

Nome in codice: Project Yeti

Per quanto possa essere affascinante, l'ipotesi che Google voglia lanciare sul mercato un hardware "fatto e finito", una console classica con specifiche tecniche in grado di tenere il passo della concorrenza, è senza dubbio la più improbabile.

I motivi per cui accogliamo questa eventualità con diffidenza sono molteplici. Da una parte la console necessiterebbe di un sistema operativo specifico e distintivo, e non di una versione "riciclata" di Android, che potrebbe dare al pubblico un'idea sbagliata sulla qualità della macchina. Dall'altra ci sarebbe bisogno di convincere le terze parti ad ottimizzare i propri titoli per il nuovo hardware, chiedendogli di moltiplicare il lavoro sul fronte tecnico senza la certezza di un riscontro in termini di vendite.

In ultimo, e non si tratta di una questione secondaria, bisognerebbe chiedersi a quale generazione vorrà "accordarsi" Google: si accontenterà degli standard attuali, cercherà di superarli con moderazione (rischiando di vedersi sorpassata all'annuncio di PS5 e Xbox Scarlett), oppure andrà all-in presentando una piattaforma completamente next-gen? Forse non è esattamente questo il momento più adatto per presentare una console tradizionale, senza sapere ancora quali saranno i prossimi passi della potenziale concorrenza.

Se dovessimo insomma scommettere sulla strategia di Google punteremmo in direzione dello streaming. L'approccio più naturale sarebbe quello di presentare una sorta di Chromecast in salsa videoludica, un oggetto piccolo e poco costoso in grado di riprodurre i giochi in streaming sul televisore di casa. Fra gli indizi che sostengono questa ipotesi c'è anche la closed beta di Project Stream, che qualche mese fa si è tenuta in America con un protagonista d'eccezione: Assassin's Creed Odyssey.

La tecnologia proprietaria di Google per il gioco in remoto promette di gestire agilmente (direttamente su Chrome) un flusso video di 1080p a 60 frame al secondo. Dati che sono impressionanti se paragonati a quelli del PlayStation Now, lanciato da pochi giorni anche in Italia: il servizio di Sony si ferma infatti a 720p e 30fps. Se il colosso di Mountain View avesse trovato un sistema per massimizzare le prestazioni mantenendo bassa la latenza potremmo anche giustificare le dichiarazioni altisonanti che parlano di "futuro del gaming".

C'è anche un'altra ipotesi da considerare. Ovvero che il servizio di streaming possa fungere da "cavallo di Troia" per lanciare un hardware tradizionale, riducendo l'impatto dei problemi di cui sopra discutevamo. La console di Google potrebbe essere insomma una macchina da gioco con un suo set di esclusive, che si appoggia però sullo streaming per il software di terze parti. Ubisoft, Activision, EA e gli altri potrebbero concedere più facilmente il propri prodotti, se questi fossero gestiti dal cloud, soprattutto per la prospettiva di vederli girare anche sul browser più diffuso al mondo; nel frattempo Google potrebbe iniziare a mettere in piedi una base installata, favorendo un processo di colonizzazione del mercato più morbido e sostenibile.

Il fatto che non stiamo escludendo del tutto l'ipotesi di un hardware classico è giustificato soprattutto dal teaser che l'azienda ha pubblicato qualche giorno fa. In questo breve filmato si vede una manciata di contesti e immaginari che sembrano associati ad altrettanti titoli di lancio. Dal momento che non c'è nessun gioco immediatamente riconoscibile è lecito pensare che si tratti di produzioni inedite, alcune delle quali - stando alle voci di corridoio - potrebbero essere in qualche modo legate ad alcuni grandi brand targati SEGA (il racing game potrebbe essere Outrun?).

Un elemento da considerare è che questo trailer punta molto sulla qualità visiva, sulla solidità del colpo d'occhio e sul dettaglio. Avrebbe senso usare quel linguaggio, e stupire tutti con prodezze tecniche importati, per poi buttarsi sullo streaming, con tutti i compromessi che questa tecnologia ancora comporta in termini di responsività, dettaglio e artefatti video?

Ancora un'altra prospettiva: l'attenzione per la qualità visiva del breve teaser potrebbe essere squisitamente tecnologica, e anticipare l'annuncio di un nuovo motore di gioco proprietario, magari ottimizzato proprio per Project Stream. In questo caso potrebbero ribaltarsi i rapporti di forza, e Google potrebbe concedere il proprio engine a chi vuole sviluppare un titolo bello da vedere ma sufficientemente leggero per essere giocato "sulla nuvola".

Qualsiasi sia la scelta di Google per dare l'arrembaggio al settore del gaming, la prossima settimana sarà bene tenere gli occhi puntati sulla GDC; se non altro per scoprire quali saranno i prodotti di lancio della nuova console o del nuovo servizio. L'idea di avere un colosso come Google che foraggia la produzione di nuovi videogiochi è interessante indipendentemente dalla forma che prenderà il progetto. L'unica speranza largamente condivisa da tutti i giocatori, al momento, è che i prototipi del pad mostrati qualche giorno fa siano fasulli, e che il controller sia più vicino agli standard qualitativi attuali. Restate su queste pagine per scoprire tutte le novità.